FLORINO - Al Ministro dell'interno - Risulta all'interrogante:
che il 30 dicembre 2005 la Giunta comunale di Portici ha deliberato di conferire, per il periodo dicembre 2005 - dicembre 2006, un incarico professionale di consulenza legale, anche con redazione di pareri scritti, in materia di gestione dei servizi pubblici di cui all'articolo 112 del decreto legislativo 267/2000, fissando in euro 20.000,00, oltre IVA e CPA, il relativo compenso annuo;
che la Giunta ha altresì deliberato di dare atto che i provvedimenti dirigenziali conseguenti, unitamente alla valutazione favorevole del collegio dei revisori dei conti, sarebbero stati trasmessi alla sezione regionale di controllo della Corte dei conti, secondo quanto stabilito dall'articolo 1, comma 42, della legge 311 del 2004 (legge finanziaria 2005);
che la Giunta ha deliberato di demandare al competente dirigente l'adozione di provvedimenti consequenziali, compresa la stipula di apposita convenzione regolante gli accordi tra le parti;
che la legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria 2006), all'articolo 1, comma 9, stabilisce che la spesa annua per studi e incarichi di consulenza conferiti a soggetti estranei all'amministrazione, sostenuta dalle pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, a decorrere dall'anno 2006, non potrà essere superiore al 50 per cento di quella sostenuta nell'anno 2004;
che la Giunta ha, infine, espresso parere favorevole in ordine alla regolarità contabile, attestando la copertura finanziaria del bilancio 2005-2006,
l'interrogante chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo non ritenga di accertare la regolarità dell'affidamento dell'incarico di consulenza di cui in premessa;
se non ritenga che si possa accertare anche la disponibilità di bilancio, considerato l'ammontare a 20.000 euro del compenso dovuto per l'incarico professionale di consulenza legale;
se non ritenga, inoltre, opportuno verificare - nel caso la gestione del patrimonio comunale volesse essere affidata ad una società (Leucopetra S.p.A.) - che non debba essere quest'ultima a provvedere allo studio e alla fattibilità delle procedure che si intendono seguire.
(4-10200)
BOBBIO LUIGI, MUGNAI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri delle attività produttive, della giustizia e delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso:
che in data 3 settembre 2004, la società Energy Plus ha ottenuto l'autorizzazione per la costruzione di una centrale elettrica a Salerno;
che, preliminarmente, va fornito un quadro su quello che rappresenta, oggi, un'altra società, la General Construction s.p.a. - in termini di legami con altre realtà imprenditoriali - e di quale sia il ruolo della famiglia Gallo, soggetto per soggetto, in seno a quella articolata struttura cui General Construction appartiene;
che General Construction s.p.a. nasce il 17 dicembre 1997. Il capitale sociale è determinato in 20.000.000 di lire e ripartito tra i soci Gallo Francesco per il 75% e Monti Enrichetta per il restante 25%. Attualmente la società, il cui capitale sociale viene, nel frattempo, elevato ad 103.208,00 euro passando sotto il controllo di Gallo Francesco per l'80% e Gallo Immacolata per il restante 20%, è governata secondo il seguente organigramma: amministratore unico: Galeone Mario; presidente del collegio sindacale: Cacace Vincenzo; sindaco effettivo: Liccardo Massimiliano; sindaco effettivo: Cimmino Bruno; sindaco supplente: Esposito Giovanni; sindaco supplente: Ambrosanio Clemente; direttore e responsabile tecnico: Bozza Laura e procuratore: Gallo Immacolata. La società rimane inattiva per tutto il 1998 ed il 1999;
che tra gli anni 1996 e 1997, a seguito delle ripetute non più sostenibili richieste estorsive da parte di esponenti delle famiglie camorristiche all'epoca vincenti, l'allora gestore dell'impianto Regi Lagni si vide costretto ad abbandonare l'attività e a rivolgersi alla magistratura, cui denunciò i soprusi e le pressioni subite nel corso degli anni;
