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Legislatura 14ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 950 del 01/02/2006


PETRINI (Mar-DL-U). Signor Presidente, onorevoli colleghi, per troppe volte in Aula abbiamo operato le nostre scelte guidati dall'opportunismo e dall'interesse dell'una o dell'altra parte politica. Spero che in coda di legislatura, in questo epilogo, si possa almeno una volta essere guidati dalla logica, null'altro.

Chiedo allora al senatore Malan, relatore della legge elettorale, al senatore Pastore, presidente della 1a Commissione permanente, e soprattutto al sottosegretario D'Alì se la logica con cui abbiamo posto la necessità di raccogliere le firme per quei partiti che non abbiano una consolidata rappresentanza politica è quella di impedire l'accesso alle liste ed agli spazi elettorali a formazioni velleitarie, guidate soltanto dal protagonismo e dall'esibizionismo di poche persone per cui si sostiene che chi vuole avere accesso alla scheda e agli spazi elettorali deve dimostrare di avere un sufficiente radicamento territoriale ed un minimo seguito politico che ne giustifichi la presenza.

È così? Vorrei davvero che la maggioranza e il Governo rispondessero a questa domanda. Se la logica è questa, non ci rendiamo conto che il dispositivo approntato per tradurre in pratica questo elemento di principio produce un'evidente distorsione nella logica stessa? Com'è possibile che partiti quali quello socialista e radicale, storicamente presenti nella storia politica italiana con una rappresentanza istituzionale già presente in Assemblea e nel Parlamento europeo, vengano trattati come partiti nuovi? È o non è questo?

È o non è questa una distorsione di quella logica che abbiamo affermato? E perché si determina questo elemento distorsivo? Per il semplice fatto che si collega quella logica alla simbologia grafica con cui ci si presenta. Ma è la simbologia grafica un elemento essenziale nell'identificare quel partito? Questo è l'elemento, secondo me, su cui si può ragionare.

Tuttavia è assolutamente evidente che tutti noi rappresentiamo partiti che negli ultimi anni, a vario titolo e per vari motivi, hanno mutato la loro rappresentazione grafica e non è assolutamente logico pensare che questo determini un elemento di discontinuità rispetto all'appeal elettorale e alla legittimazione rappresentativa che avevano. Questa discontinuità non può esservi, perché se ci fosse non avremmo cambiato la nostra grafica. Se il Movimento sociale, nel momento in cui è diventato Alleanza Nazionale, avesse pensato di perdere il suo elettorato creando una discontinuità assoluta tra la precedente sua rappresentanza politica e la nuova rappresentanza politica che andava a raccogliere non avrebbe cambiato il suo simbolo grafico. E non lo avrebbe fatto la Margherita, introducendo un simbolo che era rappresentativo dell'unione di più forze politiche già storicamente presenti in questo Parlamento, così come non lo avrebbe fatto il PCI, trasformatosi prima in PDS e poi in DS. Quindi, la grafica e la denominazione non possono essere elementi identificativi di una continuità storica e rappresentativa.

È quello che oggi ci dimostrano il Partito socialista e il Partito radicale, che danno luogo ad una nuova formazione politica, chiamata la Rosa nel pugno, che è comunque in continuità la storia di due partiti che sono sempre stati rappresentativi e rappresentati nelle istituzioni italiane.

Vorrei davvero - ripeto l'appello che ho fatto all'inizio - che in questo momento fossimo guidati da una sufficiente serenità e da un conseguente ragionamento. Se la logica è quella che ho detto all'inizio e se il meccanismo con cui abbiamo tradotto in pratica quella logica introduce un elemento palesemente distorsivo, perché non dobbiamo preoccuparci di porre rimedio a questa distorsione? Per quale motivo non possiamo, a un certo punto, piegarci alla necessità di garantire una equanimità nell'accesso alle elezioni politiche fra tutte le forze qui presenti, sicuramente, storicamente rappresentative? Per quale motivo non possiamo fare questo?

Ecco queste sono le domande che con molta serenità e in tutta modestia pongo ai colleghi della maggioranza e, in primo luogo, al rappresentante del Governo. Per quale motivo non dobbiamo avere questa serenità e non possiamo fare ragione e giustizia di un elemento di disequanimità assolutamente evidente, palese e lampante? Vi prego, datemi questa risposta! (Applausi dai Gruppi Mar-DL-U, DS-U e Misto-Rnp).

 

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione.

Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo.