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Legislatura 14ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 952 del 02/02/2006


Interrogazioni con richiesta di risposta scritta

STANISCI - Al Ministro della difesa - Premesso che:

il Ministero in indirizzo ha stanziato la somma di diciotto milioni di euro da distribuire tra tutti gli arsenali militari, prevedendo una secca decurtazione dell'80% rispetto ai fondi precedentemente stanziati, che erano di quarantacinque milioni di euro;

questo stanziamento ha creato non pochi problemi all'erogazione dei servizi ed agli appalti di pulizia in tutti gli arsenali ed in special modo in quello di Brindisi;

in questa città l'urgenza di procedere alla riorganizzazione dei servizi ha finito col rendere ancora più precarie le già pesanti condizioni lavorative degli operatori che potrebbero, stanti le proposte dell'azienda appaltante i servizi, continuare a lavorare solo per tre quarti d'ora al giorno;

nel precedente contratto le ore lavorative erano tre al giorno e già questo rendeva precarie le situazioni economiche dei lavoratori e delle loro famiglie, per cui è facile capire cosa significa questo nuovo taglio di fondi operato dal Ministero,

l'interrogante chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno rivedere la decisione e rimpinguare il fondo previsto per gli arsenali militari, al fine di dare tranquillità a tutti i lavoratori, soprattutto a quelli di Brindisi, in quanto il territorio brindisino è già gravato da una pesante situazione occupazionale.

(4-10119)

DONADI - Ai Ministri della giustizia, per la funzione pubblica e dell'economia e delle finanze - Premesso che:

nel novembre 2004 sono state approvate le graduatorie a seguito del concorso per Ufficiali giudiziari C1, indetto con decreto ministeriale dell'8 novembre 2002, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 98 del 13 dicembre 2002 (risultati: 443 vincitori e circa 750 idonei);

in varie fasi, dal luglio 2004 al 3 agosto 2005, il Consiglio dei ministri ha autorizzato l'assunzione di 598 Ufficiali giudiziari C1, tra vincitori ed idonei del concorso;

è stato previsto al comma 97 della legge finanziaria 2005 (legge n. 311 del 30/12/2004, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 306 del 31/12/2004) che "…è prioritariamente considerata l'immissione in servizio: … c) per la copertura delle vacanze organiche nei ruoli degli ufficiali giudiziari C1 e nei ruoli dei cancellieri C1 dell'amministrazione giudiziaria, dei vincitori e degli idonei al concorso pubblico per la copertura di 443 posti di ufficiale giudiziario C1, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, 4ª serie speciale, n. 98, del 13 dicembre 2002…";

in data 27 luglio 2005 la Camera dei deputati (seduta n. 663) ha sottoposto al Governo un ordine del giorno (9/6016/11, firmatari on. Dell'Anna, Emerenzio Barbieri, Mancini, Santori, Caminiti, Leccisi, Lazzari, Lisi), con cui si chiedeva l'impegno del Governo a reperire le risorse necessarie ad assumere i restanti vincitori e tutti gli idonei al concorso a 443 posti di ufficiali giudiziari C1 ed il Governo, nella persona del Segretario di Stato On. Learco Saporito, ha accettato l'ordine del giorno ed ha assunto l'impegno a reperire le risorse necessarie ad assumere i vincitori e gli idonei;

nel frattempo, tra il 2004 ed il 2005, si sono susseguite circa 60 interrogazioni parlamentari per sollecitare le assunzioni dei vincitori ed idonei al concorso cui all'oggetto;

in data 15 dicembre 2005 la Camera dei deputati (seduta n. 720) sottopone al Governo un ulteriore ordine del giorno (su progetto di legge di bilancio 9/6177/157, presentato dall'on. Buemi) con cui si torna a chiedere l'impegno del Governo ad assumere gli idonei, ordine del giorno accolto come raccomandazione dal Governo nella persona dell'on. Giuseppe Vegas;

oggi restano da assumere 588 idonei che, considerato che vi sono state circa 33 rinunce (tra le assunzioni dell'anno scorso e quelle di quest'anno), si riducono a 555;

considerato che:

molti uffici giudiziari sono talmente carenti di dotazione organica che sovente i Magistrati capi degli Uffici si vedevano costretti a rivolgersi a carabinieri e poliziotti per la notifica di atti, e che ora l'art. 17 del decreto-legge 27 luglio 2005, n. 144, convertito dalla legge 31 luglio 2005, n. 155 (misure urgenti per il contrasto del terrorismo internazionale), ha sottratto al PM ed al giudice la possibilità di far notificare gli atti urgenti tramite polizia giudiziaria (salvo che non si tratti di atti di indagine che la stessa polizia giudiziaria è delegata a compiere), ed ha affidato i compiti di notifica esclusivamente agli Ufficiali giudiziari, ciò rende necessaria una tempestiva riorganizzazione degli uffici unici notifiche esecuzioni e protesti dei tribunali, se si vuole far fronte alle sopravvenute esigenze, come già evidenziato dal Procuratore generale di Roma, dott. Salvatore Vecchioni;

i posti vuoti nell'ambito delle piante organiche degli Ufficiali giudiziari C1 sono circa 160, mentre quelli di cancellieri C1 sono 271, per un totale di 431 posti attualmente disponibili, dopo la completa copertura delle piante organiche, così come rideterminate a seguito della riduzione del 5% prevista dalla legge finanziaria 2005 (legge n. 311 del 30/12/2004), rimarrebbero da assumere 123 idonei;

i 759 posti attualmente previsti come Ufficiali giudiziari C2 non sono mai stati coperti;

tenendo conto dei pensionamenti del 2005 e di quelli imminenti, sui quali non si hanno ancora dati ufficiali ma che voci ufficiose indicano come superiori al centinaio,

l'interrogante chiede di sapere se i Ministri competenti non ritengano, considerata una previsione legislativa e due ordini del giorno della Camera, accettati dal Governo, che ormai non sia non più rinviabile la copertura di questi posti, sia come Ufficiali giudiziari che come cancellieri, con i restanti 555 idonei.

(4-10120)

BATTAFARANO - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali - Premesso che:

il decreto legislativo 297 del 19 dicembre 2002 prevede l'introduzione del modello unificato, SOMM, riguardante le comunicazioni delle assunzioni, le trasformazioni e le cessazioni dei lavoratori temporanei;

a tutt'oggi tale modello unificato SOMM non è stato varato,

si chiede di sapere per quale ragione non si è dato corso a questo, come a vari altri, adempimenti del decreto legislativo 297/2002.

(4-10121)

BAIO DOSSI, MACONI - Al Ministro delle attività produttive - Premesso che:

l'azienda Celestica Italia S.r.l. è leader mondiale nel settore degli EMS (Electronics Manufacturing Services) per le più importanti aziende OEM (Original Equipment Manufacturers), soprattutto nei settori dell'informatica e delle comunicazioni;

detta azienda ha conseguito le certificazioni ISO 9001/9002 e 14001, ed è specializzata in servizi di manufacturing nel settore dell'elettronica;

ha strutture produttive in Nord America, Europa, Asia e America Latina e fornisce un'ampia gamma di servizi tra cui la progettazione, la costruzione di prototipi, l'assemblaggio, i collaudi, l'assicurazione dei prodotti, la gestione della catena di fornitura, la distribuzione in tutto il mondo e il servizio post-vendita;

la Celestica ha sede in Italia a Vimercate (Milano);

l'azienda, fino a quattro anni fa, stimava 2200 dipendenti, in tutta Italia, in quanto all'epoca era attiva anche la sede romana di Santa Palomba;

nella sede vimercatese adesso sono impiegati 873 dipendenti;

detta sede, in data 31 gennaio 2006, ha annunciato l'esubero di 450 posti e il conseguente ricorso alla cassa integrazione, della durata di un anno, per un numero eguale di dipendenti, non garantendo la ripresa dell'attività ed anzi prospettando la chiusura dello stabile,

si chiede di sapere:

quali iniziative il Ministro intenda intraprendere per scongiurare il drastico ridimensionamento di Celestica e per salvaguardare il patrimonio dell'azienda stessa;

se intenda convocare un tavolo con le organizzazioni imprenditoriali e sindacali al fine di individuare iniziative e strategie per uscire dalla situazione di crisi;

considerando che la Celestica è inserita all'interno del cosiddetto polo tecnologico, insieme a ST Microelectronics e IBM Italia, se il Ministro abbia individuato le strategie per governare il processo di grave crisi economica che investe anche il settore industriale lombardo, il quale favorisce la competitività italiana in Europa.

(4-10122)

DE PETRIS - Al Ministro della salute - Premesso che:

in data 23 settembre 2005 la nave Loch Alyn, proveniente dal Canada, è attraccata al porto di Bari con un carico di 58.000 tonnellate di grano, destinato alla lavorazione sul territorio nazionale ed acquistato dalle società Casillo, Dreyfuss, Candeal e Agriviesti;

il carico di cereali in questione, a seguito di analisi disposte dalla Procura della Repubblica di Trani, è risultato contaminato da ocratossina, sostanza pericolosa per la salute, in quantità superiori ai limiti di legge;

grazie all'esibizione di contro-analisi poi rivelatesi false, la società Casillo ha ottenuto il dissequestro delle derrate contaminate e le ha vendute a varie aziende produttrici di paste alimentari e derivati del grano;

ad oggi non è stata fornita alcuna informazione ai consumatori in merito alle aziende che hanno utilizzato il grano non in regola con le norme vigenti e in merito alla presenza sul mercato di prodotti derivati eventualmente contaminati;

è stato reso noto che al porto di Bari i controlli sulle derrate alimentari riguardano solo il 5% degli arrivi settimanali e che i campioni non sono sempre prelevati dai funzionari pubblici addetti ma consegnati dall'equipaggio;

dalle indagini effettuate dalla Procura di Trani risulterebbe che anche i controlli sul 5% sopra citato venissero a volte omessi e che in tutta la Puglia non risultava disponibile alcun apparecchio per la rilevazione della ocratossina,

si chiede di sapere:

quali iniziative abbia assunto il Ministero della salute per accertarsi che prodotti alimentari contaminati dal grano contenente ocratossina non siano stati immessi sul mercato;

quali iniziative abbia assunto per informare correttamente i consumatori;

quali provvedimenti si intendano assumere per assicurare che i controlli sulle derrate alimentari in arrivo al porto di Bari e agli altri porti italiani siano efficaci ed esaustivi, al fine di tutelare la salute dei cittadini, nonché la sicurezza di filiere alimentari di notevole valore economico per il Paese.

