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Legislatura 14ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 950 del 01/02/2006


Ripresa della discussione dei disegni di legge
nn.
622, 1659, 1708, 2587 e 3309

PRESIDENTE. La seduta è ripresa.

Metto ai voti l'emendamento 2.104, presentato dal senatore Legnini e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.105.

MARINO (Misto-Com). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

MARINO (Misto-Com). Signor Presidente, con il permesso dei presentatori, chiederei di apporre la mia firma a questo emendamento con il quale si sopprime il terzo capoverso del comma 1 dell'articolo 2, che recita testualmente: «Gli atti che comportano il godimento esclusivo di parti comuni, salvo prova contraria, si presumono tollerati dagli altri condomini ai sensi dell'articolo 1144».

Signor Presidente, stabilire la presunzione di tolleranza da parte degli altri condomini significa, a mio avviso, non avere il senso della realtà; significa, tra l'altro, non comprendere che aprire un contenzioso legale costa, che non tutti i condomini hanno un reddito sufficiente per affrontare i giudizi e che la tolleranza molto spesso è una scelta forzata da parte del più debole.

Inviterei il relatore ad accogliere l'emendamento in esame, al quale - ripeto - ho aggiunto la mia firma, perché all'articolo 1 è stato respinto l'emendamento, presentato anche da noi, che affermava expressis verbis che tutte le parti comuni dell'edificio non sono usucapibili. Sembrerebbe una cosa ovvia. Questa dizione, se fosse stata accolta, avrebbe precluso tutte le manovre poste in essere da quei condomini i quali, a causa dell'assenza, o della trascuratezza, o anche per timore, non sempre solo reverenziale, degli altri condomini, mirano ad acquisire illegittimamente parti comuni dell'edificio, soprattutto tetti, lastrici solari, porzioni di cortili e, nelle zone agricole, cisterne, cantine e così via.

Rendere espressamente inusucapibili le parti comuni sarebbe stato molto importante, anche perché sono intervenute - purtroppo, dico io - alcune pronunce della Cassazione che vanno in senso contrario. Quella dizione, se fosse stata accolta, avrebbe quindi eliminato in radice qualsiasi tentativo profittatorio o di sopraffazione, stabilendo cioè che soltanto un atto documentale è idoneo ad escludere la natura comune di determinate parti dell'edificio.

Ecco perché, signor Presidente, l'emendamento 2.105 è molto importante ed inviterei il relatore Mugnai a considerare la possibilità di accoglierlo. Infatti, la dizione secondo cui vi è una presunzione di tolleranza è molto pericolosa; vi è invece la necessità di rafforzare le garanzie dei condomini più deboli per difenderli da eventuali sopraffazioni o da tentativi profittatori a loro danno.

MUGNAI, relatore. Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

MUGNAI, relatore. Signor Presidente, volevo rassicurare il collega Marino: la dizione "tollerati" in questo caso riveste un'accezione tipicamente giuridica e va proprio nella direzione in qualche modo invocata dal collega. Del resto, sull'argomento si è svolto un lungo dibattito in Commissione e questa è la migliore soluzione possibile, tenuto conto dell'attuale ordinamento costituzionale anche in materia di diritto di proprietà. È impossibile, cioè, eliminare completamente l'ipotesi di usucapione di un qualunque bene, ma il concetto di tolleranza, in questo caso, implica esattamente che solo se viene fornita una prova contraria, che quindi fa carico a chi vorrebbe usucapire, sarebbe possibile l'usucapione. La inusucapibilità in assoluto di un qualunque bene cozzerebbe contro il dettato costituzionale.

LEGNINI (DS-U). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

LEGNINI (DS-U). Signor Presidente, mi permetto di insistere per l'accoglimento di questo emendamento, perché è vero che abbiamo svolto una discussione approfondita in Commissione sull'argomento, ma è anche vero che questo è un punto molto importante della riforma al nostro esame. Infatti, come diceva il senatore Marino, sostanzialmente si vuole introdurre, con la norma di cui chiediamo la soppressione, una maggiore possibilità di usucapire, ovvero di divenire proprietari esclusivi di parti comuni dell'edificio o delle aree circostanti.

