Allegato B
VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA
Congedi e missioni
Sono in congedo i senatori: Alberti Casellati, Antonione, Baldini, Boscetto, Collino, Costa, Cutrufo, Franco Paolo, Giuliano, Magnalbò, Mantica, Pessina, Saporito, Sestini, Siliquini, Vegas e Ventucci.
Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Provera, per attività della 3a Commissione permanente; Bettoni Brandani, Bianconi, Boldi e Tomassini, per attività della 12a Commissione permanente.
Disegni di legge, annunzio di presentazione
Ministro politiche agricole e
Presidente del Consiglio dei ministri
(Governo Berlusconi-III)
Conversione in legge del decreto-legge 10 gennaio 2006, n. 2, recante interventi urgenti per i settori dell'agricoltura, dell'agroindustria, della pesca, nonché in materia di fiscalità d'impresa (3723)
(presentato in data 11/01/2006);
Sen. Eufemi Maurizio
Norme in materia di prevenzione dai rischi connessi con eventi non convenzionali a tutela della sicurezza e della salute dei cittadini (3724)
(presentato in data 11/01/2006).
Disegni di legge, assegnazione
3ª Commissione permanente Aff. esteri
Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica di Macedonia sulla cooperazione in campo turistico, fatto a Skopje il 15 novembre 2002 (3706)
previ pareri delle Commissioni 1° Aff. cost., 5° Bilancio, 6° Finanze, 7° Pubb. istruz., 8° Lavori pubb., 10° Industria
C.6008 approvato dalla Camera dei Deputati;
(assegnato in data 11/01/2006);
3ª Commissione permanente Aff. esteri
Adesione della Repubblica italiana al Protocollo del 1996 alla Convenzione del 1972 sulla prevenzione dell'inquinamento dei mari causato dall'immersione di rifiuti, fatto a Londra il 7 novembre 1996, con allegati (3707)
previ pareri delle Commissioni 1° Aff. cost., 2° Giustizia, 5° Bilancio, 7° Pubb. istruz., 8° Lavori pubb., 13°Ambiente, 14° Unione europea, Commissione parlamentare questioni regionali
C.5889 approvato dalla Camera dei Deputati;
(assegnato in data 11/01/2006);
3ª Commissione permanente Aff. esteri
Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana ed il Consiglio dei Ministri della Bosnia Erzegovina sulla regolamentazione reciproca dell'autotrasporto internazionale di viaggiatori e merci, fatto a Sarajevo il 28 aprile 2003 (3708)
previ pareri delle Commissioni 1° Aff. cost., 5° Bilancio, 6° Finanze, 8° Lavori pubb.
C.5204 approvato dalla Camera dei Deputati;
(assegnato in data 11/01/2006);
3ª Commissione permanente Aff. esteri
Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica dell'Azerbaijan in materia di collaborazione culturale, scientifica e tecnologica, fatto a Baku il 1° giugno 2002 (3709)
previ pareri delle Commissioni 1° Aff. cost., 5° Bilancio, 7° Pubb. istruz.
C.5389 approvato dalla Camera dei Deputati;
(assegnato in data 11/01/2006);
9ª Commissione permanente Agricoltura
Conversione in legge del decreto-legge 10 gennaio 2006, n. 2, recante interventi urgenti per i settori dell'agricoltura, dell'agroindustria, della pesca, nonché in materia di fiscalità d'impresa (3723)
previ pareri delle Commissioni 1° Aff. cost., 2° Giustizia, 5° Bilancio, 6° Finanze, 8° Lavori pubb., 10° Industria, 11° Lavoro, 13° Ambiente, 14° Unione europea, Commissione parlamentare questioni regionali; E' stato inoltre deferito alla 1° Commissione permanente, ai sensi dell'articolo 78, comma 3, del Regolamento.
(assegnato in data 11/01/2006).
Disegni di legge, nuova assegnazione
2ª Commissione permanente Giustizia
in sede deliberante
Misure per la tutela giudiziaria delle persone con disabilità vittime di discriminazioni (3674)
previ pareri delle Commissioni 1° Aff. cost., 11° Lavoro, 12° Sanità, 14° Unione europea
C.4129 approvato dalla Camera dei Deputati;
Già assegnato, in sede referente, alla 2ª Commissione permanente(Giustizia)
(assegnato in data 11/01/2006).
Governo, trasmissione di atti per il parere
Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera in data 22 dicembre 2005, ha trasmesso - ai fini dell'acquisizione del parere parlamentare - lo schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri concernente la programmazione dei flussi di ingresso dei lavoratori extracomunitari nel territorio dello Stato per l'anno 2006 (n. 580), ai sensi dell'articolo 3, comma 4, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286.
Lo schema di decreto - ai sensi della predetta disposizione e dell'articolo 139-bis del Regolamento - è deferito alla 1a Commissione permanente, che esprimerà il parere entro il 31 gennaio 2006.
Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera in data 22 dicembre 2005, ha trasmesso - ai fini dell'acquisizione del parere parlamentare - lo schema di decreto del Presidente della Repubblica recante il regolamento di organizzazione degli uffici di diretta collaborazione del Ministro della difesa (n. 581), ai sensi dell'articolo 17, comma 4-bis, della legge 23 agosto 1988, n. 400, nonché dell'articolo 13, comma 2, della legge 15 marzo 1997, n. 59.
Lo schema di decreto - ai sensi delle predette disposizioni e dell'articolo 139-bis del Regolamento - è deferito alla 4ª Commissione permanente, che esprimerà il parere entro il 10 febbraio 2006. Le Commissioni permanenti 1ª e 5ª potranno formulare osservazioni alla Commissione di merito, entro il 31 gennaio 2006.
Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera in data 29 dicembre 2005, ha trasmesso - ai fini dell'acquisizione del parere parlamentare - lo schema di decreto legislativo recante: "Attuazione della direttiva 2003/74/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 22 settembre 2003, concernente il divieto di utilizzazione di talune sostanze ad azione ormonica, tireostatica e delle sostanze beta-agoniste nelle produzioni animali" (n. 582), ai sensi dell'articolo 1, comma 3, della legge 18 aprile 2005, n. 62.
Lo schema di decreto - ai sensi della predetta disposizione e dell'articolo 139-bis del Regolamento - è deferito alla 12a Commissione permanente, che esprimerà il parere entro il 20 febbraio 2006. Le Commissioni permanenti 1ª e 14ª potranno formulare osservazioni alla Commissione di merito, entro il 10 febbraio 2006.
Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera in data 29 dicembre 2005, ha trasmesso - ai fini dell'acquisizione del parere parlamentare - lo schema di decreto legislativo recante: "Disposizioni correttive ed integrative al decreto legislativo 9 maggio 2005, n. 96, recante la revisione della parte aeronautica del Codice della navigazione" (n. 583), ai sensi dell'articolo 2, commi 2 e 3, della legge 9 novembre 2004, n. 265, di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 8 settembre 2004, n. 237.
Lo schema di decreto - ai sensi delle predette disposizioni e dell'articolo 139-bis del Regolamento - è deferito alla 8a Commissione permanente, che esprimerà il parere entro il 10 febbraio 2006. Le Commissioni permanenti 1ª, 2ª, 4ª, 10ª e 14ª potranno formulare osservazioni alla 8ª Commissione, entro il 31 gennaio 2006. L'atto è altresì deferito - per il parere relativamente alle conseguenze di carattere finanziario - alla 5ª Commissione permanente, che si pronuncerà entro il medesimo termine del 10 febbraio 2006.
Autorità garante della concorrenza e del mercato, trasmissione di atti
Il Presidente dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, con lettera in data 22 dicembre 2005, facendo seguito alla delibera del 30 novembre 2005, con la quale l'Autorità ha dichiarato incompatibile la carica di consigliere regionale con la carica di Sottosegretario di Stato per la salute, entrambe ricoperte dal dottor Domenico Zinzi, ha reso noto che il dottor Zinzi ha comunicato in data 7 dicembre 2005 di aver optato per la carica di Sottosegretario di Stato.
Corte costituzionale, trasmissione di sentenze
La Corte costituzionale, con lettere in data 23 e 28 dicembre 2005, ha inviato, a norma dell'articolo 30, comma 2, della legge 11 marzo 1953, n. 87, copia delle sentenze n. 455, 456, 457 e 458 del 14 dicembre 2005, depositate il successivo 23 dicembre in cancelleria, e n. 465 e 466 del 14 dicembre 2005, depositate il successivo 28 dicembre in cancelleria, con le quali la Corte stessa ha dichiarato l'illegittimità costituzionale:
degli articoli 10, comma 1, e 11 della legge della regione Liguria 4 febbraio 2005, n. 3 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della regione Liguria - legge finanziaria 2005). Il predetto documento (Doc. VII, n. 236) è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 139, comma 1, del Regolamento, alla 1a, alla 6a e alla 8a Commissione permanente;
dell'articolo 16, comma 1, secondo periodo, della legge della regione Puglia 4 novembre 2004, n. 20 (Nuove norme in materia di riordino delle Comunità montane), nella parte in cui prevede che «la carica di presidente dell'organo esecutivo è incompatibile con quella di parlamentare». Il predetto documento (Doc. VII, n. 237) è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 139, comma 1, del Regolamento, alla 1a Commissione permanente;
dell'articolo 20, comma 7, della legge 23 febbraio 1999, n. 44 (Disposizioni concernenti il Fondo di solidarietà per le vittime delle richieste estorsive e dell'usura), limitatamente alla parola «favorevole». Il predetto documento (Doc. VII, n. 238) è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 139, comma 1, del Regolamento, alla 1a e alla 2a Commissione permanente;
dell'articolo 9, comma 3, del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 4 aprile 1947, n. 207 (Trattamento giuridico ed economico del personale civile non di ruolo in servizio nelle Amministrazioni dello Stato), nella parte in cui non prevede che l'indennità di fine rapporto spettante al dipendente non di ruolo defunto, in mancanza dei soggetti ivi indicati, si devolva secondo le norme che disciplinano la successione mortis causa. Il predetto documento (Doc. VII, n. 239) è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 139, comma 1, del Regolamento, alla 1a e alla 11a Commissione permanente;
dell'articolo 4, commi 2 e 3, della legge della regione Marche 13 maggio 2004, n. 10 (Modifica alla legge regionale 15 ottobre 2001, n. 20, sull'organizzazione e sul personale della regione e alla legge regionale 30 giugno 2003, n. 14, sulla riorganizzazione della struttura amministrativa del Consiglio regionale). Il predetto documento (Doc. VII, n. 240) è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 139, comma 1, del Regolamento, alla 1a Commissione permanente;
dell'articolo 13, comma 13-bis, secondo periodo, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 (Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero), risultante dalle modifiche introdotte nel testo dall'articolo 12 della legge 30 luglio 2002, n. 189 (Modifica alla normativa in materia di immigrazione e di asilo). Il predetto documento (Doc. VII, n. 241) è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 139, comma 1, del Regolamento, alla 1a e alla 2a Commissione permanente.
Parlamento europeo, trasmissione di documenti
Il Segretario generale del Parlamento europeo, con lettera in data 2 dicembre 2005, ha inviato il testo di quattro risoluzioni e una posizione, approvate dal Parlamento stesso nel corso della tornata dal 24 al 27 ottobre 2005:
una posizione sulla proposta di decisione del Consiglio concernente la conclusione dell'Accordo tra la Comunità europea e la Repubblica dell'Azerbaigian su alcuni aspetti relativi ai servizi aerei (Doc. XII, n. 541). Detto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 3a, alla 8a e alla 14a Commissione permanente;
una risoluzione sull'approccio dell'Unione europea alla gestione della migrazione economica (Doc. XII, n. 542). Detto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 3a, alla 5a e alla 14a Commissione permanente;
sull'Azerbaigian (Doc. XII, n. 543). Detto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 3a e alla 14a Commissione permanente;
sul processo di Barcellona rivisitato (Doc. XII, n. 544). Detto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 3a e alla 14a Commissione permanente;
sulla relazione annuale concernente le attività del Mediatore europeo nel 2004 (Doc. XII, n. 545). Detto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 1a, alla 3a e alla 14a Commissione permanente.
Interpellanze
NOVI - Al Ministro dell'interno - Premesso che:
il Consiglio comunale del Comune di Vitulazio (Caserta) con una delibera del 14.12. 2005 ha concesso il nulla osta per la realizzazione di tre centri commerciali;
ogni centro avrà un'estensione di 30.000 metri quadri;
la realizzazione di queste mega strutture viola le disposizioni normative sia sotto l'aspetto tecnico che quello urbanistico;
non vi è rispettata nemmeno la nuova normativa sismica;
i centri commerciali verranno realizzati in contrasto con quanto disposto dal Piano regionale del commercio,
si chiede di sapere se risultino al Ministero dell'interno queste violazioni e quali misure si intendano prendere.
