RONCONI - Ai Ministri dell'ambiente e per la tutela del territorio e delle attività produttive - Atteso:
che l'amministrazione comunale di Foligno ha proposto un piano idro-geologico per il bacino del fiume Topino;
che tale piano prevede tra l'altro il rifacimento di due tra i principali ponti cittadini;
che il rifacimento del ponte della Vittoria determinerebbe la definitiva deviazione del traffico urbano nell'area in cui sorgerà un grande insediamento commerciale cooperativo aderente alla Lega Coop,
si chiede di sapere:
se risulti che tale piano idro-geologico risponda a corretti requisiti;
se non appaia singolare la scelta urbanistica che produce indubbi vantaggi al nuovo insediamento commerciale;
se non si ritenga che il piano del commercio e quello viario del comune di Foligno siano stati immaginati per favorire quell'insediamento commerciale della Lega Coop.
(4-09954)
SODANO TOMMASO - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca - Premesso che:
il Centro di Geodesia Spaziale "G. Colombo" di Matera vede i dipendenti in stato di agitazione a causa della paventata chiusura;
risulta non essere stato rinnovato, alla scadenza dei termini, il contratto, tra l'ASI e la società Egeos, per le operazioni di geodesia e di rilevamento del centro di Matera;
il mancato rinnovo del contratto ha immediatamente prodotto il blocco degli impianti di acquisizione dei dati nel centro di geodesia spaziale di Matera, provocando l'impossibilità di produrre dati scientifici utilizzati da diversi enti internazionali che operano nel settore;
questa ingiustificabile situazione potrebbe provocare effetti negativi dal punto di vista occupazionale per il personale Telespazio e causare un ennesimo danno al territorio materano, indebolendo, al tempo stesso, un polo di ricerca unico in Italia per le sue peculiari caratteristiche,
si chiede di sapere:
quali siano i motivi che hanno causato l'interruzione del contratto tra ASI e la società Egeos per le attività sviluppate dal centro di Matera;
se non si ritenga di intervenire per scongiurare la possibile chiusura di un polo di ricerca ad alto contenuto scientifico;
quali provvedimenti si intendano intraprendere per garantire la continuazione delle attività del Centro di Geodesia Spaziale "G. Colombo" di Matera e per tutelare i livelli occupazionali.
(4-09955)
BATTAFARANO - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che:
a partire dall'entrata in vigore del nuovo orario di Trenitalia (11 dicembre 2005) sono stati soppressi due treni Intercity sulla tratta Bari - Taranto - Reggio Calabria;
recenti casi di disservizio si sono verificati sull'Espresso proveniente da Reggio Calabria e diretto a Torino, mentre l'Intercity per Roma delle 15.16 il 1° gennaio 2006 è stato soppresso senza preavviso;
nella stazione di Taranto la biglietteria, l'officina, l'impianto cargo vengono ridimensionati;
in generale si registra un peggioramento nella qualità e nella quantità del servizio ferroviario a Taranto,
si chiede di sapere:
quale valutazione dia il Governo dell'accaduto;
quali iniziative il Governo intenda adottare per impedire questo grave deterioramento del servizio ferroviario.