(4-10123)

PIANETTA - Al Ministro dell'ambiente e per la tutela del territorio - Premesso:

che l'intervento edilizio di tipo residenzale oggetto del Piano di lottizzazione denominato "PL Campiano", adottato dall'Amministrazione con la deliberazione del Consiglio Comunale di Barzio (Lecco) n. 52 del 14/l1/2005, si estende su un'area libera, attualmente costituita da un ampio prato, costellato da varia vegetazione di alto e medio fusto, con un tipico andamento a declivio che, da un'altezza pari a circa mt. 750 sul livello del mare, calcolata sul versante nord, degrada a valle sino a mt. 730 sul livello del mare;

che l'iniziativa costruttiva si estende su di una superficie complessiva dichiarata pari a 22.230 mq. ed implica la realizzazione di una volumetria totale di 17.784 mc. ripartita in sei lotti, variamente localizzati sull'area di intervento, ciascuno dei quali, a propria volta, composto da uno o più fabbricati di 3 piani f.t. aventi tutti un'altezza all'intradosso del solaio dell'ultimo piano abitabile, pari a dichiarati 10 mt.;

considerato:

che le tavole rappresentative dell'inserimento ambientale dell'intervento sono state predisposte utilizzando un "angolo visuale" che, omettendo volutamente di raffigurare l'edificazione esistente a monte del comparto, forniscono una falsa ed erronea rappresentazione circa il reale ed effettivo impatto che il realizzando complesso avrà nella zona, tanto sotto il profilo ambientale che edilizio ed urbanistico, fuorviando così illegittimamente anche le valutazioni ed i pareri che le altre autorità dovranno rendere nell'ambito del relativo procedimento approvativo;

che è manifesta l'irreversibile turbativa che il pregevole sito ambientale subirà - e con esso il paese e l'intera valle - per effetto dell'iniziativa edilizia in progetto, i cui fabbricati, emergendo dal suolo per ben 10 mt., si incuneano come "lame di coltello" deturpando un'oasi verde di significativa rilevanza paesistica;

che il consistente aumento del peso insediativo e del carico urbanistico che l'intervento comporta rende le infrastrutture di progetto e la loro correlazione con quelle esistenti inidonee ed insufficienti sotto vari risvolti;

che l'esistente viabilità, alla quale il comparto dovrà raccordarsi, appare del tutto inidonea ed insufficiente a sopportare l'incremento viabilistico che il nuovo insediamento necessariamente comporterà; le vie circostanti l'area di intervento, infatti, risultano già ora appena sufficienti a sostenere il traffico locale;

che l'Amministrazione si è espressa favorevolmente all'edificazione di ben 17.784 mc. di nuova volumetria, senza prima farsi carico di risolvere l'emergenza idrica sussistente nel proprio territorio (il Comune di Barzio versa attualmente in una grave situazione sotto il profilo della scarsa dotazione idrica, ingenerata dall'avvenuto inquinamento da metano dell'acquedotto comunale) e che, all'evidenza, costituisce l'obiettivo primario che il Comune avrebbe dovuto prioritariamente risolvere prima di poter legittimamente assentire l'insediamento di un intero nuovo complesso edilizio;

che l'ambiente circostante, da tranquilla ed amena zona verde, si trasformerà in un'area trafficata, con notevole disagio e disturbo a causa dell'inevitabile inquinamento atmosferico ed acustico che tale opera comporterà: e ciò in evidente contrasto con la preservazione e rivalutazione ambientale, che dovrebbe costituire uno degli obiettivi primari della pubblica amministrazione nella gestione del proprio territorio,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo, per quanto di competenza, non intenda attivarsi presso le competenti autorità per la modifica del Piano attuativo cosiddetto "PL Campiano", nel rispetto e nella salvaguardia del patrimonio ambientale esistente e della salute dei cittadini.

(4-10124)

FLORINO - Al Ministro dell'interno - Premesso:

che con atto ispettivo 4-09480 del 6/10/2005 l'interrogante chiedeva di monitorare il Comune di Casandrino (Napoli) per accertare eventuali violazioni amministrative;

che perdura sul territorio un devastante abusivismo edilizio, il più delle volte riconducibile a soggetti istituzionali;

che su un terreno agricolo, sito in via Cagliari, tra l'indifferenza generale si procede da giorni alla costruzione di un enorme capannone abusivo;

che il mancato controllo del territorio consente, a soggetti di dubbia moralità, di poter perpetrare la illegalità più diffusa,

l'interrogante chiede di sapere:

quali provvedimenti intenda adottare il Ministro in indirizzo per i fatti menzionati;

se non intenda sottoporre a verifica tutte le pratiche edilizie, i relativi condoni e la titolarità delle concessioni.