(2-00820)
Interrogazioni
MARTONE - Al Ministro degli affari esteri - Premesso che:
il quotidiano nazionale "Il Manifesto" del giorno 7 gennaio 2006 riporta in un articolo, dal titolo "Guantanamo afghana, fondi italiani", che il Governo italiano ha contribuito in modo generoso alla riforma penitenziaria in Afghanistan e, in particolare, a un progetto di ristrutturazione delle carceri di Kabul per migliorarvi le condizioni di detenzione: un milione di dollari, già stanziato per rimodernare il vecchio carcere di Pol-e Charki, vecchia struttura di epoca sovietica;
sempre secondo il giornale risulterebbe che, nelle intenzioni delle Nazioni Unite, il carcere così rinnovato sarà il modello a cui dovranno adeguarsi tutte le prigioni afghane, nel rispetto degli standard minimi internazionali sul trattamento dei detenuti. Belle parole, che si leggono nei documenti delle Nazioni Unite e anche del nostro Ministero degli affari esteri;
in realtà, denuncia il redattore, con i soldi del contribuente italiano il carcere di Pol-e Charki sta per diventare un nuovo carcere di massima sicurezza dove trasferire parte dei detenuti della base navale americana di Guantanamo: un'altra delle prigioni speciali degli Stati Uniti nel quadro della «guerra al terrorismo»;
la notizia che gli USA preparano una «Guantanamo 2» in Afghanistan è stata ripresa, ricorda il giornalista, dal quotidiano britannico "Financial Times", secondo il quale il progetto è trasferire i prigionieri di origine afghana in Afghanistan, in modo da allentare le critiche che piovono da più parti sull'amministrazione USA per il fatto di mantenere centinaia di persone agli arresti senza accuse precise;
la nota stampa ricorda che a Guantanamo sono entrate circa 750 persone dai primi mesi del 2002, per lo più prese prigioniere in Afghanistan durante e subito dopo i bombardamenti che portarono al crollo del regime dei Talebani nell'autunno 2001: nemici combattenti, secondo l'amministrazione di Washington, che ha rifiutato di riconoscere loro i diritti riconosciuti dalle Convenzioni di Ginevra sui prigionieri di guerra. Solo nel 2005, dopo un ordine della Corte Suprema, sono cominciate audizioni per definire lo status e le accuse dei detenuti. Molti sono allora risultati detenuti «per errore». Ad agosto scorso 510 persone erano ancora detenute a Guantanamo; 167 erano state rilasciate (senza imputazioni né una parola di scuse), 67 trasferite alla custodia di altri governi. Sempre in agosto il governo USA aveva annunciato che 110 dei restanti detenuti di Guantanamo, afghani, saranno presto trasferiti in Afghanistan;
le forze USA hanno già i loro detenuti speciali in Afghanistan, rivela il quotidiano inglese, circa 500 persone, rinchiuse senza accuse o processo nella base aerea di Bagram vicino a Kabul o in quella di Kandahar nel sud, più un numero imprecisato di persone in carceri segrete sparse per il paese, come sospetti terroristi. Per trasferire i prigionieri di Guantanamo, dunque, gli USA hanno bisogno di un luogo apposito in Afghanistan, di massima sicurezza. E questo nuovo carcere speciale sarà appunto Pol-e Charki. Il quotidiano "Il Manifesto" sostiene inoltre che le Nazioni Unite e l'Unione europea hanno resistito al piano americano di farne un carcere per sospetti di terrorismo: ma il mese scorso il Corpo genieri dell'esercito USA ha annunciato un appalto per la costruzione di celle di massima sicurezza proprio a Pol-e Charki, segno che alla fine è prevalsa la volontà degli americani;
il redattore de "Il Manifesto", rifacendosi all'articolo del "Financial Times", riporta che la ristrutturazione del carcere, avviata la primavera scorsa dalle Nazioni Unite, fa parte di un progetto più generale per la ricostruzione del sistema giudiziario in Afghanistan. La responsabilità di guidare questo capitolo della ricostruzione è stato affidato all'Italia, che dunque sta coordinando il lavoro: dalla riscrittura dei codici di procedura penale e civile, un codice minorile, la creazione di «corti itineranti», una legge appena approvata sui diritti dei detenuti, la formazione di giudici e avvocati, fino alla riabilitazione della Corte d'Appello e delle carceri di Kabul, e poi delle carceri provinciali. Per questo Roma ha stanziato in tutto 22 milioni di euro negli ultimi tre anni;
la ristrutturazione delle carceri, in particolare, è stata chiesta dall'UNODC, il programma ONU per la lotta alla droga e al crimine: riguarda Pol-e Charki, il carcere maschile di Kabul e il centro di detenzione femminile presso la sede centrale della polizia. Per il blocco uno di Pol-e Charki sono stati stanziati 2 milioni di dollari, di cui uno già fornito dal Governo italiano. Il lavoro era al 90% completato l'estate scorsa, poi sarà la volta del blocco 2. Ma nel frattempo il nuovo carcere risulterebbe aver cambiato destinazione ed uso,
si chiede di sapere:
se il Governo italiano fosse a conoscenza della richiesta statunitense e se questo cambiamento della destinazione d'uso del carcere sia stato concordato dagli Stati Uniti con gli altri alleati e con le Nazioni Unite, responsabili del programma di finanziamento e ristrutturazione;
come il Governo intenda comportarsi rispetto alla richiesta statunitense visto che, da quanto si apprende dalla stampa estera, né l'ONU né l'Unione europea sembrano disposte ad accoglierla.
(3-02428)
SCALERA - Ai Ministri delle attività produttive e per i beni e le attività culturali - Premesso che:
la società "Camel" ha deciso di interrompere la partnership commerciale con la casa motociclistica Honda a seguito del comportamento da questa tenuto nei confronti del pilota Max Biaggi;
a seguito del contenzioso che oppone la scuderia Honda al suo pilota Max Biaggi lo stesso rischia di non correre il mondiale per il 2006;
figure sportive come il pilota Max Biaggi rappresentano un importante ritorno di immagine per il Paese e, in questo senso, devono essere tutelate anche e soprattutto quando la loro carriera viene messa in discussione da motivi che nulla hanno a che vedere con il proprio impegno professionale e con gli importanti risultati sportivi ottenuti,
si chiede di sapere:
se non si ritenga opportuno approfondire tale incresciosa situazione che ha, tra l'altro, rarissimi precedenti a livello di sport internazionale e che, inoltre, è stata oggetto di un articolato dibattito nei più importanti quotidiani nazionali;
se, ove tali notizie trovassero conferma, non si ritenga utile promuovere le iniziative ritenute opportune nei confronti della società giapponese, il cui comportamento colpisce un rappresentante dello sport italiano, valutando anche la grossa fetta di mercato nazionale che ha accolto generosamente, in questi anni, l'industria motociclistica nipponica.
(3-02429)
Interrogazioni con richiesta di risposta scritta
RONCONI - Ai Ministri dell'ambiente e per la tutela del territorio e delle attività produttive - Atteso:
che l'amministrazione comunale di Foligno ha proposto un piano idro-geologico per il bacino del fiume Topino;
che tale piano prevede tra l'altro il rifacimento di due tra i principali ponti cittadini;
che il rifacimento del ponte della Vittoria determinerebbe la definitiva deviazione del traffico urbano nell'area in cui sorgerà un grande insediamento commerciale cooperativo aderente alla Lega Coop,
si chiede di sapere:
se risulti che tale piano idro-geologico risponda a corretti requisiti;
se non appaia singolare la scelta urbanistica che produce indubbi vantaggi al nuovo insediamento commerciale;
se non si ritenga che il piano del commercio e quello viario del comune di Foligno siano stati immaginati per favorire quell'insediamento commerciale della Lega Coop.
(4-09954)
SODANO TOMMASO - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca - Premesso che:
il Centro di Geodesia Spaziale "G. Colombo" di Matera vede i dipendenti in stato di agitazione a causa della paventata chiusura;
risulta non essere stato rinnovato, alla scadenza dei termini, il contratto, tra l'ASI e la società Egeos, per le operazioni di geodesia e di rilevamento del centro di Matera;
il mancato rinnovo del contratto ha immediatamente prodotto il blocco degli impianti di acquisizione dei dati nel centro di geodesia spaziale di Matera, provocando l'impossibilità di produrre dati scientifici utilizzati da diversi enti internazionali che operano nel settore;
questa ingiustificabile situazione potrebbe provocare effetti negativi dal punto di vista occupazionale per il personale Telespazio e causare un ennesimo danno al territorio materano, indebolendo, al tempo stesso, un polo di ricerca unico in Italia per le sue peculiari caratteristiche,
si chiede di sapere:
quali siano i motivi che hanno causato l'interruzione del contratto tra ASI e la società Egeos per le attività sviluppate dal centro di Matera;
se non si ritenga di intervenire per scongiurare la possibile chiusura di un polo di ricerca ad alto contenuto scientifico;
quali provvedimenti si intendano intraprendere per garantire la continuazione delle attività del Centro di Geodesia Spaziale "G. Colombo" di Matera e per tutelare i livelli occupazionali.
(4-09955)
BATTAFARANO - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che:
a partire dall'entrata in vigore del nuovo orario di Trenitalia (11 dicembre 2005) sono stati soppressi due treni Intercity sulla tratta Bari - Taranto - Reggio Calabria;
recenti casi di disservizio si sono verificati sull'Espresso proveniente da Reggio Calabria e diretto a Torino, mentre l'Intercity per Roma delle 15.16 il 1° gennaio 2006 è stato soppresso senza preavviso;
nella stazione di Taranto la biglietteria, l'officina, l'impianto cargo vengono ridimensionati;
in generale si registra un peggioramento nella qualità e nella quantità del servizio ferroviario a Taranto,
si chiede di sapere:
quale valutazione dia il Governo dell'accaduto;
quali iniziative il Governo intenda adottare per impedire questo grave deterioramento del servizio ferroviario.
(4-09956)
PAPANIA - Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e del lavoro e delle politiche sociali - Premesso che:
lo stato di agitazione recentemente proclamato da alcuni lavoratori della AST Aeroservizi, società a maggioranza di capitale pubblico della Regione Siciliana, che prestano servizio presso l'Aeroporto di Lampedusa, secondo quanto riportato dalla stampa, sarebbe stato causato dall'imposizione del datore di lavoro ai lavoratori di non recarsi presso il luogo di lavoro a partire dal 2 gennaio 2006, a seguito di una presunta scadenza del contratto di lavoro;
il contratto suddetto, come si evince dalle buste paga, dai modelli CUD e come dichiarato dalla stessa società all'INPS, è a tempo indeterminato e nessuno dei lavoratori ha mai ricevuto alcuna lettera di licenziamento o di avvio di procedimenti di mobilità;
secondo quanto affermato dai lavoratori, che hanno anche presentato un esposto alla locale stazione dei Carabinieri, ad essi sarebbe stato proposto di sottoscrivere un contratto di lavoro interinale della durata di un mese con la società "Obiettivo Lavoro", con l'invito a dichiarare il falso e cioè di trovarsi in stato di disoccupazione alla data del 30 dicembre 2005;
tale proposta sarebbe stata fatta ai lavoratori non già da un rappresentante della società di fornitura di lavoro interinale ma da un rappresentante della AST Aeroservizi, con una palese violazione delle procedure che regolano i rapporti tra i lavoratori, società di fornitura di lavoro interinale e società che utilizzano tali lavoratori nel proprio organico;
fino al 31 dicembre 2005 la società AST Aeroservizi ha gestito i servizi di handling aeroportuale dello scalo, a seguito di una gara d'appalto che l'ha vista aggiudicataria per gli anni 2004 e 2005;
tali servizi sono stati svolti con 20 unità di personale che peraltro, a causa dei numerosi voli privati e di numerosissimi voli di Stato per il trasferimento dei migranti che sbarcano sull'isola, si sono rivelate nel tempo appena sufficienti a garantire i servizi minimi;
a seguito di un contenzioso scaturito dall'assegnazione dei servizi di handling a un società diversa dalla AST Aeroservizi per il periodo 2006-2007 ed in attesa che tale contenzioso si risolva, l'Enac ha provveduto ad una proroga del contratto all'AST per un mese, fino al 31 gennaio 2006;
per i fatti esposti, l'organico di personale che in atto si trova a lavorare presso lo scalo si è ridotto a 12 unità, tra cui figurerebbero persone assunte con contratto interinale e per le quali non è stato verificato il possesso dei requisiti di formazione e qualifica previsti dalla normativa dell'aviazione civile;
va infatti ricordato che tra gli incarichi svolti dal personale in oggetto figurano non solo quelli connessi, direttamente o indirettamente, alla sicurezza dei passeggeri e dei voli, ma altresì l'assistenza al parcheggio degli aeromobili, la messa in moto degli stessi, il push-back prima del decollo, il carico e lo scarico dei bagagli e, soprattutto, la procedura di "centraggio" relativa alla disposizione equilibrata del peso dell'interno dell'aeromobile sia per quanto riguarda i passeggeri che il bagaglio,
si chiede di sapere:
se non si ritenga di dover prontamente intervenire presso l'Enac affinché siano accertate, con estrema urgenza e con una apposita ispezione, le condizioni di sicurezza dei voli in arrivo e in partenza dall'Aeroporto di Lampedusa;
se si ritenga possibile che il lavoro precedentemente svolto da 20 dipendenti qualificati possa adesso essere svolto da soli 12 dipendenti, che dovrebbero garantire l'apertura ininterrotta dello scalo dalle 6 alle 22 di tutti i giorni;
se non si ritenga di disporre una ispezione sull'operato dell'AST Aeroservizi per accertare la regolarità dei rapporti e dei comportamenti nei confronti dei lavoratori ed in particolare rispetto alla durata dei rispettivi contratti;
come si valuti l'anomalo rapporto tra la società AST Aeroservizi e la società di fornitura di lavoro interinale "Obiettivo Lavoro", posto che la prima sembra agire da procacciatrice di dipendenti e contratti per la seconda e non viceversa;
se non si ritenga di dover richiedere all'AST Aeroservizi, società a capitale di maggioranza pubblica, di chiarire quali comunicazioni siano state fatte all'INPS e all'Enac nel periodo 2004-2005 in ordine ai contratti stipulati con i dipendenti;
se infine non si ritenga di attivarsi presso l'Assessorato per il lavoro della Regione Siciliana affinché accerti, tramite il suo servizio ispettivo, la correttezza dell'operato dell'AST Aeroservizi nei riguardi dei propri dipendenti al fine di verificare il rispetto di tutte le normative in materia di contratti a tempo determinato/indeterminato e contribuzione previdenziale/assistenziale.
