Organizzazione della discussione sulla questione di fiducia
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, riprendiamo i nostri lavori.
Comunico che l'Assemblea tornerà a riunirsi alle ore 12, quando la 5a Commissione permanente - alla quale l'emendamento 1.2000 su cui il Governo ha posto la fiducia è già stato deferito - avrà esaurito i suoi lavori. Alle ore 12, dunque, riprenderemo i nostri lavori aprendo la discussione sulla questione di fiducia.
La Conferenza dei Capigruppo ha provveduto anche alla razionalizzazione dei tempi, per cui sono state assegnate tre ore alla discussione della questione di fiducia, oltre al tempo necessario per lo svolgimento delle dichiarazioni di voto, cui seguirà il voto.
PETERLINI (Aut). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PETERLINI (Aut). Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi permetta in questa sede di chiarire la posizione della Südtiroler Volkspartei sulla petizione firmata da 114 sindaci e vice sindaci e dagli Schützen sudtirolesi che chiedevano un ancoraggio nella Costituzione austriaca della funzione di tutela svolta da Vienna nei confronti dei sudtirolesi e un richiamo al diritto all'autodeterminazione.
La petizione ha suscitato un grosso clamore nei media. Mi sembra pertanto opportuno chiarire la posizione ufficiale della Südtiroler Volkspartei per dissipare ogni malinteso sulle recenti polemiche e sul principio di autodeterminazione.
II principio di autodeterminazione non è niente di nuovo. È un diritto sancito nella Carta delle Nazioni Unite, negli Atti di Helsinki e riconosciuto da tutti gli Stati, tra cui anche l'Italia, e come tale resta un principio irrinunciabile. La nostra scelta è e rimane, tuttavia, quella dell'autonomia che vorremmo sviluppare ed ampliare a favore di tutti i gruppi linguistici dell'Alto Adige-Südtirol.
La richiesta di autodeterminazione non è presente nella nostra agenda politica. La politica seguita dalla SVP fin dai tempi di Ammon, Ebner e Magnago si basa sull'Accordo di Parigi, stipulato tra l'Italia e l'Austria, e i suoi princìpi i quali si ritrovano nello Statuto di autonomia e nella Costituzione italiana. Questa posizione, che rispecchia la politica dell'SVP dal 1946 fino ad oggi, è stata con chiarezza riconfermata dal direttivo del partito all'unanimità durante la sua ultima riunione lo scorso lunedì. Tutto il resto sono strumentalizzazioni politiche e mediatiche normali in periodi preelettorali che tuttavia non devono e non possono mettere in dubbio una chiara linea politica e la volontà di convivenza e rispetto che ci ha sempre contraddistinto.
Ci appelliamo al Governo affinché contribuisca a questo obbiettivo riconfermando la collaborazione europea e le buone relazioni tra l'Italia e l'Austria, affinché contribuisca alla distensione del dibattito a favore della buona convivenza tra i gruppi linguistici in Alto Adige-Südtirol e non si faccia influenzare da richieste di repressione.
La SVP, insieme alle forze autonomistiche del gruppo linguistico italiano, ha sempre scelto la strada dell'autonomia e della convivenza per garantire a tutti, indistintamente dal gruppo di appartenenza, migliori possibilità di sviluppo economico, sociale e culturale. La nostra politica vuole continuare a promuovere l'incontro, il dialogo ed il reciproco rispetto soprattutto tra i giovani per creare una vera e propria cultura europea e un modello esemplare di convivenza in Alto Adige-Südtirol.
La ringrazio, Signor Presidente, per l'opportunità concessami.
PRESIDENTE. Senatore Peterlini, il suo intervento è decisamente non appropriato in questo momento e in questa sede.
Le ho dato la parola pensando che lei ponesse questioni sull'ordine dei lavori e facesse una breve dichiarazione. Lei, invece, ha letto un discorso su un problema molto delicato e di difficile esame.
L'argomento non era all'ordine del giorno. Quindi lei, senatore Peterlini, in realtà ha un po' tradito la mia fiducia.
SERVELLO (AN). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Darò ora la parola al senatore Servello che interverrà, ovviamente, sull'argomento, ma a nessun altro, perché non intendo aprire un dibattito su tale questione.
SERVELLO (AN). Signor Presidente, francamente sono meravigliato e sorpreso che si svolga un'interrogazione in maniera irrituale e fuori da qualunque norma regolamentare, atteso che nell'ordine del giorno di oggi è previsto lo svolgimento di un'interrogazione sul tema riguardante la delicata questione relativa a 113 sindaci dell'Alto Adige.
Non faccio una protesta. Dico soltanto che sono sorpreso da questa procedura e spero che la Presidenza confermi la risposta alla mia interrogazione 3-02453, che sarà svolta sulla base del Regolamento, nella giornata di oggi o in un'altra. Infatti, è chiaro che è necessaria la presenza di un interlocutore come il Governo per affrontare una questione di tale natura.
PRESIDENTE. Senatore Servello, la ringrazio e confermo quanto ho detto rispondendo al senatore Peterlini.
Effettivamente, il momento non mi è sembrato appropriato, dal momento che l'interrogazione esiste, è all'ordine del giorno e mi auguro che possa essere svolta questo pomeriggio, anche in relazione all'andamento dei nostri lavori. Confermo però che c'è l'impegno della Presidenza a portarla in ogni caso all'attenzione dell'Assemblea.
Sospendo la seduta fino alle ore 12.
(La seduta, sospesa alle ore 10,59, è ripresa alle ore 12,17).