(4-10125)

MALABARBA - Al Ministro della difesa - Premesso che:

ai familiari dei militari deceduti in servizio spetta la speciale elargizione prevista dalle leggi 308/81 e 280/91;

da tale concessione sono esclusi solo i militari che si trovano in permesso, in licenza o fuori dal presidio senza autorizzazione;

il carabiniere Oronzo Causio non era né in permesso, né in licenza, né fuori del presidio senza autorizzazione;

la famiglia, quindi, aveva diritto a ricevere la speciale elargizione,

si chiede di sapere quali siano i motivi per cui non è stata concessa ai familiari di Oronzo Causio la speciale elargizione e quali urgenti provvedimenti si intendano assumere in merito.

(4-10126)

MONTALBANO - Al Ministro delle comunicazioni - Premesso che:

a Palma di Montechiaro, cittadina di 24.000 abitanti in provincia di Agrigento, esistono due uffici postali con gravi carenze in organico e spesso si registrano disagi per gli utenti;

nella succursale di via IV novembre il 10 gennaio 2006 sono intervenuti i carabinieri per sedare la ressa che si è verificata in seguito alla lunga fila di pensionati in attesa che l'unico impiegato dello sportello disbrigasse le decine di richieste di pagamento delle pensioni;

analoga situazione di disagio si registra nella sede centrale di via Garda, tanto che la direzione provinciale di Poste Italiane S.p.a. ha deciso di far rientrare il provvedimento di chiusura pomeridiana degli uffici, attuato a fine novembre e revocato in seguito a proteste della comunità, del sindaco e del successivo coinvolgimento del Prefetto;

nella detta sede centrale non è stato potenziato il personale in organico;

considerato che:

il direttore dell'ufficio postale, dott. Bartolo Cucchiara, si trova in difficoltà poiché è costretto non solo a tacitare centinaia di proteste che si levano da un'utenza costituita prevalentemente da pensionati e spesso in condizioni di salute non buone, ma anche le rimostranze degli impiegati in organico, messi sotto pressione dal comportamento dei dirigenti provinciali delle Poste Italiane;

appare evidente che i dirigenti provinciali valutano soltanto gli aspetti economici della vicenda, sottovalutando l'offerta di servizi adeguati ai cittadini di Palma di Montechiaro,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo, per quanto di competenza, non intenda attivarsi per sollecitare i dirigenti di Poste Italiane S.p.a. a trovare soluzioni idonee per porre fine ai numerosi disagi sia degli utenti che degli impiegati degli uffici postali di Palma di Montechiaro.

(4-10127)

ZAPPACOSTA - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'istruzione, dell'università e della ricerca, dell'interno e della giustizia - Premesso:

che l'interrogante, a seguito di notizie riportate dalla stampa, apprendeva che la vettura Mercedes S 320 di proprietà dell'Università degli Studi di Teramo, del valore di 93.088,00 euro, era andata distrutta in un incidente stradale che ha coinvolto un altro veicolo, avvenuto sull'A24 lo scorso mese di agosto 2004;

che la Mercedes veniva travolta da un camion, appena superato sulla corsia di sorpasso, al termine di un violento testacoda, seguito dell'alta velocità tenuta dall'autista dell'Università, nonostante fosse in corso un violento nubifragio, che ha visto l'autovettura in questione rimbalzare sul gard-rail e poi carambolare sull'asfalto;

che la vettura non era stata assicurata per i danni da collisione contro altre vetture od ostacoli fissi cagionati dallo stesso conducente (polizza Kasko);

che la polizia stradale di L'Aquila, intervenuta a seguito dell'incidente ed accertata la responsabilità dell'autista, Sig. Alessandro Fazzini Perpetuini, lo ha sanzionato elevando nei suoi confronti un verbale di contravvenzione comprendente, oltre la sanzione pecuniaria, la proposta di ritiro della patente di guida. Detto verbale poi sarebbe stato fatto oggetto di ricorso, da parte dello stesso Sig. Perpetuini, al Prefetto di L'Aquila il quale avrebbe archiviato il caso,

l'interrogante chiede di conoscere quali siano:

le motivazioni per le quali il Consiglio di Amministrazione dell'Università degli Studi di Teramo abbia ritenuto opportuno dotare l'Ateneo di una vettura straniera e particolarmente costosa in un momento particolare di contenimento della spesa pubblica e di crisi dell'economia;

il parere del collegio dei revisori dei conti dell'Ateneo espresso in merito al suddetto acquisto;

le ragioni per le quali un veicolo di così elevato valore non sia stato assicurato con una polizza kasko;

le ragioni per le quali il verbale elevato a carico dell'autista della Mercedes Sig. Alessandro Fazzini Perpetuini sia stato archiviato;

le ragioni per le quali l'Ateneo non abbia deferito alla Corte dei Conti, per i conseguenti danni erariali, l'autista ed i funzionari responsabili della mancata stipula della polizza Kasko;

le ragioni per le quali il collegio dei revisori dei conti dell'Ateneo, presieduto dal Dott. Giuseppe Grasso, Procuratore Regionale della Corte dei Conti per la Regione Molise, non abbia segnalato il caso alla Procura Regionale della Corte dei Conti per la Regione Abruzzo.

