ZANCAN (Verdi-Un). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZANCAN (Verdi-Un). Signori colleghi, per l'ennesima volta in questa legislatura, un'intenzione a priori condivisibile, l'eliminazione del reato d'opinione, si è persa per strada. Si è persa perché l'urgenza di ottenere dei risultati immediati, nonché di un colpo di spugna sulle condanne - in particolare ad alcuni esponenti leghisti - non ha consentito nessuna meditazione e nessuna razionalizzazione del lavoro legislativo.
Si sono così create delle contraddizioni enormi: com'è possibile che al reato di vilipendio alla bandiera corrisponda una contravvenzione punita con l'ammenda? E ciò non soltanto per il comune cittadino, che magari ha bevuto troppo, ma anche per quei pubblici ufficiali che hanno giurato su questa bandiera! Com'è possibile non distinguere le due ipotesi, com'è possibile agganciare ai reati di opinione la connessione di fatti di violenza? Questo è un modo ipocrita di risolvere i problemi legislativi, perché se c'è violenza non c'è opinione. La violenza è ontologicamente contraddittoria con l'opinione; dove c'è violenza il pensiero cessa per cederle il passo!
Allora se dite che c'è un reato di opinione quando c'è violenza, state ammettendo una contraddizione di termini. Questo è un modo ipocrita di risolvere il problema del reato di opinione.
Infine, sul piano legislativo si mette sempre alla fine il transitorio. Sarebbe un ottima modifica mettere prima il transitorio, perché spiegherebbe tutto. Il transitorio dice che se anche c'è stato un reato a pena detentiva, con condanna ovviamente ancora da eseguire, questa condanna a pena detentiva si tramuta, dopo il passare in giudicato della sentenza, in pena pecuniaria. Capite che questa è una violazione di quel principio dell'intangibilità del giudicato che noi abbiamo accettato fin dal diritto romano «facit de albo nigro et de quadrato rotundo»? Intendo dire che questa è una violazione di un principio generale del nostro sistema.
Perché questo? Si devono sanare determinate condanne a carico di esponenti leghisti. Siccome conosco casi di ragazzi che stanno scontando o hanno già scontato condanne per questi reati, lasciatemi dire che vi è una costante in quello che ho visto nelle aule giudiziarie in quarant'anni e quello che vedo nell'Aula del Senato: gli stracci volano identicamente! È una vera allegria constatare questa coerenza tra il luogo legislativo ed il luogo di applicazione del giudiziario: vedo identicamente gli stracci come in un'aula di tribunale. Complimenti!
I princìpi posti a base di questa legge, pur assolutamente contraddetti dall'applicazione pratica, mi impongono un voto di astensione personalmente e a nome del mio Gruppo. (Applausi dai Gruppi Verdi-Un e Mar-DL-U e della senatrice Franco Vittoria).