che questo dato risulta di assoluta rilevanza poiché, dal subentro di General Construction nella gestione dell'impianto, Regi Lagni diviene un'importantissima voce reddituale per la General medesima;
che, al 31 dicembre 2001, l'utile netto della General Construction s.p.a. ammonta a 670.603.023 di lire. Il dato di maggior interesse proviene dalla suddivisione dei ricavi per un'area geografica, laddove, a fronte di ricavi complessivi per 8.569.507.785 di lire, oltre il 41% proviene dalla gestione dell'impianto Regi Lagni;
che l'anno 2002 segna l'inizio dell'ascesa di General Construction s.p.a.. I ricavi aumentano, rispetto all'esercizio precedente, di oltre il 100%. La sola gestione dell'impianto Regi Lagni fornisce ricavi per 4.444.831,00 euro ovvero più dell'intero ammontare dei ricavi dell'esercizio precedente;
che, tanto all'epoca quanto oggi, Alfonso Gallo opererebbe per conto della General Construction senza rivestire in seno ad essa nessuna carica sociale e ciò in un periodo in cui si rafforza il rapporto della General Construction con un colosso come Ansaldo Energia s.p.a.;
che, il 23 settembre 2002, viene costituito il "Consorzio Chiara" tra le società General Construction s.p.a. ed Ansaldo Energia s.p.a.;
che nell'oggetto sociale si legge, tra l'altro, quanto segue: "c) le attività di cui ai paragrafi a) e b) possono essere svolte dal consorzio esclusivamente a favore di Ansaldo Energia s.p.a. e su incarico della stessa";
che, già dall'oggetto sociale, sembra emergere la differenza tra quello che dovrebbe essere un normale rapporto cliente/fornitore e quello che, invece, si caratterizza come un vero e proprio sodalizio industriale;
che il summenzionato oggetto sociale - punto c) - da solo certifica l'effettiva intenzione delle parti di costituire un polo che, come sarà detto in seguito, agisce - in alcuni settori e su determinate aree geografiche - in regime pressoché di monopolio;
che nel bilancio d'esercizio 2004 di General Construction s.p.a. emerge l'immagine di un'azienda in forte crescita, con utili in aumento di oltre il 120% rispetto al 2002 e comunque di quasi il 50% rispetto all'anno precedente. Motivo di questa forte crescita viene attribuito al consolidamento del rapporto con il "principale cliente" Ansaldo Energia s.p.a.;
che la General Construction s.p.a. infatti opera, nel corso del 2004, in numerosi cantieri appaltati ad Ansaldo Energia s.p.a., così come si legge nella relazione sulla gestione di bilancio d'esercizio (analisi settoriale): "in particolare, nel corso del 2004, la vostra società ha operato su vari appalti, con i clienti summenzionati, nel settore dei montaggi meccanici presso vari cantieri quali: Ferrera Erbognone (Pavia), Mantova (nella quale sono in fase di completamento le attività di montaggio di n. 2 condensatori ad aria a 24 moduli presso la centrale Enipower (…) nel campo dell'ecologia e dell'ambiente sono state consolidate le attività esercitate nella Regione Campania quali: Gestione dell'impianto di trattamento e recupero dei rifiuti organici e industriali di proprietà della società Naturambiente s.r.l.; gestione dell'impianto di depurazione "Foce Regi Lagni" di proprietà della Regione Campania)";
che alcuni tra i cantieri testé menzionati rivestono particolare rilevanza poiché saranno oggetto di verifica nell'indagine giudiziaria avviata sul caso delle "tangenti Enipower" e specificatamente menzionati dal giudice per le indagini preliminari Guido Salvini che, nell'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa nei confronti di numerosi manager tra i quali anche Luigi Brassesco di Ansaldo Energia s.p.a., scriverà: "... tali accordi (riferendosi alle tangenti pagate) sono infatti avvenuti con modalità tali da far supporre che l'erogazione di tangenti sia (ancora) considerata come una sorta di "normale prassi" (…) continuando la sistematicità delle dazioni illecite negli appalti sui siti Enipower di Brindisi, Ferrera Erbognone, Mantova e Ravenna (…)";
che il nome di Luigi Brassesco è peraltro legato ad un evento chiave nell'evoluzione del rapporto tra Ansaldo Energia s.p.a. e General Construction, ovvero alla nascita del Consorzio Chiara, della quale si è dato breve accenno;