(4-09956)
PAPANIA - Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e del lavoro e delle politiche sociali - Premesso che:
lo stato di agitazione recentemente proclamato da alcuni lavoratori della AST Aeroservizi, società a maggioranza di capitale pubblico della Regione Siciliana, che prestano servizio presso l'Aeroporto di Lampedusa, secondo quanto riportato dalla stampa, sarebbe stato causato dall'imposizione del datore di lavoro ai lavoratori di non recarsi presso il luogo di lavoro a partire dal 2 gennaio 2006, a seguito di una presunta scadenza del contratto di lavoro;
il contratto suddetto, come si evince dalle buste paga, dai modelli CUD e come dichiarato dalla stessa società all'INPS, è a tempo indeterminato e nessuno dei lavoratori ha mai ricevuto alcuna lettera di licenziamento o di avvio di procedimenti di mobilità;
secondo quanto affermato dai lavoratori, che hanno anche presentato un esposto alla locale stazione dei Carabinieri, ad essi sarebbe stato proposto di sottoscrivere un contratto di lavoro interinale della durata di un mese con la società "Obiettivo Lavoro", con l'invito a dichiarare il falso e cioè di trovarsi in stato di disoccupazione alla data del 30 dicembre 2005;
tale proposta sarebbe stata fatta ai lavoratori non già da un rappresentante della società di fornitura di lavoro interinale ma da un rappresentante della AST Aeroservizi, con una palese violazione delle procedure che regolano i rapporti tra i lavoratori, società di fornitura di lavoro interinale e società che utilizzano tali lavoratori nel proprio organico;
fino al 31 dicembre 2005 la società AST Aeroservizi ha gestito i servizi di handling aeroportuale dello scalo, a seguito di una gara d'appalto che l'ha vista aggiudicataria per gli anni 2004 e 2005;
tali servizi sono stati svolti con 20 unità di personale che peraltro, a causa dei numerosi voli privati e di numerosissimi voli di Stato per il trasferimento dei migranti che sbarcano sull'isola, si sono rivelate nel tempo appena sufficienti a garantire i servizi minimi;
a seguito di un contenzioso scaturito dall'assegnazione dei servizi di handling a un società diversa dalla AST Aeroservizi per il periodo 2006-2007 ed in attesa che tale contenzioso si risolva, l'Enac ha provveduto ad una proroga del contratto all'AST per un mese, fino al 31 gennaio 2006;
per i fatti esposti, l'organico di personale che in atto si trova a lavorare presso lo scalo si è ridotto a 12 unità, tra cui figurerebbero persone assunte con contratto interinale e per le quali non è stato verificato il possesso dei requisiti di formazione e qualifica previsti dalla normativa dell'aviazione civile;
va infatti ricordato che tra gli incarichi svolti dal personale in oggetto figurano non solo quelli connessi, direttamente o indirettamente, alla sicurezza dei passeggeri e dei voli, ma altresì l'assistenza al parcheggio degli aeromobili, la messa in moto degli stessi, il push-back prima del decollo, il carico e lo scarico dei bagagli e, soprattutto, la procedura di "centraggio" relativa alla disposizione equilibrata del peso dell'interno dell'aeromobile sia per quanto riguarda i passeggeri che il bagaglio,
si chiede di sapere:
se non si ritenga di dover prontamente intervenire presso l'Enac affinché siano accertate, con estrema urgenza e con una apposita ispezione, le condizioni di sicurezza dei voli in arrivo e in partenza dall'Aeroporto di Lampedusa;
se si ritenga possibile che il lavoro precedentemente svolto da 20 dipendenti qualificati possa adesso essere svolto da soli 12 dipendenti, che dovrebbero garantire l'apertura ininterrotta dello scalo dalle 6 alle 22 di tutti i giorni;
se non si ritenga di disporre una ispezione sull'operato dell'AST Aeroservizi per accertare la regolarità dei rapporti e dei comportamenti nei confronti dei lavoratori ed in particolare rispetto alla durata dei rispettivi contratti;
come si valuti l'anomalo rapporto tra la società AST Aeroservizi e la società di fornitura di lavoro interinale "Obiettivo Lavoro", posto che la prima sembra agire da procacciatrice di dipendenti e contratti per la seconda e non viceversa;
se non si ritenga di dover richiedere all'AST Aeroservizi, società a capitale di maggioranza pubblica, di chiarire quali comunicazioni siano state fatte all'INPS e all'Enac nel periodo 2004-2005 in ordine ai contratti stipulati con i dipendenti;
se infine non si ritenga di attivarsi presso l'Assessorato per il lavoro della Regione Siciliana affinché accerti, tramite il suo servizio ispettivo, la correttezza dell'operato dell'AST Aeroservizi nei riguardi dei propri dipendenti al fine di verificare il rispetto di tutte le normative in materia di contratti a tempo determinato/indeterminato e contribuzione previdenziale/assistenziale.
