MARINI (Misto-Rnp). Ringrazia il Presidente del Senato per la tempestività con cui è è stata inserita all'ordine del giorno la discussione della mozione n. 373, la cui finalità consiste nell'impegnare il Governo a chiarire che l'esenzione della raccolta delle firme riguarda anche soggetti già singolarmente esentati da tale adempimento e che intendano fondersi in un unico raggruppamento, con un simbolo parzialmente o del tutto diverso da quelli tradizionali. È una questione di assoluta rilevanza, in quanto la legge elettorale è lo strumento per l'esercizio della rappresentanza, che è il momento più alto della democrazia politica; la legge elettorale recentemente approvata, che reintroduce il sistema proporzionale, presenta incongruenze già denunciate nel corso del dibattito, in quanto espropria la volontà popolare attraverso il sistema delle liste bloccate e prevede per il Senato un premio di maggioranza che, essendo articolato su base regionale, rischia di tradire la propria finalità. Inoltre, la disciplina della raccolta delle firme, nel perseguire il giusto obiettivo di contrastare la proliferazione delle liste di disturbo, punisce ingiustamente la decisione di socialisti e radicali, che rappresentano tradizioni politiche che hanno segnato la storia del Paese e che sono rappresentati nel Parlamento europeo ed in quello nazionale, costringendoli ad un'anticipata presentazione delle liste. Ostacolare il percorso della Rosa nel pugno, che contribuisce alla ricomposizione della rappresentanza politica ed è quindi antidotoall'eccessiva frammentazione dei partiti, rappresenta un vulnus alla Costituzione, perché lede il principio di eguaglianza e la necessaria neutralità della legge elettorale. La contestazione di questa iniqua disposizione da parte di Marco Pannella attraverso lo sciopero della fame e della sete è pertanto motivata dalla volontà di ripristinare il libero esercizio della sovranità dei cittadini e di evitare uno scempio della democrazia. (Applausi dai Gruppi Misto-Rnp, DS-U e Mar-DL-U).