PRESIDENTE. Dichiara aperta la discussione generale.
LEGNINI (DS-U). I provvedimenti d'urgenza adottati dal Governo, di cui quello in discussione è la terza versione, eludono sostanzialmente il problema degli sfratti ed evidenziano l'incapacità del centrodestra di elaborare una politica della casa, che deve invece essere centrale nell'azione di Governo, per sanare il circolo vizioso che si è determinato nel corso della legislatura tra l'impoverimento delle famiglie e l'aumento del costo degli immobili e delle locazioni. Il provvedimento, al contrario, riversa la problematica sulle famiglie e sugli enti locali, i cui margini operativi per alleviare il disagio sociale sono estremamente limitati, specie a seguito dei rigidi vincoli stabiliti dalla legge finanziaria al patto di stabilità interno. Inoltre, il decreto restringe la platea dei beneficiari (si applica solo alle tre più grandi città italiane), riduce ulteriormente i contributi ed inasprisce i criteri per il loro godimento. Annuncia dunque un voto di astensione per consentire almeno l'applicazione dei modesti interventi previsti, a meno che non vengano recepiti alcuni degli emendamenti presentati, finalizzati ad aumentare la platea dei beneficiari prevedendo al contempo il trasferimento di nuove ed apposite risorse ai Comuni. (Applausi del senatore Brunale).
PRESIDENTE. Dichiara chiusa la discussione generale.
MUGNAI, relatore. Gli interventi del Governo sono finalizzati a risolvere una problematica determinata dal regime vincolistico fissato nel corso delle precedenti legislature, di cui la Corte costituzionale ha stabilito l'illegittimità.
NOVI, relatore. Il disagio abitativo potrebbe essere sensibilmente alleviato se i Comuni italiani eliminassero gli sprechi utilizzando le risorse disponibili nell'interesse dei cittadini più deboli; in particolare il Comune di Napoli ha stipulato un contratto per la gestione del patrimonio pubblico che si è tradotto, nel silenzio della stampa e nell'inazione della magistratura, in un inammissibile beneficio per imprenditori privati.
DEL BUE, sottosegretario di Stato per le infrastrutture e i trasporti. Rinuncia alla replica.