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Legislatura 14ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 960 del 15/02/2006


PRESIDENTE. Passa alla votazione finale.

MANZIONE (Mar-DL-U). Esprime una valutazione complessivamente critica sul provvedimento in ragione della limitatezza delle misure di sospensione delle procedure esecutive, dell'insufficienza delle provvidenze assegnate ai proprietari, ma soprattutto per l'assenza di una linea strategica in materia di politica della casa, a dimostrazione della disattenzione del Governo e della maggioranza ai problemi di interesse generale. Ciò nonostante, assumendosi responsabilmente l'impegno al definitivo varo del decreto-legge, la Margherita esprimerà un voto di astensione.

SPECCHIA (AN). Dichiara il voto favorevole del Gruppo al decreto-legge nella consapevolezza di porre rimedio a molte situazioni critiche inerenti le grandi città e alcune categorie di locatari. Questo è infatti l'intento del provvedimento che non ha la pretesa di affrontare il problema casa, questione complessa su cui occorre l'intervento non solo dello Stato ma anche delle Regioni. (Applausi dal Gruppo AN).

SODANO Tommaso (Misto-RC). Il provvedimento offre una soluzione temporanea del tutto insufficiente ad unplatea di locatari estremamente limitata rispetto a quella interessata dal dramma sociale degli sfratti. La sua parte politica esprimerà pertanto un voto contrario stigmatizzando la reiezione delle proposte tese a promuovere il diritto alla casa attraverso in primo luogo il rilancio di politiche per gli alloggi pubblici residenziali. (Applausi dal Gruppo Misto-RC).

LEGNINI (DS-U). Il provvedimento sull'emergenza abitativa ha una portata estremamente limitata, posto che la sospensione delle procedure esecutive è applicabile a poche centinaia di situazioni riscontrabili in sole tre grandi città, ed è pertanto assolutamente inadeguato sia sotto il profilo dell'emergenza abitativa che sul piano delle linee di indirizzo in materia di politica della casa. La sua parte politica esprimerà un voto di astensione in segno di rispetto verso i pochi beneficiari delle temporanee misure.

TURRONI (Verdi-Un). Il decreto-legge è caratterizzato da un impianto ancora più restrittivo rispetto a quello dei precedenti provvedimenti di urgenza emanati a seguito della sentenza della Corte costituzionale n. 155 del 2004. Le misure previste appaiono pertanto inutili, inefficaci, stante la loro portata temporanea, ed arrecano una forte sperequazione tra i cittadini a seconda della loro collocazione territoriale. Si dimostra inoltre il fallimento delle politiche di centrodestra tese a spostare gli oneri di gestione dell'emergenza casa sui Comuni, le cui risorse sono state peraltro drasticamente ridotte dalle ultime finanziarie. Sarebbe stato preferibile individuare una serie di interventi organici per contrastare l'emergenza abitativa. (Applausi dal Gruppo Verdi-Un).

 

Il Senato approva il disegno di legge composto del solo articolo 1, nel testo emendato, con il seguente titolo: «Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 1º febbraio 2006, n. 23, recante misure urgenti per i conduttori di immobili in condizioni di particolare disagio abitativo, conseguente a provvedimenti esecutivi di rilascio in determinati comuni»,autorizzando la Presidenza ad effettuare i coordinamenti che si rendessero necessari.