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Legislatura 14ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 960 del 15/02/2006


Passiamo all'esame dell'articolo 1 del disegno di legge.

Avverto che gli emendamenti si intendono riferiti agli articoli del decreto-legge da convertire.

Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 1, che si intendono illustrati e su cui invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi.

MUGNAI, relatore. Sono contrario a tutti gli emendamenti, preso atto di quelli su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.

Anticipo fin d'ora il parere favorevole sull'emendamento 3.500, presentato dai relatori.

DEL BUE, sottosegretario di Stato per le infrastrutture e i trasporti. Esprimo parere conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.1.

MANZIONE (Mar-DL-U). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

MANZIONE (Mar-DL-U). Signor Presidente, l'emendamento che stiamo per votare prevede, sostanzialmente, di prolungare la sospensione fino al 31 dicembre 2006. Questo perché si comprende benissimo che non occorre, in questa materia, un mero intervento di facciata, un intervento tampone come quello che è stato apprestato con il decreto-legge che ci apprestiamo a convertire in legge.

Dico questo nel mentre assistiamo, ogni giorno, alle proclamazioni elettorali di questa maggioranza che litiga sugli slogan più utili da utilizzare anche rispetto alla politica abitativa. Il Presidente del Consiglio parlò, in un primo momento, di un'assegnazione gratuita delle case popolari e della possibilità, poi, di utilizzare non si capisce cosa per una nuova politica abitativa.

Vi è poi, per esempio, il rappresentante di una delle tre propaggini della Casa delle Libertà - mi riferisco all'attuale presidente della Camera, onorevole Pier Ferdinando Casini - che fa anche della politica sulla casa una proposta elettorale forte.

Tutto questo viene però fatto quasi come se la Casa delle Libertà non fosse stata al Governo per cinque anni. Lo stesso intervento del presidente Novi, poco fa, aveva un unico grande difetto: il presidente Novi ragionava dell'ipotesi del signor Romeo e di quant'altro, quasi non fossimo alla fine di una legislatura nella quale il Governo è stato rappresentato dalla Casa delle Libertà. Questo è il problema.

 

NOVI (FI). I sindaci di sinistra!

 

MANZIONE (Mar-DL-U). Senatore Novi, calma! E si continua con una politica di questo tipo che è un mero pannicello caldo, facendo finta di non capire che il disagio sociale, del quale tanto abbiamo parlato, produce quel disagio abitativo del quale facciamo finta di occuparci questa mattina.

E' poi inutile ragionare, come fa il presidente Novi, dei sindaci di sinistra nel momento in cui agli enti locali vengono tagliate le risorse e, quindi, le disponibilità per interventi sociali, come in questo caso, a disposizione dei Comuni sono praticamente inesistenti.

Questa è la contraddizione complessiva che noi riscontriamo e, come testé ben detto dal collega Legnini, non intravediamo una sostanza complessiva in questo disegno di legge di conversione del decreto-legge al nostro esame. Si tratta di un provvedimento tampone, di un qualche cosa che non ci convince perché non ha prospettiva. E' come se ci fossero due realtà: una, che è quella che riscontriamo quotidianamente nelle Aule di Camera e Senato, dove questa maggioranza dimostra di avere un approccio soltanto epidermico ad alcuni problemi e l'altra, invece enfatica, aulica ed elettorale, nella quale questa maggioranza dipinge all'esterno iniziative che non fa e promette interventi che non farà e che non potrà fare. Questo è il dato.

Presidente, proprio per rimarcare questa sostanziale differenza, chiedo la verifica del numero legale sull'emendamento in esame, al quale intendo aggiungere la mia firma, anche se porta già quella di molti colleghi dell'Unione e del senatore Cavallaro del mio Gruppo.

Ho l'impressione che ieri, quando si parlava degli interessi di qualcuno - non voglio riaprire una polemica viva oggi sui giornali - quando bisognava votare un provvedimento che non investiva interessi generali da tutelare ma chiari interessi particolari da difendere, vi era una maggioranza che riconosco essere schierata in maniera forte. Adesso, che discutiamo del disagio abitativo - che sicuramente non può toccare direttamente il Presidente del Consiglio ed i suoi sodali - è evidente che vi è un atteggiamento di disimpegno.

Voglio solo che agli atti resti questo dato, precisando però che non vi sarà assolutamente su tale argomento un atteggiamento ostruzionistico.