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Legislatura 14ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 934 del 11/01/2006


SENATO DELLA REPUBBLICA
------ XIV LEGISLATURA ------

934a SEDUTA PUBBLICA

RESOCONTO

SOMMARIO E STENOGRAFICO

 

MERCOLEDÌ 11 GENNAIO 2006

(Pomeridiana)

_________________

 

Presidenza del vice presidente FISICHELLA,

indi del vice presidente SALVI

 

_________________

 

N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Alleanza Nazionale: AN; Democratici di Sinistra-l'Ulivo: DS-U; Forza Italia: FI; Lega Padana: LP; Margherita-DL-l'Ulivo: Mar-DL-U; Per le Autonomie: Aut; UDC Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro (CCD-CDU): UDC; Verdi-l'Unione: Verdi-Un; Misto: Misto; Misto-il Cantiere: Misto-Cant; Misto-Comunisti Italiani: Misto-Com; Misto-Democrazia Cristiana per le Autonomie: Misto-DC-Aut; Misto-Italia dei Valori: Misto-IdV; Misto-La Casa delle Libertà: Misto-CdL; Misto-Lega per l'Autonomia lombarda: Misto-LAL; Misto-MIS (Movimento Idea Sociale): Misto-MIS; Misto-Nuovo PSI: Misto-NPSI; Misto-Partito Repubblicano Italiano: Misto-PRI; Misto-Rifondazione Comunista: Misto-RC; Misto-Rosa nel pugno: Misto-Rnp; Misto Popolari-Udeur: Misto-Pop-Udeur.

_________________

 

 

 

RESOCONTO SOMMARIO

 

Presidenza del vice presidente FISICHELLA

 

La seduta inizia alle ore 16,32.

 

Il Senato approva il processo verbale della seduta pomeridiana del 22 dicembre 2005.

 

Comunicazioni della Presidenza

PRESIDENTE. L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicate nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.

 

Preannunzio di votazioni mediante procedimento elettronico

PRESIDENTE. Avverte che dalle ore 16,36 decorre il termine regolamentare di preavviso per eventuali votazioni mediante procedimento elettronico.

Sull'esclusione dal calendario dei lavori dell'Assemblea

del disegno di legge n. 2244

SERVELLO (AN). Esprime amarezza per la decisione della Conferenza dei Capigruppo di escludere dal calendario dei lavori il disegno di legge n. 2244, volto a riconoscere la qualifica di militari belligeranti agli appartenenti all'esercito della Repubblica sociale italiana. Sarebbe stata un'occasione per contribuire alla pacificazione del Paese, riconoscendo la valenza patriottica della scelta compiuta da coloro che nella guerra civile hanno combattuto dalla parte sbagliata; la sinistra invece, perpetuando l'utilizzo politico e distorto della questione, ha voluto ostacolare il processo di riconciliazione tra gliitaliani e la storia, opponendosi strenuamente ad un provvedimento che avrebbe rappresentato un segno di maturità civile. (Applausi dal Gruppo AN e del senatore Travaglia).

CONTESTABILE (FI). Da convinto antifascista condivide l'intervento del senatore Servello, in quanto a distanza di sessant'anni da quei tragici eventi dovrebbe prevalere il sentimento di rispetto e di pietà per i caduti; sarebbe pertanto opportuno che l'Assemblea approvi il disegno di legge già varato dalla Commissione difesa. (Applausi dal Gruppo AN).

PELLICINI (AN). Ricorda che il presidente della Repubblica Pertini, con un atto di vera pacificazione, già alla fine del 1978 riconobbe benefici di natura pensionistica ai soldati della Repubblica sociale italiana.

Disegni di legge, annunzio di presentazione

PRESIDENTE. Comunica che il Presidente del Consiglio ha presentato il disegnodi legge n. 3723, di conversione del decreto-legge n. 2 del 10 gennaio 2006, recante interventi urgenti a favore dei settori dell'agricoltura e della pesca, nonché in materia di fiscalità di impresa.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Non essendo pervenuti i pareri della 5a Commissione permanente in ordine al disegno di legge n. 3684, dispone il passaggio al successivo punto dell'ordine del giorno.

Seguito della discussione del disegno di legge:

(3600) Deputato PECORELLA. - Modifiche al codice di procedura penale, in materia di inappellabilità delle sentenze di proscioglimento (Approvato dalla Camera dei deputati) (Relazione orale)

PRESIDENTE. Ricorda che nella seduta antimeridiana si è svolta la discussione generale, ha avuto luogo la replica del relatore e la rappresentante del Governo ha rinunziato a replicare. Passa quindi all'esame dell'ordine del giorno G1.

 

CENTARO, relatore. Esprime parere favorevole al suo accoglimento come raccomandazione.

 

SANTELLI, sottosegretario di Stato per la giustizia. Il Governo lo accoglie come raccomandazione.

 

NESSA (FI). Non insiste per la votazione.

 

PRESIDENTE. Passa all'esame dell'articolo 1 e degli emendamenti ad esso riferiti, che si intendono illustrati.

 

CENTARO, relatore. Esprime parere contrario sugli emendamenti all'articolo 1.

 

SANTELLI, sottosegretario di Stato per la giustizia. Concorda con il relatore.

 

Il Senato respinge l'emendamento 1.1, identico agli emendamenti 1.2, 1.3 e 1.100.

 

PRESIDENTE. Su richiesta del senatore ZANCAN (Verdi-Un), dispone la verifica del numero legale sulla votazione dell'emendamento 1.101. Avverte che il Senato non è in numero legale e sospende la seduta per venti minuti.

 

La seduta, sospesa alle ore 16,50, è ripresa alle ore 17,10.

 

Il Senato, previa verifica del numero legale, chiesta dal senatore ZANCAN (Verdi-U), respinge l'emendamento 1.101.

 

PRESIDENTE. Su richiesta del senatore ZANCAN (Verdi-U), dispone nuovamente la verifica del numero legale prima della votazione dell'emendamento 1.102. Avverte che il Senato non è in numero legale e sospende quindi la seduta per venti minuti.

 

La seduta, sospesa alle ore 17,12, è ripresa alle ore 17,32.

 

Previe distinte verifiche del numero legale, chieste dal senatore MANZIONE (Mar-DL-U), sono respinti gli emendamenti 1.102 e 1.103. Il Senato respinge altresì l'emendamento 1.104. Previa verifica del numero legale, chiesta dal senatore ZANCAN (Verdi-Un), è quindi respinto l'emendamento 1.105.

 

PRESIDENTE. Passa alla votazione dell'emendamento 1.106 e dispone la verifica del numero legale, chiesta dal senatore ZANCAN (Verdi-Un). Avverte che il Senato non è in numero legale e sospende la seduta per venti minuti.

 

La seduta, sospesa alle ore 17,37, è ripresa alle ore 17,57.

 

Previe distinte verifiche del numero legale, chieste dal senatore ZANCAN (Verdi-Un), il Senato respinge gli emendamenti 1.106 e 1.107. Con votazione nominale elettronica, chiesta sempre dal senatore ZANCAN, è quindi respinto l'1.108.

 

MANZIONE (Mar-DL-U). Una normativa che sottrae al pubblico ministero la possibilità di appello avverso sentenze di proscioglimento è in contrasto con i princìpi costituzionali del giusto processo e della obbligatorietà dell'azione penale.

 

Previe distinte verifiche del numero legale, chieste dal senatore MANZIONE (Mar-DL-U), sono respinti gli emendamenti 1.109, 1.6, 1.111, 1.112, 1.114 e 1.115. Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore MANZIONE, è altresì respinto l'emendamento 1.5 (identico all'emendamento 1.110).

 

PRESIDENTE. Ricorda che l'emendamento 1.113 è ritirato.

 

Previa verifica del numero legale, chiesta dal senatore VALLONE (Mar-DL-U), è respinto l'emendamento 1.116. Il Senato approva l'articolo 1.

 

PRESIDENTE. Passa all'esame dell'articolo 2 e degli emendamenti ad esso riferiti, che si intendono illustrati.

 

CENTARO, relatore. Esprime parere contrario.

 

SANTELLI, sottosegretario di Stato per la giustizia. Concorda con il relatore.

 

PRESIDENTE. Su richiesta del senatore VALLONE (Mar-DL-U), dispone la verifica del numero legale sulla votazione degli emendamenti 2.1 e 2.100, tra loro identici. Avverte che Senato non è in numero legale e sospende la seduta per venti minuti. (I senatori Chirilli e Favaro segnalano alla Presidenza problemi tecnici nelle postazioni di voto).

 

La seduta, sospesa alle ore 18,13, è ripresa alle ore 18,34.

 

PRESIDENTE. Prima di riprendere le votazioni, dà atto che i senatori Chirilli, Cicolani e Favaro non hanno potuto partecipare alla precedente verifica del numero legale a causa della temporanea disattivazione di tre postazioni di voto per motivi tecnici. La Presidenza, non avvertita di tale situazione, non ha infatti dato a tali senatori il tempo necessario per manifestare in altre postazioni la propria presenza in Aula.

 

Previe distinte verifiche del numero legale, chieste dal senatore ZANCAN (Verdi-Un), il Senato respinge gli emendamenti 2.1 (identico al 2.100) e 2.101.

 

Presidenza del vice presidente SALVI

 

Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore ZANCAN (Verdi-Un), il Senato respinge l'emendamento 2.102. Vengono respinti anche gli emendamenti 2.103 e 2.105. Previa verifica del numero legale, chiesta dallo stesso senatore, risulta respinto l'emendamento 2.104.

 

PRESIDENTE. Comunica che si sta procedendo ad una verifica tecnica del meccanismo di votazione e di segnalazione elettronica della presenza stanti i numerosi malfunzionamenti lamentati.

 

Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore ZANCAN (Verdi-Un), il Senato approva l'articolo 2.

 

PRESIDENTE. Passa all'esame dell'articolo 3 e degli emendamenti ad esso relativi, che si intendono illustrati.

 

CENTARO, relatore. Esprime parere contrario.

 

SANTELLI, sottosegretario di Stato per la giustizia. Concorda con il relatore.

 

FASSONE (DS-U). Dichiara voto favorevole alla proposta di sopprimere l'articolo 3, con il quale si attribuisce alla Cassazione, dopo le modifiche introdotte dalla riforma dell'ordinamento giudiziario ed assieme all'articolo 7 del testo in esame, che soffocherà l'attività della Corte con un impressionante numero di ricorsi, anche una impropria competenza a pronunziarsi sul fatto oggetto delle indagini preliminari, in una sorta di giudicato cautelare.

 

Previe distinte verifiche del numero legale, chieste dal senatore ZANCAN (Verdi-Un), sono respinti gli emendamenti 3.1 (identico al 3.2 e al 3.3) e 3.101. Con distinte votazioni, il Senato respinge gli emendamenti 3.4 e 3.100. Con votazioni precedute da distinte verifiche del numero legale, chieste dal senatore MANZIONE (Mar-DL-U), sono respinti gli emendamenti 3.102, 3.103, 3.5 e 3.106. Il Senato, con distinte votazioni, respinge inoltre gli emendamenti 3.6 (sostanzialmente identico al 3.104) e 3.105. Con votazioni precedute da distinte verifiche del numero legale, chieste del senatore VALLONE (Mar-DL-U), il Senato respinge gli emendamenti 3.7, 3.107 e 3.8. Con distinte votazioni nominali elettroniche, chieste dal senatore VALLONE, il Senato respinge l'emendamento 3.108 e approva l'articolo 3.

 

PRESIDENTE. Passa all'esame dell'articolo 4 e degli emendamenti ad esso riferiti.

 

CENTARO, relatore. Esprime parere contrario.

 

SANTELLI, sottosegretario di Stato per la giustizia. Concorda con il relatore.

 

Con votazioni precedute da distinte verifiche del numero legale, chieste dal senatore VALLONE (Mar-DL-U), il Senato respinge gli emendamenti 4.1 (identico al 4.2), 4.100, 4.101, 4.102 (identico al 4.3), 4.103, 4.104 e 4.105 (identico al 4.107 testo 2). Con distinte votazioni, sono inoltre respinti gli emendamenti 4.4 e 4.106. Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore VALLONE, il Senato approva l'articolo 4.

 

PRESIDENTE. Passa all'esame dell'articolo 5 e degli emendamenti ad esso riferiti.

 

CENTARO, relatore. Esprime parere contrario.

 

SANTELLI, sottosegretario di Stato per la giustizia. Concorda con il relatore.

 

PRESIDENTE. Su richiesta del senatore ZANCAN (Verdi-Un), dispone la verifica del numero legale sulla votazione dell'emendamento 5.1. Avverte che Senato non è in numero legale e sospende la seduta per venti minuti.

 

La seduta, sospesa alle ore 19,08, è ripresa alle ore 19,31.

 

Con distinte votazioni precedute da verifiche del numero legale, chieste dal senatore VALLONE (Mar-DL-U), sono respinti gli emendamenti 5.1 e 5.2 (identico al 5.3). E' respinto l'emendamento 5.100.

 

PRESIDENTE. Su richiesta del senatore VALLONE (Mar-DL-U), dispone la verifica del numero legale prima della votazione dell'emendamento 5.101. Avverte che il Senato non è in numero legale e sospende la seduta per venti minuti.

 

La seduta, sospesa alle ore 19,34, è ripresa alle ore 19,54.

 

PRESIDENTE. Su richiesta del senatore VALLONE (Mar-DL-U), reitera la verifica e avverte che il Senato non è in numero legale. Sospende di nuovo la seduta per venti minuti.

 

La seduta, sospesa alle ore 19,55, è ripresa alle ore 20,15

 

PRESIDENTE. Dispone nuovamente la verifica del numero legale, questa volta chiesta dal senatore ZANCAN (Verdi-Un). Avverte che il Senato non è in numero legale e, apprezzate le circostanze, rinvia il seguito della discussione ad altra seduta.

Per la risposta scritta ad un'interrogazione

GARRAFFA (DS-U). Sollecita la risposta del Governo all'interrogazione 4-09965 riguardante la grave situazione della Fincantieri di Palermo. Chiede inoltre un immediato intervento del Governo per dare soluzione alla grave situazione di disagio in cui versa il centro storico del capoluogo siciliano a seguito di recenti allagamenti.

 

PRESIDENTE. Dà annunzio dell'interpellanza e delle interrogazioni pervenute alla Presidenza (v. Allegato B) e comunica l'ordine del giorno delle sedute di giovedì 12 gennaio.

 

La seduta termina alle ore 20,18.

  

RESOCONTO STENOGRAFICO

Presidenza del vice presidente FISICHELLA

PRESIDENTE. La seduta è aperta (ore 16,32).

Si dia lettura del processo verbale.

 

PACE, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 22 dicembre 2005.

 

PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato.

 

Comunicazioni della Presidenza

PRESIDENTE. L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.

 

Preannunzio di votazioni mediante procedimento elettronico

PRESIDENTE. Avverto che nel corso della seduta odierna potranno essere effettuate votazioni qualificate mediante il procedimento elettronico.

Pertanto decorre da questo momento il termine di venti minuti dal preavviso previsto dall'articolo 119, comma 1, del Regolamento (ore 16,36).

