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Legislatura 14ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 949 del 31/01/2006


LEGNINI (DS-U). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

LEGNINI (DS-U). Signor Presidente, anche il nostro Gruppo voterà a favore di questo disegno di legge; peraltro noi stessi in Commissione giustizia avevamo richiesto l'adozione di un provvedimento di proroga dell'entrata in vigore della mini riforma del processo civile. Pur tuttavia, l'occasione è utile per motivare il nostro sostegno fornendo una valutazione sugli interventi che negli ultimi mesi hanno riguardato il processo civile.

Era stato avviato un percorso parlamentare unitario finalizzato a una revisione organica del sistema processuale civile di cui avevamo bisogno, invece la maggioranza e il Governo hanno introdotto una pletora di provvedimenti che stanno determinando disorientamento e confusione negli operatori del diritto.

É accaduto così che nel decreto-legge cosiddetto sulla competitività è stato introdotto un corpus di norme: sul processo di cognizione; sull'esecuzione; una delega sulla riforma del rito in Cassazione; un'altra delega sulla riforma del rito del procedimento arbitrale (deleghe esercitate poi dal Governo con l'emanazione dei relativi decreti legislativi); un provvedimento legislativo assunto in sede deliberante correttivo del processo civile deliberato a dicembre; nuove norme sulle esecuzioni mobiliari (provvedimento già approvato alla Camera che noi dovremmo approvare in questi giorni in Commissione in sede deliberante); disposizioni processuali contenute nella legge sul cosiddetto affido condiviso in materia di separazione dei coniugi.

Dunque, ben sei provvedimenti normativi in materia di processo civile adottati negli ultimi sei mesi, con evidenti problemi di disorientamento e di difetto di coordinamento tra le diverse norme, che stanno creando problemi tra gli operatori del diritto.

Ben venga, quindi, il differimento; rimane il rammarico per non aver potuto partecipare, discutere e quindi adottare una riforma più condivisa e organica del processo civile avendo, peraltro, dato noi la più ampia disponibilità nella Commissione di merito e il nostro contributo alla definizione di molte delle importanti norme che sono state a suo tempo emanate.

Il rischio che noi paventiamo è che queste disposizioni normative, per come sono state emanate e per i problemi di coordinamento che pongono, possano non incidere nel profondo sul problema dei problemi che riguarda il processo civile, cioè quello dei tempi processuali.

Le cause della lentezza dei processi civili sono ben note, ma non sono state affrontate in alcun modo con questi provvedimenti di cui oggi disponiamo la proroga dell'entrata in vigore. Mi riferisco all'eccessivo ricorso al contenzioso civile che ha motivazioni complesse e diffuse (di cui, naturalmente, non è il caso di parlare in questa sede); all'assoluta inadeguatezza della macchina giudiziaria (a volte le sentenze rimangono depositate nelle cancellerie per mesi perché non vi è personale sufficiente per poter scrivere e comunicare); alla situazione caotica che si è determinata negli uffici giudiziari riguardo al personale; alla scarsissima innovazione tecnologica negli uffici giudiziari stessi; alla totale assenza d'intervento, all'interno di questi provvedimenti, sulla fase di appello nel processo civile, che costituisce un vero e proprio collo di bottiglia rispetto alla durata complessiva del processo civile (tre anni di durata media per processi che molte volte non richiedono il rinnovo dell'istruttoria); all'utilizzo improprio del ricorso per Cassazione, non risolto con il provvedimento sulla cosiddetta nomofilachia adottato dal Governo in sede di esercizio della delega a cui mi riferivo prima.

Neanche la massiccia immissione in questi anni, che pure noi abbiamo voluto, della magistratura onoraria - il giudice di pace e i GOA - ha inciso in modo sensibile sulla durata dei processi civili in Italia, che costituisce un'anomalia molto grave del nostro sistema giudiziario.

Mi auguro che questo differimento possa consentire almeno di omogeneizzare l'entrata in vigore di questi pezzi di riforma che avete voluto approvare in modo così disorganico, per consentire agli operatori (magistrati e avvocati) ma anche ai cittadini, d'affrontare le molte innovazioni - che, ripeto, nel merito abbiamo pure condiviso in molte circostanze - in modo più efficace, senza la difficoltà di rincorrere date diversificate, cosa che accrescerebbe la già prodotta confusione normativa cui mi riferivo. (Applausi dal Gruppo DS-U).