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Legislatura 14ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 950 del 01/02/2006


BASILE (Mar-DL-U). Signor Presidente, devo dare un giudizio non pienamente soddisfacente su questo decreto, che in effetti è molto atteso dagli operatori del settore e che ci aveva un po' illuso tutti, perché il Ministro in più occasioni si era impegnato ad inserire in un provvedimento prossimo a venire delle provvidenze e delle misure adeguate alla situazione.

In più occasioni il ministro Alemanno aveva preannunciato in Commissione agricoltura l'adozione di interventi di riordino della previdenza agricola e di soluzione della questione che riguarda i contributi pregressi. Ricordo che lo aveva già fatto la legge finanziaria 2005 e che alcuni interventi in materia erano ricompresi nel cosiddetto decreto-legge fiscale.

Il Governo aveva assicurato la propria disponibilità ad introdurre delle misure in tema di previdenza agricola. Purtroppo, nei maxiemendamenti presentati successivamente non è stato incluso alcunché relativamente ai provvedimenti promessi.

Voglio altresì ricordare che in 9a Commissione durante l'esame della legge finanziaria era stato presentato un ordine del giorno che impegnava il Governo a risolvere la questione di contributi previdenziali in agricoltura. Alcune questioni indubbiamente vengono affrontate in questo provvedimento, ma le misure previste paiono inadeguate e insufficienti; non si tratta di misure strutturali e di provvedimenti aventi un carattere organico, bensì di misure ispirate semplicemente ad una logica emergenziale, non proiettate nel lungo periodo. In molti casi ci si trova di fronte a mere disposizioni di rinvio. Ciò è stato ammesso anche dalla maggioranza: il collega Bongiorno, ad esempio, ha espresso forti perplessità in ordine all'effettiva necessità di assicurare le misure necessarie tramite tale decreto.

L'articolo 2 si occupa del settore bieticolo-saccarifero su cui vi sono state - come sappiamo - recenti decisioni comunitarie molto importanti. Sappiamo che la filiera bieticolo-saccarifera è entrata in una crisi profonda, causata da una crescente situazione di concorrenza nel mercato comunitario, che ha reso evidenti alcuni ritardi strutturali nell'organizzazione della produzione italiana.

Nel novembre scorso è stata proposta una riforma dal Consiglio dei ministri dell'agricoltura dell'Unione europea che prevede sostegni finanziari per le imprese saccarifere che intendono riconvertirsi ad altre produzioni ed anche per accompagnare le suddette riconversioni nel contesto territoriale. A proposito del problema dell'autorizzazione, sottolineo un aspetto molto importante: potenzialmente vi è la possibilità per i singoli Paesi di erogare aiuti nazionali in favore delle imprese che continueranno la produzione bieticolo-saccarifera.

In effetti, vi è il problema - sollevato in precedenza anche dalla collega De Petris - dello stanziamento da parte dell'Esecutivo delle risorse di cofinanziamento nazionale, pari a 65,8 milioni di euro. Naturalmente, senza il cofinanziamento nazionale non è possibile attivare tali risorse.

Vi è poi un problema non trattato, quello relativo allo sviluppo di colture energetiche e all'energia proveniente da biomasse agricole, che è molto urgente.

Nel settore della pesca, trattato all'articolo 5, va sottolineato che vi è una crisi poiché si è registrato un forte incremento dei costi di produzione in seguito a un significativo aumento dei prezzi dei carburanti; il gasolio è aumentato infatti di quasi il 40-50 per cento.

Inoltre, vi è l'esigenza - sottolineata da quasi tutti i colleghi della Commissione agricoltura - di equiparare l'aliquota IVA nel settore della pesca a quella agevolata prevista per il settore primario. È stato anche presentato alla Camera un importante ordine del giorno in questo senso, che il Governo ha accolto.

Inoltre, vi è il problema, sollevato dalla collega De Petris in più occasioni, della non più rinviabile istituzione dell'Autorità nazionale per la sicurezza alimentare. Sappiamo che l'Agenzia europea per la sicurezza alimentare si è già insediata a Parma. Si rende a questo punto tuttavia necessaria l'istituzione dell'Agenzia nazionale.

Purtroppo in questo decreto sembrano fiorire troppi nuovi comitati e fondi: si parla per esempio, all'articolo 2, dell'istituzione di un Comitato interministeriale; presso l'AGEA viene poi istituito un Fondo per la razionalizzazione e la riconversione della produzione bieticolo-saccarifera, in cui far affluire le risorse finanziarie. Forse nell'era della semplificazione non si dovrebbe andare in questa direzione!

Quanto alla previsione di un significativo aumento del numero dei dipendenti, di personale aggiunto, nel Corpo forestale dello Stato, mi chiedo se sia proprio necessario. Sorge però il problema della capacità di operare dell'AGEA: con gli ultimi provvedimenti è stata incaricata di svolgere molte funzioni e mi chiedo se è attrezzata per sostenerle. In tutti i provvedimenti concernenti l'agricoltura si fa infatti riferimento all'AGEA. Vi sono le risorse, l'organizzazione e l'organico necessari per poter adempiere brillantemente ai compiti proposti? Altro problema concerne l'informazione ai consumatori - importante - che si pone in riferimento a più settori: per la verità, sono state attivate alcune iniziative, ma molto deve ancora essere fatto.

L'emendamento presentato e modificato dal senatore Azzollini, anche a seguito di un altro presentato assieme ai senatori quali Piatti, Stanisci ed altri, dà una risposta non del tutto soddisfacente per quanto riguarda la previdenza agricola, ma la strada è quella buona.

Quindi, registro, apprezzandolo, lo sforzo del presidente della 5a Commissione permanente, senatore Azzollini, di venire incontro e superare alcune lacune presenti nel decreto. A proposito dell'articolo 2, vi sono alcuni emendamenti presentati per gli operatori del settore, che necessita di risorse finanziarie, grazie ai quali a mio parere alcuni problemi si potranno risolvere.

La crisi congiunturale dell'agricoltura italiana si inserisce in una prospettiva negativa sotto il profilo strutturale, senza possibilità di attendersi una ripresa positiva del ciclo. Bisogna anche considerare che tutto ciò avviene in un contesto internazionale in cui le cose non vanno sicuramente per il meglio: abbiamo sofferto moltissimo per vedere finalmente raggiunta un'intesa sugli aspetti finanziari. Le prospettive finanziarie dell'Unione Europea per gli anni 2007-2013, a conclusione della Presidenza inglese, hanno visto un Accordo che non ha soddisfatto tutti, ma che può essere la base d'inizio per affrontare, appunto, gli anni a venire. Speriamo che le Presidenze dei prossimi semestri, quella austriaca e quella finlandese, dedichino più spazio e più attenzione ai problemi dell'agricoltura.

Come ho nel corso del mio intervento già detto, vi sono alcuni aspetti positivi, come ad esempio la riforma del settore bieticolo-saccarifero. Ma è troppo poco; il settore agricolo ha bisogno di molto di più. Mi auguro che nel corso delle prossime presidenze dell'Unione Europea si possa fare quanto è necessario. (Applausi dal Gruppo Mar-DL-U).

 

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Bongiorno. Ne ha facoltà.