che l'uomo scelto da Giuseppe Zampini - amministratore delegato di Ansaldo Energia s.p.a. e legato da antica amicizia ad Alfonso Gallo (General Construction) - per rappresentare Ansaldo nella costituzione del consorzio Chiara, sarebbe proprio quel Luigi Brassesco che nel dicembre 2004 finirà arrestato su ordine di custodia cautelare emessa dal giudice Salvini nell'ambito dell'inchiesta testé citata;
che nel 2002, per l'esattezza il 4 giugno, nacque la società anonima Pakal Invest s.a. (società di diritto lussemburghese). I soci sono due notissime finanziarie delle Isole Vergini Britanniche: la Cardale Overseas Inc. e la Taswell Investments Ltd.;
che, il 30 luglio successivo, nacque la società Bargone&Partners s.r.l. i cui soci sono la summenzionata Pakal Invest s.a. ed Antonio Bargone;
che il Bargone, oltre ad essere stato sottosegretario al Ministero dei lavori pubblici nella XIII legislatura, partecipò attivamente anche ai lavori della Commissione parlamentare antimafia;
che scriverà di lui il giornalista Giampiero Carbone, in un servizio sullo scandalo dell' "alta velocità", tratto dal libro dell'ex senatore del Pds nonché ex magistrato Ferdinando Imposimato, "(…) un indizio che permette al senatore della sinistra di accorgersi che nell'affare sono coinvolti anche esponenti del potere politico, economico e giudiziario è il fatto che, durante le prime fasi di questa sua battaglia, Imposimato si trova di fronte all'indifferenza di quasi tutti i suoi allora compagni di partito, a cominciare dal deputato Antonio Bargone di Brindisi, uomo vicino all'allora segretario del Pds Massimo D'Alema (…)". E ancora: "(…) ma intanto, nella Commissione parlamentare Antimafia, presso la quale Imposimato è relatore sulla criminalità in Campania, il parlamentare si trova sempre più isolato, tanto che i suoi compagni di gruppo, quali Violante, Ayala e Bargone si dimostrano sempre più disinteressati al suo lavoro (…)";
che sarà Antonio Bargone, in rappresentanza della Pakal Invest s.a., a costituire, nel marzo del 2003, col socio General Construction la società Project Inviroment s.r.l. di cui oggi Alfonso Gallo è amministratore unico;
che il 4 giugno 2003 venne costituita la Naxos s.a., società anonima di diritto lussemburghese;
che il capitale sociale fu determinato in 32.000,00 euro e ripartito tra i soci Fidcorp Limited 99,98%, John Seil 0,01% e Reno Maurizio Tonelli per il restante 0,01%;
che solo dodici giorni dopo venne costituita tra i soci Naxos s.a. (97%) e Giovanni Esposito (3%), la società Energy Plus s.r.l. con capitale sociale di 11.000,00 euro;
che l'oggetto sociale della Energy Plus è, fra l'altro, quello di "… 4) costruzione, installazione, ampliamento, esercizio e manutenzione di una centrale elettrica sita nel comune di Salerno e relativi impianti atti alla produzione, trasmissione/cessione, vendita ed utilizzazione di energia elettrica, nonché progettazione della suddetta centrale e dei suddetti impianti…";
che amministratore della Energy Plus viene nominata Laura Bozza la quale, è bene ricordarlo, oltre che moglie di Alfonso Gallo è anche responsabile e direttore tecnico della General Construction s.p.a.;
che l'ingegnere Mauro Galeone - che oggi è amministratore unico di General Construction - riceveva l'incarico di progettare la centrale, la cui opera realizzativa, da sola, vale all'incirca 500.000,00 euro. Si noti che, ad oggi, la Energy Plus non ha un solo dipendente;
che l'11 agosto 2003, Energy Plus presentava l'istanza per l'ottenimento dell'autorizzazione unica alla costruzione della centrale di Salerno;
che a quella data, Energy Plus sembrava essere, di fatto, una scatola vuota, con un capitale sociale irrisorio, i cui soci erano una sconosciuta società di diritto lussemburghese ed un commercialista. La consistenza patrimoniale della società pressoché nulla. Nessun dipendente. Nessuna storia;
