qualche tempo fa la 7a Commissione permanente del Senato della Repubblica, in un'indagine conoscitiva sui profili organizzativi e gestionali del calcio professionistico, si era occupata degli organismi di giustizia sportiva. Nel corso dei lavori era emersa la necessità della correttezza e della trasparenza, al di là dei soggetti e degli interessi sottostanti, e la totale assenza di una "giustizia domestica", così come richiesto ripetutamente dal mondo dello sport;
rilevato ciò che, invece, accadrebbe nella Procura Federale della F.I.G.C., dove il Procuratore Federale si riserva, a propria assoluta discrezione, di individuare i componenti di quell'ufficio, con cui eventualmente approfondire i temi più delicati e rilevanti, atteggiamento questo purtroppo, a giudizio dell'interrogante, suscettibile di critiche;
considerato come l'articolo 29 del codice di giustizia sportivo preveda, oltre la figura del Procuratore Federale, anche quella di sei Vice Procuratori, ai quali secondo lo spirito della norma toccherebbe esaminare in riunioni collegiali le questioni più delicate ed importanti, e purtroppo questo non avverrebbe,
si chiede di conoscere:
quali provvedimenti il Ministro in indirizzo intenda adottare, magari attraverso il Comitato Olimpico Nazionale, per riportare la situazione alla normalità in uno degli organi più delicati ed importanti della giustizia sportiva;
se non intenda, nel rispetto delle autonomie istituzionali, verificare presso la F.I.G.C. la corretta applicazione dell'articolo 29 del codice di giustizia sportivo, armonizzando le funzioni del Procuratore Federale con quelle dei Vice Procuratori, attribuendo a tutti i soggetti interessati precise e dettagliate competenze.
(4-10064)