(4-09957)
DE PETRIS - Ai Ministri delle politiche agricole e forestali, della salute e dell'ambiente e per la tutela del territorio - Premesso che:
ai Ministri della salute e delle politiche agricole in data 3 maggio 2005 è stata rivolta un'interrogazione (4-08601) per verificare le condizioni igienico-sanitarie dell'allevamento sito in Magliano Sabina, località Colle Croce, identificato al foglio catastale 25, particella 118, di proprietà della Onix s.r.l., con sede a Campagnano di Roma, Piazza Regina Elena, in gestione con contratto di soccida al Sig. Martini Francesco;
a tale interrogazione il Ministero della salute ha dato risposta in data 25 luglio 2005, dalla quale si evince, dopo che il Sindaco del Comune di Magliano Sabina ha chiesto l'intervento del'A.S.L. competente, che "attualmente l'Azienda Sanitaria non ha formulato alcun giudizio specifico sul periodo di contaminazione da amianto ed ha instaurato (...) un programma per la bonifica di tutti i capannoni; due di questi sono stati già bonificati con la completa asportazione delle coperture";
nella documentazione in riferimento alla valutazione dei rischi, presentata dall'azienda Martini Francesco, Fraz. di Castello delle Forme 121, 06055 Marsciano (Perugia), titolare dell'azienda avicola in questione, si legge al riferimento 7 che i capannoni 4 e 5 saranno bonificati entro il mese di marzo 2005, il capannone 2 sarà bonificato entro settembre 2005, il capannone 1 sarà bonficato entro il mese di settembre 2006 e i capannoni 8, 9 e 10 saranno bonificati entro il mese di settembre 2006;
ad oggi risulta che la stessa azienda ha iniziato un altro ciclo di produzione, sempre negli stessi capannoni, senza aver rispettato quanto dichiarato nella valutazione dei rischi;
inoltre dal verbale emesso dal veterinario della ASL di Rieti, Dr. Massimo Di Tommaso, datato 9/04/2004, risulta che l'azienda avicola ha erogazione regolare di "acqua potabile";
in data 8/08/2005 tramite un accesso chiesto dal Consigliere comunale Dr.ssa Luciana Surico, è stato scoperto che l'allevamento avicolo de quo non è stato mai servito dall'acquedotto comunale;
in data 17/10/2005 l'associazione "La Sabina - Territorio e ambiente", con sede in Vocabolo Campana snc, Magliano Sabina (Rieti), ha chiesto al Direttore della ASL di Rieti, Dr. Sandro Rinaldi, di sapere in forza di quali accertamenti il veterinario Dr. Massimo Di Tommaso ha attestato che il suddetto allevamento era servito da acqua potabile;
in data 11/11/2005 il Direttore della ASL di Rieti ha inviato la risposta all'associazione di cui sopra, in cui si legge che "l'acqua potabile proviene da un pozzo privato, e che lo stesso è regolarmente sottoposto ad un piano di autocontrollo aziendale ad ogni ciclo produttivo, così come disposto dalla normativa vigente". In allegato alla risposta veniva prodotto un documento con l'ultima analisi chimico-fisica datata dal 31/05/2005 al 6/06/2005, effettuata da un laboratorio che è del Gruppo Amadori, che ha un contratto di soccida con l'azienda avicola del Sig. Martini Francesco;
l'azienda avicola in questione confina con l'impianto di compostaggio Masan s.r.l.;
lo stabilimento della Masan è stato posto sotto sequestro dalle autorità competenti, come si evince dalle conclusioni dell'incidente probatorio effettuato dal Dr. Mauro Sanna, perito nominato dal Tribunale di Rieti, per verificare i danni dall'inquinamento avvenuto da parte dello stesso stabilimento, da cui si legge che "Le analisi delle acque dei pozzi circostanti lo stabilimento Masan hanno evidenziato in generale uno stato di contaminazione",
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda:
verificare tutte le analisi effettuate sull'acqua, precedenti al verbale del Dr. Massimo Di Tommaso del 9/04/2004, sia dai vari gestori dell'allevamento avicolo sito in Magliano Sabina, località Colle Croce, identificato al foglio catastale 25, particella 118, di proprietà della Onix s.r.l. con sede a Campagnano di Roma, Piazza Regina Elena, in gestione con contratto di soccida al Sig. Martini Francesco;
effettuare con urgenza nuove analisi chimico-fisiche delle acque del pozzo privato all'interno dell'allevamento avicolo in questione, visto che quest'ultimo si trova al confine con Masan s.r.l.;
verificare i motivi per cui questo allevamento continui la sua attività nonostante le diffide da parte dell'Amministrazione comunale "alla non riapertura fintanto non siano state effettuate le bonifiche dei capannoni con coperture in amianto";
verficare le condizioni igienico-sanitarie dell'allevamento nel rispetto della normativa vigente;
verificare se ci siano o meno le condizioni per poter immettere sul mercato le carni provenienti da questo allevamento, al fine di tutelare il diritto alla salute dei cittadini.