che la domanda di autorizzazione riguardava la costruzione di una centrale da 800 MW. La politica energetica della Regione Campania a quell'epoca indicava in 400 MW il limite di potenza erogabile da centrali del tipo di quelle proposte da Energy Plus;
che la Energy Plus in qualche modo sembrava dimostrare di essere al corrente che la politica energetica della Regione Campania sarebbe di lì ad un anno cambiata nella direzione di portare il tetto da 400 a 800 MW come puntualmente accaduto con decisione deliberata il 25 marzo 2004 e pubblicata sul Bollettino ufficiale della Regione Campania il successivo 20 aprile;
che a partire dall'ottobre 2003 EGL, società svizzera leader nel settore dell'energia, iniziava ad acquisire da Naxos e poi da Esposito Giovanni quote della Energy Plus sino ad aggiudicarsene il 100% nell'ottobre 2004;
che la EGL sborsava cifra di 8.100.000,00 euro per acquisire una società con capitale sociale di 11.000,00 euro. Nella nota integrativa al bilancio d'esercizio 2004 di Energy Plus si leggerà, alla voce immobilizzazioni materiali: "Tale posta contabile, pari a 1.468.488,00 euro rappresenta le immobilizzazioni materiali in corso, costituita dai costi ed oneri sostenuti per la realizzazione del progetto industriale relativo alla costruzione della centrale elettrica nel comune di Salerno";
che non è dato comprendere a che logica di mercato risponda il fatto che la EGL, dotata di team di progettisti di livello, abbia pagato un progetto che poteva realizzare in proprio quasi sei volte il suo valore;
che non è dato comprendere a che logica rispondesse la nascita di Naxos s.a. - che, per la cronaca, verrà sciolta e messa in liquidazione nel dicembre 2004;
che il 3 settembre 2004 la Energy Plus otteneva l'autorizzazione ministeriale per la costruzione della centrale di Salerno. I tempi di emissione del decreto autorizzativo erano di straordinaria velocità, se solo si evidenzia che su venti casi di richieste di autorizzazioni ministeriali presentate per progetti analoghi si rileva che il tempo che mediamente trascorre dalla data del parere favorevole a quella dell'emissione del decreto è di circa 190 giorni. Unica eccezione è rappresentata dall'iter dell'istruttoria di Energy Plus che si conclude nel tempo - "record assoluto" - di soli 34 giorni;
che come detto, l'ingegner Marco Galeone, che risulta essere il progettista della centrale di Salerno, dal giugno 2005 è anche amministratore unico della General Construction;
che la stessa General Construction, assieme ad Ansaldo Energia s.p.a., ha presentato un progetto analogo a quello di Energy Plus per la centrale di Salerno;
che la società di consulenza che ha operato gli studi di impatto ambientale per conto della Energy Plus, segnatamente la Envisystem - sede a Genova come la Ansaldo e come EGL Italia - sarebbe la stessa che ha prodotto studi per la costruzione della medesima centrale per conto di Ansaldo Energia e General Construction;
che la vicenda della costruzione della centrale di Salerno, - così come le attività sulla centrale di Sparanise - sembrerebbe rappresentativa di una situazione in cui ogni business che ruota attorno a General Construction s.p.a. è solidamente condiviso con Ansaldo Energia s.p.a. ed EGL e viceversa,
gli interroganti chiedono di sapere:
se i Ministri in indirizzo non ritengano di accertare se possano ritenersi sussistenti, nell'ambito dell'arcipelago societario menzionato in premessa, attività e legami poco chiari, come risulterebbe da indagini giudiziarie e da notizie riportate dalla stampa, nonché l'eventuale collocazione politica e partitica di Bargone;
se non ritengano di chiarire ancora le reali motivazioni che possano avere indotto la Ansaldo Energia s.p.a. (partecipata del Tesoro attraverso Finmeccanica) a costituire con la General Construction il sodalizio operativo che sostanzialmente determina un monopolio di General Construction per tutte le opere commissionate ad Ansaldo Energia s.p.a. (vedi Centrale Sparanise, Centrale Tirreno Power Napoli Levante, Centrale di Salerno);
se non ritengano di esperire ogni altro utile accertamento circa la legittimità, sotto ogni profilo, di tutto quanto sopra esposto.
