Caricamento in corso...
 
 
Versione ePub Versione PDF (732 KB)

Versione HTML base



Legislatura 14ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 945 del 25/01/2006


FASSONE (DS-U). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

FASSONE (DS-U). Signor Presidente, dichiaro il voto contrario del Gruppo Democratici di Sinistra-l'Ulivo, ed è una dichiarazione della quale non sono per nulla lieto. Questa poteva essere una buona legge, doveva esserlo perché la riforma del Titolo I del Libro II del codice penale è necessaria; ma questa non lo è, intanto perché interviene soltanto su poche norme, e poi lo fa con una serie di controindicazioni pesanti, delle quali il tempo avarissimo che ci è stato assegnato non ha permesso di compiere completa illustrazione.

Poteva essere una buona legge per ripulire il nostro codice penale da quelle limitate scorie che ancora rimangono ad intralciare l'attività politica intesa in senso molto ampio; e dico ampio perché tutto quello che è davvero illecito di opinione è già stato da tempo cancellato dalla Corte costituzionale con interventi vari sul reato di istigazione di militari, di istigazione a delinquere, di apologia. Quello che è davvero idea o opinione oggi è già legittimo. Qui stiamo discutendo di condotte materiali che possono assumere anche livelli di notevole gravità.

Ho fatto presente che cosa può significare l'articolo 1 quale la legge si appresta a licenziare: il reprimere solamente condotte violente di tipo secessionista, sebbene idonee a menomare l'indipendenza o l'unità dello Stato, significa lasciare impunite quelle condotte che violente non sono, ma sono idonee. E, per curiosa coincidenza, proprio il giornale di oggi ci riferisce che 133 sindaci si sono rivolti alle autorità di Vienna per invocare tutela. Ovviamente non pretendo che questo costituisca reato. Questo è semplicemente l'antesignano di condotte frontaliere che possono moltiplicarsi e che non abbiamo assolutamente più strumenti per reprimere. Analogamente ho cercato di esporre come sia inopportuno ed addirittura costituzionalmente scorretto espellere dal nostro ordinamento l'ipotesi dell'impeachment.

Anche in questo caso nulla è stato detto a sostegno della bontà della tesi racchiusa nel disegno di legge. Semplicemente si è passati oltre come carri armati. Poteva essere un'occasione di buona riforma. È semplicemente l'occasione per saldare una qualche cambiale politica. Ma gli errori non sono soltanto sfridi o accidenti del testo legislativo; sono menomazioni profonde di beni di rango costituzionale.

Per questo con grande rammarico - perché siamo fermamente fautori della libertà d'opinione e della libertà d'azione politica - siamo costretti a votare non contro il principio perseguito da questa norma, ma contro lo strumentale e tecnico assolutamente infelice nel quale esso si sostanzia. (Applausi dal Gruppo DS-U).