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Legislatura 14ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 950 del 01/02/2006


MALAN (FI). Signor Presidente, vorrei dare un contributo alla discussione della mozione n. 373 illustrando quanto è successo a proposito della raccolta delle firme in vista della presentazione delle candidature.

Come tutti sanno, fino al 1992 non era necessario raccogliere le firme per le formazioni più rappresentative, mentre per le formazioni che non rispondevano a certi requisiti presenti nella legge in vigore all'epoca vigeva la regola della raccolta delle firme.

Con la nuova legge elettorale, dal 1994 ad oggi, si è resa necessaria la raccolta delle firme per tutti i partiti. Ricordo che c'era un elemento che non era presente in precedenza e che oggi non esiste più con la nuova legge elettorale: i collegi uninominali, che rappresentavano realtà più piccole con la possibilità di candidati locali, paragonabili come numero di abitanti a quelli delle elezioni comunali.

Con la nuova legge elettorale, oltre ad aver introdotto altri cambiamenti nella normativa, alcune forze politiche, le più rappresentative, per usare un'espressione generica, sono state esentate dalla raccolta delle firme.

Si trattava di un'istanza rappresentata nel corso di questi anni da parecchie forze politiche, dell'attuale maggioranza come dell'attuale opposizione (sottolineo il termine "attuale", perché non è solo in questa legislatura che si è affrontato l'argomento). Anche in questa legislatura il tema è stato affrontato più volte. La difficoltà è sempre stata quella di individuare una soglia al di sopra della quale vi sarebbe stata l'esenzione e i problemi derivavano dal fatto che chi si trova al di sotto di tale soglia vorrebbe che essa fosse ridotta, in modo da rientrare nei parametri che consentono di soprassedere alla raccolta delle firme. La stessa difficoltà si è presentata in ogni circostanza e si è ripresentata anche nelle attuali circostanze.

L'attuale legge elettorale, dunque, stabilisce che ci sono forze politiche esentate dal presentare le firme (ossia le forze politiche che hanno Gruppi parlamentari in entrambi i rami del Parlamento) e vi sono forze politiche da ciò esentate, a condizione che presentino lo stesso simbolo presentato alle scorse elezioni europee, mentre gli altri soggetti politici devono raccogliere le firme e si trovano, pertanto, nella medesima situazione in cui si sono trovati dal 1994 al 2001 (ciò facendo riferimento soltanto alle elezioni politiche).

L'istanza rappresentata dal nuovo soggetto politico la Rosa nel pugno è sicuramente importante e credo che essa sia stata sottolineata dalla discussione della mozione in esame, cui si è giunti grazie alla raccolta delle firme, sulla base del Regolamento del Senato, che impone che un certo argomento possa discutersi su richiesta di un terzo dei membri dell'Assemblea. Queste sono le premesse.

In altre parole, la richiesta da parte della Rosa nel pugno è di abbassare la soglia necessaria per essere esentata dalla raccolta delle firme. Ricordo che nella Rosa nel pugno, che giustamente rivendica la presenza di diversi parlamentari sia alla Camera, sia al Senato, sia al Parlamento europeo, uno dei soggetti che ne fanno parte si troverebbe esentato dalla raccolta della firme se presentasse lo stesso simbolo delle elezioni europee, ossia quello della Lista Bonino, che si riferisce al Partito radicale.

Per una legittima scelta da parte di questo soggetto politico di costituire una nuova formazione assieme allo SDI, viene dunque a porsi la necessità della raccolta delle firme. Anche lo SDI possiede determinati parametri, ma per una sua scelta di presentarsi assieme ad altre formazioni alle scorse elezioni europee, si trova ad avere parlamentari sia nel Parlamento europeo sia nel Parlamento italiano, ma non rappresentanti eletti con il proprio simbolo.

A questo punto, ciò di cui stiamo parlando è la discutibilità della soglia minima per ottenere l'esenzione che, come ho detto prima, evidentemente non soddisfa chi si trova al di sotto: di questo tema si è discusso nel corso dell'esame della legge elettorale; se n'è nuovamente discusso esaminando il decreto-legge in materia elettorale, approvato la settimana scorsa; la maggioranza ha deciso di non modificare le soglie introdotte nella legge e a questo punto si richiede un ripensamento. Questi, in sostanza, i termini della questione.

È comprensibile chiedere di modificare i parametri, che pure devono essere stabiliti, ma essi sono stati individuati nel corso della discussione della legge elettorale e, seppur discutibili, così sono stati approvati. Non è maturato il convincimento, da parte della maggioranza, di cambiarli. Questa la situazione ad oggi. Ripeto, però, che la lista citata si trova nella necessità di raccogliere le firme, esattamente come se non fosse cambiata la legge elettorale: potrebbe non raccoglierle se si presentasse con il soggetto politico con cui si è presentata alle scorse elezioni europee; per una sua decisione, sceglie un'altra via, che comporta le conseguenze previste dalla legge elettorale.

Ricordo, inoltre, che la scorsa settimana, con un emendamento da me presentato in quanto relatore sul decreto-legge in materia elettorale, si è deciso di dimezzare il numero delle firme, anche in caso di scioglimento non tecnicamente anticipato. Credo che sia stato un giusto provvedimento, che viene incontro, sia pur parzialmente, a quanto richiesto dalla Rosa nel pugno.

 

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Petrini. Ne ha facoltà.