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Legislatura 14ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 950 del 01/02/2006


Passiamo alla votazione finale.

DE PETRIS (Verdi-Un). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

DE PETRIS (Verdi-Un). Signor Presidente, preannuncio il voto contrario del Gruppo dei Verdi sul provvedimento in esame, che peraltro è stato anche peggiorato dagli emendamenti testé illustrati dal relatore, senatore Eufemi.

La nostra contrarietà nasce da un motivo chiaro e semplice: si rimette mano ad una legge che ha avuto un travaglio a tutti noto, che il Paese e soprattutto i risparmiatori (in particolare, quelli truffati e quelli che magari vorrebbero non essere più truffati in futuro) attendevano da circa tre anni.

Sappiamo tutti come la legge sulla tutela del risparmio sia stata attraversata dagli ultimi scandali fiscali. L'accelerazione dell'approvazione è arrivata soltanto dopo i noti arresti ed incriminazioni.

Ora, dunque, si rimette mano ad alcune questioni come, ad esempio, quella relativa all'articolo 8, là dove si parla del conflitto di interessi e si estende l'ambito di applicazione dell'articolo 136 del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia; peraltro, con l'emendamento presentato dal relatore Eufemi il periodo transitorio è stato raddoppiato, passando da due mesi a quattro mesi, al fine di poter disporre di un tempo - per così dire - consono. Vorrei riflettessimo anche sulla decisione di concedere questo periodo di tempo per estendere l'obbligo (come prevede l'articolo 11) di prospetto ai prodotti bancari ed assicurativi. Credo che ormai dovremmo sapere tutti cosa ciò significhi: si concede ulteriore tempo per avere una garanzia minima per i risparmiatori, cioè l'obbligo di prospetto per alcuni prodotti.

Le modifiche riguardano anche la disciplina della circolazione in Italia di prodotti finanziari emessi all'estero, assolutamente delicati, prevedendo la responsabilità degli intermediari nei confronti degli acquirenti che non siano investitori professionali, a meno che non venga consegnato un idoneo documento informativo. Anche in questo caso, si è deciso che occorre un congruo periodo transitorio, prima individuato in sessanta giorni ed ora in centoventi giorni. Le disposizioni interessano l'articolo 11, anche là dove si attribuiscono alla Commissione nazionale per la società e la borsa (CONSOB) poteri in materia di intermediazioni finanziarie.

Per quanto riguarda i rapporti con la clientela, anche qui in merito ai prodotti assicurativi e finanziari si devono concedere centoventi giorni per poterli identificare con esattezza. Ancor di più, potremmo parlare della vigilanza sulle assicurazioni, onde in tal caso, con ulteriore tempo per l'individuazione dei prodotti assicurativi e delle competenze, che vanno esercitate d'intesa tra ISVAP e CONSOB.

In conclusione, siamo assolutamente contrari a questa proroga: eravamo contrari al termine di sessanta giorni, pensate come possiamo oggi apprezzare la proroga a quattro mesi.

Anche riguardo alla norma relativa al finanziamento dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas vi erano state delle dimenticanze, dei problemi all'interno della finanziaria, ma la sostanza del provvedimento riguarda il risparmio. Vi ostinate a definire questo provvedimento a tutela del risparmio, ma esso è, ancora una volta, la prova che tale testo, anche così modificato, è tutto tranne che a difesa dei nostri risparmiatori.

Per questo motivo annuncio il voto contrario del Gruppo dei Verdi.

CASTELLANI (Mar-DL-U). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

CASTELLANI (Mar-DL-U). Signor Presidente, anche da parte mia annuncio il voto contrario del Gruppo della Margherita a questo decreto-legge che, in qualche modo, interviene sulla legge cosiddetta a tutela del risparmio, che è stata varata alla fine dell'anno scorso.