 

Sull'esclusione dal calendario dei lavori dell'Assemblea
del disegno di legge n. 2244

SERVELLO (AN). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà. (Brusìo tra i banchi del Gruppo AN. Richiami del Presidente).

 

SERVELLO (AN). Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, intervengo dopo aver ascoltato stamattina la brevissima comunicazione del calendario dei lavori del Senato per la prossima settimana. Può darsi che questo sia il mio ultimo intervento in Aula, almeno in questa legislatura, e devo dichiarare subito di aver appreso, con amarezza, la decisione di escludere dal calendario dei nostri lavori la discussione del disegno di legge relativo ai militari che prestarono servizio nelle formazioni della Repubblica sociale italiana.

Intendo esprimere il mio rammarico per l'occasione perduta dal Parlamento di chiudere questa legislatura con un atto di pacificazione, umanità e sentimento nazionale. Non chiedevamo altro che un gesto di grande maturità civile. Un gesto - aggiungo - che andava al di là della destra e della sinistra, come pure della maggioranza e dell'opposizione. Doveva essere il puro e semplice riconoscimento che chi aveva combattuto dalla parte «sbagliata» non era né un bandito né un fuorilegge. Era semplicemente un italiano in divisa che combatteva per un Governo, in nome di un'idea dell'Italia e nel vortice della guerra civile. (Brusìo tra i banchi del Gruppo AN. Richiami del Presidente). L'opposizione - e la sinistra in particolare - ha invece voluto trasformare anche questa occasione in un motivo di scontro meramente politico.

Chi oggi canta vittoria sappia, però, che non c'è da essere tanto fieri per aver nuovamente ostacolato il processo di riconciliazione tra gli italiani e la storia. Ho letto dichiarazioni di illustri esponenti dell'opposizione decisamente fuori luogo. Stamane, si è parlato addirittura di «scempio» e di «obbrobrio». Qui lo scempio e l'obbrobrio nascono solo dal fatto che non si vuole…(Brusìo in Aula. Richiami del Presidente).

 

GARRAFFA (DS-U). Servello, non ti sentono neanche i tuoi!

 

PRESIDENTE. Ho scampanellato più di una volta: i colleghi debbono consentire al senatore Servello di svolgere il suo intervento.

 

SERVELLO (AN). Lo scempio e l'obbrobrio nascono solo dal fatto che non si vuole riconoscere, neanche dopo sessant'anni, che in Italia c'è stata una guerra civile. Non si illudano, però, coloro che vogliono ancora utilizzare la storia come una clava politica: il processo di serena rilettura del passato è grande e imponente e continuerà nella società e nella cultura, a dispetto di quello che decide il Palazzo.

Personalmente io continuerò la mia battaglia, quella stessa che cominciò nel dopoguerra, quando ero a fianco di mio zio, Franco De Agazio, nelle campagne di verità e pacificazione del «Meridiano d'Italia». Ancora attendiamo giustizia, dopo sessant'anni, sul suo omicidio ad opera della Volante Rossa.

Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, la fine della guerra civile negli animi e nelle menti è il senso profondo della mia battaglia politica e di tutti quelli che condividono il mio ideale dell'Italia.

Spero in un futuro migliore per noi e per l'Italia tutta. (Applausi dal Gruppo AN e del senatore Travaglia).

CONTESTABILE (FI). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà. se fosse possibile, però, vorrei che in Aula ci fosse minor brusìo.

 

CONTESTABILE (FI). Signor Presidente, signori colleghi, personalmente radicalmente antifascista, concordo con quanto detto dal senatore Servello.

In questi anni, in Spagna, è stato pubblicato un libro dal titolo "Soldati di Salamina"; un reduce repubblicano della guerra civile spagnola a chi gli domanda se abbia fatto parte delle brigate repubblicane risponde: «Soldati di Salamina», per dire "è passato tanto tempo, sono passati tanti anni, le divisioni possono scomparire".

Credo abbia ragione il senatore Servello. Penso che la parte giusta sia stata quella dei partigiani e che la parte sbagliata sia stata quella di chi ha militato nella Repubblica sociale italiana, ma sono passati sessant'anni, i morti sono tutti uguali e si deve pietà a tutti i morti. Si tratta di persone che hanno combattuto e credo che il riconoscimento della qualifica di combattenti non offenda alcuno.

Ho presieduto la Commissione che ha esaminato il disegno di legge n. 2244 e in quella sede mi sono espresso favorevolmente ad esso; credo sarebbe opportuno che tale disegno di legge venisse votato anche dall'Aula. (Applausi dal Gruppo AN).

PELLICINI (AN). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Su quale argomento, senatore Pellicini? Su questo ha già parlato il senatore Servello, vuole ancora intervenire? (Il senatore Pellicini insiste per intervenire). Ne ha facoltà.

 

PELLICINI (AN). Signor Presidente, credo che vada data all'Aula una comunicazione. Quanto detto dai senatori Servello e Contestabile sulla mancata discussione del disegno di legge n. 2244 ignora un fatto che voglio ricordare a tutti: il 23 dicembre 1978, con decreto presidenziale a firma del presidente Pertini, veniva riconosciuta la pensione ai militari della sedicente, si diceva, Repubblica sociale, che avevano fatto la guerra.

Questa materia, quindi, è già stata regolata allora con un provvedimento encomiabile, veramente di pacificazione, per cui ci si aspettava che il disegno di legge attuale procedesse tranquillamente, proprio in quanto esiste questo precedente che, come ho detto, risale al presidente Pertini. Dico questo per conoscenza di tutti.

 

Disegni di legge, annunzio di presentazione

PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il seguente disegno di legge:

dal Presidente del Consiglio dei ministri e dal Ministro delle politiche agricole e forestali:

«Conversione in legge del decreto-legge 10 gennaio 2006, n. 2, recante interventi urgenti per i settori dell'agricoltura, dell'agroindustria, della pesca, nonché in materia di fiscalità di impresa» (3723).

 

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dovremmo ora passare al seguito della discussione del decreto-legge 5 dicembre 2005, n. 250, recante misure urgenti in materia di università, beni culturali ed in favore di soggetti affetti da gravi patologie, nonché in tema di rinegoziazione di mutui.

Nella seduta antimeridiana del 21 dicembre scorso si è conclusa la discussione generale ed ha avuto luogo la replica del relatore, mentre il rappresentante del Governo ha rinunciato a replicare. Poiché manca il parere della 5a Commissione permanente, non siamo nelle condizioni di procedere.

Passiamo quindi al successivo punto dell'ordine del giorno.

 

Seguito della discussione del disegno di legge:

(3600) Deputato PECORELLA. - Modifiche al codice di procedura penale, in materia di inappellabilità delle sentenze di proscioglimento (Approvato dalla Camera dei deputati) (Relazione orale) (ore 16,45)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge n. 3600, già approvato dalla Camera dei deputati.

Ricordo che nella seduta antimeridiana si è svolta la discussione generale e ha avuto luogo la replica del relatore, mentre la rappresentante del Governo ha rinunziato a replicare.

Passiamo all'esame dell'ordine del giorno G1, che si intende illustrato e su cui invito il relatore e la rappresentante del Governo a pronunziarsi.

CENTARO, relatore. Signor Presidente, trattandosi di una questione sostanziale condivisibile in linea di principio e su cui è comunque utile che il Governo possa svolgere un'adeguata riflessione, sono favorevole a che l'ordine del giorno sia accolto come raccomandazione.

SANTELLI, sottosegretario di Stato per la giustizia. Il Governo accoglie l'ordine del giorno come raccomandazione.

 

PRESIDENTE. Chiedo ai presentatori dell'ordine del giorno G1 se insistono per la votazione.

NESSA (FI). No, signor Presidente.

PRESIDENTE. Procediamo dunque all'esame degli articoli.

Passiamo all'esame dell'articolo 1, sul quale sono stati presentati emendamenti che si intendono illustrati e su cui invito il relatore e la rappresentante del Governo a pronunziarsi.

CENTARO, relatore. Signor Presidente, esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti.

In particolare, l'1.101 sarebbe contrario al sistema ipotizzato. Non comprendo l'1.104, che tratta dell'appello contro i provvedimenti in tema di misure di sicurezza, così come anche gli altri (l'1.107 e l'1.106 sono già inclusi). Quanto all'1.6, tale emendamento porterebbe a ricomprendere nell'inappellabilità non soltanto le contravvenzioni, ma anche i delitti, in quanto la multa è tipica sanzione pecuniaria non del reato contravvenzionale ma del delitto, che comunque ha una caratura maggiore.

Lo stesso dicasi per l'inutilità dell'emendamento 1.112, in quanto assorbito dalla riforma.

SANTELLI, sottosegretario di Stato per la giustizia. Esprimo parere conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.1, identico agli emendamenti 1.2, 1.3 e 1.100.

 

ZANCAN (Verdi-Un). Chiediamo la verifica del numero legale.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta non risulta appoggiata).

 

Metto ai voti l'emendamento 1.1, presentato dal senatore Fassone e da altri senatori, identico agli emendamenti 1.2, presentato dal senatore Zancan e da altri senatori, 1.3, presentato dal senatore Dalla Chiesa e da altri senatori, e 1.100, presentato dal senatore Manzione.

Non è approvato.

 

Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.101.

 

Verifica del numero legale

ZANCAN (Verdi-Un). Chiediamo la verifica del numero legale.

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale).

 

Il Senato non è in numero legale.

Sospendo la seduta per venti minuti.

 

(La seduta, sospesa alle ore 16,50, è ripresa alle ore 17,10).

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3600

PRESIDENTE. Riprendiamo i nostri lavori.

Passiamo nuovamente alla votazione dell'emendamento 1.101.

  

Verifica del numero legale

 

ZANCAN (Verdi-Un). Chiediamo la verifica del numero legale.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale).

 

Il Senato è in numero legale.

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3600

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 1.101, presentato dal senatore Fassone e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.102.

 

Verifica del numero legale

ZANCAN (Verdi-Un). Chiediamo la verifica del numero legale.

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale).

 

Il Senato non è in numero legale.

Sospendo la seduta per venti minuti.

 

(La seduta, sospesa alle ore 17,12, è ripresa alle ore 17,32).

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3600

PRESIDENTE. Riprendiamo i nostri lavori.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.102.

MANZIONE (Mar-DL-U). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

MANZIONE (Mar-DL-U). Vorrei ricordare ai colleghi che stiamo trattando un provvedimento molto delicato che stravolge l'intero sistema processuale penale e che si traduce di fatto nell'ennesima legge vergogna (noi ci auguriamo sempre che sia l'ultima) perché è una normativa che serve, come al solito, a favorire coloro i quali hanno un diretto interesse.

Detto questo, signor Presidente, la pregherei sommessamente, come faccio di solito, di fare in modo che la maggioranza sia effettivamente tale, cioè che coloro i quali sostengono la maggioranza siano effettivamente presenti in Aula. Detto questo, le chiedo la verifica del numero legale.

  

Verifica del numero legale

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale).

 

MANZIONE (Mar-DL-U). Fasolino, vota solo per te, per favore.

 

GARRAFFA (DS-U). Presidente, guardi la quarta fila del Gruppo Alleanza Nazionale!

 

PRESIDENTE. Prego di controllare la luce in più accesa accanto al senatore Cozzolino.

Il Senato è in numero legale.

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3600

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 1.102, presentato dal senatore Dalla Chiesa e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.103.

  

Verifica del numero legale

 

MANZIONE (Mar-DL-U). Chiediamo la verifica del numero legale.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale).

 

Il Senato è in numero legale.

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3600

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 1.103, presentato dal senatore Dalla Chiesa e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Metto ai voti l'emendamento 1.104, presentato dal senatore Calvi e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.105.

  

Verifica del numero legale

 

ZANCAN (Verdi-Un). Chiediamo la verifica del numero legale.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale).

 

Il Senato è in numero legale.

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3600

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 1.105, presentato dal senatore Dalla Chiesa e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.106.

 

Verifica del numero legale

ZANCAN (Verdi-Un). Chiediamo la verifica del numero legale.

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale).

 

Il Senato non è in numero legale.

Sospendo la seduta per venti minuti.

 

(La seduta, sospesa alle ore 17,37, è ripresa alle ore 17,57).

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3600

PRESIDENTE. La seduta è ripresa.

Passiamo nuovamente alla votazione dell'emendamento 1.106.

  

Verifica del numero legale

 

ZANCAN (Verdi-Un). Signor Presidente, chiedo a dodici colleghi l'appoggio per la verifica del numero legale.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale).

 

MANZIONE (Mar-DL-U). Ognuno per sé, Nocco, ti prego.

 

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la verifica del numero legale.

Il Senato è in numero legale.

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3600

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 1.106, presentato dal senatore Calvi e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.107.

  

Verifica del numero legale

 

ZANCAN (Verdi-Un). Signor Presidente, chiedo nuovamente a dodici colleghi l'appoggio per la verifica del numero legale.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale).

 

Il Senato è in numero legale.

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3600

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 1.107, presentato dal senatore Calvi e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.108.

 

ZANCAN (Verdi-Un). Signor Presidente, chiedo a quindici colleghi l'appoggio per la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Zancan, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

  

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 1.108, presentato dal senatore Calvi e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B). (Il nuovo tabellone delle votazioni si illumina alle spalle del Presidente. Coro di consensi dai banchi della maggioranza).

Che succede? (Applausi dai banchi della maggioranza). Ho capito, un trionfo. (Viene richiamata l'attenzione del Presidente sul nuovo tabellone alle sue spalle). Non mi ero accorto del nuovo tabellone, scusatemi! Perbacco, una lacuna intollerabile, ma io sono tecnologicamente arretrato, com'è ben noto.

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3600

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.109.

MANZIONE (Mar-DL-U). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

MANZIONE (Mar-DL-U). Signor Presidente, vorrei cercare di ragionare con i colleghi in questo scorcio di legislatura; mi rendo conto che non ci siamo riusciti per quattro anni e mezzo abbondanti, ma ci vorrei comunque provare.

Ricordo la favola con l'esclamazione: «Al lupo! Al lupo!»; mi rendo conto che molto spesso abbiamo detto che le leggi che avete approvato con gli escamotage che di solito mettete in campo sono leggi vergogna; quindi, se anche stavolta continuiamo a dire… (Commenti). No, colleghi, mi dovete far parlare. Dunque, se anche stavolta continuiamo a dire che questa è una legge vergogna, probabilmente non ci credete.

Ho cercato allora di trovare degli argomenti che in qualche modo fossero attendibili, perché mi rendo conto che a volte siete inconsapevoli, però un minimo di credito a ciò che dico, se viene sostenuto in maniera accettabile, plausibile, credibile, ritengo possa essere riconosciuto.

Ho cercato di rintracciare fra la stampa che in qualche modo si esprime sui provvedimenti che vengono sottoposti al vaglio del Parlamento, e quindi del Senato, quella che dal vostro punto di vista può essere considerata più autorevole; infatti, secondo voi, «la Repubblica» è tutta spostata a sinistra, il «Corriere della Sera» probabilmente lo stesso e allora ho cercato di ragionare rifacendomi direttamente a «Il Sole-24 ORE», che è un giornale per certi versi abbastanza equanime, o riconducibile a voi sotto alcuni aspetti.