(4-10201)
MARINO - Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e del lavoro e delle politiche sociali - Premesso che:
il piano di ridimensionamento della Tirrenia Sp.A. conseguente al taglio dei fondi previsto nella legge finanziaria comporta, oltre alla vendita di alcune navi con soppressione di linee di navigazione, anche tagli occupazionali che colpiscono soprattutto il personale "stagionale", cioè i marittimi, per la maggior parte di Torre del Greco ed Ercolano, che da decenni effettuano servizio dieci mesi su dodici e che costituiscono i due terzi dei dipendenti del gruppo Tirrenia,
si chiede di sapere:
come il Governo intenda intervenire per bloccare anzitutto la decisione della società Tirrenia S.p.A. di vendere, tra l'altro entro il 1° aprile prossimo, in assenza di un piano industriale e di una strategia di sviluppo, sempre più necessari, del trasporto su mare, ben 6 navi della flotta con il rischio di un incasso inferiore al valore stesso del naviglio stanti i tempi ristretti previsti per la procedura di dismissione;
quali provvedimenti urgenti si intendano promuovere ed adottare per evitare che in una zona già con elevato tasso di disoccupazione abbia ad aggiungersi un licenziamento in massa di ben 700 marittimi attualmente in servizio sulle navi della Tirrenia.
(4-10202)
MORO - Al Ministro dell'interno - (Già 3-02461)
(4-10203)
(Già 3-02461)
PIZZINATO, RIPAMONTI, BISCARDINI, PIATTI, MACONI, MALABARBA - Ai Ministri dell'economia e delle finanze e delle attività produttive - Premesso:
che con delibera del 1998 il Comune di Milano decise di privatizzare l'AEM ponendo sul mercato il 49% del capitale sociale dallo stesso Comune detenuto;
che la quota di capitale da privatizzare venne destinata per il 40% agli investitori istituzionali ed il restante 60% a privati cittadini;
che al termine della fase di collocamento, in sede di assemblea del 28 ottobre 1998, l'allora Presidente, prof. ing. Enrico Cerrai, ebbe a dichiarare, come da verbale assembleare, che alla data dell'assemblea stessa il 100% della quota di azioni destinata agli investitori istituzionali era stata sottoscritta ed iscritta a libro soci, mentre alla stessa data risultavano iscritte a libro soci solo il 74% delle azioni destinate ai privati cittadini;
che successivamente a tale comunicazione nessun'altra notizia relativa al collocamento fu più data in sede di assemblea societaria, e nemmeno nella competente sede del Consiglio comunale furono comunicati i dati definitivi e riassuntivi relativi alla prima tranche di privatizzazione, che formalmente risulta tuttora aperta;
che dall'esame del libro soci di AEM si è appreso che in occasione dell'assemblea sociale del 28 ottobre 2002, antecedente di soli sei mesi quella del 31 marzo 2003, nella quale venne approvata la complessa e delicatissima operazione di concambio azionario con e-Biscom S.p.A., erano state depositate ed iscritte a libro soci a nome dell'azionista n. 422236, Chervil Power Holding S.A. (definito fondo d'investimento nell'assemblea del 29 aprile 2004 dal proprio rappresentante), n. 36.000.000 di azioni di AEM S.p.A.;
che tale numero di azioni deriva direttamente da quel 26% di azioni destinate dal consiglio comunale ai privati cittadini, essendo il 40% del collocamento azionario destinato agli investitori istituzionali interamente sottoscritto ed iscritto a libro soci a partire dalla prima assemblea sociale del 28.10.1998;
che nel corso di questi anni il comportamento di voto del suddetto fondo d'investimento, in occasione di tutte le successive assemblee, è stato alquanto anomalo rispetto al comportamento degli altri investitori istituzionali, ed in particolare dei fondi d'investimento, votando esso costantemente appiattito sulle posizioni del socio di maggioranza Comune di Milano e di Cariplo e Fondazione Cariplo e difformemente rispetto agli interessi degli altri investitori istituzionali;