(4-09957)
DE PETRIS - Ai Ministri delle politiche agricole e forestali, della salute e dell'ambiente e per la tutela del territorio - Premesso che:
ai Ministri della salute e delle politiche agricole in data 3 maggio 2005 è stata rivolta un'interrogazione (4-08601) per verificare le condizioni igienico-sanitarie dell'allevamento sito in Magliano Sabina, località Colle Croce, identificato al foglio catastale 25, particella 118, di proprietà della Onix s.r.l., con sede a Campagnano di Roma, Piazza Regina Elena, in gestione con contratto di soccida al Sig. Martini Francesco;
a tale interrogazione il Ministero della salute ha dato risposta in data 25 luglio 2005, dalla quale si evince, dopo che il Sindaco del Comune di Magliano Sabina ha chiesto l'intervento del'A.S.L. competente, che "attualmente l'Azienda Sanitaria non ha formulato alcun giudizio specifico sul periodo di contaminazione da amianto ed ha instaurato (...) un programma per la bonifica di tutti i capannoni; due di questi sono stati già bonificati con la completa asportazione delle coperture";
nella documentazione in riferimento alla valutazione dei rischi, presentata dall'azienda Martini Francesco, Fraz. di Castello delle Forme 121, 06055 Marsciano (Perugia), titolare dell'azienda avicola in questione, si legge al riferimento 7 che i capannoni 4 e 5 saranno bonificati entro il mese di marzo 2005, il capannone 2 sarà bonificato entro settembre 2005, il capannone 1 sarà bonficato entro il mese di settembre 2006 e i capannoni 8, 9 e 10 saranno bonificati entro il mese di settembre 2006;
ad oggi risulta che la stessa azienda ha iniziato un altro ciclo di produzione, sempre negli stessi capannoni, senza aver rispettato quanto dichiarato nella valutazione dei rischi;
inoltre dal verbale emesso dal veterinario della ASL di Rieti, Dr. Massimo Di Tommaso, datato 9/04/2004, risulta che l'azienda avicola ha erogazione regolare di "acqua potabile";
in data 8/08/2005 tramite un accesso chiesto dal Consigliere comunale Dr.ssa Luciana Surico, è stato scoperto che l'allevamento avicolo de quo non è stato mai servito dall'acquedotto comunale;
in data 17/10/2005 l'associazione "La Sabina - Territorio e ambiente", con sede in Vocabolo Campana snc, Magliano Sabina (Rieti), ha chiesto al Direttore della ASL di Rieti, Dr. Sandro Rinaldi, di sapere in forza di quali accertamenti il veterinario Dr. Massimo Di Tommaso ha attestato che il suddetto allevamento era servito da acqua potabile;
in data 11/11/2005 il Direttore della ASL di Rieti ha inviato la risposta all'associazione di cui sopra, in cui si legge che "l'acqua potabile proviene da un pozzo privato, e che lo stesso è regolarmente sottoposto ad un piano di autocontrollo aziendale ad ogni ciclo produttivo, così come disposto dalla normativa vigente". In allegato alla risposta veniva prodotto un documento con l'ultima analisi chimico-fisica datata dal 31/05/2005 al 6/06/2005, effettuata da un laboratorio che è del Gruppo Amadori, che ha un contratto di soccida con l'azienda avicola del Sig. Martini Francesco;
l'azienda avicola in questione confina con l'impianto di compostaggio Masan s.r.l.;
lo stabilimento della Masan è stato posto sotto sequestro dalle autorità competenti, come si evince dalle conclusioni dell'incidente probatorio effettuato dal Dr. Mauro Sanna, perito nominato dal Tribunale di Rieti, per verificare i danni dall'inquinamento avvenuto da parte dello stesso stabilimento, da cui si legge che "Le analisi delle acque dei pozzi circostanti lo stabilimento Masan hanno evidenziato in generale uno stato di contaminazione",
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda:
verificare tutte le analisi effettuate sull'acqua, precedenti al verbale del Dr. Massimo Di Tommaso del 9/04/2004, sia dai vari gestori dell'allevamento avicolo sito in Magliano Sabina, località Colle Croce, identificato al foglio catastale 25, particella 118, di proprietà della Onix s.r.l. con sede a Campagnano di Roma, Piazza Regina Elena, in gestione con contratto di soccida al Sig. Martini Francesco;
effettuare con urgenza nuove analisi chimico-fisiche delle acque del pozzo privato all'interno dell'allevamento avicolo in questione, visto che quest'ultimo si trova al confine con Masan s.r.l.;
verificare i motivi per cui questo allevamento continui la sua attività nonostante le diffide da parte dell'Amministrazione comunale "alla non riapertura fintanto non siano state effettuate le bonifiche dei capannoni con coperture in amianto";
verficare le condizioni igienico-sanitarie dell'allevamento nel rispetto della normativa vigente;
verificare se ci siano o meno le condizioni per poter immettere sul mercato le carni provenienti da questo allevamento, al fine di tutelare il diritto alla salute dei cittadini.