Ebbene, il provvedimento che inconsapevolmente vi stanno chiedendo di votare sottrae al pubblico ministero la possibilità di fare appello contro le sentenze di proscioglimento. Questo, non solo secondo me - come ho già detto in due riprese - ma anche secondo «Il Sole-24 ORE», crea pregiudizi dal punto di vista costituzionale, perché ci sono l'articolo 111, sul giusto processo, e l'articolo 112, sull'obbligatorietà dell'azione penale. Infatti, nel momento in cui si sottrae al pubblico ministero la possibilità di fare appello, da una parte, con riferimento all'articolo 111, lo si rende più debole in un processo di parti che dovrebbero essere in posizione paritaria ed eguale; dall'altra, rispetto all'articolo 112, non gli si consente di portare avanti quella obbligatorietà dell'azione penale che anche con l'appello - e non lo dico io, non lo dice nemmeno «Il Sole-24 ORE», ma l'ha detto più volte la Corte costituzionale - viene perseguita.

Ecco perché, colleghi, questo provvedimento, che consentirà al vostro capo, al tanto amato presidente del Consiglio Silvio Berlusconi di evitare il processo di appello per la vicenda SME e quant'altro, sarà deflagrante all'interno del panorama complessivo.

Mi rivolgo ai colleghi di Alleanza Nazionale per chiedere loro non di dar credito a quel che dico, ma di leggere il provvedimento che stiamo votando. È chiaro che Alleanza Nazionale esprime anche il senatore Bobbio, che proprio su «Il Sole-24 ORE» ha esordito stamattina dicendo: non preoccupiamoci di niente, tanto apriamo e chiudiamo. Sì, senatore Bobbio, questa è una pratica vergognosa che speriamo non venga sistemata e che, mi creda, se pure dovesse essere approvata dal Senato, non so se alla fine riceverà quell'imprimatur, quel timbro finale che le consentirà di entrare in vigore. Allora, evitiamo tutti quanti insieme di correre, ancora una volta, questo rischio.

Ecco perché, signor Presidente, chiedo nuovamente che possa essere verificata la presenza del numero legale.

  

Verifica del numero legale

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale).

 

Il Senato è in numero legale.

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3600

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 1.109, presentato dal senatore Calvi e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.5, identico all'emendamento 1.110.

MANZIONE (Mar-DL-U). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

MANZIONE (Mar-DL-U). Signor Presidente, proprio perché voglio che resti agli atti il nome dei colleghi che hanno votato a favore, chiedo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, di questo emendamento, in modo che risulti complessivamente chi porta la responsabilità di questo provvedimento.

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Manzione, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

  

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 1.5, presentato dal senatore Dalla Chiesa e da altri senatori, identico all'emendamento 1.110, presentato dal senatore Calvi e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3600

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.6.

  

Verifica del numero legale

 

MANZIONE (Mar-DL-U). Chiediamo la verifica del numero legale.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale).

 

Il Senato è in numero legale.

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3600

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 1.6, presentato dal senatore Fassone e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.111.

  

Verifica del numero legale

 

MANZIONE (Mar-DL-U). Chiediamo la verifica del numero legale.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale).

 

Il Senato è in numero legale.

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3600

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 1.111, presentato dal senatore Maritati e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.112.

  

Verifica del numero legale

 

MANZIONE (Mar-DL-U). Chiediamo la verifica del numero legale.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale).

Il Senato è in numero legale.

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3600

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 1.112, presentato dal senatore Calvi e da altri senatori.

Non è approvato.

L'emendamento 1.113 è stato ritirato.

Passiamo all'esame dell'emendamento 1.114.

MANZIONE (Mar-DL-U). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

MANZIONE (Mar-DL-U). Signor Presidente, le posso chiedere di disporre che vengano ritirate le schede disattese? Stiamo facendo un confronto parlamentare con qualcuno che imbroglia (peraltro, noi già riteniamo che proporre un provvedimento come questo sia un grande imbroglio). Possiamo anche perdere ma, se dobbiamo, vogliamo farlo sapendo che le regole sono state rispettate. Le chiedo quindi che le schede disattese vengano ritirate.

Detto questo, chiedo la verifica del numero legale.

  

Verifica del numero legale

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale).

 

Il Senato è in numero legale.

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3600

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 1.114, presentato dal senatore Calvi e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.115.

  

Verifica del numero legale

 

MANZIONE (Mar-DL-U). Chiediamo la verifica del numero legale.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale).

Il Senato è in numero legale.

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3600

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 1.115, presentato dal senatore Dalla Chiesa e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.116.

  

Verifica del numero legale

 

VALLONE (Mar-DL-U). Chiediamo la verifica del numero legale.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale).

Il Senato è in numero legale.

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3600

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 1.116, presentato dal senatore Dalla Chiesa e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'articolo 1.

 

VALLONE (Mar-DL-U). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Vallone, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta non risulta appoggiata).

 

Metto ai voti l'articolo 1.

E' approvato.

Passiamo all'esame dell'articolo 2, sul quale sono stati presentati emendamenti che si danno per illustrati e su cui invito il relatore e la rappresentante del Governo a pronunziarsi.

CENTARO, relatore. Signor Presidente, esprimo parere contrario sugli emendamenti 2.1 e 2.100 in quanto contrari alla riforma. Sul 2.101 il parere è ugualmente contrario in quanto creerebbe una discrasia complessiva; lo stesso dicasi per gli emendamenti 2.102, 2.103 e 2.104, che vanno a toccare momenti dell'esame di merito che non può essere disgiunto da quello complessivo.

Infine, il parere è contrario sull'emendamento 2.105 che si riferisce al tipico vizio di legittimità.

SANTELLI, sottosegretario di Stato per la giustizia. Esprimo parere conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.1, identico all'emendamento 2.100.

 

Verifica del numero legale

VALLONE (Mar-DL-U). Chiediamo la verifica del numero legale.

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale). (Commenti dei senatori Chirilli, Zorzoli e Favaro).

 

 

Il Senato non è in numero legale.

 

Sospendo pertanto la seduta per venti minuti.

 

(La seduta, sospesa alle ore 18,13, è ripresa alle ore 18,34).

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3600

PRESIDENTE. Riprendiamo i nostri lavori.

Colleghi, in relazione alla precedente votazione dell'emendamento 2.1, identico all'emendamento 2.100, sulla quale è mancato il numero legale, devo dar conto di una certa situazione che si è determinata e che ha condotto all'impossibilità per i colleghi Chirilli, Cicolani e Favaro di esprimere il loro voto.

Si è verificato un fatto tecnico in ragione del quale tre terminali sono stati repentinamente disattivati, la Presidenza non è stata informata di tale disattivazione e, mentre i colleghi si accingevano a votare, un assistente parlamentare - non so chi - ha bloccato, con tre autoadesivi, i tre terminali attraverso i quali si accingevano ad esprimere il loro voto i suddetti colleghi.

Se la Presidenza fosse stata avvertita - e non lo è stata - di quest'iniziativa, evidentemente avrebbe disposto i tempi della votazione in maniera tale da consentire ai tre colleghi che non hanno potuto esprimere il loro voto di spostarsi presso altre postazioni, in tal modo esercitando il loro diritto.

Poiché la Presidenza - ripeto - non è stata avvertita e avendo constatato, anche attraverso un'esplicita richiesta di conferma al senatore segretario, che l'iter procedurale del voto si era concluso, ha dichiarato chiusa la votazione. È mancato il numero legale per un voto, mentre i colleghi che non sono riusciti a votare erano tre e questo naturalmente comporta un elemento di turbativa che debbo deplorare, non per il fatto che si determini, perché pare che stiano cambiando tutti i terminali dell'Aula e quindi l'imprevisto tecnico è possibile, ma per il fatto che la Presidenza non sia stata avvertita e quindi non sia stata messa nelle condizioni, allorché si attaccavano questi autoadesivi, di poter sospendere momentaneamente la votazione.

Passiamo ora nuovamente alla votazione dell'emendamento 2.1, identico all'emendamento 2.100.

  

Verifica del numero legale

 

ZANCAN (Verdi-Un). Chiediamo la verifica del numero legale.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale).

 

Il Senato è in numero legale.

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3600

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 2.1, presentato dal senatore Dalla Chiesa e da altri senatori, identico all'emendamento 2.100, presentato dal senatore Zancan e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.101.

  

Verifica del numero legale

 

ZANCAN (Verdi-Un). Chiediamo la verifica del numero legale.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale).

Presidenza del vice presidente SALVI (ore 18,38)

 

Il Senato è in numero legale.

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3600

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 2.101, presentato dal senatore Maritati e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.102.

 

ZANCAN (Verdi-Un). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Zancan, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

  

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 2.102, presentato dal senatore Calvi e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3600

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.103.

 

ZANCAN (Verdi-Un). Chiediamo la verifica del numero legale.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta non risulta appoggiata).

 

Metto ai voti l'emendamento 2.103, presentato dal senatore Calvi e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.104.

  

Verifica del numero legale

 

ZANCAN (Verdi-Un). Chiediamo la verifica del numero legale.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale).

 

Il Senato è in numero legale.

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3600

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 2.104, presentato dal senatore Calvi altri senatori.

Non è approvato.

 

Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.105.

 

ZANCAN (Verdi-Un). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Zancan, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta non risulta appoggiata).

 

Metto ai voti l'emendamento 2.105, presentato dal senatore Calvi e da altri senatori.

Non è approvato.

 

(Proteste dai banchi dell'opposizione). Si segnalano disfunzioni nel meccanismo elettronico?

 

DE PETRIS (Verdi-Un). Signor Presidente, non si accende.

 

PRESIDENTE. Stiamo procedendo ad una verifica tecnica, perché vengono segnalate troppe disfunzioni.

Passiamo intanto alla votazione dell'articolo 2.

 

ZANCAN (Verdi-Un). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito i colleghi ai quali non si accendesse la luce nella propria postazione di segnalarlo alla Presidenza.

Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Zancan, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

MANZIONE (Mar-DL-U). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

MANZIONE (Mar-DL-U). Signor Presidente, è irregolare. È evidente che quando il dispositivo elettronico funziona con ritardo non possiamo cercare un appoggio calibrato da parte di 15 colleghi per la verifica effettiva del sostegno. (Commenti dal Gruppo AN). I sette secondi devono poter essere utilizzati anche da noi, signor Presidente. Le chiedo, pertanto, di volere dichiarare nulla questa verifica di appoggio; non avremmo avuto alcun interesse a sostenere tale richiesta in 23.

PRESIDENTE. Dichiaro nulla la procedura di verifica.

Procediamo, quindi, nuovamente alla verifica dell'appoggio.

Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Zancan, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

  

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'articolo 2.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato approva. (v. Allegato B).

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3600

 

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 3, sul quale sono stati presentati emendamenti che si danno per illustrati e su cui invito il relatore e la rappresentante del Governo a pronunziarsi.

CENTARO, relatore. Esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti. Vorrei far rilevare che trattasi di una materia che attiene alla problematica delle indagini preliminari e quindi tanti emendamenti che parlano di pronuncia, con o senza rinvio, della Cassazione o di termine delle indagini sono assolutamente ultronei, così come l'ultimo emendamento che richiama l'articolo 192 del codice di procedura penale.

SANTELLI, sottosegretario di Stato per la giustizia. Esprimo parere conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 3.1, identico agli emendamenti 3.2 e 3.3.

FASSONE (DS-U). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

FASSONE (DS-U). Signor Presidente, l'emendamento in questione pone in evidenza un tema sul quale ci si è soffermati assai poco perché l'esiguità del tempo a disposizione ha costretto a portare l'attenzione sul tema dell'inappellabilità del pubblico ministero.

Il disegno di legge, però, comprende anche altri punti di estrema delicatezza e l'articolo 3 nonché l'articolo 7 che verrà esaminato nel prosieguo ne sono la testimonianza. Codesto Governo e codesta maggioranza hanno varato - e non da molto - una riforma dell'ordinamento giudiziario che esalta, addirittura al di là di quello che sarebbe corretto fare, la funzione della Cassazione, ponendola non solo al centro dell'ordinamento ma al vertice. Vi è tutta una serie di disposizioni che ne sottolineano l'alta funzione di nomofilachia, di interprete del diritto e di giudice unicamente della correttezza del processo.

Ebbene, con queste disposizioni, il disegno di legge stravolge compiutamente la funzione della Cassazione; essa viene soffocata con l'articolo 7, per il cumulo impressionante di ricorsi che pioveranno sulla Corte, e viene stravolta con l'articolo 3.

È bene richiamare l'attenzione su tale articolo. Se nel corso delle indagini la Corte di cassazione si è pronunciata in ordine alla insussistenza dei gravi indizi di colpevolezza, evidentemente pronunziando a seguito di un ricorso in tema di misura cautelare, il pubblico ministero, se successivamente non acquisisce ulteriori elementi a carico, è tenuto a richiedere l'archiviazione.

Voi state, quindi, costruendo un giudicato cautelare, un giudicato improprio, che la Cassazione non ha alcuna autorità e alcuna legittimazione di sistema di formulare perché può benissimo accadere che quella pronuncia, in sede cautelare, sia stata dovuta ad un difetto di motivazione: gli indizi c'erano, ma semplicemente il giudice non ha motivato bene; oppure può essere stata dovuta ad un difetto di forma, poi sanato. Tutto questo impedirebbe al pubblico ministero di chiedere il rinvio a giudizio dell'indagato.

Ma vi siete domandati che cosa accadrà quando vi siano, ad esempio, più persone imputate dello stesso reato e nei confronti solo di una venga chiesta la misura cautelare per cui la Cassazione si pronuncia nei termini che abbiamo detto? Sulle altre la pronuncia non c'è. Allora, le altre persone possono essere rinviate a giudizio e magari addirittura condannate, ma quell'una non sarà rinviabile a giudizio.

E vi siete chiesti che cosa accadrà se il pubblico ministero, nonostante la pronuncia della Cassazione, esercita egualmente l'azione penale con la citazione diretta a giudizio? Perché qui gli avete chiesto di archiviare, ma con la citazione diretta a giudizio egli non tiene conto di ciò, ad esempio perché ritiene che altri elementi siano stati acquisiti e contro questa sua iniziativa non c'è nessuna possibilità di doglianza.

Ma, a parte questi inconvenienti pratici, richiamo veramente l'assurdità di realizzare una sorta di giudicato cautelare da parte di un organo che non ha competenza a pronunciarsi sul fatto.

Per questo ritengo che l'emendamento 3.1 debba essere accolto.

ZANCAN (Verdi-Un). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

ZANCAN (Verdi-Un). Chiediamo la verifica del numero legale.

  

Verifica del numero legale

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale).

 

Il Senato è in numero legale.

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3600

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 3.1, presentato dal senatore Fassone e da altri senatori, identico agli emendamenti 3.2, presentato dal senatore Zancan e da altri senatori, e 3.3, presentato dal senatore Dalla Chiesa e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Passiamo alla votazione dell'emendamento 3.4.

 

ZANCAN (Verdi-Un). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Zancan, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta non risulta appoggiata).

 

Metto ai voti l'emendamento 3.4, presentato dal senatore Calvi e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Passiamo alla votazione dell'emendamento 3.100.