Mi permetto di dissentire con il relatore Mugnai, con il quale pure ci siamo trovati d'accordo su molti punti; egli ha avuto modo - come abbiamo rilevato nella fase della discussione generale - di accogliere numerosi nostri emendamenti, sia in Commissione, sia in Aula, con i pareri che ha espresso e che andrà ad esprimere, ma su questo punto vi è dissenso. È un dissenso netto, perché introdurre il concetto di tolleranza nel possesso delle parti comuni significa introdurre quella che si chiama in gergo tecnico «inversione dell'onere della prova», non c'è dubbio: cioè, il possesso o la detenzione, comunque qualificata, di un bene di proprietà comune in via esclusiva si presume tollerata dagli altri condomini ed in tal modo si favorisce l'usucapibilità del bene, perché è evidente che quei soggetti deboli che non volessero reagire, contestare il possesso altrui, magari posto in essere anche con prepotenza o con intimidazioni (porto un caso limite, naturalmente), dovrebbero in tal caso subire il possesso prolungato che porterebbe appunto all'appropriazione, attraverso l'usucapione, di parti comuni dell'edificio.

Invece, sopprimere questa norma aiuterebbe a ripristinare l'attuale stato della disciplina sul punto, che rimanda alle regole comuni sull'usucapione: la possibilità, appunto, di divenire o meno proprietari di parti comuni degli edifici e delle corti circostanti. Insisto, quindi, affinché venga eliminata una norma che sarebbe destinata ad incrementare i contenziosi e a creare molti problemi alle famiglie italiane.

Chiedo, inoltre, la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Legnini, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta non risulta appoggiata).

 

Metto ai voti l'emendamento 2.105, presentato dal senatore Legnini e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.106.

MANZIONE (Mar-DL-U). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

MANZIONE (Mar-DL-U). Signor Presidente, chiedo di poter aggiungere la mia firma all'emendamento 2.106 e al successivo emendamento 2.107.

Prendo atto, poi, del parere favorevole espresso dal relatore.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 2.106, presentato dai senatori Cavallaro e Manzione.

E' approvato.

 

Metto ai voti l'emendamento 2.107, presentato dal senatore Cavallaro e da altri senatori.

E' approvato.

 

Metto ai voti l'emendamento 2.108, presentato dal senatore Legnini e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Metto ai voti l'emendamento 2.109, presentato dal senatore Legnini e da altri senatori.

E' approvato.

 

Metto ai voti l'emendamento 2.110, presentato dal senatore Manfredi.

Non è approvato.

 

Metto ai voti l'emendamento 2.111, presentato dal senatore Legnini e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Metto ai voti l'emendamento 2.112 (testo corretto), presentato dal senatore Eufemi.

E' approvato.

 

Metto ai voti l'emendamento 2.113, presentato dai senatori Cavallaro e Giaretta.

Non è approvato.

 

Metto ai voti l'emendamento 2.114, presentato dal senatore Legnini e da altri senatori.

E' approvato.

 

Metto ai voti l'articolo 2, nel testo emendato.

E' approvato.

 

Passiamo all'esame dell'articolo 3, su cui sono stati presentati emendamenti che si intendono illustrati.

L'emendamento 3.100 è inammissibile in quanto privo di portata modificativa.

Invito pertanto il relatore e la rappresentante del Governo a pronunciarsi sull'emendamento 3.101.

MUGNAI, relatore. Signor Presidente, esprimo parere favorevole.

SESTINI, sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali. Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 3.101, presentato dal senatore Legnini e da altri senatori.

E' approvato.

 

Metto ai voti l'articolo 3, nel testo emendato.

E' approvato.

 

Passiamo all'esame dell'articolo 4, su cui sono stati presentati emendamenti che si intendono illustrati e su cui invito il relatore e la rappresentante del Governo a pronunziarsi.

MUGNAI, relatore. Signor Presidente, esprimo parere contrario sull'emendamento 4.100 e favorevole sull'emendamento 4.101.

SESTINI, sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali. Esprimo parere conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 4.100.