MORANDO (DS-U). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MORANDO (DS-U). Signor Presidente, colleghi, prima di tutto dobbiamo tornare ad avanzare una domanda, che per la verità non ha avuto, nella travagliata discussione di oggi, una riposta precisa: cosa ha deciso il Consiglio dei ministri quando ha deliberato di porre la fiducia sul testo dell'emendamento che questa mattina è stato presentato dal ministro Giovanardi, con la precisazione che su quel testo il Governo poneva la questione di fiducia?
Leggo che non un Ministro qualsiasi, ma il Vice presidente del Consiglio, Ministro dell'economia, ha dichiarato, nella giornata di oggi, di avere con la sua azione impedito l'assalto alla diligenza costituita dal bilancio dello Stato. Domando: il Ministro dell'economia, Vice premier, a quel Consiglio dei ministri che ha deciso l'apposizione della questione di fiducia su un testo che finanziariamente valeva, nella sua versione depositata qui in Senato, molte centinaia di milioni di euro, non aveva letto il testo?
Se lo aveva letto, è uno degli assaltatori? È uno dei topi? O i topi sono solo i suoi colleghi in Consiglio dei ministri e voi, colleghi di maggioranza, che vi apprestate a prendere atto che il vostro Ministro dell'economia vi ha impedito di mangiare il formaggio che voi topi volevate mangiare? (Commenti dal Gruppo UDC).
EUFEMI (UDC). Abbia rispetto per il Parlamento!
MORANDO (DS-U). Questo è quello che ha dichiarato il Ministro dell'economia. È il Ministro dell'economia che ha detto di aver impedito che i topi nel formaggio devastassero il bilancio pubblico. Poiché qui una volta tanto, come è noto, signor Presidente, il Parlamento non c'entra niente perché una volta apposta la questione di fiducia non ha alcun potere di intervenire sul testo, potendo solo decidere di dare la fiducia o la sfiducia al Governo (e naturalmente la maggioranza deciderà di fiduciarlo).
Ma insisto - perché la cosa ha significato - è il Vice presidente del Consiglio che ha detto che il testo depositato in quest'Aula rappresentava uno strumento per assaltare il bilancio dello Stato da parte di questa maggioranza e del Governo che lui presiede quando non c'è il Presidente del Consiglio dei ministri. Aggiungo una seconda domanda: questo testo, quello depositato stamattina, debbo dedurre sia stato allestito, per preparare la riunione che ha deciso poi l'apposizione della questione di fiducia, con il contributo proceduralizzato del Ministero dell'economia e, in particolare, con il contributo della Ragioneria dello Stato.
Oppure è vero quello che scriveranno domani mattina tutti i giornali italiani, e che risulta evidente, per la verità, dall'esame della giornata di oggi, sulla Ragioneria generale dello Stato e sulla relazione tecnica e cioè che il Presidente del Senato avrebbe dovuto imporre di presentarla immediatamente come previsto dall'articolo 76-bis del nostro Regolamento, che non è affatto sospeso nella sua applicazione dall'apposizione della questione di fiducia perché questa è un'interpretazione del nostro Regolamento che - a mio avviso - non ha alcun fondamento razionale.
Certo, ci sono altri articoli del nostro Regolamento dei quali l'apposizione della questione di fiducia determina certamente la disapplicazione, ma non può disapplicarsi l'articolo 76-bis perché esso sostiene semplicemente che qualsiasi iniziativa legislativa del Governo che abbia rilievo finanziario deve essere corredata dalla relazione tecnica. Dice questo. L'apposizione della questione di fiducia non c'entra assolutamente niente con questo obbligo. Quest'obbligo è stato disatteso e la relazione tecnica, signor Presidente, onorevoli colleghi, non c'è nemmeno adesso, sia ben chiaro.
Abbiamo avuto, certo, un'attività della Commissione bilancio, del tutto informale, come ha detto il senatore Giaretta. Ma diciamo la verità: chi è che ha impedito l'assalto alla diligenza, che effettivamente c'era? La risposta, signor Presidente, è affidata ai fatti: questa mattina viene depositato un emendamento. Quell'emendamento, secondo il Ministro dell'economia, contiene l'assalto alla diligenza del bilancio pubblico.