(4-09958)
DALLA CHIESA - Al Ministro dell'interno - Premesso che:
il 22 dicembre 2005 il Consiglio dei ministri ha deliberato lo scioglimento del Consiglio comunale di Pozzuoli per "accertate forme di ingerenza da parte della criminalità organizzata";
lo scioglimento era dato per scontato in città da quando, in data 14.12.2005, il quotidiano "Il Mattino" aveva pubblicato un articolo sulla vicenda del Comune di Pozzuoli, dal quale risultava evidente che vi fosse stata una diffusione di notizie riservate contenute nella relazione della Commissione d'accesso di nomina prefettizia sullo stato della locale pubblica amministrazione;
la commissione d'accesso si era insediata nel febbraio 2004, subito dopo che il sindaco, Vincenzo Figliolia, aveva ritirato le dimissioni in seguito all'avviso di garanzia per i mancati controlli al mercato ittico e la conseguente chiusura della struttura; la Commissione aveva procrastinato il suo lavoro per 21 mesi parallalelamente all'Amministrazione comunale che aveva continuato a governare la città;
la Commissione d'accesso ha evidenziato, nella sua relazione, che vi sarebbero le condizioni per procedere all'adozione di misure preventive antimafia nei confronti della amministrazione di quel Comune, rilevandosi "elementi sintomatici" di possibilità "di condizionamento da parte della criminalità organizzata" verso l'apparato politico-amministrativo locale;
l'interrogante è consapevole della utilità di tali misure sul piano generale e ne condivide le finalità di bonifica istituzionale e di tutela dei cittadini nei contesti maggiormente segnati dalla presenza criminale;
tuttavia nella specie emergono elementi di fatto che autorizzano a ritenere che non tutto il materiale raccolto sia stato, nell'ambito della succitata relazione, adeguatamente vagliato e verificato, probabilmente anche per l'estrema complessità del quadro sociale e istituzionale indagato;
tali elementi di fatto, peraltro, sono stati evidenziati da una dettagliata interrogazione parlamentare (4-19338) presentata il 22 dicembre 2005 alla Camera dei deputati da diversi deputati, primo firmatario l'on. Giuseppe Gambale, alla quale si fa riferimento,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo non intenda assumere iniziative in ordine ad eventuali responsabilità legate alla fuga di notizie riservate e alla diffusione di documenti riservati;
se le inesattezze denunciate nella suindicata interrogazione trovino riscontro nelle informazioni a disposizione del Ministro.
(4-09959)
PAPANIA - Al Ministro delle attività produttive - (Già 3-02317)
(4-09960)
MALABARBA - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'interno - Risultando all'interrogante che:
è stato accertato che oltre alla organizzazione Gladio operante in Italia, e resa nota a suo tempo, è esistita anche un'altra Gladio (o una componente non nota della Gladio nota) che operava all'estero, come risulta ad esempio dalle dichiarazioni rilasciate dall'on. Beppe Pisano nell'intervista rilasciata al "Il Corriere della Sera" il 4 aprile 1997, in cui si afferma, tra l'altro: "(...) Finchè Gladio è esistita l'Italia ha avuto un efficientissimo sistema di informazione in tre zone molto calde: i Balcani, l'Africa del Nord e il Corno d'Africa (...)";
tra gli appartenenti a questa altra Gladio operante all'estero vi è l'agente Pierfrancesco Cangedda, che tra l'atro venne impiegato per seguire l'addestramento delle BR all'estero e che, in base ad una segnalazione della Stasi, fornì notizia dell'esistenza di un covo della BR a via Gradoli (Gradoli Strasse), mentre si indagava nel paese di Gradoli in base alla segnalazione di un tavolo spiritico di Bologna;
all'agente Cangedda è stata per tre volte incendiata la macchina ("La nuova Sardegna" del 2 dicembre 2004 e del 20 dicembre 2005) e, la quarta volta, bruciata la macchina il 19 dicembre 2005;
si chiede di sapere quali provvedimenti siano stati adottati per tutelare la incolumità del Cangedda e quali provvedimenti urgenti si intendano adottare in relazione a questi quattro attentati.
(4-09961)
MALABARBA - Al Ministro della difesa - Per conoscere, in relazione al ritrovamento di armi presso la caserma Berghinz di Udine:
chi abbia autorizzato in Iraq a trattenere e spedire in Italia le armi;
chi abbia la responsabilità, in Iraq, della decontaminazione delle armi e se ciò venga effettuato;
chi abbia autorizzato in Italia la conservazione delle armi e non abbia denunciato la presenza delle armi nonché l'abrasione dei numeri di matricola.
Per conoscere, altresì, se le procedure militari interessate abbiano svolto indagini per accertare se all'estero i nostri reparti abbiano rispettato le norme che prevedono la distruzione del materiale bellico rinvenuto, ciò tenendo presente le gravi conseguenze che possono essere causate da tali materiali riportati in Italia (come il recente caso verificatosi a Latina con la morte di un sottufficiale per l'esplosione di una bomba a mano).