 

ZANCAN (Verdi-Un). Chiediamo la verifica del numero legale.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta non risulta appoggiata).

 

Metto ai voti l'emendamento 3.100, presentato dal senatore Maritati e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Passiamo alla votazione dell'emendamento 3.101.

  

Verifica del numero legale

 

ZANCAN (Verdi-Un). Chiediamo la verifica del numero legale.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale).

 

Il Senato è in numero legale.

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3600

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 3.101, presentato dal senatore Calvi e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Passiamo alla votazione dell'emendamento 3.102.

  

Verifica del numero legale

 

MANZIONE (Mar-DL-U). Chiediamo la verifica del numero legale.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale).

 

Il Senato è in numero legale.

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3600

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 3.102, presentato dal senatore Dalla Chiesa e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Passiamo alla votazione dell'emendamento 3.103.

  

Verifica del numero legale

 

MANZIONE (Mar-DL-U). Chiediamo la verifica del numero legale.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale).

 

Il Senato è in numero legale.

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3600

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 3.103, presentato dal senatore Dalla Chiesa e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Passiamo alla votazione dell'emendamento 3.5.

  

Verifica del numero legale

 

MANZIONE (Mar-DL-U). Signor Presidente, intervengo per chiedere ancora una verifica del numero legale.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale).

 

Il Senato è in numero legale.

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3600

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 3.5, presentato dal senatore Dalla Chiesa e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Passiamo alla votazione dell'emendamento 3.6, sostanzialmente identico all'emendamento 3.104.

 

MANZIONE (Mar-DL-U). Signor Presidente, intervengo per chiedere la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico e quindi il sostegno a quindici colleghi alla mia richiesta.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Manzione, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta non risulta appoggiata).

 

Metto ai voti l'emendamento 3.6, presentato dal senatore Fassone e da altri senatori, sostanzialmente identico all'emendamento 3.104, presentato dal senatore Zancan e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Passiamo alla votazione dell'emendamento 3.105.

 

MANZIONE (Mar-DL-U). Signor Presidente, chiedo nuovamente la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, con la preghiera a quindici colleghi di sostenere la richiesta.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Manzione, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta non risulta appoggiata).

 

Metto ai voti l'emendamento 3.105, presentato dal senatore Calvi e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Passiamo alla votazione dell'emendamento 3.106.

  

Verifica del numero legale

 

MANZIONE (Mar-DL-U). Signor Presidente, trasformo la richiesta di voto elettronico in una di verifica del numero legale, perché bastano dodici senatori ad appoggiarla.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale).

 

Il Senato è in numero legale.

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3600

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 3.106, presentato dal senatore Calvi e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Passiamo alla votazione dell'emendamento 3.7.

  

Verifica del numero legale

 

VALLONE (Mar-DL-U). Signor Presidente, intervengo per chiedere a dodici colleghi il sostegno alla richiesta di verifica del numero legale.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale).

 

Il Senato è in numero legale.

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3600

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 3.7, presentato dal senatore Dalla Chiesa e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Passiamo alla votazione dell'emendamento 3.107.

  

Verifica del numero legale

 

VALLONE (Mar-DL-U). Signor Presidente, intervengo per richiedere nuovamente a dodici colleghi il sostegno per la richiesta di verifica del numero legale.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale).

 

Il Senato è in numero legale.

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3600

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 3.107, presentato dal senatore Calvi e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Passiamo alla votazione dell'emendamento 3.108.

 

VALLONE (Mar-DL-U). Signor Presidente, intervengo per chiedere a quindici colleghi il sostegno per una richiesta di votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Vallone, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

  

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 3.108, presentato dal senatore Maritati e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3600

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 3.8.

  

Verifica del numero legale

 

VALLONE (Mar-DL-U). Signor Presidente, intervengo per chiedere nuovamente a dodici colleghi il sostegno per la richiesta di verifica del numero legale.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale).

 

Il Senato è in numero legale.

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3600

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 3.8, presentato dal senatore Fassone e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Passiamo alla votazione dell'articolo 3.

 

VALLONE (Mar-DL-U). Signor Presidente, chiedo a quindici colleghi di sostenere la richiesta di votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Vallone, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

  

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'articolo 3.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato approva. (v. Allegato B).

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3600

 

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 4, sul quale sono stati presentati emendamenti che si intendono illustrati e su cui invito il relatore e la rappresentante del Governo a pronunziarsi.

CENTARO, relatore. Esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti presentati all'articolo 4.

SANTELLI, sottosegretario di Stato per la giustizia. Il parere del Governo sugli emendamenti in esame è contrario.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 4.1, identico all'emendamento 4.2.

  

Verifica del numero legale

 

VALLONE (Mar-DL-U). Chiedo a dodici colleghi di sostenere la richiesta di verifica del numero legale.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale).

 

Il Senato è in numero legale.

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3600

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 4.1, presentato dal senatore Zancan e da altri senatori, identico all'emendamento 4.2, presentato dal senatore Dalla Chiesa e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Passiamo alla votazione dell'emendamento 4.100.

  

Verifica del numero legale

 

VALLONE (Mar-DL-U). Signor Presidente, chiedo ancora una volta il sostegno di dodici colleghi per la richiesta di verifica del numero legale.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale).

Il Senato è in numero legale.

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3600

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 4.100, presentato dal senatore Calvi e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 4.101.

  

Verifica del numero legale

 

VALLONE (Mar-DL-U). Chiedo ancora una volta la verifica del numero legale.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale).

 

Il Senato è in numero legale.

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3600

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 4.101, presentato dal senatore Calvi e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 4.102, identico all'emendamento 4.3.

  

Verifica del numero legale

 

VALLONE (Mar-DL-U). Chiediamo la verifica del numero legale.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale).

 

Il Senato è in numero legale.

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3600

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 4.102, presentato dal senatore Calvi e da altri senatori, identico all'emendamento 4.3, presentato dal senatore Dalla Chiesa e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 4.4.

 

VALLONE (Mar-DL-U). Signor Presidente, chiedo a dodici colleghi di sostenere la richiesta di verifica del numero legale.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta non risulta appoggiata).

 

Metto ai voti l'emendamento 4.4, presentato dal senatore Dalla Chiesa e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Passiamo alla votazione dell'emendamento 4.103.

  

Verifica del numero legale

 

VALLONE (Mar-DL-U). Spero che dodici colleghi sostengano la richiesta di verifica del numero legale.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale).

Il Senato è in numero legale.

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3600

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 4.103, presentato dal senatore Calvi e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 4.104.

 

 

Verifica del numero legale

 

VALLONE (Mar-DL-U). Chiediamo la verifica del numero legale.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale).

 

Il Senato è in numero legale.

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3600

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 4.104, presentato dal senatore Dalla Chiesa e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Passiamo alla votazione dell'emendamento 4.105, identico all'emendamento 4.107 (testo 2).

  

Verifica del numero legale

 

VALLONE (Mar-DL-U). Chiediamo la verifica del numero legale.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale).

 

Il Senato è in numero legale.

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3600

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 4.105, presentato dal senatore Calvi e da altri senatori, identico all'emendamento 4.107 (testo 2), presentato dal senatore Dalla Chiesa e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Passiamo alla votazione dell'emendamento 4.106.

 

VALLONE (Mar-DL-U). Chiediamo la verifica del numero legale.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta non risulta appoggiata).

 

Metto ai voti l'emendamento 4.106, presentato dal senatore Maritati e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Passiamo alla votazione dell'articolo 4.

 

VALLONE (Mar-DL-U). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Vallone, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

  

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'articolo 4.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato approva. (v. Allegato B).

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3600

 

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 5, sul quale sono stati presentati emendamenti che si intendono illustrati e su cui invito il relatore e la rappresentante del Governo a pronunziarsi.

CENTARO, relatore. Esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti.

SANTELLI, sottosegretario di Stato per la giustizia. Il Governo esprime parere conforme al relatore.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 5.1.

 

Verifica del numero legale

ZANCAN (Verdi-Un). Chiediamo la verifica del numero legale.

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale).

 

Il Senato non è in numero legale.

Sospendo la seduta per venti minuti.

 

(La seduta, sospesa alle ore 19,08, è ripresa alle ore 19,31).

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3600

PRESIDENTE. Riprendiamo i nostri lavori.

Passiamo nuovamente alla votazione dell'emendamento 5.1.

  

Verifica del numero legale

 

VALLONE (Mar-DL-U). Chiediamo la verifica del numero legale.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale).

 

Il Senato è in numero legale.

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3600

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 5.1, presentato dal senatore Dalla Chiesa e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Passiamo alla votazione dell'emendamento 5.2, identico all'emendamento 5.3.

  

Verifica del numero legale

 

VALLONE (Mar-DL-U). Chiediamo la verifica del numero legale.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale).

 

Il Senato è in numero legale.

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3600

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 5.2, presentato dal senatore Maritati e da altri senatori, identico all'emendamento 5.3, presentato dal senatore Dalla Chiesa e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Passiamo alla votazione dell'emendamento 5.100.

 

VALLONE (Mar-DL-U). Chiediamo la verifica del numero legale.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta non risulta appoggiata).

 

Metto ai voti l'emendamento 5.100, presentato dal senatore Dalla Chiesa e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Passiamo alla votazione dell'emendamento 5.101.

 

Verifica del numero legale

VALLONE (Mar-DL-U). Signor Presidente, sperando questa volta di avere più fortuna, chiedo nuovamente la verifica del numero legale.

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale).

 

Il Senato non è in numero legale.

Sospendo la seduta per venti minuti.

 

(La seduta, sospesa alle ore 19,34, è ripresa alle ore 19,54).

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3600

PRESIDENTE. Riprendiamo i nostri lavori.

Passiamo nuovamente alla votazione dell'emendamento 5.101.

 

Verifica del numero legale

VALLONE (Mar-DL-U). Chiediamo la verifica del numero legale.

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale).

 

MANZIONE (Mar-DL-U). Fasolino, non puoi votare per quattro!

 

PRESIDENTE. Il Senato non è in numero legale.

Sospendo la seduta per venti minuti.

 

(La seduta, sospesa alle ore 19,55, è ripresa alle ore 20,15).

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3600

PRESIDENTE. La seduta è ripresa.

Passiamo nuovamente alla votazione dell'emendamento 5.101.

 

Verifica del numero legale

ZANCAN (Verdi-Un). Chiediamo la verifica del numero legale.

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale).

 

Il Senato non è in numero legale.

Apprezzate le circostanze, tolgo la seduta e rinvio il seguito della discussione del disegno di legge in titolo ad altra seduta.

 

Per la risposta scritta ad un'interrogazione

GARRAFFA (DS-U). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

GARRAFFA (DS-U). Signor Presidente, intervengo per annunciare la presentazione dell'interrogazione 4-09965, che riguarda la situazione gravissima della Fincantieri di Palermo.

Ripetutamente questo Governo ha fatto delle promesse che poi non sono state mantenute. In questi giorni, gli operai e le maestranze del cantiere navale di Palermo chiedono all'amministratore delegato di Fincantieri l'apertura di un tavolo di trattative. In questa interrogazione, presentata insieme ad un altro collega siciliano, si chiede l'immediato intervento del Ministero, in quanto la Fincantieri fa riferimento alla Finmeccanica e quindi al Ministero competente.

Faccio presente, inoltre, che la Fintecna ha acquistato, in questi giorni, un locale, dove prima insisteva la manifattura tabacchi, per trasformarlo in albergo. È evidente che c'è un tentativo di declassare la Fincantieri di Palermo, che finora ha rappresentato un vanto, dal punto di vista professionale, per l'intera cantieristica palermitana.

Infine, signor Presidente, in questi giorni, a causa di un temporale che ha provocato notevoli disagi alla città, si è allagata una parte del centro storico di Palermo. Gli interventi dell'Amministrazione comunale e dell'Amministrazione regionale stanno ritardando alcune soluzioni che già dovevano essere messe in campo negli anni precedenti. È un rischio per l'economia della città e del centro storico, dove insistono attività economiche quali quella del mercato delle pulci, ma anche le vecchie attività artigianali, e per i palazzi che insistono nel centro storico. Chiedo, quindi, un intervento immediato da parte del Ministro competente e della Protezione civile per fare in modo che si trovi una soluzione adeguata.

In questo momento l'amministrazione comunale sta lavorando alla realizzazione di un bypass, che non serve assolutamente a sostituire il vecchio canale arabo che insiste per circa tre chilometri all'interno del centro storico.

PRESIDENTE. La Presidenza prende atto della presentazione di questa interrogazione.

 

Interpellanze e interrogazioni, annunzio

PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute alla Presidenza un'interpellanza e interrogazioni, pubblicate nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.

 

Ordine del giorno
per le sedute di giovedì 12 gennaio 2005

PRESIDENTE. Il Senato tornerà a riunirsi giovedì 12 gennaio, in due sedute pubbliche, la prima alle ore 9,30 e la seconda alle ore 16, con il seguente ordine del giorno:

(Vedi ordine del giorno)

 

La seduta è tolta (ore 20,18).

Allegato A

DISEGNO DI LEGGE

Modifiche al codice di procedura penale, in materia di inappellabilità delle sentenze di proscioglimento (3600)

ORDINE DEL GIORNO

G1

NESSA, IOANNUCCI, FASOLINO, IZZO, CARRARA, MANFREDI, BARELLI, CHIRILLI

Non posto in votazione (*)

Il Senato,

        premesso che:

            l’articolo 47 penultimo comma della legge 26 luglio 1975, n. 354, «Affidamento in prova al servizio sociale», recita letteralmente: «l’esito positivo del periodo di prova estingue la pena e ogni altro effetto penale»;

            che tale effetto estintivo, correlato alla realizzazione della condicio iuris rappresentata dall’esito positivo della prova, si estende alla sola pena detentiva e non a quella pecuniaria come si desume in particolare dal riferimento esplicito alla sola pena detentiva contenuto nel comma primo dell’articolo 47 suddetto e dall’inquadramento normativo dell’istituto in questione fra le misure alternative alla detenzione (le quali non hanno natura premiale ma sono unicamente finalizzate alla realizzazione nel modo migliore dell’obiettivo costituito dalla rieducazione e dal recupero sociale del reo); (Cass. Pen. Sez. Unite 16 ottobre 1995, n. 27);

            che di converso, per espressa disposizione normativa e per giurisprudenza costante e maggioritaria della magistratura di sorveglianza, l’affidamento ordinario pretende che l’effetto estintivo, derivante dal buon esito della probation penitenziaria, si riferisca anche ad «ogni altro effetto penale»;

            considerato che ai sensi e per gli effetti dell’articolo 20 c.p. «le pene accessorie conseguono di diritto alla condanna come effetti penali della stessa»;

            che, pertanto, appare evidente che il legislatore abbia voluto con la più ampia espressione «ogni altro effetto penale» riferirsi sia alle pene accessorie stricto sensu intese, sia agli ulteriori eventuali effetti penali derivanti dalla condanna espiata in forma di esecuzione alternativa (ad esempio l’incapacità di elettorato attivo prevista per i condannati di alcuni reati);

            che tale interpretazione, confortata dal dato letterale, si manifesta assolutamente in linea con la ratio ispiratrice dell’intero sistema dell’esecuzione esterna (ove l’aspetto retributivo della pena è sostituito da quello trattamentale in funzione rieducativa per cui non si comprende come una comprovata positiva azione trattamentale extramuraria possa estinguere solo la pena principale lasciando in piedi quelle minori);

            considerato che, tuttavia, perdura ancora una confusione interpretativa sulla disposizione normativa in oggetto, alimentata da un orientamento minoritario della magistratura di sorveglianza,

        impegna il Governo:

            a procedere normativamente a chiarire quanto innanzi e, se del caso, ad aggiungere all’articolo 47 della legge n. 354 del 1975 ad «ogni effetto penale» la locuzione «anche ex articolo 19 c.p.».