(4-10128)

BUCCIERO - Ai Ministri dell'interno e per i beni e le attività culturali - Premesso che:

nella galleria barese dell'antiquario Pierluca Romita è stato, di recente, rintracciato un fregio di Duilio Cambellotti, un artista-artigiano di Roma;

la nascita del reperto si colloca all'indomani dell'ultimazione dei lavori di decorazione del palazzo dell'acquedotto pugliese di cui ornava l'appartamento del Presidente, quale sovrapporta del salottino privato che immetteva nel salone da ballo;

il fregio era uno di tanti pezzi (tavoli, scrivanie, sedie, divani, ecc.) che dovrebbero tuttora arredare detto palazzo ed ognuno dei quali conserva un notevole valore trattandosi di pezzi unici,

l'interrogante chiede di conoscere quali interventi si intendano disporre al fine di verificare la iniziale consistenza di detti beni (inventario patrimoniale relativo alla loro realizzazione ed allocazione), la regolarità contabile/patrimoniale di eventuali rimozioni, trasferimenti e/o dismissioni (nel tempo sin qui intercorso), le responsabilità sottese ad eventuali indebite sottrazioni accertate e la concreta possibilità di conseguire il ripristino dell'originaria (e non surrogabile) loro collocazione, densa dei significati e dei valori innanzi ricordati.

(4-10129)

ZAPPACOSTA - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'istruzione, dell'università e della ricerca, dell'economia e delle finanze e della giustizia - Risulta all'interrogante:

che dalla sentenza n. 405/2000 del T.A.R. dell'Abruzzo, sede di L'Aquila, si evince che con decreto rettorale (DR) del 03.03.1999 n. 48/P, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 21, 4a serie speciale del 16 marzo 1999, e successiva rettifica D.R. 93/P del 22 marzo 1999, nella Gazzetta Ufficiale n. 26, 4a serie speciale del 2 aprile 1999, è stato indetto un bando di valutazione comparativa a posti di professore universitario di ruolo - fascia degli ordinari - presso l'Università degli Studi di Teramo, per vari settori scientifico-disciplinari tra i quali il settore V 30 B, Fisiologia degli Animali Domestici;

che con successivo decreto rettorale n. 362/P del 22/07/1999, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, 4ª Serie Speciale, "Concorsi ed Esami" n. 66 (suppl.) del 20/08/1999, è stata nominata la commissione esaminatrice, composta dai Proff. Boiti Cristiano della Facoltà di Medicina Veterinaria dell'Università di Perugia, Facello Carlo della Facoltà di Medicina Veterinaria dell'Università di Torino, Maffeo Giovanni della Facoltà di Medicina Veterinaria dell'Università di Milano, Naitana Salvatore della Facoltà di Medicina Veterinaria dell'Università di Sassari, Mattioli Mauro della Facoltà di Agraria dell'Università di Teramo ma designato dal Consiglio di Facoltà di Medicina Veterinaria della medesima Università. Presidente della Commissione è stato nominato il Prof. Giovanni Maffeo;

che con D.R. 639/P del 25.10.1999 è stata accertata la regolarità degli atti della Commissione giudicatrice per la valutazione comparativa a un posto di professore universitario di ruolo, fascia degli ordinari, settore scientifico disciplinare V30B, Fisiologia degli animali domestici, presso la Facoltà di Medicina Veterinaria dell'Università degli Studi di Teramo. Dai suddetti atti la Commissione giudicatrice ha dichiarato idonei i candidati Prof. Luigi Avallone, Prof. Barbara Barboni, Prof. Alberto Prandi, escludendo il quarto candidato, "il titolatissimo" Prof. Fabio De Rensis.;

che il Consiglio di Facoltà di Medicina Veterinaria dell'Ateneo teramano, con delibera del 27 ottobre 1999, ha dichiarato che gli atti della Commissione giudicatrice della valutazione comparativa sopra citata evidenziano per il candidato Prof. Barbara Barboni: il possesso di competenze didattiche specifiche relative a discipline ricomprese nel settore scientifico disciplinare V30B e l'ampia, qualificata, continua produzione scientifica, rivolta in particolar modo alla fisiologia della riproduzione;

che, considerato che tale tipo di qualificazione corrisponde alle esigenze didattico-scientifiche espresse dalla Facoltà di Medicina Veterinaria e fatte proprie dal Senato accademico, rispettivamente nelle sedute dell'11 febbraio 1999 e del 23 febbraio 1999, a voti unanimi, ha deliberato di chiamare la Prof.ssa Barbara Barboni a ricoprire il posto di Professore di ruolo di I fascia, settore scientifico disciplinare V30B, Fisiologia degli animali domestici, presso la Facoltà di Medicina Veterinaria dell'Università degli Studi di Teramo;

che tutto ciò, a parere dell'interrogante, appare surreale, in quanto al momento della selezione la Prof.ssa Barbara Barboni è professore associato presso l'ateneo teramano da appena sei mesi, e ha quasi tutte le pubblicazioni con un membro della Commissione, il Prof. Mauro Mattioli, attuale Rettore dell'Università di Teramo, mentre il Prof. Fabio De Rensis ha un passato di ricercatore del CNR, perfezionatosi in fisiologia in Canada e in Inghilterra, ed è professore associato da ben 9 anni con molte pubblicazioni che, a differenza della candidata vincitrice, gli hanno permesso di ottenere alcuni riconoscimenti internazionali;