(4-09958)
DALLA CHIESA - Al Ministro dell'interno - Premesso che:
il 22 dicembre 2005 il Consiglio dei ministri ha deliberato lo scioglimento del Consiglio comunale di Pozzuoli per "accertate forme di ingerenza da parte della criminalità organizzata";
lo scioglimento era dato per scontato in città da quando, in data 14.12.2005, il quotidiano "Il Mattino" aveva pubblicato un articolo sulla vicenda del Comune di Pozzuoli, dal quale risultava evidente che vi fosse stata una diffusione di notizie riservate contenute nella relazione della Commissione d'accesso di nomina prefettizia sullo stato della locale pubblica amministrazione;
la commissione d'accesso si era insediata nel febbraio 2004, subito dopo che il sindaco, Vincenzo Figliolia, aveva ritirato le dimissioni in seguito all'avviso di garanzia per i mancati controlli al mercato ittico e la conseguente chiusura della struttura; la Commissione aveva procrastinato il suo lavoro per 21 mesi parallalelamente all'Amministrazione comunale che aveva continuato a governare la città;
la Commissione d'accesso ha evidenziato, nella sua relazione, che vi sarebbero le condizioni per procedere all'adozione di misure preventive antimafia nei confronti della amministrazione di quel Comune, rilevandosi "elementi sintomatici" di possibilità "di condizionamento da parte della criminalità organizzata" verso l'apparato politico-amministrativo locale;
l'interrogante è consapevole della utilità di tali misure sul piano generale e ne condivide le finalità di bonifica istituzionale e di tutela dei cittadini nei contesti maggiormente segnati dalla presenza criminale;
tuttavia nella specie emergono elementi di fatto che autorizzano a ritenere che non tutto il materiale raccolto sia stato, nell'ambito della succitata relazione, adeguatamente vagliato e verificato, probabilmente anche per l'estrema complessità del quadro sociale e istituzionale indagato;
tali elementi di fatto, peraltro, sono stati evidenziati da una dettagliata interrogazione parlamentare (4-19338) presentata il 22 dicembre 2005 alla Camera dei deputati da diversi deputati, primo firmatario l'on. Giuseppe Gambale, alla quale si fa riferimento,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo non intenda assumere iniziative in ordine ad eventuali responsabilità legate alla fuga di notizie riservate e alla diffusione di documenti riservati;
se le inesattezze denunciate nella suindicata interrogazione trovino riscontro nelle informazioni a disposizione del Ministro.