________________

(*) Accolto dal Governo come raccomandazione

ARTICOLO 1 NEL TESTO APPROVATO DALLA CAMERA DEI DEPUTATI

ART. 1.

Approvato

    1. L’articolo 593 del codice di procedura penale è sostituito dal seguente:

    «Art. 593. - (Casi di appello). – 1. Salvo quanto previsto dagli articoli 443, comma 3, 448, comma 2, 579 e 680, il pubblico ministero e l’imputato possono appellare contro le sentenze di condanna.

    2. Sono inappellabili le sentenze di condanna per le quali è stata applicata la sola pena dell’ammenda».

EMENDAMENTI

1.1

FASSONE, AYALA, CALVI, LEGNINI, MARITATI

Respinto

Sopprimere l’articolo.

1.2

ZANCAN, BOCO, CARELLA, CORTIANA, DE PETRIS, DONATI, DE ZULUETA, TURRONI, RIPAMONTI

Id. em. 1.1

Sopprimere l’articolo.

1.3

DALLA CHIESA, CAVALLARO, MAGISTRELLI, MANZIONE

Id. em. 1.1

Sopprimere l’articolo.

1.100

MANZIONE

Id. em. 1.1

Sopprimere l’articolo.

1.101

FASSONE, AYALA, CALVI, LEGNINI, MARITATI

Respinto

Sostituire l’articolo con il seguente:

        «Art. 1. – 1. Dopo l’articolo 605 del codice di procedura penale è inserito il seguente:

"Art. 605-bis.

(Riforma della sentenza di proscioglimento)

        1. Quando l’appello è proposto dal pubblico ministero avverso una sentenza di proscioglimento, e il giudice d’appello ritiene che il proscioglimento non debba essere confermato, neppure con diversa formula, pronuncia ordinanza con la quale rinvia gli atti al giudice di primo grado, enunciandone le ragioni È fatto salvo quanto disposto dal sesto comma dell’articolo 604"».

1.102

DALLA CHIESA, CAVALLARO, MAGISTRELLI

Respinto

Al comma 1, all’articolo 593, comma 1, del codice di procedura penale, ivi richiamato, sopprimere il comma 1.

1.103

DALLA CHIESA, CAVALLARO, MAGISTRELLI

Respinto

Al comma 1, all’articolo 593, comma 1, del codice di procedura penale, ivi richiamato, dopo le parole: «443, comma», inserire le seguenti parole: «1 e».

1.104

CALVI, AYALA, FASSONE, LEGNINI, MARITATI

Respinto

Al comma 1, capoverso «Art. 593», al comma 1, sopprimere le parole: «579 e 680».

1.105

DALLA CHIESA, CAVALLARO, MAGISTRELLI

Respinto

Al comma 1, all’articolo 593, comma 1, del codice di procedura penale, ivi richiamato, aggiungere, in fine, le seguenti parole: «e contro quelle di assoluzione».

1.106

CALVI, AYALA, FASSONE, LEGNINI, MARITATI

Respinto

Al comma 1, capoverso «Art. 593», alla fine del comma 1, aggiungere le seguenti parole: «e di proscioglimento».

1.107

CALVI, AYALA, FASSONE, LEGNINI, MARITATI

Respinto

Al comma 1, capoverso «Art. 593», dopo il comma 1, aggiungere il seguente:

        «1-bis. L’imputato non può appellare contro la sentenza di proscioglimento perchè il fatto non sussiste».

1.108

CALVI, AYALA, FASSONE, LEGNINI, MARITATI

Respinto

Al comma 1, capoverso «Art. 593», dopo il comma 1, aggiungere il seguente:

        «1-bis. L’imputato non può appellare contro la sentenza di proscioglimento per non aver commesso il fatto».

1.109

CALVI, AYALA, FASSONE, LEGNINI, MARITATI

Respinto

Al comma 1, capoverso «Art. 593», dopo il comma 1, aggiungere il seguente:

        «1-bis. L’imputato non può appellare contro la sentenza di proscioglimento perchè il fatto non sussiste o per non aver commesso il fatto».

1.5

DALLA CHIESA, CAVALLARO, MAGISTRELLI, MANZIONE

Respinto

Al comma 1, sopprimere il capoverso 2 dell’articolo 593 richiamato.

1.110

CALVI, AYALA, FASSONE, LEGNINI, MARITATI

Id. em. 1.5

Al comma 1, capoverso «Art. 593», sopprimere il comma 2.

1.6

FASSONE, AYALA, CALVI, LEGNINI, MARITATI

Respinto

Al comma 1, al capoverso 2, dell’articolo 593 richiamato, sostituire le parole: «dell’ammenda» con le parole: «pecuniaria, salvo che il giudice abbia pronunciato condanna altresì quanto al capo civile».

1.111

MARITATI, CALVI, AYALA, FASSONE, LEGNINI

Respinto

Al comma 1, capoverso «Art. 593», al comma 2, sostituire le parole: «dell’ammenda», con la seguente: «pecuniaria».

1.112

CALVI, AYALA, FASSONE, LEGNINI, MARITATI

Respinto

Al comma 1, capoverso «Art. 593», alla fine del comma 2, aggiungere le seguenti parole: «e le sentenze di proscioglimento o di non luogo a procedere relative a contravvenzioni punite con la sola pena dell’ammenda o con pena alternativa».

1.113

CALVI, AYALA, FASSONE, LEGNINI, MARITATI

Ritirato

Al comma 1, capoverso «Art. 593», alla fine del comma 2, aggiungere le seguenti parole: «e le sentenze di proscioglimento».

1.114

CALVI, AYALA, FASSONE, LEGNINI, MARITATI

Respinto

Al comma 1, capoverso «Art. 593», alla fine del comma 2, aggiungere le seguenti parole: «e le sentenze di non luogo a procedere relative a contravvenzioni punite con la sola pena dell’ammenda o con pena alternativa».

1.115

DALLA CHIESA, CAVALLARO, MAGISTRELLI

Respinto

Al comma 1, «Art. 593», del codice di procedura penale, ivi richiamato, al comma 2, aggiungere, in fine, le seguenti parole: «purchè di importo inferiore ad euro 100».

1.116

DALLA CHIESA, CAVALLARO, MAGISTRELLI

Respinto

Al comma 1, «Art. 593», del codice di procedura penale, come modificato, al comma 2, aggiungere, in fine, le seguenti parole: «di importo non inferiore a cinquanta euro».

ARTICOLO 2 NEL TESTO APPROVATO DALLA CAMERA DEI DEPUTATI

ART. 2.

Approvato

    1. All’articolo 443 del codice di procedura penale, al comma 1, le parole: «, quando l’appello tende ad ottenere una diversa formula» sono soppresse.

EMENDAMENTI

2.1

DALLA CHIESA, CAVALLARO, MAGISTRELLI, MANZIONE

Respinto

Sopprimere l’articolo.

2.100

ZANCAN, BOCO, CARELLA, CORTIANA, DE PETRIS, DONATI, DE ZULUETA, TURRONI, RIPAMONTI

Id. em. 2.1

Sopprimere l’articolo.

2.101

MARITATI, CALVI, AYALA, FASSONE, LEGNINI

Respinto

Sostituire il comma 1 con il seguente:

        «1. All’articolo 443 del codice di procedura penale, al comma 1 sostituire le parole: "quando l’appello tende ad ottenere una diversa formula" con le parole: "salvo che il giudice si sia pronunciato anche in ordine al capo civile"».

2.102

CALVI, AYALA, FASSONE, LEGNINI, MARITATI

Respinto

Dopo il comma 1 aggiungere il seguente:

        «1-bis. All’articolo 443 del codice di procedura penale, al comma 3 dopo le parole: "titolo del reato" aggiungere le parole: "ovvero abbia escluso la ricorrenza delle circostanze del reato contestate"».

2.103

CALVI, AYALA, FASSONE, LEGNINI, MARITATI

Respinto

Dopo il comma 1 aggiungere il seguente:

        «1-bis. All’articolo 443 del codice di procedura penale, al comma 3 dopo le parole: "titolo del reato" aggiungere le parole: "ovvero abbia ritenuto applicabili circostanze di reato non contestate dalla pubblica accusa"».

2.104

CALVI, AYALA, FASSONE, LEGNINI, MARITATI

Respinto

Dopo il comma 1 aggiungere il seguente:

        «1-bis. All’articolo 443 del codice di procedura penale, al comma 3 dopo le parole: "titolo del reato" aggiungere le parole: "ovvero si sia pronunciata negativamente circa la ricorrenza delle circostanze del reato inizialmente contestate"».

2.105

CALVI, AYALA, FASSONE, LEGNINI, MARITATI

Respinto

Dopo il comma 1 aggiungere il seguente:

        «1-bis. All’articolo 443 del codice di procedura penale, al comma 3 dopo le parole: "titolo del reato" aggiungere le parole: "ovvero non abbia correttamente applicato la normativa in materia di recidiva"».

ARTICOLO 3 NEL TESTO APPROVATO DALLA CAMERA DEI DEPUTATI

ART. 3.

Approvato

    1. All’articolo 405 del codice di procedura penale, dopo il comma 1, è inserito il seguente:

    «1-bis. Il pubblico ministero, al termine delle indagini, formula richiesta di archiviazione quando la Corte di cassazione si è pronunciata in ordine alla insussistenza dei gravi indizi di colpevolezza, ai sensi dell’articolo 273, e non sono stati acquisiti, successivamente, ulteriori elementi a carico della persona sottoposta alle indagini».

EMENDAMENTI

3.1

FASSONE, AYALA, CALVI, LEGNINI, MARITATI

Respinto

Sopprimere l’articolo.

3.2

ZANCAN, BOCO, CARELLA, CORTIANA, DE PETRIS, DONATI, DE ZULUETA, TURRONI, RIPAMONTI

Id. em. 3.1

Sopprimere l’articolo.

3.3

DALLA CHIESA, CAVALLARO, MAGISTRELLI, MANZIONE

Id. em. 3.1

Sopprimere l’articolo.

3.4

CALVI, AYALA, FASSONE, LEGNINI, MARITATI

Respinto

Sostituire il comma 1 con il seguente:

        «1. All’articolo 429 del codice di procedura penale dopo il comma 1 è inserito il seguente:

        "1-bis. Nel caso in cui per lo stesso procedimento vi fosse già stata una pronuncia della Corte di Cassazione in ordine alla insussistenza dei gravi indizi di colpevolezza, ai sensi dell’articolo 273, il decreto contiene altresì l’enunciazione dei motivi per i quali il giudice ha comunque ritenuto di dover emanare decreto che dispone il giudizio"».

3.100

MARITATI, CALVI, AYALA, FASSONE, LEGNINI

Respinto

Al comma 1, capoverso comma 1-bis dell’articolo 405 del codice di procedura penale premettere alle parole: «Il pubblico ministero» le parole: «In ogni caso» e sopprimere le parole: «, al termine delle indagini».

3.101

CALVI, AYALA, FASSONE, LEGNINI, MARITATI

Respinto

Al comma 1, capoverso «1-bis», sopprimere le parole: «al termine delle indagini».

3.102

DALLA CHIESA, CAVALLARO, MAGISTRELLI

Respinto

Al comma 1, «Art. 405» comma 1-bis, del codice di procedura penale, ivi richiamato, sostituire le parole: «al termine delle indagini», con le seguenti: «entro sei mesi dalla conclusione delle indagini».

3.103

DALLA CHIESA, CAVALLARO, MAGISTRELLI

Respinto

Al comma 1, «Art. 405» comma 1-bis, del codice di procedura penale, ivi richiamato, sostituire le parole: «al termine delle indagini», con le seguenti: «non oltre centottanta giorni dal termine delle indagini».

3.5

DALLA CHIESA, CAVALLARO, MAGISTRELLI

Respinto

Al comma 1, capoverso 1-bis, sostituire la parola: «formula» con le seguenti: «può formulare».

3.6

FASSONE, AYALA, CALVI, LEGNINI, MARITATI

Respinto

Al comma 1, capoverso «1-bis», dopo le parole: «si è pronunciata» aggiungere le seguenti: «con annullamento senza rinvio».

3.104

ZANCAN, BOCO, CARELLA, CORTIANA, DE PETRIS, DONATI, DE ZULUETA, TURRONI, RIPAMONTI

Sost. id. em. 3.6

Al comma 1, capoverso «Art 405» comma 1-bis, dopo la parola: «pronunciata» aggiungere le seguenti: «annullando senza rinvio».

3.105

CALVI, AYALA, FASSONE, LEGNINI, MARITATI

Respinto

Al comma 1, capoverso comma «1-bis» dell’articolo 405 del codice di procedura penale, sopprimere le parole: «, ai sensi dell’articolo 273,».

3.106

CALVI, AYALA, FASSONE, LEGNINI, MARITATI

Respinto

al comma 1, capoverso «1-bis», sopprimere la parola: «successivamente».

3.7

DALLA CHIESA, CAVALLARO, MAGISTRELLI

Respinto

Al comma 1, capoverso «1-bis, dopo la parola: «successivamente» inserire le seguenti: «al pronunciamento della Corte di Cassazione,».

3.107

CALVI, AYALA, FASSONE, LEGNINI, MARITATI

Respinto

Al comma 1 capoverso «1-bis», sopprimere le parole: «ulteriori».

3.108

MARITATI, CALVI, AYALA, FASSONE, LEGNINI

Respinto

Al comma 1, capoverso comma «1-bis», dell’articolo 405 del codice di procedura penale, dopo la parola: «ulteriori» inserire le seguenti: «e significativi».

3.8

FASSONE, AYALA, CALVI, LEGNINI, MARITATI

Respinto

Al comma 1, capoverso «1-bis», aggiungere, in fine, le parole: «o comunque rilevanti ai fini dell’articolo 192, commi 3 e 4».

ARTICOLO 4 NEL TESTO APPROVATO DALLA CAMERA DEI DEPUTATI

ART. 4.

Approvato

    1. L’articolo 428 del codice di procedura penale è sostituito dal seguente:

    «Art. 428. - (Impugnazione della sentenza di non luogo a procedere). – 1. Contro la sentenza di non luogo a procedere possono proporre ricorso per cassazione:

        a) il procuratore della Repubblica e il procuratore generale;

        b) l’imputato, salvo che con la sentenza sia stato dichiarato che il fatto non sussiste o che l’imputato non lo ha commesso.

    2. La persona offesa può proporre ricorso per cassazione nei soli casi di nullità previsti dall’articolo 419, comma 7. La persona offesa costituita parte civile può proporre ricorso per cassazione ai sensi dell’articolo 606.

