Poiché la richiesta del senatore Turroni non è appoggiata dal prescritto numero di senatori, dichiara improcedibile l'emendamento 3.3. Passa alla votazione finale.
TURRONI (Verdi-Un). I Verdi ribadiscono il profondo dissenso da un provvedimento che per garantire l'approvvigionamento energetico consente il funzionamento di centrali ad olio combustibile con un livello di emissioni in atmosfera eccedente i limiti ammissibili. Ciò rappresenta una minaccia per la salute dei cittadini e conferma che è l'ENEL a dettare la propria politica al Governo, ottenendo in cambio vantaggi concreti e tangibili, in primo luogo la possibilità di sottrarsi ad un reale confronto sul mercato.
BASTIANONI (Mar-DL-U). Annuncia il voto contrario del Gruppo perché le misure previste dal decreto sono assolutamente insufficienti e non consentono di garantire la sicurezza dell'approvvigionamento energetico del Paese. (Applausi dai Gruppi Mar-DL-U e DS-U).
MONCADA (UDC). Il decreto-legge risponde ad un'eccezionale situazione di emergenza dell'approvvigionamento del gas naturale, che non potrebbe essere affrontata in altro modo se non con gli strumenti in esso previsti. Pertanto, non è la sede idonea per una discussione sulla politica energetica, né è corretto imputare al Governo carenze strutturali nell'approvvigionamento di energia, che sono il portato di scelte politiche compiute nei decenni passati. Il Governo ha invece consentito il superamento di alcuni vincoli connessi anche all'applicazione del trattato di Kyoto ed ha avviato una serie politica energetica, che però trova l'opposizione delle popolazioni locali, sostenute del centrosinistra, che sulla base di un ambientalismo spesso disinformato si oppone alla costruzione dei rigassificatori, impianti assolutamente sicuri ed indispensabili per l'autonomia energetica del Paese. (Applausi dai Gruppi UDC, FI e AN).
BARATELLA (DS-U). Il provvedimento sancisce la mancanza di una politica energetica del Governo, che ha sprecato i cinque anni della legislatura rinviando la soluzione dei problemi, aggredendo il territorio e dimostrando la sua totale sudditanza alle ragioni dei produttori di energia. Tale fallimento è chiaramente confermato dalle pesanti conseguenze della riduzione di disponibilità di gas proveniente dal Russia, ma anche dalla confusione e frammentarietà con cui si è tentato di affrontare il problema energetico, attraverso scorciatoie impossibili e improduttive nel medio periodo come il nucleare. Ciò ha provocato un'emergenza che ha avvantaggiato l'ENEL, che in una posizione di quasi monopolio ha potuto realizzare ingenti guadagni senza investire risorse, ed ha pesantemente penalizzato gli interessi generali del Paese e dei cittadini, che hanno subito pesanti rincari delle bollette e del carburante da riscaldamento. Si sono dimostrate inutili ed anzi controproducenti le modifiche alle procedure di VIA, anche in considerazione della disponibilità espressa da quasi venti Comuni italiani ad ospitare impianti di produzione, mentre poco è stato fatto per incentivare effettivamente il risparmio energetico o la riduzione dei picchi di richiesta attraverso le riduzioni delle tariffe private nella fascia notturna. Infine, va respinta l'accusa al centrosinistra di fomentare la protesta delle popolazioni locali contro i rigassificatori, vista la contrarietà del sindacodi centrodestra di Brindisi alla realizzazione di un impianto in quel territorio. (Applausi dal Gruppo DS-U. Congratulazioni).
TIRELLI (LP). Con il solo rammarico della mancata approvazione dell'emendamento 3.0.100, dichiara il voto favorevole del suo Gruppo. (Applausi dai Gruppi LP e FI).
MENARDI (AN). Il Paese eredita dal passato un grande gap in campo energetico, che il Governo ha cercato di colmare, scontrandosi spesso con le difficoltà e le conflittualità introdotte dalla riforma del Titolo V della Costituzione, approvata dal centrosinistra. Dichiara il voto favorevole di Alleanza Nazionale. (Applausi dai Gruppi AN e UDC).
D'IPPOLITO (FI). Il provvedimento all'esame del Senato rappresenta una risposta tempestiva e concreta alle difficoltà di approvvigionamento energetico del Paese, dovute alla contrazione dell'offerta di gas da parte della Russia, in coerenza con le altre misure adottate dal Governo in un settore la cui disciplina normativa si presenta particolarmente stratificata. (Applausi dal Gruppo FI).
Il Senato approva il disegno di legge, composto dal solo articolo 1.