che successivamente, nel 2000, in qualità di professore di I fascia, la docente Barboni veniva eletta Direttore del Dipartimento di strutture, funzioni e patologie degli animali e biotecnologie, poi denominato Scienze biomediche comparate, percependo anche l'indennità di carica;

che il Prof. De Rensis ha deciso pertanto di ricorrere al TAR contro il sistema selettivo dell'ateneo teramano che - a suo giudizio - lo ha escluso dal posto che sentiva di meritare;

che con sentenza immediatamente esecutiva, n. 405 del 15 maggio 2002, il TAR aquilano non solo ha accettato il ricorso di De Rensis contro L'Università di Teramo, ma nelle motivazioni dell'annullamento ha spiegato con precisione le irregolarità del concorso: "3. Nel merito il ricorso è fondato per i seguenti assorbenti profili dedotti dal ricorrente. E' innanzitutto meritevole di accoglimento la censura con la quale si deduce che la Commissione giudicatrice non ha fatto riferimento, per la valutazione delle pubblicazioni, ai parametri riconosciuti in ambito scientifico internazionale (impact factors e referee)";

che va, al riguardo, rilevato che ai sensi dell'art. 8 del regolamento, approvato con decreto del Presidente della Repubblica n. 390 del 1998, nella valutazione comparativa per le pubblicazioni debbono essere utilizzati - ove possibile - parametri riconosciuti a livello internazionale. E' questo un criterio di valutazione di notevole rilevanza, al quale, proprio perché fondato su elementi oggettivi, esterni alla Commissione, deve essere riconosciuta un'area di applicabilità quanto più ampia possibile; sicché l'inciso normativo "ove possibile" andrebbe interpretato nel senso che possa prescindersi da esso soltanto nel caso di riconosciuta e dimostrata impossibilità di applicazione, della quale, peraltro, deve essere dato espressamente conto, con specifica ed adeguata motivazione;

che ciò, nella specie, non è avvenuto poiché la Commissione avrebbe del tutto immotivatamente permesso l'utilizzazione di tali parametri, limitandosi ad esprimere giudizi soggettivi e apodittici, anche laddove la valutazione delle pubblicazioni avrebbe dovuto essere particolarmente approfondita e meditata. Ugualmente fondata sarebbe l'ulteriore censura dedotta dal ricorrente;

che, in effetti, non risulta che abbiano formato oggetto di specifica considerazione da parte della Commissione - in contrasto con quanto prescritto dal citato regolamento n. 390 del 1998 e dal bando di concorso - importanti titoli di studio e di perfezionamento, acquisiti anche all'estero, quali borse di studio, master conseguito in Inghilterra, PhD conseguito in Canada, servizio prestato presso il C.N.R.;

che quanto alle pubblicazioni redatte in collaborazione, va rilevato che l'ammissibilità ed i limiti della loro valutazione, soprattutto quando la collaborazione è intercorsa con taluni componenti della Commissione giudicatrice - pur senza assurgere, in tale ultimo caso, a vera e propria causa di incompatibilità del commissario, come pure talvolta è stato ipotizzato - debbono essere soggetti a criteri particolarmente rigorosi, che la giurisprudenza non ha mancato di indicare, diretti ad assicurare la trasparenza e la imparzialità dell'operato della Commissione stessa;

che tali criteri - il più prudente dei quali è quello consistente nelle reciproche dichiarazioni rese da tutti gli autori - non risulterebbero essere stati adottati nel concorso in questione, nel quale pur si verificava la situazione, non certo consueta, che uno dei candidati (Prof.ssa Barboni) presentasse un notevolissimo numero di pubblicazioni in collaborazione con il componente della Commissione Prof. Mattioli;

che sarebbe, infine, fondata la censura concernente la fase della valutazione comparativa dei candidati che, nella specie, è avvenuta - come risulta dal verbale della relativa riunione del 25 ottobre 1999, che si limita alla sostanziale ripetizione del testo normativo - in maniera meramente ripetitiva delle precedenti fasi di valutazione, senza dare conto delle ragioni del convincimento della superiorità dei candidati dichiarati vincitori rispetto al De Rensis;

che il TAR ha annullato il concorso, ha imposto una nuova valutazione comparativa e ha annullato la nomina della Barboni. La Commissione appositamente convocata in seconda seduta rivede i giudizi, ha escluso il Prof. Prandi e ha decretato l'idoneità del Prof. De Rensis;

che dopo il D.R. del 30.09.2002, n. 853/P, con il quale sono stati riapprovati gli atti, la Facoltà di Medicina Veterinaria dell'Università di Teramo ha nuovamente richiamato la Prof.ssa Barboni;

che, infine, all'interrogante non risulta il verificarsi di alcuni degli effetti della summenzionata sentenza e cioè: la retrocessione della Prof.ssa Barboni al ruolo di Professore Associato con la conseguente decadenza dalla carica di Direttore del Dipartimento essendo venuto meno il requisito di cui all'articolo 84 comma 4 del decreto del Presidente della Repubblica 382/80 e cioè l'appartenenza al ruolo dei i professori ordinari,

l'interrogante chiede di conoscere:

