PRESIDENTE. Dichiara aperta la discussione generale.
TURRONI (Verdi-Un). Il provvedimento conferma l'inadeguatezza delle politiche energetiche del Governo che, a fronte dei problemi di approvvigionamento, non è stato in grado di delineare alcuna strategia organica tesa ad investire in nuove tecnologie preferendo mascherare i dati e consentire il funzionamento di centrali obsolete, con ciò proseguendo nell'opera di saccheggio ambientale che ne ha caratterizzato l'azione politica nel corso della legislatura. (Applausi dal Gruppo Verdi-Un).
SODANO Tommaso (Misto-RC). A fronte della riduzione dell'afflusso di gas dalla Russia, il Governo corre ai ripari con un provvedimento d'urgenza, dimostrando l'assenza di un qualsiasi preventivo piano di emergenza oltre che di valide politiche in campo energetico. Le misure proposte peraltro sono del tutto inaccettabili per gli effetti negativi che ne deriverebbero sull'ambiente e per gli oneri che ricadrebbero sui cittadini, sia in virtù della scelta a favore dell'olio combustibile che per le multe che deriverebbero in sede europea dal superamento dei limiti imposti all'emissione di gas in atmosfera.
PEDRINI (Aut). Le recenti ristrettezze energetiche hanno evidenziato le debolezze di una strategia che è incapace di assicurare un adeguato approvvigionamento. La liberalizzazione del settore, realizzata dalle aziende municipalizzate, non deve essere confusa con la privatizzazione del gestore nazionale, che si è rivelata inidonea a garantire la riduzione dei costi, la sicurezza della rete e i necessari investimenti. A fronte dei fallimenti di una logica mercantile, che ha comportato la socializzazione delle perdite e la privatizzazione degli utili, occorrerebbe invertire la tendenza, potenziando il ruolo dell'ENEL, quale impresa pubblica capace di perseguire l'interesse collettivo più che la massimizzazione del profitto e di concorrere alla formazione di un mercato integrato europeo.
BASTIANONI (Mar-DL-U). Un Governo che ha privilegiato i rapporti commerciali con Paesi nordeuropei anziché nordafricani, che ha accentuato la dipendenza nazionale dal gas russo oltre ogni ragionevole misura e ha sostanzialmente ignorato gli aspetti vulnerabili del sistema energetico nazionale già evidenziati dai blackout degli ultimi anni, è stato colto impreparato dalla crisi energetica. La situazione è stata aggravata dagli errori previsionali dell'ENI che, forte della sua posizione monopolistica, ha impedito la realizzazione di strutture di stoccaggio e le risorse stategiche del Paese iniziano ad essere intaccate. Di fronte al rischio di limitazioni che danneggeranno le famiglie e le imprese, le misure di decretazione d'urgenza sono tardive, insufficienti e non inquadrabili in un piano nazionale che preveda un riequilibrio delle fonti energetiche. (Applausi dal Gruppo Mar-DL-U).
GARRAFFA (DS-U) L'emergenza energetica rivela la miopia, l'assenza di prospettiva, la superficialità di un Governo che ha vantato in più occasioni un'amicizia consolidata con la Russia di Putin e, di fronte alla guerra del gas e a risorse strategiche intaccate, invoca la costruzione di centrali nucleari o scarica responsabilità sulle Regioni. La dipendenza dalla fornitura russa ha messo a nudo le fragilità di un sistema, che è tra l'altro uno dei più costosi in Europa, e al fine di evitare che le famiglie e le imprese paghino le conseguenze della mancanza di una seria politica energetica occorre apportare modifiche al decreto-legge in esame. (Applausi dal Gruppo DS-U).