che in particolare questi voti favorevoli sono stati determinanti per l'operazione Fastweb/Metroweb (concambio azionario fra AEM ed e-Biscom S.p.A. riguardante le suddette società), operazione contestatissima da molti azionisti di minoranza, e per la quale risulta tuttora pendente procedimento avanti la magistratura per declaratoria di nullità dell'operazione;
voti ancor più determinanti per l'ancor più contestata, in tutte le sedi giudiziarie italiane e comunitarie, operazione riguardante le modifiche allo statuto di AEM riguardo al mantenimento della governance della società da parte del Comune di Milano anche in caso di discesa della quota di proprietà sotto la soglia del 50%;
che dall'esame del libro soci, nella quota investitori istituzionali risultano iscritti soggetti non identificabili a norma di legge (mancanza di generalità, di domicilio fiscale, di codice fiscale o partita Iva, nazionalità, ecc.) per un totale di circa 38 milioni di azioni;
che i soggetti irregolarmente iscritti a libro soci, perché non identificabili per i motivi di cui sopra, sono i seguenti:
azionista n. 28134: Sanford C. Bernstein: azioni n. 4.500.000;
Idem n. 28137: GS Small Institutions High Net Wort " n. 4.004.113;
Idem n. 28161: TT Tacchi Investment " n. 2.760.000;
Idem n. 28184: PVF " n. 1.600.000;
Idem n. 28190: Perry Partners " n. 1.500.000;
Idem n. 28190: Perry Partners " n. 1.500.000;
Idem n. 28191: SOROS " n. 1.500.000;
Idem n. 28193: Egerton Capital " n. 1.470.000;
Idem n. 28194: Dgef Stuttgart " n. 1.400.000;
Idem n. 28195: Shell " n. 1.350.000;
Idem n. 28198: Victoria Versicherung " n. 1.250.000;
Idem n. 28204: Compass Capital " n. 1.030.000;
Idem n. 28210: Chevreux Indosuez " n. 995.000;
Idem n. 28213: Cazenove Fund MGT " n. 855.000;
Idem n. 28213: Cazenove Fund MGT " n. 750.000;
Idem n. 28242: Newman Ragazzi " n. 500.000;
Idem n. 28246: Unicom " n. 465.000;
Idem n. 28258: Sloane Robinson " n. 395.000;
Idem n. 28258: Sloane Robinson " n. 395.000;
Idem n. 28259: Omega Trust " n. 375.000;
Idem n. 28261: Group AMA Gestion " n. 370.000;
Idem n. 28263: Pricoa Inv. MGT " n. 370.000;
Idem n. 28267: Allfonds Invest Bay Hypo " n. 345.000;
Idem n. 28268: Allianz asset Management " n. 345.000;
Idem n. 28274: Columbia Management " n. 325.000;
Idem n. 28282: Perseverance Italian Fund " n. 300.000;
Idem n. 28291: GAN " n. 245.000;
Idem n. 28293: Johnson Fry " n. 240.000;
Idem n. 28295: Stock Beteilgung GMBH " n. 225.000;
Idem n. 28299: CCBP " n. 205.000;
Idem n. 28300: Die Erste Kag " n. 205.000;
Idem n. 28301: Fortis Investment Management " n. 205.000;
Idem n. 28303: Tutelo Capital Management " n. 205.000;
Idem n. 28312: Alliance Trust " n. 190.000;
Idem n. 28317: Park Place " n. 190.000;
Idem n. 28263: Pricoa Inv. MGT " n. 185.000;
Idem n. 28322: Standard Life " n. 180.000;
Idem n. 28333: GFM International Investors " n. 130.000;
Idem n. 28334: Martin Currie " n. 130.000;
Idem n. 28337: Ardsley " n. 110.000;
Idem n. 28340: Millgate " n. 100.000;
Idem n. 28342: BPI Inv. US " n. 100.000;
Idem n. 28347: National Provident Instit. " n. 100.000;
Idem n. 28348: SAC Capital Advisors " n. 100.000;
Idem n. 28351: UBS Asset Management " n. 100.000;
Idem n. 28357: Victoire " n. 90.000;
Idem n. 28358: Westdeutsche LB " n. 90.000;
Idem n. 28359: Medici " n. 90.000;
Idem n. 28363: Westcapitalanlage D' Dorf " n. 70.000;
Idem n. 28364: Ecclesiastical Insurance " n. 60.000;
Idem n. 28365: Incentive Investment " n. 60.000;
Idem n. 28369: Sigma Capital " n. 60.000;
Idem n. 28361: St. Paul " n. 60.000;
Idem n. 28375: Postbank Luxenbourg " n. 55.000;
Idem n. 28377: West Yorkshire " n. 55.000;
Idem n. 28378. Abbot Investment " n. 50.000;
Idem n. 28381: Cooperative " n. 50.000;
Idem n. 28382: Excelsior " n. 50.000;
Idem n. 28391: Interexpansion " n. 40.000;
Idem n. 28392: Kuwait Fund " n. 40.000;
Idem n. 28394: Antonveneta - ABN Amro " n. 35.000;
Idem n. 28405: Framlington " n. 35.000;
Idem n. 28406: Fundinvest " n. 35.000;
Idem n. 28410: BCI -Commercial Union " n. 30.000;
Idem n. 28412: First Hampshire " n. 30.000;
Idem n. 28413: Mandarin " n. 30.000;
Idem n. 28414: Mondial Global " n. 30.000;
Idem n. 28416: Steger Trust " n. 30.000;
Idem n. 28417: Stewart Ivory " n. 30.000;
