DE ZULUETA, CORTIANA, DONATI, RIPAMONTI, BOCO, MALABARBA, MARTONE, PIZZINATO, DI SIENA - Il Senato,
premesso che:
dal 2 al 27 maggio 2005 si è tenuta a New York la Conferenza quinquennale di revisione del trattato di non proliferazione nucleare;
la Conferenza 2005 non ha prodotto passi in avanti significativi rispetto alla Conferenza di revisione del 2000;
gli accordi di implementazione del 2000 si erano già rivelati deboli e non sono stati rispettati;
l'esistenza e la rigida implementazione del Trattato di non proliferazione sono indispensabili per la pace e la sicurezza internazionale;
l'India, il Pakistan e Israele non hanno mai firmato il Trattato ed hanno sviluppato armi nucleari, la Corea del Nord ha ritirato la firma dal Trattato e ha sviluppato armi nucleari;
è grande la preoccupazione della comunità internazionale per la ripresa dell'attività di ricerca sul nucleare da parte dell'Iran, e lo stesso Paese continua a non rispettare le regole imposte dall'Agenzia Internazionale dell'Energia Atomica;
il processo di disarmo nucleare è essenziale per assicurare l'implementazione continua del Trattato di non proliferazione;
sono necessarie per un verso misure per rafforzare il controllo e le verifiche sul nucleare civile e sul commercio illegale di materiale nucleare, per l'altro strategie rigorose per il disarmo nucleare;
più di quindici anni dopo la fine della guerra fredda gli Stati Uniti e la Russia continuano a mantenere arsenali di armi nucleari tattiche sul suolo europeo;
nel 1991 gli Stati Uniti e l'Unione Sovietica si accordarono sul progressivo ritiro di tali armi dall'Europa;
non sono stati significativi i passi in avanti registrati su quegli accordi in questi anni, poiché la Russia continua a mantenere circa 3000 ordigni tattici in condizioni di sicurezza precaria, mentre gli Stati Uniti mantengono la dislocazione di 480 ordigni in basi NATO in Italia, Belgio, Olanda, Turchia, Germania e Gran Bretagna;
tali armi, per la loro portabilità e la loro dimensione, costituiscono un rischio inaccettabile correlato al terrorismo nucleare, e tale rischio è particolarmente significativo per l'arsenale dislocato in Russia, in considerazione dell'inadeguatezza del sistema di comando nucleare di quel Paese;
è necessario che gli accordi del 1991 sul ritiro delle armi tattiche dall'Europa vengano formalizzati e verificati, e che esse vengano completamente eliminate;
il Governo russo ha più volte dichiarato che non incomincerà negoziati per ridurre il proprio arsenale fintanto che gli Stati Uniti e la NATO continueranno a disporre di armi tattiche in Europa;
un rapporto presentato ai parlamenti di Germania e Belgio sostiene che siano circa 90 le armi nucleari tattiche del tipo B61 dislocate nelle basi italiane di Aviano e Ghedi;
alla luce delle mutate minacce alla sicurezza internazionale la capacità d'impiego delle armi nucleari tattiche dal territorio italiano ed europeo non è più determinante per le strategie della NATO;
al contrario, tali armi sono più utili ai terroristi che a combattere il terrorismo o a mantenere la pace,
impegna il Governo:
a chiedere formalmente al Governo degli Stati Uniti di ritirare le armi nucleari tattiche presenti sul territorio italiano, al fine di rafforzare il regime di non proliferazione e di dimostrare che l'obiettivo del disarmo nucleare da parte delle potenze nucleari viene perseguito con determinazione;
ad esperire presso l'Unione Europea, gli Stati Uniti e la Russia tutti i possibili passi per la stesura di un accordo volto all'eliminazione di tutte le armi nucleari tattiche presenti in Europa;
ad adottare tutte le possibili iniziative per il potenziamento dei pilastri del regime di non proliferazione nucleare e per la sua rigorosa applicazione;
ad adottare tutte le possibili iniziative volte a rafforzare l'impegno dell'Unione Europea e di alcuni dei suoi Stati membri nella ricerca di soluzioni della crisi iraniana.
(1-00374)