Anche questo è un modo, ancora una volta esemplare, che dimostra come questa maggioranza e questo Governo legiferano in materie molto delicate come la tutela del risparmio. Dopo due anni dallo scoppiare degli scandali Cirio e Parmalat si è giunti all'approvazione della legge del 28 dicembre 2005, n. 262, con estremo ritardo. I risparmiatori hanno richiesto a gran voce di non essere dimenticati, di avere una giusta tutela in un mercato molto sofisticato, come quello dei prodotti finanziari.

Presidenza del vice presidente SALVI (ore 11,30)

 

(Segue CASTELLANI). Ebbene, questa legge approvata per mezzo di un voto fiducia, non fornisce risposte esaurienti alla tutela dei risparmiatori. Oggi si interviene ancora su quella stessa legge. Si tratta di un modo veramente raffazzonato di legiferare e d'intervenire, sia pure in modo tardivo, su questioni molto importanti e delicate.

Addirittura, con questo decreto si rinvia l'entrata in vigore di norme molto importanti che riguardano soprattutto la tutela del risparmiatore nel momento in cui consuma prodotti finanziari. Il termine del decreto‑legge - lo ha già ricordato la senatrice De Petris - prevedeva la proroga di sessanta giorni; con l'intervento dell'Aula che ha approvato testé l'emendamento del relatore, il rinvio viene addirittura prorogato a centoventi giorni. Ciò evidenzia come questa maggioranza e questo Governo non hanno a cuore i reali interessi del consumatore di prodotti finanziari, cioè del risparmiatore, che non viene affatto tutelato.

Devo aggiungere un'altra questione, sia pure nel disinteresse dell'Assemblea. La bocciatura dell'emendamento 1.0.102, a firma Bassanini, Turci e Brunale, e il ritiro dell'analogo emendamento del collega Grillo stanno ancora a dimostrare come si voglia intervenire sui problemi che riguardano il cosiddetto risiko bancario in modo autoritativo e certamente con tentativi di turbare il mercato.

Come è ben noto a tutti, con l'articolo 7 della legge sulla tutela del risparmio sono state sterilizzate le partecipazioni delle fondazioni bancarie oltre il 30 per cento. Al di là della costituzionalità di questa norma, vorrei che si riflettesse un momento, ma vedo che l'Aula certamente non è predisposta a questa attenzione, su cosa può comportare oggi un'ulteriore dismissione delle partecipazioni bancarie delle fondazioni. Immettere sul mercato oggi ulteriori partecipazioni delle fondazioni bancarie potrebbe - uso il condizionale, ma vorrei che in qualche modo si riflettesse su questo - ancora una volta non tutelare, come è giusto, i problemi del risparmiatore che ancora affida i propri risparmi alle banche.

Perché in ogni caso le fondazioni bancarie hanno, tra i loro scopi, certamente quello di perseguire un interesse generale. Ma quando ancora si vuole che le loro partecipazioni vengano collocate sul mercato, a chi vanno queste partecipazioni? Vanno ancora, ad esempio, ad introdurre elementi di non trasparenza nell'intreccio tra banca ed impresa, quando non si sono voluti affrontare con chiarezza i conflitti di interesse che esistono, purtroppo, tra banche ed impresa. Allora, ripeto, sarebbe stato opportuno rinviare l'applicazione dell'articolo 7, come veniva richiesto dai decreti, anche per riflettere ancora una volta in modo più attento e sereno su ciò che può significare oggi ancora una dismissione delle partecipazioni bancarie da parte delle fondazioni che, ripeto, pur essendo state riconosciute da varie sentenze della Corte costituzionale come enti privati no profit, comunque perseguono scopi di interesse generale, cosa che certamente non fanno i raider o i finanziatori che cercano di intervenire nel mercato del cosiddetto risiko bancario.

Anche per questo motivo il voto della Margherita sul provvedimento in esame sarà contrario. (Applausi dal Gruppo Mar-DL-U).

BRUNALE (DS-U). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

BRUNALE (DS-U). Signor Presidente, intervengo in questa sede non avendo potuto svolgere il mio intervento durante la discussione generale.