(4-09959)
PAPANIA - Al Ministro delle attività produttive - (Già 3-02317)
(4-09960)
MALABARBA - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'interno - Risultando all'interrogante che:
è stato accertato che oltre alla organizzazione Gladio operante in Italia, e resa nota a suo tempo, è esistita anche un'altra Gladio (o una componente non nota della Gladio nota) che operava all'estero, come risulta ad esempio dalle dichiarazioni rilasciate dall'on. Beppe Pisano nell'intervista rilasciata al "Il Corriere della Sera" il 4 aprile 1997, in cui si afferma, tra l'altro: "(...) Finchè Gladio è esistita l'Italia ha avuto un efficientissimo sistema di informazione in tre zone molto calde: i Balcani, l'Africa del Nord e il Corno d'Africa (...)";
tra gli appartenenti a questa altra Gladio operante all'estero vi è l'agente Pierfrancesco Cangedda, che tra l'atro venne impiegato per seguire l'addestramento delle BR all'estero e che, in base ad una segnalazione della Stasi, fornì notizia dell'esistenza di un covo della BR a via Gradoli (Gradoli Strasse), mentre si indagava nel paese di Gradoli in base alla segnalazione di un tavolo spiritico di Bologna;
all'agente Cangedda è stata per tre volte incendiata la macchina ("La nuova Sardegna" del 2 dicembre 2004 e del 20 dicembre 2005) e, la quarta volta, bruciata la macchina il 19 dicembre 2005;
si chiede di sapere quali provvedimenti siano stati adottati per tutelare la incolumità del Cangedda e quali provvedimenti urgenti si intendano adottare in relazione a questi quattro attentati.
(4-09961)
MALABARBA - Al Ministro della difesa - Per conoscere, in relazione al ritrovamento di armi presso la caserma Berghinz di Udine:
chi abbia autorizzato in Iraq a trattenere e spedire in Italia le armi;
chi abbia la responsabilità, in Iraq, della decontaminazione delle armi e se ciò venga effettuato;
chi abbia autorizzato in Italia la conservazione delle armi e non abbia denunciato la presenza delle armi nonché l'abrasione dei numeri di matricola.
Per conoscere, altresì, se le procedure militari interessate abbiano svolto indagini per accertare se all'estero i nostri reparti abbiano rispettato le norme che prevedono la distruzione del materiale bellico rinvenuto, ciò tenendo presente le gravi conseguenze che possono essere causate da tali materiali riportati in Italia (come il recente caso verificatosi a Latina con la morte di un sottufficiale per l'esplosione di una bomba a mano).
(4-09962)
MALABARBA - Al Ministro dell'interno - Premesso che:
il 27 dicembre 2005 è stato sgomberato a Milano uno stabile in via Lecco, occupato da un certo numero di immigrati che sono tutti rifugiati politici, in possesso di regolare permesso di soggiorno, provenienti da Stati come il Sudan, l'Eritrea, l'Etiopia, ove sono in corso tensioni e conflitti interni;
il Prefetto ha motivato lo sgombero affermando, fra l'altro, che "la proprietà rivuole lo stabile", abbandonato e fatiscente da anni, omettendo perciò qualsiasi motivazione di ordine sociale, e dunque, a giudizio dell'interrogante, in piena violazione dell'articolo 42 della Costituzione, che salvaguarda la proprietà privata ma, assieme, tende ad assicurarne la funzione sociale;
la Provincia di Milano si è attivata per mettere a disposizione dei cittadini extracomunitari una scuola, in comodato alla Provincia ma di proprietà del Comune di Milano;
il Comune di Milano ha negato l'autorizzazione a tale accoglienza e di conseguenza la Provincia di Milano ha consegnato tale possibilità di uso della scuola nelle mani del Prefetto affinché questi eventualmente ne disponesse, cosa non avvenuta fino alla mattina del 29 dicembre;
nella serata del 28 dicembre don Colmegna ha richiesto al Presidente della Provincia, per la notte fra il 28 e il 29 dicembre, la sala del Consiglio provinciale, immediatamente concessa per l'accoglienza notturna dei 170 rifugiati, fra cui donne e bambini, che hanno potuto così dormire riparandosi dal freddo intenso anche grazie all'immediato allestimento della sala della Provincia da parte della Protezione civile, attivata dall'Assessore alla Provincia competente;