Idem n. 28418: Theater & Greenwood " n. 30.000;
Idem n. 28422: Comoi " n. 25.000;
Idem n. 28756: Cazenove " n. 1.500.000;
Idem n. 28757: Othon " n. 170.000;
che su suggerimento dei Global Coordinator il prezzo della singola azione AEM fu determinato in 1.670 lire (0.8624 euro);
che 82.023.226 azioni destinate dalla delibera comunale alla cosiddetta "green Shoe", destinazione confermata nel verbale di AEM del 28 ottobre 1998, sono state invece dai Global Coordinator distribuite agli investitori istituzionali così come risulta alla pag. 3517 del libro soci, in evidente violazione del mandato ricevuto;
che, come da verbale del 25 ottobre 2004, Istifid S.p.A. individuata a termini di vigenti normative come responsabile della redazione del libro soci e della regolarità delle iscrizioni ed annotazioni su detto libro, ha risposto ad AEM a seguito di richiesta d'informativa dalla stessa avanzata dietro sollecitazione di un azionista, di aver essa stessa sollevato nei confronti delle banche responsabili del collocamento eccezioni e dubbi sulla aderenza alle vigenti normative di dette iscrizioni a libro soci, ma di non aver mai avuto riscontro alle proprie riserve,
gli interroganti chiedono di sapere:
se i Ministri in indirizzo siano stati informati di questi fatti;
se informati, quali notizie abbiano richiesto al Comune di Milano in persona del Sindaco, ad AEM in persona del Presidente, e agli Advisor e Global Coordinator sulla privatizzazione;
quali provvedimenti abbiano preso od intendano prendere per la regolarizzazione del libro soci di AEM S.p.A. e per fare luce sugli effettivi detentori di quote di detta società, essendo evidente che è preminente interesse del mercato conoscere esattamente, senza ambiguità, chi detiene le quote di capitale necessarie a decidere i criteri di gestione di una società quotata in borsa determinante ai fini dell'approvvigionamento e distribuzione del energia nella Regione più industrializzata del Paese;
se risponda al vero che, dietro a questi soci non identificabili, per mancanza od omissione dei dati essenziali e necessari per l'identificazione, si celino alti dirigenti del Comune di Milano, di AEM, delle banche incaricate di collocare le azioni, ed anche uomini politici che hanno favorito l'operazione. Il tutto alla luce del fatto che le quotazioni di borsa di AEM hanno da subito mostrato incrementi di valore vertiginosi (+ 100% in meno di un anno, + 900% in meno di tre anni), procurando perciò agli assegnatari di azioni plusvalenze di altrettanta entità, nonché alla luce del fatto che praticamente nessuno degli investitori istituzionali sopra elencati risulta aver mai percepito i dividendi spettanti di diritto alle proprie azioni, sicuro indizio di sollecita cessione delle stesse al fine di monetizzare le plusvalenze derivanti dall'apprezzamento borsistico. E non sembra che il fine di destinare quote azionarie ad investitori istituzionali fosse quello di far lucrare grasse plusvalenze ad un ben accertato gruppo di beneficiari, celato bene (o meglio male) dietro poco trasparenti paraventi para istituzionali.
(4-10204)
NOVI - Ai Ministri dell'interno e della giustizia - Risulta all'interrogante:
in Campania tra "sinistra di governo" e crimine organizzato si è creata una condizione di collaborazione collusiva ormai innegabile;
questa collaborazione collusiva si è manifestata con una gravità tale da coinvolgere amministratori comunali di un capoluogo di provincia come Salerno;
nel comune di Giugliano il clan dei Nuvoletta aveva intessuto rapporti di collaborazione persino con il segretario della sezione dei DS Giovanni De Vigo;
i rapporti tra la sinistra e le cosche locali affondano le radici in un tessuto omertoso collusivo che ha portato la città nell'orbita della "sinistra di governo" che in Campania ormai monopolizza quasi tutto il potere locale,
si chiede di conoscere quali misure i Ministri in indirizzo intendano attivare al fine di accertare l'esistenza o meno dei presupposti per lo scioglimento del comune di Giugliano.
(4-10205)