Caricamento in corso...
 
 
Versione ePub Versione PDF (678 KB)

Versione standard



Legislatura 14ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 960 del 15/02/2006


Discussione e approvazione del disegno di legge:

(3756) Conversione in legge del decreto-legge 25 gennaio 2006, n. 19, recante misure urgenti per garantire l'approvvigionamento di gas naturale (Relazione orale)

PONTONE, relatore. Allega il testo della relazione. (v. Allegato B).

PRESIDENTE. Dichiara aperta la discussione generale.

TURRONI (Verdi-Un). Il provvedimento conferma l'inadeguatezza delle politiche energetiche del Governo che, a fronte dei problemi di approvvigionamento, non è stato in grado di delineare alcuna strategia organica tesa ad investire in nuove tecnologie preferendo mascherare i dati e consentire il funzionamento di centrali obsolete, con ciò proseguendo nell'opera di saccheggio ambientale che ne ha caratterizzato l'azione politica nel corso della legislatura. (Applausi dal Gruppo Verdi-Un).

SODANO Tommaso (Misto-RC). A fronte della riduzione dell'afflusso di gas dalla Russia, il Governo corre ai ripari con un provvedimento d'urgenza, dimostrando l'assenza di un qualsiasi preventivo piano di emergenza oltre che di valide politiche in campo energetico. Le misure proposte peraltro sono del tutto inaccettabili per gli effetti negativi che ne deriverebbero sull'ambiente e per gli oneri che ricadrebbero sui cittadini, sia in virtù della scelta a favore dell'olio combustibile che per le multe che deriverebbero in sede europea dal superamento dei limiti imposti all'emissione di gas in atmosfera.

PEDRINI (Aut). Le recenti ristrettezze energetiche hanno evidenziato le debolezze di una strategia che è incapace di assicurare un adeguato approvvigionamento. La liberalizzazione del settore, realizzata dalle aziende municipalizzate, non deve essere confusa con la privatizzazione del gestore nazionale, che si è rivelata inidonea a garantire la riduzione dei costi, la sicurezza della rete e i necessari investimenti. A fronte dei fallimenti di una logica mercantile, che ha comportato la socializzazione delle perdite e la privatizzazione degli utili, occorrerebbe invertire la tendenza, potenziando il ruolo dell'ENEL, quale impresa pubblica capace di perseguire l'interesse collettivo più che la massimizzazione del profitto e di concorrere alla formazione di un mercato integrato europeo.

BASTIANONI (Mar-DL-U). Un Governo che ha privilegiato i rapporti commerciali con Paesi nordeuropei anziché nordafricani, che ha accentuato la dipendenza nazionale dal gas russo oltre ogni ragionevole misura e ha sostanzialmente ignorato gli aspetti vulnerabili del sistema energetico nazionale già evidenziati dai blackout degli ultimi anni, è stato colto impreparato dalla crisi energetica. La situazione è stata aggravata dagli errori previsionali dell'ENI che, forte della sua posizione monopolistica, ha impedito la realizzazione di strutture di stoccaggio e le risorse stategiche del Paese iniziano ad essere intaccate. Di fronte al rischio di limitazioni che danneggeranno le famiglie e le imprese, le misure di decretazione d'urgenza sono tardive, insufficienti e non inquadrabili in un piano nazionale che preveda un riequilibrio delle fonti energetiche. (Applausi dal Gruppo Mar-DL-U).

GARRAFFA (DS-U) L'emergenza energetica rivela la miopia, l'assenza di prospettiva, la superficialità di un Governo che ha vantato in più occasioni un'amicizia consolidata con la Russia di Putin e, di fronte alla guerra del gas e a risorse strategiche intaccate, invoca la costruzione di centrali nucleari o scarica responsabilità sulle Regioni. La dipendenza dalla fornitura russa ha messo a nudo le fragilità di un sistema, che è tra l'altro uno dei più costosi in Europa, e al fine di evitare che le famiglie e le imprese paghino le conseguenze della mancanza di una seria politica energetica occorre apportare modifiche al decreto-legge in esame. (Applausi dal Gruppo DS-U).

PRESIDENTE.

 

PONTONE, relatore. Esprime parere contrario sugli emendamenti in esame.