nella serata del 10 gennaio 2006 i rifugiati sudanesi, alloggiati in viale Ortles, hanno lasciato il dormitorio comunale e si sono diretti a Como, dove hanno varcato il confine di Stato. Attualmente 62 di loro si trovano a Chiasso, nei centri competenti delle autorità elvetiche. Secondo quanto dichiarato dai profughi, l'intenzione è quella di raggiungere la sede ONU di Ginevra, per denunciare il trattamento che hanno subito da parte del Comune di Milano;
il gesto disperato dei profughi del Sudan aggiunge un nuovo inquietante tassello ad una vicenda che rappresenta l'ultimo a giudizio dell'interrogante discutibile atto politico dell'assessore Maiolo. Proprio la sera del 10 gennaio, insieme all'assessore comunale Manca, ha diffuso una dichiarazione con la quale i difficili passi avanti realizzati negli ultimi giorni venivano praticamente vanificati. Non solo i due sono tornati ai toni polemici dei giorni scorsi, ma hanno apertamente accusato il Presidente della Provincia, Penati, di parlare con tre rifugiati non rappresentativi, mentre il Comune avrebbe trovato un accordo con le tre comunità eritrea, etiope e sudanese;
ciò si è dimostrato non vero, visto che proprio i profughi sudanesi se ne sono andati ieri sera. La responsabilità di quanto accaduto è, ad opinione dell'interrogante, esclusivamente dell'assessore Maiolo, poiché ha rifiutato sistematicamente ogni dialogo con i rifugiati, tentando invece di creare divisioni e conflitti, ricorrendo persino all'arma della minaccia e del ricatto,
si chiede di sapere:
quali provvedimenti il Governo intenda assumere immediatamente per consentire un ricovero dignitoso e consono a proteggere dai rigori invernali i rifugiati politici in oggetto;
se il Ministro in indirizzo intenda o meno chiedere conto al Comune di Milano di come sono stati utilizzati gli stanziamenti destinati all'accoglienza di rifugiati politici;
se intenda o meno invitare il Prefetto ad assumere subito i provvedimenti necessari alla soluzione della drammatica emergenza;
come intenda affrontare e risolvere, per quanto di competenza, la situazione dei 62 profughi che si trovano a Chiasso, nei centri competenti delle autorità elvetiche, la cui intenzione è quella di portare in sede ONU la denuncia per il trattamento che hanno subito da parte del Comune di Milano.
(4-09963)
MALABARBA - Al Ministro della difesa - In relazione al caso del sergente Antonio Mariano Pierri, che è stato soggetto, a giudizio dell'interrogante, a gravi maltrattamenti, anzi ad un vero e proprio accanimento vessatorio, e accusato addirittura di diserzione, attuato dal Comando di Reggimento di impiego, con particolare riferimento a quanto segue, di cui l'interrogante è a conoscenza:
la testimonianza del personale della stazione dei Carabinieri di Mercato San Severino, che ha informato il reparto di appartenenza del Pierri circa la situazione sanitaria dello stesso, con particolare riferimento alla questione del superamento ingiustificato del 15° giorno di assenza, che avrebbe portato di conseguenza addirittura ad un procedimento penale;
l'occultamento, per ben due volte, della documentazione inoltrata ufficialmente dagli organi di polizia militare;
la mancata applicazione da parte del Comando della normativa esistente relativa alla assenza dei dipendenti,
si chiede di conoscere:
se non si ritenga che vi sia stata una rilevante mancanza di professionalità nel personale preposto alla preparazione e al controllo degli atti. E ciò tenendo conto che, se non vi fosse stata la testimonianza del personale della stazione dei Carabinieri di Mercato San Severino, il sergente Pierri avrebbe subito pesanti conseguenze penali sulla base del fatto che avrebbe superato i tempi massimi di assenza previsti;
come sia stato possibile che siano stati eseguiti, da parte del Comando di appartenenza del Pierri, grossolani errori di calcolo che avrebbero portato all'accusa di diserzione per il Pierri;
quali provvedimenti intenda adottare il Ministro nei riguardi dei responsabili della preparazione e del controllo degli atti riguardanti il militare.