(4-09962)
MALABARBA - Al Ministro dell'interno - Premesso che:
il 27 dicembre 2005 è stato sgomberato a Milano uno stabile in via Lecco, occupato da un certo numero di immigrati che sono tutti rifugiati politici, in possesso di regolare permesso di soggiorno, provenienti da Stati come il Sudan, l'Eritrea, l'Etiopia, ove sono in corso tensioni e conflitti interni;
il Prefetto ha motivato lo sgombero affermando, fra l'altro, che "la proprietà rivuole lo stabile", abbandonato e fatiscente da anni, omettendo perciò qualsiasi motivazione di ordine sociale, e dunque, a giudizio dell'interrogante, in piena violazione dell'articolo 42 della Costituzione, che salvaguarda la proprietà privata ma, assieme, tende ad assicurarne la funzione sociale;
la Provincia di Milano si è attivata per mettere a disposizione dei cittadini extracomunitari una scuola, in comodato alla Provincia ma di proprietà del Comune di Milano;
il Comune di Milano ha negato l'autorizzazione a tale accoglienza e di conseguenza la Provincia di Milano ha consegnato tale possibilità di uso della scuola nelle mani del Prefetto affinché questi eventualmente ne disponesse, cosa non avvenuta fino alla mattina del 29 dicembre;
nella serata del 28 dicembre don Colmegna ha richiesto al Presidente della Provincia, per la notte fra il 28 e il 29 dicembre, la sala del Consiglio provinciale, immediatamente concessa per l'accoglienza notturna dei 170 rifugiati, fra cui donne e bambini, che hanno potuto così dormire riparandosi dal freddo intenso anche grazie all'immediato allestimento della sala della Provincia da parte della Protezione civile, attivata dall'Assessore alla Provincia competente;
nella serata del 10 gennaio 2006 i rifugiati sudanesi, alloggiati in viale Ortles, hanno lasciato il dormitorio comunale e si sono diretti a Como, dove hanno varcato il confine di Stato. Attualmente 62 di loro si trovano a Chiasso, nei centri competenti delle autorità elvetiche. Secondo quanto dichiarato dai profughi, l'intenzione è quella di raggiungere la sede ONU di Ginevra, per denunciare il trattamento che hanno subito da parte del Comune di Milano;
il gesto disperato dei profughi del Sudan aggiunge un nuovo inquietante tassello ad una vicenda che rappresenta l'ultimo a giudizio dell'interrogante discutibile atto politico dell'assessore Maiolo. Proprio la sera del 10 gennaio, insieme all'assessore comunale Manca, ha diffuso una dichiarazione con la quale i difficili passi avanti realizzati negli ultimi giorni venivano praticamente vanificati. Non solo i due sono tornati ai toni polemici dei giorni scorsi, ma hanno apertamente accusato il Presidente della Provincia, Penati, di parlare con tre rifugiati non rappresentativi, mentre il Comune avrebbe trovato un accordo con le tre comunità eritrea, etiope e sudanese;
ciò si è dimostrato non vero, visto che proprio i profughi sudanesi se ne sono andati ieri sera. La responsabilità di quanto accaduto è, ad opinione dell'interrogante, esclusivamente dell'assessore Maiolo, poiché ha rifiutato sistematicamente ogni dialogo con i rifugiati, tentando invece di creare divisioni e conflitti, ricorrendo persino all'arma della minaccia e del ricatto,
si chiede di sapere:
quali provvedimenti il Governo intenda assumere immediatamente per consentire un ricovero dignitoso e consono a proteggere dai rigori invernali i rifugiati politici in oggetto;
se il Ministro in indirizzo intenda o meno chiedere conto al Comune di Milano di come sono stati utilizzati gli stanziamenti destinati all'accoglienza di rifugiati politici;
se intenda o meno invitare il Prefetto ad assumere subito i provvedimenti necessari alla soluzione della drammatica emergenza;
come intenda affrontare e risolvere, per quanto di competenza, la situazione dei 62 profughi che si trovano a Chiasso, nei centri competenti delle autorità elvetiche, la cui intenzione è quella di portare in sede ONU la denuncia per il trattamento che hanno subito da parte del Comune di Milano.
(4-09963)
MALABARBA - Al Ministro della difesa - In relazione al caso del sergente Antonio Mariano Pierri, che è stato soggetto, a giudizio dell'interrogante, a gravi maltrattamenti, anzi ad un vero e proprio accanimento vessatorio, e accusato addirittura di diserzione, attuato dal Comando di Reggimento di impiego, con particolare riferimento a quanto segue, di cui l'interrogante è a conoscenza:
la testimonianza del personale della stazione dei Carabinieri di Mercato San Severino, che ha informato il reparto di appartenenza del Pierri circa la situazione sanitaria dello stesso, con particolare riferimento alla questione del superamento ingiustificato del 15° giorno di assenza, che avrebbe portato di conseguenza addirittura ad un procedimento penale;
l'occultamento, per ben due volte, della documentazione inoltrata ufficialmente dagli organi di polizia militare;
la mancata applicazione da parte del Comando della normativa esistente relativa alla assenza dei dipendenti,
si chiede di conoscere:
se non si ritenga che vi sia stata una rilevante mancanza di professionalità nel personale preposto alla preparazione e al controllo degli atti. E ciò tenendo conto che, se non vi fosse stata la testimonianza del personale della stazione dei Carabinieri di Mercato San Severino, il sergente Pierri avrebbe subito pesanti conseguenze penali sulla base del fatto che avrebbe superato i tempi massimi di assenza previsti;
come sia stato possibile che siano stati eseguiti, da parte del Comando di appartenenza del Pierri, grossolani errori di calcolo che avrebbero portato all'accusa di diserzione per il Pierri;
quali provvedimenti intenda adottare il Ministro nei riguardi dei responsabili della preparazione e del controllo degli atti riguardanti il militare.
(4-09964)
GARRAFFA, MONTALBANO - Al Ministro dell'economia e delle finanze - Premesso che:
negli ultimi giorni le maestranze della Fincantieri di Palermo, unitamente alle rappresentanze sindacali, hanno dato vita a numerose iniziative di protesta ed astensione dal lavoro;
nei mesi scorsi il Governo nazionale aveva promesso interventi concreti che dessero l'avvio ad una vera stagione di commesse, tale da garantire il futuro occupazionale e produttivo della sede di Palermo;
la reazione delle maestranze dimostra che alle promesse dei rappresentanti siciliani del Governo nazionale non sono seguiti i fatti;
la struttura cantieristica del capoluogo della Sicilia vive una sorta di declassamento che offende i lavoratori, ai quali invece viene riconosciuta dai più una elevata professionalità;
Fintecna ha già acquistato l'ex manifattura tabacchi, struttura adiacente alla Fincantieri di Palermo, con l'obiettivo di trasformarla in struttura alberghiera;
l'autorità portuale invece vuole trasformare alcuni moli in approdi per container,
visto che quanto in premessa compromette il futuro dei livelli produttivi ed occupazionali, e che ad oggi non si riscontra una chiara presa di posizione da parte della Fincantieri e che il piano industriale rimane sconosciuto e per certi versi inadeguato alle potenzialità della struttura di Palermo, gli interroganti chiedono di sapere:
quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda avviare per superare la gravissima situazione attuale;
quali impegni intenda assumere per sollecitare l'amministratore delegato della Fincantieri affinché assicuri una presenza fisica nella struttura di Palermo garantendo l'apertura di un tavolo di trattative che configuri una prospettiva condivisa negli interessi dell'economia della città, del futuro occupazionale delle maestranze che garantiscono, ad oggi, un'alta qualità della produzione cantieristica vanto della Fincantieri stessa.