    3. Sull’impugnazione decide la Corte di cassazione in camera di consiglio con le forme previste dall’articolo 127».

EMENDAMENTI

4.1

ZANCAN, BOCO, CARELLA, CORTIANA, DE PETRIS, DONATI, DE ZULUETA, TURRONI, RIPAMONTI

Respinto

Sopprimere l’articolo.

4.2

DALLA CHIESA, CAVALLARO, MAGISTRELLI, MANZIONE

Id. em. 4.1

Sopprimere l’articolo.

4.100

CALVI, AYALA, FASSONE, LEGNINI, MARITATI

Respinto

Al comma 1, capoverso «Art. 428», comma 1, sopprimere la lettera  a).

4.101

CALVI, AYALA, FASSONE, LEGNINI, MARITATI

Respinto

Al comma 1, capoverso «Art. 428», comma 1, sopprimere la lettera  b).

4.102

CALVI, AYALA, FASSONE, LEGNINI, MARITATI

Respinto

Al comma 1, capoverso «Art. 428», comma 1, lettera b), sopprimere le parole da: «salvo che» fino alla fine della lettera.

4.3

DALLA CHIESA, CAVALLARO, MAGISTRELLI, MANZIONE

Id. em. 4.102

Al comma 1, capoverso «Art. 428», lettera b), sopprimere le parole: «salvo che con la sentenza sia stato dichiarato che il fatto non sussiste o che l’imputato non lo ha commesso».

4.4

DALLA CHIESA, CAVALLARO, MAGISTRELLI

Respinto

Al comma 1, capoverso «Art. 428», dopo la lettera b), inserire la seguente:

            «b-bis) la persona offesa».

4.103

CALVI, AYALA, FASSONE, LEGNINI, MARITATI

Respinto

Al comma 1, capoverso «Art. 428», sopprimere il comma 2.

4.104

DALLA CHIESA, CAVALLARO, MAGISTRELLI

Respinto

Al comma 1, «Art. 428», comma 2, del codice di procedura penale, ivi richiamato, primo periodo, sopprimere la parola: «soli».

4.105

CALVI, AYALA, FASSONE, LEGNINI, MARITATI

Respinto

Al comma 1, capoverso «Art. 428», al comma 2, secondo periodo, sostituire le parole: «ricorso per cassazione ai sensi dell’articolo 606» con la parola: «appello».

        Conseguentemente, al medesimo «Art. 428», al comma 3 come ivi modificato dopo le parole: «dall’articolo 127» aggiungere le seguenti: «, salvo il caso di cui al comma 2, secondo periodo».

4.107 (testo 2)

DALLA CHIESA, CAVALLARO, MAGISTRELLI

Id. em. 4.105

Al comma 1, capoverso «Art. 428», al comma 2, secondo periodo, sostituire le parole: «ricorso per cassazione ai sensi dell’articolo 606» con la parola: «appello».

        Conseguentemente, al medesimo «Art. 428», al comma 3 come ivi modificato dopo le parole: «dall’articolo 127» aggiungere le seguenti: «, salvo il caso di cui al comma 2, secondo periodo».

4.106

MARITATI, CALVI, AYALA, FASSONE, LEGNINI

Respinto

Al comma 1, capoverso «Art. 428», sopprimere il comma 3.

ARTICOLO 5 NEL TESTO APPROVATO DALLA CAMERA DEI DEPUTATI

ART. 5.

    1. All’articolo 533 del codice di procedura penale, il comma 1 è sostituito dal seguente:

    «1. Il giudice pronuncia sentenza di condanna se l’imputato risulta colpevole del reato contestatogli al di là di ogni ragionevole dubbio. Con la sentenza il giudice applica la pena e le eventuali misure di sicurezza».

EMENDAMENTI

5.1

DALLA CHIESA, CAVALLARO, MAGISTRELLI, MANZIONE

Respinto

Sopprimere l’articolo.

5.2

MARITATI, CALVI, AYALA, FASSONE, LEGNINI

Respinto

Al comma 1, al capoverso 1 dell’articolo 533 ivi richiamato sopprimere le parole: «al di là di ogni ragionevole dubbio».

5.3

DALLA CHIESA, CAVALLARO, MAGISTRELLI, MANZIONE

Id. em. 5.2

Al comma 1, al capoverso 1, dell’articolo 533 ivi richiamato, sopprimere le seguenti parole: «al di là di ogni ragionevole dubbio».

5.100

DALLA CHIESA, CAVALLARO, MAGISTRELLI

Respinto

Al comma 1, capoverso «Art. 533» sostituire le parole: «al di là di ogni ragionevole dubbio», con le seguenti: «sulla base della valutazione di tutti gli elementi raccolti nel processo e del proprio libero convincimento».

5.101

DALLA CHIESA, CAVALLARO, MAGISTRELLI

Al comma 1, capoverso «Art. 533» sostituire le parole: «al di là di ogni ragionevole dubbio», con le seguenti: «sulla base del principio del libero convincimento».

5.102

CALVI, AYALA, FASSONE, LEGNINI, MARITATI

Al comma 1, capoverso comma 1 «Art. 533» dell’articolo 533 del codice di procedura penale, al secondo periodo dopo le parole: «il giudice applica la pena e» inserire le parole: «ove essa non abbia natura detentiva ovvero sia stata accordata la sospensione della stessa, il giudice applica».

5.103

CALVI, AYALA, FASSONE, LEGNINI, MARITATI

Al comma 1, capoverso comma 1 «Art. 533» del codice di procedura penale, al secondo periodo dopo le parole: «misure di sicurezza» inserire le parole: «ritenute più idonee».

Allegato B

VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA

Congedi e missioni

Sono in congedo i senatori: Alberti Casellati, Antonione, Baldini, Boscetto, Collino, Costa, Cutrufo, Franco Paolo, Giuliano, Magnalbò, Mantica, Pessina, Saporito, Sestini, Siliquini, Vegas e Ventucci.

 

Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Provera, per attività della 3a Commissione permanente; Bettoni Brandani, Bianconi, Boldi e Tomassini, per attività della 12a Commissione permanente.

Disegni di legge, annunzio di presentazione

Ministro politiche agricole e

Presidente del Consiglio dei ministri

(Governo Berlusconi-III)

Conversione in legge del decreto-legge 10 gennaio 2006, n. 2, recante interventi urgenti per i settori dell'agricoltura, dell'agroindustria, della pesca, nonché in materia di fiscalità d'impresa (3723)

(presentato in data 11/01/2006);

 

Sen. Eufemi Maurizio

Norme in materia di prevenzione dai rischi connessi con eventi non convenzionali a tutela della sicurezza e della salute dei cittadini (3724)

(presentato in data 11/01/2006).

Disegni di legge, assegnazione

In sede referente

 

3ª Commissione permanente Aff. esteri

Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica di Macedonia sulla cooperazione in campo turistico, fatto a Skopje il 15 novembre 2002 (3706)

previ pareri delle Commissioni 1° Aff. cost., 5° Bilancio, 6° Finanze, 7° Pubb. istruz., 8° Lavori pubb., 10° Industria

C.6008 approvato dalla Camera dei Deputati;

(assegnato in data 11/01/2006);

 

3ª Commissione permanente Aff. esteri

Adesione della Repubblica italiana al Protocollo del 1996 alla Convenzione del 1972 sulla prevenzione dell'inquinamento dei mari causato dall'immersione di rifiuti, fatto a Londra il 7 novembre 1996, con allegati (3707)

previ pareri delle Commissioni 1° Aff. cost., 2° Giustizia, 5° Bilancio, 7° Pubb. istruz., 8° Lavori pubb., 13°Ambiente, 14° Unione europea, Commissione parlamentare questioni regionali

C.5889 approvato dalla Camera dei Deputati;

(assegnato in data 11/01/2006);

 

3ª Commissione permanente Aff. esteri

Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana ed il Consiglio dei Ministri della Bosnia Erzegovina sulla regolamentazione reciproca dell'autotrasporto internazionale di viaggiatori e merci, fatto a Sarajevo il 28 aprile 2003 (3708)

previ pareri delle Commissioni 1° Aff. cost., 5° Bilancio, 6° Finanze, 8° Lavori pubb.

C.5204 approvato dalla Camera dei Deputati;

(assegnato in data 11/01/2006);

 

3ª Commissione permanente Aff. esteri

Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica dell'Azerbaijan in materia di collaborazione culturale, scientifica e tecnologica, fatto a Baku il 1° giugno 2002 (3709)

previ pareri delle Commissioni 1° Aff. cost., 5° Bilancio, 7° Pubb. istruz.

C.5389 approvato dalla Camera dei Deputati;

(assegnato in data 11/01/2006);

 

9ª Commissione permanente Agricoltura

Conversione in legge del decreto-legge 10 gennaio 2006, n. 2, recante interventi urgenti per i settori dell'agricoltura, dell'agroindustria, della pesca, nonché in materia di fiscalità d'impresa (3723)

previ pareri delle Commissioni 1° Aff. cost., 2° Giustizia, 5° Bilancio, 6° Finanze, 8° Lavori pubb., 10° Industria, 11° Lavoro, 13° Ambiente, 14° Unione europea, Commissione parlamentare questioni regionali; E' stato inoltre deferito alla 1° Commissione permanente, ai sensi dell'articolo 78, comma 3, del Regolamento.

(assegnato in data 11/01/2006).

Disegni di legge, nuova assegnazione

2ª Commissione permanente Giustizia

in sede deliberante

Misure per la tutela giudiziaria delle persone con disabilità vittime di discriminazioni (3674)

previ pareri delle Commissioni 1° Aff. cost., 11° Lavoro, 12° Sanità, 14° Unione europea

C.4129 approvato dalla Camera dei Deputati;

Già assegnato, in sede referente, alla 2ª Commissione permanente(Giustizia)

(assegnato in data 11/01/2006).

Governo, trasmissione di atti per il parere

Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera in data 22 dicembre 2005, ha trasmesso - ai fini dell'acquisizione del parere parlamentare - lo schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri concernente la programmazione dei flussi di ingresso dei lavoratori extracomunitari nel territorio dello Stato per l'anno 2006 (n. 580), ai sensi dell'articolo 3, comma 4, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286.

 

Lo schema di decreto - ai sensi della predetta disposizione e dell'articolo 139-bis del Regolamento - è deferito alla 1a Commissione permanente, che esprimerà il parere entro il 31 gennaio 2006.

  

Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera in data 22 dicembre 2005, ha trasmesso - ai fini dell'acquisizione del parere parlamentare - lo schema di decreto del Presidente della Repubblica recante il regolamento di organizzazione degli uffici di diretta collaborazione del Ministro della difesa (n. 581), ai sensi dell'articolo 17, comma 4-bis, della legge 23 agosto 1988, n. 400, nonché dell'articolo 13, comma 2, della legge 15 marzo 1997, n. 59.

 

Lo schema di decreto - ai sensi delle predette disposizioni e dell'articolo 139-bis del Regolamento - è deferito alla 4ª Commissione permanente, che esprimerà il parere entro il 10 febbraio 2006. Le Commissioni permanenti 1ª e 5ª potranno formulare osservazioni alla Commissione di merito, entro il 31 gennaio 2006.

  

Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera in data 29 dicembre 2005, ha trasmesso - ai fini dell'acquisizione del parere parlamentare - lo schema di decreto legislativo recante: "Attuazione della direttiva 2003/74/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 22 settembre 2003, concernente il divieto di utilizzazione di talune sostanze ad azione ormonica, tireostatica e delle sostanze beta-agoniste nelle produzioni animali" (n. 582), ai sensi dell'articolo 1, comma 3, della legge 18 aprile 2005, n. 62.

 

Lo schema di decreto - ai sensi della predetta disposizione e dell'articolo 139-bis del Regolamento - è deferito alla 12a Commissione permanente, che esprimerà il parere entro il 20 febbraio 2006. Le Commissioni permanenti 1ª e 14ª potranno formulare osservazioni alla Commissione di merito, entro il 10 febbraio 2006.

  

Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera in data 29 dicembre 2005, ha trasmesso - ai fini dell'acquisizione del parere parlamentare - lo schema di decreto legislativo recante: "Disposizioni correttive ed integrative al decreto legislativo 9 maggio 2005, n. 96, recante la revisione della parte aeronautica del Codice della navigazione" (n. 583), ai sensi dell'articolo 2, commi 2 e 3, della legge 9 novembre 2004, n. 265, di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 8 settembre 2004, n. 237.

 

Lo schema di decreto - ai sensi delle predette disposizioni e dell'articolo 139-bis del Regolamento - è deferito alla 8a Commissione permanente, che esprimerà il parere entro il 10 febbraio 2006. Le Commissioni permanenti 1ª, 2ª, 4ª, 10ª e 14ª potranno formulare osservazioni alla 8ª Commissione, entro il 31 gennaio 2006. L'atto è altresì deferito - per il parere relativamente alle conseguenze di carattere finanziario - alla 5ª Commissione permanente, che si pronuncerà entro il medesimo termine del 10 febbraio 2006.

Autorità garante della concorrenza e del mercato, trasmissione di atti

Il Presidente dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, con lettera in data 22 dicembre 2005, facendo seguito alla delibera del 30 novembre 2005, con la quale l'Autorità ha dichiarato incompatibile la carica di consigliere regionale con la carica di Sottosegretario di Stato per la salute, entrambe ricoperte dal dottor Domenico Zinzi, ha reso noto che il dottor Zinzi ha comunicato in data 7 dicembre 2005 di aver optato per la carica di Sottosegretario di Stato.

Corte costituzionale, trasmissione di sentenze

La Corte costituzionale, con lettere in data 23 e 28 dicembre 2005, ha inviato, a norma dell'articolo 30, comma 2, della legge 11 marzo 1953, n. 87, copia delle sentenze n. 455, 456, 457 e 458 del 14 dicembre 2005, depositate il successivo 23 dicembre in cancelleria, e n. 465 e 466 del 14 dicembre 2005, depositate il successivo 28 dicembre in cancelleria, con le quali la Corte stessa ha dichiarato l'illegittimità costituzionale:

 

degli articoli 10, comma 1, e 11 della legge della regione Liguria 4 febbraio 2005, n. 3 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della regione Liguria - legge finanziaria 2005). Il predetto documento (Doc. VII, n. 236) è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 139, comma 1, del Regolamento, alla 1a, alla 6a e alla 8a Commissione permanente;

 

dell'articolo 16, comma 1, secondo periodo, della legge della regione Puglia 4 novembre 2004, n. 20 (Nuove norme in materia di riordino delle Comunità montane), nella parte in cui prevede che «la carica di presidente dell'organo esecutivo è incompatibile con quella di parlamentare». Il predetto documento (Doc. VII, n. 237) è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 139, comma 1, del Regolamento, alla 1a Commissione permanente;

 

dell'articolo 20, comma 7, della legge 23 febbraio 1999, n. 44 (Disposizioni concernenti il Fondo di solidarietà per le vittime delle richieste estorsive e dell'usura), limitatamente alla parola «favorevole». Il predetto documento (Doc. VII, n. 238) è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 139, comma 1, del Regolamento, alla 1a e alla 2a Commissione permanente;

 

dell'articolo 9, comma 3, del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 4 aprile 1947, n. 207 (Trattamento giuridico ed economico del personale civile non di ruolo in servizio nelle Amministrazioni dello Stato), nella parte in cui non prevede che l'indennità di fine rapporto spettante al dipendente non di ruolo defunto, in mancanza dei soggetti ivi indicati, si devolva secondo le norme che disciplinano la successione mortis causa. Il predetto documento (Doc. VII, n. 239) è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 139, comma 1, del Regolamento, alla 1a e alla 11a Commissione permanente;

 

dell'articolo 4, commi 2 e 3, della legge della regione Marche 13 maggio 2004, n. 10 (Modifica alla legge regionale 15 ottobre 2001, n. 20, sull'organizzazione e sul personale della regione e alla legge regionale 30 giugno 2003, n. 14, sulla riorganizzazione della struttura amministrativa del Consiglio regionale). Il predetto documento (Doc. VII, n. 240) è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 139, comma 1, del Regolamento, alla 1a Commissione permanente;

 

dell'articolo 13, comma 13-bis, secondo periodo, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 (Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero), risultante dalle modifiche introdotte nel testo dall'articolo 12 della legge 30 luglio 2002, n. 189 (Modifica alla normativa in materia di immigrazione e di asilo). Il predetto documento (Doc. VII, n. 241) è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 139, comma 1, del Regolamento, alla 1a e alla 2a Commissione permanente.

