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Legislatura 14ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 950 del 01/02/2006


LEGNINI (DS-U). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

LEGNINI (DS-U). Signor Presidente, mi permetto di insistere per l'accoglimento di questo emendamento, perché è vero che abbiamo svolto una discussione approfondita in Commissione sull'argomento, ma è anche vero che questo è un punto molto importante della riforma al nostro esame. Infatti, come diceva il senatore Marino, sostanzialmente si vuole introdurre, con la norma di cui chiediamo la soppressione, una maggiore possibilità di usucapire, ovvero di divenire proprietari esclusivi di parti comuni dell'edificio o delle aree circostanti.

Mi permetto di dissentire con il relatore Mugnai, con il quale pure ci siamo trovati d'accordo su molti punti; egli ha avuto modo - come abbiamo rilevato nella fase della discussione generale - di accogliere numerosi nostri emendamenti, sia in Commissione, sia in Aula, con i pareri che ha espresso e che andrà ad esprimere, ma su questo punto vi è dissenso. È un dissenso netto, perché introdurre il concetto di tolleranza nel possesso delle parti comuni significa introdurre quella che si chiama in gergo tecnico «inversione dell'onere della prova», non c'è dubbio: cioè, il possesso o la detenzione, comunque qualificata, di un bene di proprietà comune in via esclusiva si presume tollerata dagli altri condomini ed in tal modo si favorisce l'usucapibilità del bene, perché è evidente che quei soggetti deboli che non volessero reagire, contestare il possesso altrui, magari posto in essere anche con prepotenza o con intimidazioni (porto un caso limite, naturalmente), dovrebbero in tal caso subire il possesso prolungato che porterebbe appunto all'appropriazione, attraverso l'usucapione, di parti comuni dell'edificio.

Invece, sopprimere questa norma aiuterebbe a ripristinare l'attuale stato della disciplina sul punto, che rimanda alle regole comuni sull'usucapione: la possibilità, appunto, di divenire o meno proprietari di parti comuni degli edifici e delle corti circostanti. Insisto, quindi, affinché venga eliminata una norma che sarebbe destinata ad incrementare i contenziosi e a creare molti problemi alle famiglie italiane.

Chiedo, inoltre, la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.