l'incidenza di episodi di questo tipo (il malcostume della cooptazione) sulla cosiddetta "fuga dei cervelli" e quali iniziative si stiano attivando per evitare simili accadimenti;

le motivazioni con le quali la Commissione giudicatrice (della quale era membro l'attuale Rettore dell'Università di Teramo, Prof. Mauro Mattioli) abbia decretato l'idoneità del Prof. De Rensis;

le motivazioni con le quali la Commissione giudicatrice (della quale era membro l'attuale Rettore dell'Università di Teramo, Prof. Mauro Mattioli) abbia escluso, in seconda convocazione, l'attribuzione dell'idoneità al Prof. Prandi, maggiormente titolato rispetto alla Prof.ssa Barboni;

le motivazioni per le quali la Prof.ssa Barboni non sia stata retrocessa nel ruolo di Professore associato, con la conseguente restituzione degli stipendi percepiti per i due anni da Professore Straordinario;

le motivazioni per le quali la Prof.ssa Barboni non sia decaduta dalla carica di Direttore del Dipartimento essendo venuto meno il requisito di cui all'articolo 84, comma 4, del decreto del Presidente della Repubblica 382/80;

le motivazioni per le quali, in capo a questa vicenda, l'amministrazione non abbia proceduto ad una rilevazione del danno erariale ricevuto;

le motivazioni per le quali il Collegio dei Revisori dei Conti non si sia espresso in merito al suddetto episodio.

(4-10130)

EUFEMI - Al Ministro per la funzione pubblica - Considerato che nella legge finanziaria 2006 sono state individuate specifiche risorse da destinare alla contrattazione collettiva per l'area separata della vice dirigenza;

ritenuto, quindi, che sono stati completati tutti i presupposti normativi necessari per dare avvio alla concreta istituzione della vice dirigenza;

considerato, inoltre, che a seguito di circolare del Ministero per la funzione pubblica si è proceduto alla ricognizione delle unità di personale interessato all'attuazione delle norme sulla vice-dirigenza;

ritenuto:

che l'amministrazione disponga di tutti i dati necessari ad individuare le organizzazioni sindacali rappresentative della vice-dirigenza;

che il Governo, con i provvedimenti adottati, abbia mostrato il massimo interesse a dare attuazione alla normativa che nel lontano 2002 ha previsto la dirigenza;

valutato che, anche recentemente, è stato ribadito che "l'area della vice-dirigenza è un'area separata, collocata tra il comparto e l'area dirigenziale", anche al fine di dare finalmente adeguate risposte alle aspettative, sinora deluse, dei propri migliori funzionari,

si chiede di sapere:

se non si ritenga di far conoscere se è stata inviata all'Aran la direttiva per l'avvio della contrattazione collettiva per la separata area della vicedirigenza;

se risponda al vero che l'Aran non abbia ancora individuato le organizzazioni maggiormente rappresentative della vicedirigenza per la contrattazione collettiva, adducendo difficoltà di coordinamento della norma con il resto del decreto legislativo 165/2001;

se tutto questo corrisponda al vero, quali conseguenti, concrete iniziative il Governo intenda urgentemente adottare.

(4-10131)

FASOLINO - Al Ministro dell'interno - Premesso che:

è sotto gli occhi di tutti il forte disagio in cui versa il Corpo Nazionale dei Vigili del fuoco;

la cronica mancanza di personale che affligge da anni il Corpo è quantificabile in circa 15.000 unità permanenti ed è aggravata dalla previsione di oltre 6.000 pensionamenti nel prossimo anno;

considerate le suesposte premesse, sembra all'interrogante assurdo il fatto che dal concorso per mestieri bandito nel lontano 1988 per 184 posti, e al quale se ne è affiancato nel 2001 un altro riservato ai vigili discontinui per 173 posti, risultino ancora esclusi circa 2.000 idonei dal primo e circa 9.000 dal secondo, personale che, se giustamente inserito tra i ranghi del Corpo, supplirebbe in parte alla carenza prima quantificata,

ritenuto che:

le graduatorie degli idonei ai suddetti concorsi resteranno valide fino al 31 dicembre 2006;

il ruolo dei Vigili del fuoco è fondamentale per la salvaguardia della vita umana ed animale e degli stessi beni pubblici e privati,

si chiede di sapere se non si ritenga necessario, per fronteggiare le pesanti carenze di organico del Corpo, provvedere urgentemente alle assunzioni immediate, fino all' estinzione numerica degli idonei delle graduatorie dei concorsi.

(4-10132)

BUCCIERO - Al Ministro dell'economia e delle finanze - Premesso:

che notizie di stampa informano che, nell'ambito del processo ad "Impregilo", la Procura di Monza ha chiesto il rinvio a giudizio per i reati di falso in bilancio ed aggiotaggio dell'ex Presidente Paolo Savona, dell'ex amministratore delegato Pier Giorgio Romiti e del revisore Maurizio Serafini, partner della società di revisione Reconta Ernst &Young;

che, fino a qualche tempo fa, amministratore delegato della menzionata società di revisione risultava essere il dr. Stefano Romiti,

si chiede di conoscere:

se fra i due Romiti sussista solo un rapporto di omonimia ovvero un rapporto di parentela;

se, in tale seconda ipotesi, risultino rispettate le previsioni del Testo unico della finanza in materia di incompatibilità per le società di revisione e cioè, per il caso di rilevante legame di parentela, se sia trascorso il previsto lasso di tempo fra l'abbandono della Reconta Ernst & Young da parte del dr. Stefano Romiti e l'assunzione dell'incarico di revisionare e certificare i bilanci di Impregilo da parte della menzionata società di revisione.