(4-09965)
FILIPPELLI - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso:
che la linea ferroviaria Metaponto-Reggio Calabria ha una estensione di oltre 400 km ed opera attualmente a singolo binario;
che risulta elettrificata solamente la tratta Metaponto-Sibari di 79 km, mentre sulle altre tratte si utilizzano ancora motrici diesel;
che la linea ferroviaria si sviluppa prevalentemente in un contesto ad elevata urbanizzazione e tale situazione ha richiesto l'installazione di numerosi passaggi a livello che ne rallentano ulteriormente i tempi di percorrenza;
che c'è una scarsa accessibilità offerta in termini di collegamento intermodale con gli agglomerati urbani vicini;
che è scarsa e bassa la qualità dei servizi all'utenza della maggioranza delle stazioni ferroviarie;
che è assolutamente insufficiente la dotazione di parcheggi di interscambio e stazionamento;
che gli standard igienici e di comfort dei treni sono a livello di terzo mondo, con vagoni spesso fatiscenti e sporchi;
che gli orari attuati da Trenitalia non vanno assolutamente incontro alle esigenze degli utenti e che basterebbero pochi accorgimenti a livello di orari e di composizione delle carrozze per avere un servizio utile e confortevole;
che anche i pochi treni veramente utili per garantire un collegamento tra la costa ionica ed il resto d'Italia sono stati o stanno per essere soppressi;
che lo sviluppo del territorio ionico calabrese, ed in particolare della costa crotonese, ad alta vocazione turistica e produttiva, è ostacolato dalla debolezza della rete di infrastrutture di trasporto;
che senza interventi significativi il servizio ferroviario continuerà a soffrire pesantemente la competitività dei sistemi su gomma, che attualmente risultano più versatili, flessibili e veloci. L'attuale esercizio ferroviario appare infatti poco adatto ad attrarre gli spostamenti metropolitani e di media-breve percorrenza, a causa della mancanza di frequenze adeguate, di una programmazione indirizzata agli spostamenti locali, di un cadenzamento efficace,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della situazione di collasso in cui versa la ferrovia ionica;
se non consideri urgente porre mano al potenziamento e alla vivibilità dei treni che percorrono la tratta ionica;
se le Ferrovie abbiano un progetto di rilancio delle linee ferroviarie sulla costa ionica, che non sono mai state ammodernate e potenziate;
se la risposta a questo ultimo quesito sia positiva, se si intenda dare ad esso carattere di priorità;
se si pensi di rivedere il Piano Nazionale dei Trasporti, prevedendo per la rete ferroviaria ionica interventi dignitosi che la valorizzino e la rendano capace di fornire servizi di qualità, così come è giusto che quelle popolazioni abbiano;
se non sia il caso di fugare ogni dubbio o sospetto circa un eventuale "baratto" operato da Trenitalia su questo servizio con altre società concorrenti, come ad esempio le autolinee su gomma.
(4-09966)
FLORINO - Al Ministro dell'interno - Premesso:
che con atto ispettivo 4-09773 del 30.11.2005 l'interrogante chiedeva di conoscere se corrispondessero al vero numerose illegalità connesse dall'esecutivo del Comune di Torre Annunziata (Napoli);
che le già menzionate illegalità sembra vengano reiterate con altri inquietanti episodi;
che dal giornale "Metropolis" del 16.12.2005 viene riportata la notizia dello sconcertante furto di personal-computer e hard-disk dagli uffici comunali di Via Parini (Torre Annunziata) dove trovasi allocato il settore patrimonio;
che negli hard-disk erano immagazzinati i dati delle graduatorie per gli aventi diritto ai contributi per il fitto, centinaia di migliaia di euro, quelli della TOSAP ed altre rilevanti note sulle autorizzazioni per il commercio;
che un altro inquietante quesito è stato posto dal giornale "Voce della Provincia" (Torre Annunziata) del 9.12.2005 sull'apertura incessante di nuovi negozi nell'area;
che la Procura della Repubblica di Torre Annunziata (Napoli) ha aperto un'inchiesta sul trafugamento dei personal-computer per verificare se lo strano furto non intendesse cancellare tracce sugli aiuti nel pagamento dei fitti a famiglie non in possesso dei prescritti requisiti e quelle riconducibili ad irrisori pagamenti della TOSAP di attività commerciali che occupano sedi e marciapiedi stradali;
che, per quanto consta all'interrogante, sembra vengano erogati consistenti contributi ad attività commerciali riconducibili a titolarità di dubbia moralità, la reiterazione dei suddetti contributi avviene con chiusura e riapertura dei negozi con nuovi titolari;
che, per quanto consta all'interrogante, sembra operino nella Oplonti multiservizi, società mista a maggioranza comunale preposta ai rifiuti, diversi camorristi dell'area Torrese;
che, per quanto consta all'interrogante, gli stessi contratti di quartiere del rione Penniniello e del rione Poverelli mostrano diversi ed inquietanti retroscena;
che, per quanto consta all'interrogante, sembra rilevante il rapporto parentale di decine di consiglieri comunali di Torre Annunziata con i clan camorristici imperanti nell'area,
si chiede di conoscere:
quali iniziative si intendano avviare per l'accertamento dei fatti in premessa esposti;
se non si ritenga di accertare con gli organi inquirenti ubicati nell'area Torrese i rapporti parentali di diversi consiglieri comunali con camorristi, verificare l'incidenza malavitosa nella Oplonti Multiservizi e nei contratti di quartiere, la pervasiva penetrazione nel tessuto socio-economico nell'area Torrese di attività commerciali riconducibili a camorristi e l'apertura di nuove attività in odore di camorra.
(4-09967)
MELELEO - Al Ministro della giustizia - (Già2-00627)
(4-09968)
SODANO CALOGERO - Al Ministro dell'interno - Risultando all'interrogante che:
è di pubblico dominio la notizia di attentati avvenuti a Palma di Montechiaro, in provincia di Agrigento, a danno di esponenti politici tra i quali anche il segretario dell'UDC;
molti altri rappresentanti dell'UDC hanno subìto intimidazioni e danneggiamenti alle loro proprietà (abitazioni, automobili, ecc.),
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno sollecitare la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Agrigento, nonché la Questura, affinché attuino una maggiore tutela di tutti gli esponenti politici, al fine anche di prevenire eventuali infiltrazioni mafiose all'interno del Consiglio comunale;
quali provvedimenti ritenga necessario adottare con urgenza per evitare il ripetersi di tali azioni delittuose.
(4-09969)