L'opposizione immediatamente pone la questione dell'assenza della relazione tecnica ed inizia un'attività di presidio della Commissione bilancio che si concretizza nell'individuazione puntuale - certo lo abbiamo dovuto dichiarare ai giornali perché era l'unica sede che avevamo - di quasi tutte le norme che poi il presidente Azzollini ha indicato come scoperte, proponendo al Governo di espungerle dal testo.
Ma quelle norme sono state individuate in larghissima misura da noi, e man mano che le individuavamo, avevamo notizia del fatto che il Governo decideva di eliminarle dal testo. Ma se non ci fosse stata l'iniziativa dell'opposizione quelle norme sarebbero state espunte dal testo? Non lo sapremo mai, ma la risposta è abbastanza ovvia, visto che il Governo aveva presentato quel testo con l'autorevole avallo del Consiglio dei ministri nel suo complesso, perché solo il Consiglio dei ministri - com'è noto - può decidere l'apposizione della questione di fiducia.
Ci troviamo quindi in presenza, signor Presidente, del fatto molto preciso che l'iniziativa dell'opposizione ha impedito che venisse approvato un testo di legge che effettivamente danneggiava in maniera grave il bilancio dello Stato e impediva una corretta tutela dell'articolo 81, quarto comma, della Costituzione.
Il Ministro dell'economia, però, con la dichiarazione di oggi, ha affermato qualcosa che risolve in maniera definitiva anche la discussione che avemmo tra di noi, colleghi della maggioranza, la settimana scorsa a proposito del rischio che questi quindici giorni in più di attività legislativa facevano correre al bilancio dello Stato. Allora dicemmo: vediamo una preoccupazione.
Non sono stato tra coloro che hanno messo l'accento soltanto sul tema dell'applicazione della benedetta - maledetta pari condizione per l'accesso ai mezzi televisivi. Abbiamo detto: attenzione, perché in questi quindici giorni la tentazione elettoralistica potrebbe impadronirsi del Governo e determinare un assalto al bilancio pubblico a fini di realizzazione di un maggiore livello di consenso in questa o in quella categoria sociale o d'altro tipo.
Bene, puntualmente viene posta la questione di fiducia su di un testo che, non noi, ma il Ministro dell'economia definisce d'assalto alla diligenza. É la migliore riprova del fatto che la settimana scorsa avevamo ragione quando affermavamo che il Governo avrebbe tentato di assaltare la diligenza del bilancio pubblico.
Sì, oggi gli assaltatori sono stati respinti (non completamente, signor Presidente, non completamente, come ho cercato di dimostrare in interventi precedenti), in larga misura respinti, per iniziativa dell'opposizione parlamentare, che ha costretto la Commissione bilancio del Senato a pronunciare ciò che non poteva non essere pronunciato data l'evidenza delle violazioni dell'articolo 81, quarto comma, rappresentate dal testo di legge al nostro esame.
Ho terminato, ma approfitto per segnalare che purtroppo però una norma gravemente scoperta dal punto di vista finanziario è rimasta nel testo ed è la norma relativa alla legge sul finanziamento dei partiti.
È un tema molto delicato. Non sono tra coloro che fanno demagogia su questo problema; lascio questa demagogia ad altri, ma segnalo che in questo testo di legge è scritto che sarebbe possibile, attraverso l'azione di un fondo che intervenga per farsi carico dei debiti dei partiti, uno spostamento sul bilancio dello Stato sostanzialmente del debito dei partiti stessi, il cui grande volume non sto a sottolineare, perché facendo parte dei partiti lo conoscete - e lo conosce anche lei, signor Presidente - quanto me.
Segnalo questo punto perché vorrei che fosse chiaro anche ai rappresentanti della stampa, che magari stanno seguendo questa discussione, che il nostro voto contrario alla questione di fiducia, oltre ad avere le ragioni politiche che abbiamo illustrato nel corso di questo dibattito, si riferisce anche e specificatamente alla presenza di quella norma in questo testo.
Non si dica per l'ennesima volta che abbiamo coperto e che eravamo conniventi. Di questa norma noi segnaliamo con grande nettezza la scopertura finanziaria e la inaccettabilità. (Applausi dai Gruppi DS-U, Mar-DL-U e dei senatori Michelini e De Petris).