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Legislatura 14ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 950 del 01/02/2006


FLORINO - Ai Ministri dell'ambiente e per la tutela del territorio e dell'interno - Premesso:

che la società Pegaso S.p.A. da anni gestisce un sito di stoccaggio provvisorio di rifiuti urbani ubicato nel Comune di Forio (Napoli) e svolge attività di trasporto pubblico;

che nel 1996, la Pegaso S.p.A. intentò una causa contro il predetto Comune per ottenere il pagamento della somma di 48 milioni di lire circa, quale corrispettivo per servizi prestati in via eccezionale ed urgente e, in quanto tali, eseguiti senza delibere, né contratti di appalto;

che gli amministratori in carica all'epoca affidarono i suddetti servizi alla Pegaso S.p.A.;

che il Comune di Forio nel giudizio si è difeso adducendo la mancanza di delibere e/o di contratti di appalto e, per tale motivo, il contraddittorio si è esteso anche nei confronti degli amministratori comunali dell'epoca; attualmente il giudizio è ancora pendente presso il Tribunale di Napoli, sezione distaccata di Ischia;

che con esposto del 20.12.2004, indirizzato al Sindaco del Comune di Forio e, per conoscenza, ai Consiglieri comunali, il Circolo ambientale di AN "Giacinto Bertrando" di Forio, relativo ai lavori di realizzazione/adeguamento della stazione di trasferimento in località Cavallaro (Comune di Forio), è stato denunciato l'"aggiramento" della normativa relativa agli appalti pubblici (e delle disposizioni di cui all'articolo 25, comma 4, del contratto tra la Pegaso S.p.A. e l'Ente) e la non congruità del costo delle opere realizzate, con gravi responsabilità anche dell'Ente (Comune di Forio);

che con esposto del 20.11.2005, relativo al sequestro dell'area in località Cavallaro, ad opera dei NOE dei Carabinieri di Napoli, per fatti gravi, è stata avanzata richiesta al Sindaco, previa individuazione della responsabilità dell'Ente, di rimuovere il consiglio di amministrazione della società mista e di promuovere un'azione di responsabilità nei confronti degli amministratori della medesima;

che in data 24.11.2005, il menzionato Circolo ha presentato un altro esposto relativo al lodo arbitrale tra la Pegaso S.p.A. e la società Lacco Ameno Servizi s.r.l.. Il lodo arbitrale era stato richiesto dalla Pegaso S.p.A. per ottenere il pagamento di fatture relative al periodo 2003/2004 (per l'importo di euro 290.161,74) che, alla prova dei fatti, sono risultate relative a costi e anticipazioni mai sostenuti dalla Pegaso S.p.A. per la considerevole somma di euro 256.845,06, e per un risarcimento danni di euro 300.000,00, con un riconoscimento finale di soli euro 10.000,00;

che in termini di bilancio 2005 della Pegaso S.p.A. il mancato introito, in conseguenza della pronuncia del collegio arbitrale, di somme per le quali era stata emessa la fattura, determina una minusvalenza nei confronti della Lacco Ameno Servizi per l'importo di euro 209.232,74 e costi legali pari a euro 56.000,00, ciò causando un buco nel bilancio 2005 pari a euro 265.332,74;

che il ricorso al lodo arbitrale, voluto dalla Pegaso, ha comportato un costo per spese legali pari a euro 132.000,00, di cui euro 56.000,00 a carico della società Pegaso S.p.A., quindi del Comune di Forio (socio al 71%) e, in ultimo, dei cittadini;

che con un comunicato stampa diffuso in data 29.10.2004 si è evidenziata altresì la incompatibilità del signor Francesco Paolo Monti (ex sindaco del Comune di Forio) a ricoprire la carica di presidente della Pegaso S.p.A. (carica che sembrerebbe ricoperta a tutt'oggi), facendo riferimento ad un vecchio arbitrato dell'importo di 1 miliardo 500 milioni di lire e ad uno nuovo di quasi 5 miliardi di lire, tra la Pegaso S.p.A. e l'Ente nei quali sarebbe coinvolto, a vario titolo, il signor Monti;

che in data 11.11.2004 lo stesso Circolo "Giacinto Bertrando", facendo seguito al comunicato suddetto, ha presentato un esposto dettagliato di analogo contenuto, al fine anche di precisare che il signor Monti era stato l'artefice (nella qualità di sindaco di Forio) di un altro arbitrato con la Ditta Raiola (coinvolta nel Processo sui lavori fognari nel Comune di Forio), conclusosi con il pagamento di 5 milioni di lire alla predetta ditta;

che il 17.11.2004 è stato diffuso un altro comunicato stampa, a difesa dei lavoratori della società mista (ai quali non verrebbero corrisposti gli stipendi), con il quale si evidenziava la dissennata gestione e la profonda crisi economica, ricordando all'uopo che i revisori dei conti dell'ente (Comune di Forio) nella loro relazione del 2004 avevano scritto: "La spesa della Pegaso è, secondo l'opinione di questo collegio, antieconomica. I parametri sono elevatissimi e non vi è alcun comune della provincia di Napoli, comprese le isole di Capri e Procida, che spenda il 40% della spesa corrente per il servizio offerto dalla Pegaso S.p.A. (...), la Pegaso è un'azienda antieconomica e fuori mercato, perché non produce ma brucia ricchezza (...). Sulla Pegaso bisogna prendere decisioni coraggiose (...)";

che nel corso della Conferenza stampa del 25.11.2004 è stata ripercorsa la storia della Pegaso S.p.A., evidenziando le gravi irregolarità che hanno inciso profondamente sulla situazione economico-patrimoniale dell'azienda,

l'interrogante chiede di sapere:

se, alla luce dei gravi fatti esposti in premessa, i Ministri in indirizzo non ritengano di adottare provvedimenti urgenti volti a individuare la responsabilità dei soggetti coinvolti nell'annosa vicenda della Pegaso S.p.A., al fine di ripristinare la legalità nei relativi atti amministrativi;

se non ritengano di assumere ogni utile iniziativa volta a tutelare i dipendenti.

(4-10109)