NOVI, relatore. Signor Presidente, mi soffermo brevemente su questo decreto che nasce da una sentenza della Consulta, la n. 155 del 2004, la quale dichiarava la legittimità della proroga dei provvedimenti esecutivi di rilascio, sentenza che è stata anche ribadita dalla Corte di giustizia europea.
Questo decreto, in realtà, riprende alcuni dei punti fondamentali del precedente decreto, cioè prevede i buoni casa; nuovi contratti per gli sfrattati e anche per coloro i quali siano ospitati presso i parenti; agevolazioni per i locatari degli immobili individuati dall'articolo 1, siano essi persone fisiche oppure imprese.
Il provvedimento prevede inoltre, al comma 3 dell'articolo 1, le procedure che bisogna seguire per accertare se i conduttori presentino i requisiti richiesti dalla normativa. Al comma 4 dello stesso articolo 1, invece, si stabilisce che «la sospensione non opera in caso di mancato regolare pagamento del canone».
Questo provvedimento è reso necessario soprattutto dalla crisi abitativa che persiste in alcune grandi aree del Paese, come le città di Milano, Roma e Napoli. In queste aree vi è una tensione abitativa che si sposa, per esempio, in alcune realtà come quella napoletana, con una tensione sociale non indifferente.
Occorre aggiungere che il Governo, mediante l'ultima finanziaria, ha avviato anche una politica riguardante la casa che punta a trasformare un milione di inquilini degli IACP, gli istituti autonomi case popolari, in un milione di proprietari di tali alloggi; questi ultimi saranno ceduti mediante procedure che prevedono la trasformazione in mutuo degli attuali contratti di locazione e tali mutui saranno parametrati al reddito familiare. In realtà, quindi, come ha riferito anche la stampa, il Governo prevede in prospettiva di far acquisire, con una procedura di semiregalo, questi alloggi da parte, appunto, di un milione di inquilini.
Dalla vendita di tali alloggi, che hanno un valore di mercato di 300 miliardi di euro, saranno ricavati 25-30 miliardi di euro, i quali saranno impegnati per una politica abitativa della casa a favore soprattutto delle giovani coppie e degli incapienti.
Questo provvedimento in realtà è un provvedimento di passaggio, nel senso che con esso il Governo affronta ora l'emergenza casa, ma già con l'ultima finanziaria ha tracciato le grandi linee per avviare a soluzione quella che è stata per anni una vera e propria emergenza nazionale.