 

Parlamento europeo, trasmissione di documenti

Il Segretario generale del Parlamento europeo, con lettera in data 2 dicembre 2005, ha inviato il testo di quattro risoluzioni e una posizione, approvate dal Parlamento stesso nel corso della tornata dal 24 al 27 ottobre 2005:

 

una posizione sulla proposta di decisione del Consiglio concernente la conclusione dell'Accordo tra la Comunità europea e la Repubblica dell'Azerbaigian su alcuni aspetti relativi ai servizi aerei (Doc. XII, n. 541). Detto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 3a, alla 8a e alla 14a Commissione permanente;

 

una risoluzione sull'approccio dell'Unione europea alla gestione della migrazione economica (Doc. XII, n. 542). Detto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 3a, alla 5a e alla 14a Commissione permanente;

sull'Azerbaigian (Doc. XII, n. 543). Detto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 3a e alla 14a Commissione permanente;

sul processo di Barcellona rivisitato (Doc. XII, n. 544). Detto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 3a e alla 14a Commissione permanente;

sulla relazione annuale concernente le attività del Mediatore europeo nel 2004 (Doc. XII, n. 545). Detto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 1a, alla 3a e alla 14a Commissione permanente.

 

 

Interpellanze

NOVI - Al Ministro dell'interno - Premesso che:

il Consiglio comunale del Comune di Vitulazio (Caserta) con una delibera del 14.12. 2005 ha concesso il nulla osta per la realizzazione di tre centri commerciali;

ogni centro avrà un'estensione di 30.000 metri quadri;

la realizzazione di queste mega strutture viola le disposizioni normative sia sotto l'aspetto tecnico che quello urbanistico;

non vi è rispettata nemmeno la nuova normativa sismica;

i centri commerciali verranno realizzati in contrasto con quanto disposto dal Piano regionale del commercio,

si chiede di sapere se risultino al Ministero dell'interno queste violazioni e quali misure si intendano prendere.

(2-00820)

Interrogazioni

MARTONE - Al Ministro degli affari esteri - Premesso che:

il quotidiano nazionale "Il Manifesto" del giorno 7 gennaio 2006 riporta in un articolo, dal titolo "Guantanamo afghana, fondi italiani", che il Governo italiano ha contribuito in modo generoso alla riforma penitenziaria in Afghanistan e, in particolare, a un progetto di ristrutturazione delle carceri di Kabul per migliorarvi le condizioni di detenzione: un milione di dollari, già stanziato per rimodernare il vecchio carcere di Pol-e Charki, vecchia struttura di epoca sovietica;

sempre secondo il giornale risulterebbe che, nelle intenzioni delle Nazioni Unite, il carcere così rinnovato sarà il modello a cui dovranno adeguarsi tutte le prigioni afghane, nel rispetto degli standard minimi internazionali sul trattamento dei detenuti. Belle parole, che si leggono nei documenti delle Nazioni Unite e anche del nostro Ministero degli affari esteri;

in realtà, denuncia il redattore, con i soldi del contribuente italiano il carcere di Pol-e Charki sta per diventare un nuovo carcere di massima sicurezza dove trasferire parte dei detenuti della base navale americana di Guantanamo: un'altra delle prigioni speciali degli Stati Uniti nel quadro della «guerra al terrorismo»;

la notizia che gli USA preparano una «Guantanamo 2» in Afghanistan è stata ripresa, ricorda il giornalista, dal quotidiano britannico "Financial Times", secondo il quale il progetto è trasferire i prigionieri di origine afghana in Afghanistan, in modo da allentare le critiche che piovono da più parti sull'amministrazione USA per il fatto di mantenere centinaia di persone agli arresti senza accuse precise;

la nota stampa ricorda che a Guantanamo sono entrate circa 750 persone dai primi mesi del 2002, per lo più prese prigioniere in Afghanistan durante e subito dopo i bombardamenti che portarono al crollo del regime dei Talebani nell'autunno 2001: nemici combattenti, secondo l'amministrazione di Washington, che ha rifiutato di riconoscere loro i diritti riconosciuti dalle Convenzioni di Ginevra sui prigionieri di guerra. Solo nel 2005, dopo un ordine della Corte Suprema, sono cominciate audizioni per definire lo status e le accuse dei detenuti. Molti sono allora risultati detenuti «per errore». Ad agosto scorso 510 persone erano ancora detenute a Guantanamo; 167 erano state rilasciate (senza imputazioni né una parola di scuse), 67 trasferite alla custodia di altri governi. Sempre in agosto il governo USA aveva annunciato che 110 dei restanti detenuti di Guantanamo, afghani, saranno presto trasferiti in Afghanistan;

le forze USA hanno già i loro detenuti speciali in Afghanistan, rivela il quotidiano inglese, circa 500 persone, rinchiuse senza accuse o processo nella base aerea di Bagram vicino a Kabul o in quella di Kandahar nel sud, più un numero imprecisato di persone in carceri segrete sparse per il paese, come sospetti terroristi. Per trasferire i prigionieri di Guantanamo, dunque, gli USA hanno bisogno di un luogo apposito in Afghanistan, di massima sicurezza. E questo nuovo carcere speciale sarà appunto Pol-e Charki. Il quotidiano "Il Manifesto" sostiene inoltre che le Nazioni Unite e l'Unione europea hanno resistito al piano americano di farne un carcere per sospetti di terrorismo: ma il mese scorso il Corpo genieri dell'esercito USA ha annunciato un appalto per la costruzione di celle di massima sicurezza proprio a Pol-e Charki, segno che alla fine è prevalsa la volontà degli americani;

il redattore de "Il Manifesto", rifacendosi all'articolo del "Financial Times", riporta che la ristrutturazione del carcere, avviata la primavera scorsa dalle Nazioni Unite, fa parte di un progetto più generale per la ricostruzione del sistema giudiziario in Afghanistan. La responsabilità di guidare questo capitolo della ricostruzione è stato affidato all'Italia, che dunque sta coordinando il lavoro: dalla riscrittura dei codici di procedura penale e civile, un codice minorile, la creazione di «corti itineranti», una legge appena approvata sui diritti dei detenuti, la formazione di giudici e avvocati, fino alla riabilitazione della Corte d'Appello e delle carceri di Kabul, e poi delle carceri provinciali. Per questo Roma ha stanziato in tutto 22 milioni di euro negli ultimi tre anni;

la ristrutturazione delle carceri, in particolare, è stata chiesta dall'UNODC, il programma ONU per la lotta alla droga e al crimine: riguarda Pol-e Charki, il carcere maschile di Kabul e il centro di detenzione femminile presso la sede centrale della polizia. Per il blocco uno di Pol-e Charki sono stati stanziati 2 milioni di dollari, di cui uno già fornito dal Governo italiano. Il lavoro era al 90% completato l'estate scorsa, poi sarà la volta del blocco 2. Ma nel frattempo il nuovo carcere risulterebbe aver cambiato destinazione ed uso,

si chiede di sapere:

se il Governo italiano fosse a conoscenza della richiesta statunitense e se questo cambiamento della destinazione d'uso del carcere sia stato concordato dagli Stati Uniti con gli altri alleati e con le Nazioni Unite, responsabili del programma di finanziamento e ristrutturazione;

come il Governo intenda comportarsi rispetto alla richiesta statunitense visto che, da quanto si apprende dalla stampa estera, né l'ONU né l'Unione europea sembrano disposte ad accoglierla.

(3-02428)

SCALERA - Ai Ministri delle attività produttive e per i beni e le attività culturali - Premesso che:

la società "Camel" ha deciso di interrompere la partnership commerciale con la casa motociclistica Honda a seguito del comportamento da questa tenuto nei confronti del pilota Max Biaggi;

a seguito del contenzioso che oppone la scuderia Honda al suo pilota Max Biaggi lo stesso rischia di non correre il mondiale per il 2006;

figure sportive come il pilota Max Biaggi rappresentano un importante ritorno di immagine per il Paese e, in questo senso, devono essere tutelate anche e soprattutto quando la loro carriera viene messa in discussione da motivi che nulla hanno a che vedere con il proprio impegno professionale e con gli importanti risultati sportivi ottenuti,

si chiede di sapere:

se non si ritenga opportuno approfondire tale incresciosa situazione che ha, tra l'altro, rarissimi precedenti a livello di sport internazionale e che, inoltre, è stata oggetto di un articolato dibattito nei più importanti quotidiani nazionali;

se, ove tali notizie trovassero conferma, non si ritenga utile promuovere le iniziative ritenute opportune nei confronti della società giapponese, il cui comportamento colpisce un rappresentante dello sport italiano, valutando anche la grossa fetta di mercato nazionale che ha accolto generosamente, in questi anni, l'industria motociclistica nipponica.

(3-02429)

Interrogazioni con richiesta di risposta scritta

RONCONI - Ai Ministri dell'ambiente e per la tutela del territorio e delle attività produttive - Atteso:

che l'amministrazione comunale di Foligno ha proposto un piano idro-geologico per il bacino del fiume Topino;

che tale piano prevede tra l'altro il rifacimento di due tra i principali ponti cittadini;

che il rifacimento del ponte della Vittoria determinerebbe la definitiva deviazione del traffico urbano nell'area in cui sorgerà un grande insediamento commerciale cooperativo aderente alla Lega Coop,

si chiede di sapere:

se risulti che tale piano idro-geologico risponda a corretti requisiti;

se non appaia singolare la scelta urbanistica che produce indubbi vantaggi al nuovo insediamento commerciale;

se non si ritenga che il piano del commercio e quello viario del comune di Foligno siano stati immaginati per favorire quell'insediamento commerciale della Lega Coop.

(4-09954)

SODANO TOMMASO - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca - Premesso che:

il Centro di Geodesia Spaziale "G. Colombo" di Matera vede i dipendenti in stato di agitazione a causa della paventata chiusura;

risulta non essere stato rinnovato, alla scadenza dei termini, il contratto, tra l'ASI e la società Egeos, per le operazioni di geodesia e di rilevamento del centro di Matera;

il mancato rinnovo del contratto ha immediatamente prodotto il blocco degli impianti di acquisizione dei dati nel centro di geodesia spaziale di Matera, provocando l'impossibilità di produrre dati scientifici utilizzati da diversi enti internazionali che operano nel settore;

questa ingiustificabile situazione potrebbe provocare effetti negativi dal punto di vista occupazionale per il personale Telespazio e causare un ennesimo danno al territorio materano, indebolendo, al tempo stesso, un polo di ricerca unico in Italia per le sue peculiari caratteristiche,

si chiede di sapere:

quali siano i motivi che hanno causato l'interruzione del contratto tra ASI e la società Egeos per le attività sviluppate dal centro di Matera;

se non si ritenga di intervenire per scongiurare la possibile chiusura di un polo di ricerca ad alto contenuto scientifico;

quali provvedimenti si intendano intraprendere per garantire la continuazione delle attività del Centro di Geodesia Spaziale "G. Colombo" di Matera e per tutelare i livelli occupazionali.

(4-09955)

BATTAFARANO - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che:

a partire dall'entrata in vigore del nuovo orario di Trenitalia (11 dicembre 2005) sono stati soppressi due treni Intercity sulla tratta Bari - Taranto - Reggio Calabria;

recenti casi di disservizio si sono verificati sull'Espresso proveniente da Reggio Calabria e diretto a Torino, mentre l'Intercity per Roma delle 15.16 il 1° gennaio 2006 è stato soppresso senza preavviso;

nella stazione di Taranto la biglietteria, l'officina, l'impianto cargo vengono ridimensionati;

in generale si registra un peggioramento nella qualità e nella quantità del servizio ferroviario a Taranto,

si chiede di sapere:

quale valutazione dia il Governo dell'accaduto;

quali iniziative il Governo intenda adottare per impedire questo grave deterioramento del servizio ferroviario.

