ORDINE DEL GIORNO
LA COMMISSIONE
Non posto in votazione (*)Il Senato,
in sede di esame del disegno di legge «Modifiche all’articolo 10 della legge 3 maggio 2004, n. 112, in materia di tutela dei minori nella programmazione televisiva»,
considerato che
– il disegno di legge disciplina l’impiego dei minori nella programmazione televisiva con particolare riguardo al loro utilizzo in trasmissioni pubblicitarie e che tale impiego può configurare forme di lavoro in cui gli stessi minori prestano la loro opera;
– risulta quindi necessario evitare che l’impiego dei minori nelle predette attività televisive possa degenerare in forme di sfruttamento del lavoro minorile;
– la tutela dei minori deve essere conforme al principio contenuto nell’articolo 3 della Convenzione per i diritti dell’infanzia dell’ONU del 1989, secondo cui i maggiori interessi dei bambini e delle bambine devono costituire oggetto di primaria considerazione rispetto a quelli dell’impresa e dell’informazione;
– è inoltre necessario assicurare la tutela psicologica dei minori impiegati in trasmissioni televisive evitando la spettacolarizzazione delle loro crisi personali o familiari,
impegna il Governo
– a prevedere che l’impiego dei minori nella programmazione televisiva avvenga nel rispetto delle norme generali sul limite minimo di età per l’espletamento di attività di lavoro alle dipendenze di altri;
– a prevedere altresì il divieto dell’impiego dei minori nel caso in cui la prestazione di questi ultimi abbia le caratteristiche di attività continuativa – anche per periodi temporanei o determinati – o coordinata con altri prestatori d’opera;
– ad assicurare che gli interessi dei minori siano comunque prevalenti su quelli dell’impresa e dell’informazione ai sensi della Convenzione per i diritti dell’infanzia citata in premessa;
– a prevedere che in occasione dell’impiego dei minori in trasmissioni televisive non siano consentite interviste che speculino sui loro disagi personali o familiari e che il loro stesso impiego avvenga comunque previo consenso informato dei genitori».
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(*) Accolto dal Governo