 

VENTUCCI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. E' contrario alle proposte di modifica.

 

Con distinte votazioni il Senato respinge gli emendamenti 1.1, 1.100, 1.101, 1.2, 1.102, 1.4, 1.5, 1.103, 1.104, 1.6, 1.105, 1.7, 1.8, 1.106, 1.9, 1.107, 1.10 e 1.11.

 

TURRONI (Verdi-Un). In coerenza con la contrarietà del Gruppo al provvedimento e con l'orientamento di opposizione all'attuale Governo, rinnova la richiesta di verifica del numero legale che è risultata finora non appoggiata dal prescritto numero di senatori.

 

PRESIDENTE. Dispone la verifica del numero legale. Avverte che il Senato non è in numero legale e sospende la seduta per venti minuti.

 

La seduta, sospesa alle ore 11,37, è ripresa alle ore 11,58.

 

Presidenza del vice presidente SALVI

 

Con distinte votazioni, il Senato respinge gli emendamenti 1.12, 1.13 e 1.14. Con votazioni precedute da distinte verifiche del numero legale, chieste dal senatore TURRONI (Verdi-Un), il Senato respinge gli emendamenti 1.108 e 1.109. Il Senato, con distinte votazioni, respinge inoltre gli emendamenti 1.110, 1.15, 1.16 e 1.17.

 

TURRONI (Verdi-Un). La presenza dei Verdi è indispensabile per contrastare le politiche del Governo in materia ambientale. Chiede la verifica del numero legale sulla votazione dell'emendamento 1.18. (La richiesta non è sostenuta dal prescritto numero di senatori).

 

Il Senato respinge l'emendamento 1.18.

 

PRESIDENTE. Dichiara improcedibile l'emendamento 1.111.

 

Con distinte votazioni, il Senato respinge gli emendamenti 1.112, 1.0.1, 1.0.2, 1.0.3 e 1.0.4.

 

TURRONI (Verdi-Un). I Verdi si battono contro il Governo, per cui chiede la verifica del numero legale sull'emendamento 1.0.5. (La richiesta non è sostenuta dal prescritto numero di senatori).

 

Il Senato respinge l'emendamento 1.0.5.

 

GARRAFFA (DS-U). Onde recepire le condizioni poste dalla Commissione bilancio, presenta il testo 2 degli emendamenti 1.0.6 e 1.0.7. (v. Allegato A).

 

VENTUCCI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Ribadisce il parere contrario sugli emendamenti.

 

Il Senato respinge gli emendamenti 1.0.6 (testo 2) e 1.0.7 (testo 2).

 

PRESIDENTE. Passa all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 3 del decreto-legge, ricordando che la Commissione bilancio ha espresso parere contrario sull'emendamento 3.3 ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.

 

AGONI (LP). Sottoscrive l'emendamento 3.0.100 e lo ritira.

 

D'IPPOLITO, f.f. relatrice. Esprime parere contrario sul 3.3.

 

VENTUCCI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Concorda con la relatrice.

 

TURRONI (Verdi-Un). Sottolineando l'evidente favore della normativa nei confronti dell'ENEL, chiede che l'emendamento 3.3 sia votato mediante procedimento elettronico, ai sensi dell'articolo 102-bis del Regolamento.

PRESIDENTE. Dichiara chiusa la discussione generale. Dopo che il relatore e il rappresentante del Governo hanno rinunciato alla replica, dà lettura dei pareri espressi dalla 5a e dalla 1a Commissione permanente (v. Resoconto stenografico). Passa quindi all'esame dell'articolo 1 del disegno di legge, avvertendo che gli emendamenti si intendono riferiti agli articoli del decreto-legge da convertire. Procede all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 1, da intendersi illustrati, e ricorda che la Commissione bilancio, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, ha espresso parere contrario sull'emendamento 1.111 e parere condizionato sugli emendamenti 1.0.6 e 1.0.7.

Poiché la richiesta del senatore Turroni non è appoggiata dal prescritto numero di senatori, dichiara improcedibile l'emendamento 3.3. Passa alla votazione finale.