(4-09964)
GARRAFFA, MONTALBANO - Al Ministro dell'economia e delle finanze - Premesso che:
negli ultimi giorni le maestranze della Fincantieri di Palermo, unitamente alle rappresentanze sindacali, hanno dato vita a numerose iniziative di protesta ed astensione dal lavoro;
nei mesi scorsi il Governo nazionale aveva promesso interventi concreti che dessero l'avvio ad una vera stagione di commesse, tale da garantire il futuro occupazionale e produttivo della sede di Palermo;
la reazione delle maestranze dimostra che alle promesse dei rappresentanti siciliani del Governo nazionale non sono seguiti i fatti;
la struttura cantieristica del capoluogo della Sicilia vive una sorta di declassamento che offende i lavoratori, ai quali invece viene riconosciuta dai più una elevata professionalità;
Fintecna ha già acquistato l'ex manifattura tabacchi, struttura adiacente alla Fincantieri di Palermo, con l'obiettivo di trasformarla in struttura alberghiera;
l'autorità portuale invece vuole trasformare alcuni moli in approdi per container,
visto che quanto in premessa compromette il futuro dei livelli produttivi ed occupazionali, e che ad oggi non si riscontra una chiara presa di posizione da parte della Fincantieri e che il piano industriale rimane sconosciuto e per certi versi inadeguato alle potenzialità della struttura di Palermo, gli interroganti chiedono di sapere:
quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda avviare per superare la gravissima situazione attuale;
quali impegni intenda assumere per sollecitare l'amministratore delegato della Fincantieri affinché assicuri una presenza fisica nella struttura di Palermo garantendo l'apertura di un tavolo di trattative che configuri una prospettiva condivisa negli interessi dell'economia della città, del futuro occupazionale delle maestranze che garantiscono, ad oggi, un'alta qualità della produzione cantieristica vanto della Fincantieri stessa.
(4-09965)
FILIPPELLI - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso:
che la linea ferroviaria Metaponto-Reggio Calabria ha una estensione di oltre 400 km ed opera attualmente a singolo binario;
che risulta elettrificata solamente la tratta Metaponto-Sibari di 79 km, mentre sulle altre tratte si utilizzano ancora motrici diesel;
che la linea ferroviaria si sviluppa prevalentemente in un contesto ad elevata urbanizzazione e tale situazione ha richiesto l'installazione di numerosi passaggi a livello che ne rallentano ulteriormente i tempi di percorrenza;
che c'è una scarsa accessibilità offerta in termini di collegamento intermodale con gli agglomerati urbani vicini;
che è scarsa e bassa la qualità dei servizi all'utenza della maggioranza delle stazioni ferroviarie;
che è assolutamente insufficiente la dotazione di parcheggi di interscambio e stazionamento;
che gli standard igienici e di comfort dei treni sono a livello di terzo mondo, con vagoni spesso fatiscenti e sporchi;
che gli orari attuati da Trenitalia non vanno assolutamente incontro alle esigenze degli utenti e che basterebbero pochi accorgimenti a livello di orari e di composizione delle carrozze per avere un servizio utile e confortevole;
che anche i pochi treni veramente utili per garantire un collegamento tra la costa ionica ed il resto d'Italia sono stati o stanno per essere soppressi;
che lo sviluppo del territorio ionico calabrese, ed in particolare della costa crotonese, ad alta vocazione turistica e produttiva, è ostacolato dalla debolezza della rete di infrastrutture di trasporto;
che senza interventi significativi il servizio ferroviario continuerà a soffrire pesantemente la competitività dei sistemi su gomma, che attualmente risultano più versatili, flessibili e veloci. L'attuale esercizio ferroviario appare infatti poco adatto ad attrarre gli spostamenti metropolitani e di media-breve percorrenza, a causa della mancanza di frequenze adeguate, di una programmazione indirizzata agli spostamenti locali, di un cadenzamento efficace,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della situazione di collasso in cui versa la ferrovia ionica;
se non consideri urgente porre mano al potenziamento e alla vivibilità dei treni che percorrono la tratta ionica;
se le Ferrovie abbiano un progetto di rilancio delle linee ferroviarie sulla costa ionica, che non sono mai state ammodernate e potenziate;
se la risposta a questo ultimo quesito sia positiva, se si intenda dare ad esso carattere di priorità;
se si pensi di rivedere il Piano Nazionale dei Trasporti, prevedendo per la rete ferroviaria ionica interventi dignitosi che la valorizzino e la rendano capace di fornire servizi di qualità, così come è giusto che quelle popolazioni abbiano;
se non sia il caso di fugare ogni dubbio o sospetto circa un eventuale "baratto" operato da Trenitalia su questo servizio con altre società concorrenti, come ad esempio le autolinee su gomma.
