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Legislatura 14ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 949 del 31/01/2006


Per lo svolgimento di un'interpellanza
e per la risposta scritta ad un'interrogazione

GARRAFFA (DS-U). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

GARRAFFA (DS-U). Signor Presidente, nella notte tra venerdì 27 e sabato 28, è stata dolosamente data alle fiamme l'auto del segretario della Camera del lavoro di Corleone, Dino Paternostro. La mafia teme chi, come Dino Paternostro, coniuga quotidianamente, alla lotta per affermare i diritti come sindacalista, un'opera di diffusione della cultura antimafia, come giornalista e saggista.

Si tratta di due aspetti inscindibili nella battaglia contro l'illegalità e contro il fenomeno mafioso, un doppio binario che è fondamentale per far sì che la lotta alla mafia sia una battaglia di massa efficace per distruggere i poteri criminali. A Dino Paternostro i Democratici di Sinistra hanno dato la loro concreta e doverosa solidarietà.

Sono certo che Dino non si farà intimidire e che il suo impegno per affermare i valori della libertà e della democrazia a Corleone e in Sicilia continuerà senza battute d'arresto. A nessuno, però, può sfuggire la forza di questa intimidazione nei confronti di colui che, peraltro, è autore del libro sui corleonesi e sulla mafia di Corleone diffuso da "l'Unità".

Ecco perché chiedo alla Presidenza di sollecitare l'intervento del Ministro dell'interno, a seguito di un'interrogazione a risposta scritta che ho presentato appunto al titolare di tale Dicastero.

Il prefetto di Palermo, come è sua consuetudine, con la solerzia e la capacità che contraddistinguono la sua azione quotidiana, ha convocato il Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica e ha messo in campo le misure necessarie a garantire la sicurezza del segretario della Camera del lavoro di Corleone. È però necessario che il Ministro impegni risorse umane più consistenti, mezzi e strumentazioni più adeguati per assicurare alla giustizia i mandanti e gli esecutori di questo grave atto intimidatorio, perpetrato in una realtà dove l'antimafia si fa sentire, ma dove la mafia insiste con la sua presenza a condizionare l'economia, lo sviluppo, la politica.

 

PRESIDENTE. Senatore Garraffa, la Presidenza si attiverà nel senso da lei richiesto.

PERUZZOTTI (LP). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

PERUZZOTTI (LP). Signor Presidente, il 21 gennaio dell'anno scorso, a Somma Lombardo, un pluripregiudicato, già recidivo per i reati di omicidio, rapina, stupro, violenza e altro, ha ucciso a colpi di rivoltella tre innocenti e poi si è procurato la morte sparandosi in testa.

Abbiamo chiesto al Ministro della giustizia come mai questo pluripregiudicato fosse stato rimesso in libertà e come abbia potuto compiere impunemente tre omicidi, oltre al suo suicidio. Non abbiamo, però, ancora ottenuto risposta e quindi vorremmo avere dal Ministero, prima della fine della legislatura, tutti i chiarimenti e le delucidazioni su questi efferati omicidi compiuti da un personaggio che avrebbe dovuto stare nelle patrie galere, mentre invece girava tranquillamente per la città armato di una calibro 9, addirittura sottratta - secondo quanto mi risulta - ad un appartenente all'Arma dei carabinieri.

Prego, pertanto, la Presidenza di farsi portavoce presso il Ministero della giustizia affinché ci vengano date le spiegazioni richieste con l'interpellanza 2-00666.

PRESIDENTE. Senatore Peruzzotti, la Presidenza si attiverà nel senso da lei auspicato.