È vero che il decreto-legge al nostro esame è volto - e non poteva non essere così - a differire l'efficacia di alcune disposizioni previste dalla legge recentemente approvata per la tutela del risparmio e la disciplina dei mercati finanziari.

In particolare, le disposizioni riguardano la previsione di un periodo transitorio al fine di consentire l'individuazione di quei soggetti per i quali è necessaria la procedura speciale per la concessione di finanziamenti da parte delle banche in quanto componenti degli organi sociali delle banche stesse. Lo stesso rinvio della decorrenza dei termini riguarda l'obbligo per le banche che intendono offrire proprie obbligazioni e che devono darne comunicazione alla CONSOB, predisponendo un prospetto informativo con cui chiedere l'autorizzazione.

Inoltre, il periodo transitorio di sessanta giorni è introdotto per la nuova disciplina della circolazione in Italia di prodotti finanziari emessi all'estero. Nel caso della negoziazione di prodotti finanziari e assicurativi inizialmente in possesso di investitori istituzionali che devono essere trasferiti presso acquirenti retail e dunque verso i cittadini risparmiatori e investitori. In questo caso, gli investitori istituzionali rispondono della solvenza dell'emittente per un anno a meno che non consegnino - ovviamente ad un anno dall'emissione - alla CONSOB il relativo documento informativo.

Infine, il decreto-legge - e questo è il punto su cui maggiormente concordiamo - rimedia ad una lacuna che la legge finanziaria, approvata a colpi di fiducia da una maggioranza in lite con se stessa, aveva creato, ovvero l'impossibilità per l'Autorità per l'energia elettrica ed il gas di potersi autofinanziare per la mancata approvazione di una norma primaria che ne disciplinasse il finanziamento.

Con il decreto si rimedia all'errore, garantendo perciò all'Autorità in questione la necessaria funzionalità. Pure essendo d'accordo sull'ultimo punto da me citato poco fa, non possiamo esimerci dal dichiarare il nostro dissenso rispetto non solo al contenuto più complessivo del decreto in esame, ma soprattutto a ciò che lo stesso richiama, ovvero al fatto che in questo caso siamo di fronte alla necessità - appunto com'è detto - di differire l'efficacia di alcune disposizioni previste dalla legge recentemente approvata per la tutela del risparmio e la disciplina dei mercati finanziari.

Si tratta di una legge per la quale, in entrambi i rami del Parlamento, ci siamo seriamente battuti, mostrando anche grande capacità di proposta innovativa. Purtroppo alla fine abbiamo espresso il nostro voto contrario sia perché con quella legge non si sono risolti i problemi fondamentali che dovevano essere affrontati sia perché ci è parsa del tutto insufficiente la tutela che si garantisce al cittadino risparmiatore. Oltre tutto, ed è questo l'ultimo argomento, insieme ai colleghi Bassanini e Turci, ho presentato un emendamento riguardante il differimento dei termini, dal primo gennaio 2006 al primo luglio 2007, circa la sterilizzazione al 30 per cento delle partecipazioni detenute dalle fondazioni bancarie nelle società per azioni partecipate.

È questo un argomento che riteniamo ancora importante e sul quale è mancata una risposta da parte del Parlamento, del relatore e del Governo. Perché? Perché siamo di fronte, ancora una volta, alla dimostrazione che si tratta di un intervento mirato del Governo e dell'attuale maggioranza e perciò punitivo nei confronti di alcuni. Per questi motivi complessivi dunque il Gruppo dei Democratici di Sinistra voteranno contro questo provvedimento. (Applausi dal Gruppo DS-U).

PRESIDENTE.Con l'intesa che la Presidenza si intende autorizzata ad effettuare i coordinamenti che si rendessero necessari, metto ai voti il disegno di legge composto del solo articolo 1, nel testo emendato, con il seguente titolo: «Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 17 gennaio 2006, n. 6, recante differimento dell'efficacia di talune disposizioni della legge 28 dicembre 2005, n. 262, sulla tutela del risparmio e la disciplina dei mercati finanziari, nonché finanziamento dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas».

È approvato.