(4-09966)
FLORINO - Al Ministro dell'interno - Premesso:
che con atto ispettivo 4-09773 del 30.11.2005 l'interrogante chiedeva di conoscere se corrispondessero al vero numerose illegalità connesse dall'esecutivo del Comune di Torre Annunziata (Napoli);
che le già menzionate illegalità sembra vengano reiterate con altri inquietanti episodi;
che dal giornale "Metropolis" del 16.12.2005 viene riportata la notizia dello sconcertante furto di personal-computer e hard-disk dagli uffici comunali di Via Parini (Torre Annunziata) dove trovasi allocato il settore patrimonio;
che negli hard-disk erano immagazzinati i dati delle graduatorie per gli aventi diritto ai contributi per il fitto, centinaia di migliaia di euro, quelli della TOSAP ed altre rilevanti note sulle autorizzazioni per il commercio;
che un altro inquietante quesito è stato posto dal giornale "Voce della Provincia" (Torre Annunziata) del 9.12.2005 sull'apertura incessante di nuovi negozi nell'area;
che la Procura della Repubblica di Torre Annunziata (Napoli) ha aperto un'inchiesta sul trafugamento dei personal-computer per verificare se lo strano furto non intendesse cancellare tracce sugli aiuti nel pagamento dei fitti a famiglie non in possesso dei prescritti requisiti e quelle riconducibili ad irrisori pagamenti della TOSAP di attività commerciali che occupano sedi e marciapiedi stradali;
che, per quanto consta all'interrogante, sembra vengano erogati consistenti contributi ad attività commerciali riconducibili a titolarità di dubbia moralità, la reiterazione dei suddetti contributi avviene con chiusura e riapertura dei negozi con nuovi titolari;
che, per quanto consta all'interrogante, sembra operino nella Oplonti multiservizi, società mista a maggioranza comunale preposta ai rifiuti, diversi camorristi dell'area Torrese;
che, per quanto consta all'interrogante, gli stessi contratti di quartiere del rione Penniniello e del rione Poverelli mostrano diversi ed inquietanti retroscena;
che, per quanto consta all'interrogante, sembra rilevante il rapporto parentale di decine di consiglieri comunali di Torre Annunziata con i clan camorristici imperanti nell'area,
si chiede di conoscere:
quali iniziative si intendano avviare per l'accertamento dei fatti in premessa esposti;
se non si ritenga di accertare con gli organi inquirenti ubicati nell'area Torrese i rapporti parentali di diversi consiglieri comunali con camorristi, verificare l'incidenza malavitosa nella Oplonti Multiservizi e nei contratti di quartiere, la pervasiva penetrazione nel tessuto socio-economico nell'area Torrese di attività commerciali riconducibili a camorristi e l'apertura di nuove attività in odore di camorra.
(4-09967)
MELELEO - Al Ministro della giustizia - (Già2-00627)
(4-09968)
SODANO CALOGERO - Al Ministro dell'interno - Risultando all'interrogante che:
è di pubblico dominio la notizia di attentati avvenuti a Palma di Montechiaro, in provincia di Agrigento, a danno di esponenti politici tra i quali anche il segretario dell'UDC;
molti altri rappresentanti dell'UDC hanno subìto intimidazioni e danneggiamenti alle loro proprietà (abitazioni, automobili, ecc.),
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno sollecitare la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Agrigento, nonché la Questura, affinché attuino una maggiore tutela di tutti gli esponenti politici, al fine anche di prevenire eventuali infiltrazioni mafiose all'interno del Consiglio comunale;
quali provvedimenti ritenga necessario adottare con urgenza per evitare il ripetersi di tali azioni delittuose.
(4-09969)