(4-10133)

SOLIANI - Ai Ministri dell'interno e delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che:

sabato 14 gennaio 2006, l'Intercity 752, partito venerdì sera da Catania e diretto a Brescia, con a bordo circa trecento tifosi del Catania Calcio, si è bloccato per un guasto al locomotore a Gattatico, in provincia di Reggio Emilia a pochi chilometri da Parma;

si apprende da notizie giornalistiche che, immediatamente, alcuni dei tifosi del Catania avrebbero improvvisato un sit-in di protesta sui binari della stazione di Gattatico provocando ritardi di trenta minuti ad otto treni in transito;

successivamente il convoglio è stato trainato con un locomotore di riserva fino alla stazione di Parma; qui numerosi tifosi del Catania hanno scatenato una vera e propria guerriglia urbana seminando il panico tra i viaggiatori ed il personale, distruggendo, bruciando e lanciando bombe carta e sassi anche contro le forze di polizia tempestivamente intervenute sul posto nel tentativo di riportare l'ordine;

durante le fasi più concitate, alcuni addetti della stazione, tra cui un capotreno, e alcuni agenti di polizia sono rimasti feriti mentre la biglietteria, invasa dai fumogeni, è stata temporaneamente chiusa;

nel corso dei controlli in questura sono stati sequestrati ai tifosi coltelli taglierini, fumogeni oltre ad alcune quantità di hashish;

la guerriglia messa in atto dei tifosi del Catania, ha avuto pesanti ripercussioni sull'intero sistema ferroviario; i collegamenti tra Nord e Sud sono rimasti bloccati per oltre cinque ore;

la stima dei danni alle cose derivanti da tale atti vandalici è calcolata nell'ordine di circa centomila euro,

si chiede di sapere:

se e quali iniziative i Ministri in indirizzo intendano adottare al fine di fare chiarezza sui fatti denunciati in premessa e accertare le responsabilità;

se sia vero e, qualora lo fosse, per quale motivo l'Intercity 752, partito venerdì sera da Catania e diretto a Brescia aveva accumulato ore di ritardo durante il percorso;

quali provvedimenti si intendano adottare al fine di riparare i danni materiali arrecati alla stazione e alla città di Parma oltre che i danni morali arrecati ai cittadini residenti e in transito nella città emiliana vittime del grave episodio di violenza messo in atto dai tifosi del Catania;

quali provvedimenti si intendano adottare nei confronti del fenomeno dello spostamento dei tifosi da un capo all'altro dell'Italia in occasione delle partite e in ogni caso sul piano del controllo e della sicurezza sui treni utilizzati;

se non si ritenga fondamentale, anche in considerazione delle molte promesse fatte dal Governo durante la campagna elettorale, di dover assicurare una più ampia e capillare presenza delle forze dell'ordine a presidio e difesa della popolazione, contro il dilagare dei fenomeni criminosi.

(4-10134)

MARTONE - Al Ministro dell'interno - Premesso che:

in data 15 gennaio 2006 nell'allegato "Metropoli" del quotidiano "La Repubblica" un giornalista, nell'articolo "Quella strada piena di ostacoli per diventare cittadini italiani" riporta che, in fatto di concessione della cittadinanza agli immigrati, l'Italia è tra i grandi Paesi europei quello che registra una minore disponibilità verso gli stranieri. Agli ostacoli normativi, continua l'articolo, si aggiungono quelli, anche peggiori, della burocrazia: la legge, ad esempio, prevede che la procedura di acquisto della cittadinanza duri due anni, a partire dalla presentazione della domanda in prefettura;

nella realtà, continua il giornalista, l'immigrato che consegna la richiesta di cittadinanza per motivo di residenza aspetta in media quattro anni, e tre anni chi ha fatto la domanda perché sposato con un cittadino italiano;

inoltre, prosegue l'articolo di "Metropoli" risulta esservi un'alta percentuale di dinieghi di cittadinanza per residenza. Nel 2002 su 1.709 richieste di cittadinanza per residenza 780 sono state respinte;

risulterebbe all'interrogante che dopo il 2002 non sia stato reso pubblico il numero complessivo delle richieste di cittadinanza e in particolare il numero dei dinieghi dal 2003 ad oggi,

si chiede di sapere:

quali siano le motivazioni che causano sistematici ritardi, come riportato nell'articolo sopra citato, nelle concessioni di cittadinanza in violazione ai tempi previsti dall'attuale normativa;

se corrisponda al vero che non sia stato reso pubblico il numero complessivo delle richieste di cittadinanza e in particolare il numero dei dinieghi dal 2003 ad oggi. In caso affermativo si chiede al Ministro in indirizzo un suo intervento affinché tali dati vengano divulgati dalle istituzioni opportune e resi accessibili al pubblico interesse.

(4-10135)