TURRONI (Verdi-Un). I Verdi ribadiscono il profondo dissenso da un provvedimento che per garantire l'approvvigionamento energetico consente il funzionamento di centrali ad olio combustibile con un livello di emissioni in atmosfera eccedente i limiti ammissibili. Ciò rappresenta una minaccia per la salute dei cittadini e conferma che è l'ENEL a dettare la propria politica al Governo, ottenendo in cambio vantaggi concreti e tangibili, in primo luogo la possibilità di sottrarsi ad un reale confronto sul mercato.

BASTIANONI (Mar-DL-U). Annuncia il voto contrario del Gruppo perché le misure previste dal decreto sono assolutamente insufficienti e non consentono di garantire la sicurezza dell'approvvigionamento energetico del Paese. (Applausi dai Gruppi Mar-DL-U e DS-U).

MONCADA (UDC). Il decreto-legge risponde ad un'eccezionale situazione di emergenza dell'approvvigionamento del gas naturale, che non potrebbe essere affrontata in altro modo se non con gli strumenti in esso previsti. Pertanto, non è la sede idonea per una discussione sulla politica energetica, né è corretto imputare al Governo carenze strutturali nell'approvvigionamento di energia, che sono il portato di scelte politiche compiute nei decenni passati. Il Governo ha invece consentito il superamento di alcuni vincoli connessi anche all'applicazione del trattato di Kyoto ed ha avviato una serie politica energetica, che però trova l'opposizione delle popolazioni locali, sostenute del centrosinistra, che sulla base di un ambientalismo spesso disinformato si oppone alla costruzione dei rigassificatori, impianti assolutamente sicuri ed indispensabili per l'autonomia energetica del Paese. (Applausi dai Gruppi UDC, FI e AN).

BARATELLA (DS-U). Il provvedimento sancisce la mancanza di una politica energetica del Governo, che ha sprecato i cinque anni della legislatura rinviando la soluzione dei problemi, aggredendo il territorio e dimostrando la sua totale sudditanza alle ragioni dei produttori di energia. Tale fallimento è chiaramente confermato dalle pesanti conseguenze della riduzione di disponibilità di gas proveniente dal Russia, ma anche dalla confusione e frammentarietà con cui si è tentato di affrontare il problema energetico, attraverso scorciatoie impossibili e improduttive nel medio periodo come il nucleare. Ciò ha provocato un'emergenza che ha avvantaggiato l'ENEL, che in una posizione di quasi monopolio ha potuto realizzare ingenti guadagni senza investire risorse, ed ha pesantemente penalizzato gli interessi generali del Paese e dei cittadini, che hanno subito pesanti rincari delle bollette e del carburante da riscaldamento. Si sono dimostrate inutili ed anzi controproducenti le modifiche alle procedure di VIA, anche in considerazione della disponibilità espressa da quasi venti Comuni italiani ad ospitare impianti di produzione, mentre poco è stato fatto per incentivare effettivamente il risparmio energetico o la riduzione dei picchi di richiesta attraverso le riduzioni delle tariffe private nella fascia notturna. Infine, va respinta l'accusa al centrosinistra di fomentare la protesta delle popolazioni locali contro i rigassificatori, vista la contrarietà del sindacodi centrodestra di Brindisi alla realizzazione di un impianto in quel territorio. (Applausi dal Gruppo DS-U. Congratulazioni).

TIRELLI (LP). Con il solo rammarico della mancata approvazione dell'emendamento 3.0.100, dichiara il voto favorevole del suo Gruppo. (Applausi dai Gruppi LP e FI).

MENARDI (AN). Il Paese eredita dal passato un grande gap in campo energetico, che il Governo ha cercato di colmare, scontrandosi spesso con le difficoltà e le conflittualità introdotte dalla riforma del Titolo V della Costituzione, approvata dal centrosinistra. Dichiara il voto favorevole di Alleanza Nazionale. (Applausi dai Gruppi AN e UDC).

D'IPPOLITO (FI). Il provvedimento all'esame del Senato rappresenta una risposta tempestiva e concreta alle difficoltà di approvvigionamento energetico del Paese, dovute alla contrazione dell'offerta di gas da parte della Russia, in coerenza con le altre misure adottate dal Governo in un settore la cui disciplina normativa si presenta particolarmente stratificata. (Applausi dal Gruppo FI).

 

Il Senato approva il disegno di legge, composto dal solo articolo 1.