(4-09956)

PAPANIA - Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e del lavoro e delle politiche sociali - Premesso che:

lo stato di agitazione recentemente proclamato da alcuni lavoratori della AST Aeroservizi, società a maggioranza di capitale pubblico della Regione Siciliana, che prestano servizio presso l'Aeroporto di Lampedusa, secondo quanto riportato dalla stampa, sarebbe stato causato dall'imposizione del datore di lavoro ai lavoratori di non recarsi presso il luogo di lavoro a partire dal 2 gennaio 2006, a seguito di una presunta scadenza del contratto di lavoro;

il contratto suddetto, come si evince dalle buste paga, dai modelli CUD e come dichiarato dalla stessa società all'INPS, è a tempo indeterminato e nessuno dei lavoratori ha mai ricevuto alcuna lettera di licenziamento o di avvio di procedimenti di mobilità;

secondo quanto affermato dai lavoratori, che hanno anche presentato un esposto alla locale stazione dei Carabinieri, ad essi sarebbe stato proposto di sottoscrivere un contratto di lavoro interinale della durata di un mese con la società "Obiettivo Lavoro", con l'invito a dichiarare il falso e cioè di trovarsi in stato di disoccupazione alla data del 30 dicembre 2005;

tale proposta sarebbe stata fatta ai lavoratori non già da un rappresentante della società di fornitura di lavoro interinale ma da un rappresentante della AST Aeroservizi, con una palese violazione delle procedure che regolano i rapporti tra i lavoratori, società di fornitura di lavoro interinale e società che utilizzano tali lavoratori nel proprio organico;

fino al 31 dicembre 2005 la società AST Aeroservizi ha gestito i servizi di handling aeroportuale dello scalo, a seguito di una gara d'appalto che l'ha vista aggiudicataria per gli anni 2004 e 2005;

tali servizi sono stati svolti con 20 unità di personale che peraltro, a causa dei numerosi voli privati e di numerosissimi voli di Stato per il trasferimento dei migranti che sbarcano sull'isola, si sono rivelate nel tempo appena sufficienti a garantire i servizi minimi;

a seguito di un contenzioso scaturito dall'assegnazione dei servizi di handling a un società diversa dalla AST Aeroservizi per il periodo 2006-2007 ed in attesa che tale contenzioso si risolva, l'Enac ha provveduto ad una proroga del contratto all'AST per un mese, fino al 31 gennaio 2006;

per i fatti esposti, l'organico di personale che in atto si trova a lavorare presso lo scalo si è ridotto a 12 unità, tra cui figurerebbero persone assunte con contratto interinale e per le quali non è stato verificato il possesso dei requisiti di formazione e qualifica previsti dalla normativa dell'aviazione civile;

va infatti ricordato che tra gli incarichi svolti dal personale in oggetto figurano non solo quelli connessi, direttamente o indirettamente, alla sicurezza dei passeggeri e dei voli, ma altresì l'assistenza al parcheggio degli aeromobili, la messa in moto degli stessi, il push-back prima del decollo, il carico e lo scarico dei bagagli e, soprattutto, la procedura di "centraggio" relativa alla disposizione equilibrata del peso dell'interno dell'aeromobile sia per quanto riguarda i passeggeri che il bagaglio,

si chiede di sapere:

se non si ritenga di dover prontamente intervenire presso l'Enac affinché siano accertate, con estrema urgenza e con una apposita ispezione, le condizioni di sicurezza dei voli in arrivo e in partenza dall'Aeroporto di Lampedusa;

se si ritenga possibile che il lavoro precedentemente svolto da 20 dipendenti qualificati possa adesso essere svolto da soli 12 dipendenti, che dovrebbero garantire l'apertura ininterrotta dello scalo dalle 6 alle 22 di tutti i giorni;

se non si ritenga di disporre una ispezione sull'operato dell'AST Aeroservizi per accertare la regolarità dei rapporti e dei comportamenti nei confronti dei lavoratori ed in particolare rispetto alla durata dei rispettivi contratti;

come si valuti l'anomalo rapporto tra la società AST Aeroservizi e la società di fornitura di lavoro interinale "Obiettivo Lavoro", posto che la prima sembra agire da procacciatrice di dipendenti e contratti per la seconda e non viceversa;

se non si ritenga di dover richiedere all'AST Aeroservizi, società a capitale di maggioranza pubblica, di chiarire quali comunicazioni siano state fatte all'INPS e all'Enac nel periodo 2004-2005 in ordine ai contratti stipulati con i dipendenti;

se infine non si ritenga di attivarsi presso l'Assessorato per il lavoro della Regione Siciliana affinché accerti, tramite il suo servizio ispettivo, la correttezza dell'operato dell'AST Aeroservizi nei riguardi dei propri dipendenti al fine di verificare il rispetto di tutte le normative in materia di contratti a tempo determinato/indeterminato e contribuzione previdenziale/assistenziale.

(4-09957)

DE PETRIS - Ai Ministri delle politiche agricole e forestali, della salute e dell'ambiente e per la tutela del territorio - Premesso che:

ai Ministri della salute e delle politiche agricole in data 3 maggio 2005 è stata rivolta un'interrogazione (4-08601) per verificare le condizioni igienico-sanitarie dell'allevamento sito in Magliano Sabina, località Colle Croce, identificato al foglio catastale 25, particella 118, di proprietà della Onix s.r.l., con sede a Campagnano di Roma, Piazza Regina Elena, in gestione con contratto di soccida al Sig. Martini Francesco;

a tale interrogazione il Ministero della salute ha dato risposta in data 25 luglio 2005, dalla quale si evince, dopo che il Sindaco del Comune di Magliano Sabina ha chiesto l'intervento del'A.S.L. competente, che "attualmente l'Azienda Sanitaria non ha formulato alcun giudizio specifico sul periodo di contaminazione da amianto ed ha instaurato (...) un programma per la bonifica di tutti i capannoni; due di questi sono stati già bonificati con la completa asportazione delle coperture";

nella documentazione in riferimento alla valutazione dei rischi, presentata dall'azienda Martini Francesco, Fraz. di Castello delle Forme 121, 06055 Marsciano (Perugia), titolare dell'azienda avicola in questione, si legge al riferimento 7 che i capannoni 4 e 5 saranno bonificati entro il mese di marzo 2005, il capannone 2 sarà bonificato entro settembre 2005, il capannone 1 sarà bonficato entro il mese di settembre 2006 e i capannoni 8, 9 e 10 saranno bonificati entro il mese di settembre 2006;

ad oggi risulta che la stessa azienda ha iniziato un altro ciclo di produzione, sempre negli stessi capannoni, senza aver rispettato quanto dichiarato nella valutazione dei rischi;

inoltre dal verbale emesso dal veterinario della ASL di Rieti, Dr. Massimo Di Tommaso, datato 9/04/2004, risulta che l'azienda avicola ha erogazione regolare di "acqua potabile";

in data 8/08/2005 tramite un accesso chiesto dal Consigliere comunale Dr.ssa Luciana Surico, è stato scoperto che l'allevamento avicolo de quo non è stato mai servito dall'acquedotto comunale;

in data 17/10/2005 l'associazione "La Sabina - Territorio e ambiente", con sede in Vocabolo Campana snc, Magliano Sabina (Rieti), ha chiesto al Direttore della ASL di Rieti, Dr. Sandro Rinaldi, di sapere in forza di quali accertamenti il veterinario Dr. Massimo Di Tommaso ha attestato che il suddetto allevamento era servito da acqua potabile;

in data 11/11/2005 il Direttore della ASL di Rieti ha inviato la risposta all'associazione di cui sopra, in cui si legge che "l'acqua potabile proviene da un pozzo privato, e che lo stesso è regolarmente sottoposto ad un piano di autocontrollo aziendale ad ogni ciclo produttivo, così come disposto dalla normativa vigente". In allegato alla risposta veniva prodotto un documento con l'ultima analisi chimico-fisica datata dal 31/05/2005 al 6/06/2005, effettuata da un laboratorio che è del Gruppo Amadori, che ha un contratto di soccida con l'azienda avicola del Sig. Martini Francesco;

l'azienda avicola in questione confina con l'impianto di compostaggio Masan s.r.l.;

lo stabilimento della Masan è stato posto sotto sequestro dalle autorità competenti, come si evince dalle conclusioni dell'incidente probatorio effettuato dal Dr. Mauro Sanna, perito nominato dal Tribunale di Rieti, per verificare i danni dall'inquinamento avvenuto da parte dello stesso stabilimento, da cui si legge che "Le analisi delle acque dei pozzi circostanti lo stabilimento Masan hanno evidenziato in generale uno stato di contaminazione",

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda:

verificare tutte le analisi effettuate sull'acqua, precedenti al verbale del Dr. Massimo Di Tommaso del 9/04/2004, sia dai vari gestori dell'allevamento avicolo sito in Magliano Sabina, località Colle Croce, identificato al foglio catastale 25, particella 118, di proprietà della Onix s.r.l. con sede a Campagnano di Roma, Piazza Regina Elena, in gestione con contratto di soccida al Sig. Martini Francesco;

effettuare con urgenza nuove analisi chimico-fisiche delle acque del pozzo privato all'interno dell'allevamento avicolo in questione, visto che quest'ultimo si trova al confine con Masan s.r.l.;

verificare i motivi per cui questo allevamento continui la sua attività nonostante le diffide da parte dell'Amministrazione comunale "alla non riapertura fintanto non siano state effettuate le bonifiche dei capannoni con coperture in amianto";

verficare le condizioni igienico-sanitarie dell'allevamento nel rispetto della normativa vigente;

verificare se ci siano o meno le condizioni per poter immettere sul mercato le carni provenienti da questo allevamento, al fine di tutelare il diritto alla salute dei cittadini.

(4-09958)

DALLA CHIESA - Al Ministro dell'interno - Premesso che:

il 22 dicembre 2005 il Consiglio dei ministri ha deliberato lo scioglimento del Consiglio comunale di Pozzuoli per "accertate forme di ingerenza da parte della criminalità organizzata";

lo scioglimento era dato per scontato in città da quando, in data 14.12.2005, il quotidiano "Il Mattino" aveva pubblicato un articolo sulla vicenda del Comune di Pozzuoli, dal quale risultava evidente che vi fosse stata una diffusione di notizie riservate contenute nella relazione della Commissione d'accesso di nomina prefettizia sullo stato della locale pubblica amministrazione;

la commissione d'accesso si era insediata nel febbraio 2004, subito dopo che il sindaco, Vincenzo Figliolia, aveva ritirato le dimissioni in seguito all'avviso di garanzia per i mancati controlli al mercato ittico e la conseguente chiusura della struttura; la Commissione aveva procrastinato il suo lavoro per 21 mesi parallalelamente all'Amministrazione comunale che aveva continuato a governare la città;

la Commissione d'accesso ha evidenziato, nella sua relazione, che vi sarebbero le condizioni per procedere all'adozione di misure preventive antimafia nei confronti della amministrazione di quel Comune, rilevandosi "elementi sintomatici" di possibilità "di condizionamento da parte della criminalità organizzata" verso l'apparato politico-amministrativo locale;

l'interrogante è consapevole della utilità di tali misure sul piano generale e ne condivide le finalità di bonifica istituzionale e di tutela dei cittadini nei contesti maggiormente segnati dalla presenza criminale;

tuttavia nella specie emergono elementi di fatto che autorizzano a ritenere che non tutto il materiale raccolto sia stato, nell'ambito della succitata relazione, adeguatamente vagliato e verificato, probabilmente anche per l'estrema complessità del quadro sociale e istituzionale indagato;

tali elementi di fatto, peraltro, sono stati evidenziati da una dettagliata interrogazione parlamentare (4-19338) presentata il 22 dicembre 2005 alla Camera dei deputati da diversi deputati, primo firmatario l'on. Giuseppe Gambale, alla quale si fa riferimento,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo non intenda assumere iniziative in ordine ad eventuali responsabilità legate alla fuga di notizie riservate e alla diffusione di documenti riservati;

se le inesattezze denunciate nella suindicata interrogazione trovino riscontro nelle informazioni a disposizione del Ministro.

(4-09959)

PAPANIA - Al Ministro delle attività produttive - (Già 3-02317)

(4-09960)

MALABARBA - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'interno - Risultando all'interrogante che:

è stato accertato che oltre alla organizzazione Gladio operante in Italia, e resa nota a suo tempo, è esistita anche un'altra Gladio (o una componente non nota della Gladio nota) che operava all'estero, come risulta ad esempio dalle dichiarazioni rilasciate dall'on. Beppe Pisano nell'intervista rilasciata al "Il Corriere della Sera" il 4 aprile 1997, in cui si afferma, tra l'altro: "(...) Finchè Gladio è esistita l'Italia ha avuto un efficientissimo sistema di informazione in tre zone molto calde: i Balcani, l'Africa del Nord e il Corno d'Africa (...)";

tra gli appartenenti a questa altra Gladio operante all'estero vi è l'agente Pierfrancesco Cangedda, che tra l'atro venne impiegato per seguire l'addestramento delle BR all'estero e che, in base ad una segnalazione della Stasi, fornì notizia dell'esistenza di un covo della BR a via Gradoli (Gradoli Strasse), mentre si indagava nel paese di Gradoli in base alla segnalazione di un tavolo spiritico di Bologna;

all'agente Cangedda è stata per tre volte incendiata la macchina ("La nuova Sardegna" del 2 dicembre 2004 e del 20 dicembre 2005) e, la quarta volta, bruciata la macchina il 19 dicembre 2005;

si chiede di sapere quali provvedimenti siano stati adottati per tutelare la incolumità del Cangedda e quali provvedimenti urgenti si intendano adottare in relazione a questi quattro attentati.

(4-09961)

MALABARBA - Al Ministro della difesa - Per conoscere, in relazione al ritrovamento di armi presso la caserma Berghinz di Udine:

chi abbia autorizzato in Iraq a trattenere e spedire in Italia le armi;

chi abbia la responsabilità, in Iraq, della decontaminazione delle armi e se ciò venga effettuato;

chi abbia autorizzato in Italia la conservazione delle armi e non abbia denunciato la presenza delle armi nonché l'abrasione dei numeri di matricola.

Per conoscere, altresì, se le procedure militari interessate abbiano svolto indagini per accertare se all'estero i nostri reparti abbiano rispettato le norme che prevedono la distruzione del materiale bellico rinvenuto, ciò tenendo presente le gravi conseguenze che possono essere causate da tali materiali riportati in Italia (come il recente caso verificatosi a Latina con la morte di un sottufficiale per l'esplosione di una bomba a mano).

(4-09962)

MALABARBA - Al Ministro dell'interno - Premesso che:

il 27 dicembre 2005 è stato sgomberato a Milano uno stabile in via Lecco, occupato da un certo numero di immigrati che sono tutti rifugiati politici, in possesso di regolare permesso di soggiorno, provenienti da Stati come il Sudan, l'Eritrea, l'Etiopia, ove sono in corso tensioni e conflitti interni;

il Prefetto ha motivato lo sgombero affermando, fra l'altro, che "la proprietà rivuole lo stabile", abbandonato e fatiscente da anni, omettendo perciò qualsiasi motivazione di ordine sociale, e dunque, a giudizio dell'interrogante, in piena violazione dell'articolo 42 della Costituzione, che salvaguarda la proprietà privata ma, assieme, tende ad assicurarne la funzione sociale;

la Provincia di Milano si è attivata per mettere a disposizione dei cittadini extracomunitari una scuola, in comodato alla Provincia ma di proprietà del Comune di Milano;

il Comune di Milano ha negato l'autorizzazione a tale accoglienza e di conseguenza la Provincia di Milano ha consegnato tale possibilità di uso della scuola nelle mani del Prefetto affinché questi eventualmente ne disponesse, cosa non avvenuta fino alla mattina del 29 dicembre;

nella serata del 28 dicembre don Colmegna ha richiesto al Presidente della Provincia, per la notte fra il 28 e il 29 dicembre, la sala del Consiglio provinciale, immediatamente concessa per l'accoglienza notturna dei 170 rifugiati, fra cui donne e bambini, che hanno potuto così dormire riparandosi dal freddo intenso anche grazie all'immediato allestimento della sala della Provincia da parte della Protezione civile, attivata dall'Assessore alla Provincia competente;

nella serata del 10 gennaio 2006 i rifugiati sudanesi, alloggiati in viale Ortles, hanno lasciato il dormitorio comunale e si sono diretti a Como, dove hanno varcato il confine di Stato. Attualmente 62 di loro si trovano a Chiasso, nei centri competenti delle autorità elvetiche. Secondo quanto dichiarato dai profughi, l'intenzione è quella di raggiungere la sede ONU di Ginevra, per denunciare il trattamento che hanno subito da parte del Comune di Milano;

il gesto disperato dei profughi del Sudan aggiunge un nuovo inquietante tassello ad una vicenda che rappresenta l'ultimo a giudizio dell'interrogante discutibile atto politico dell'assessore Maiolo. Proprio la sera del 10 gennaio, insieme all'assessore comunale Manca, ha diffuso una dichiarazione con la quale i difficili passi avanti realizzati negli ultimi giorni venivano praticamente vanificati. Non solo i due sono tornati ai toni polemici dei giorni scorsi, ma hanno apertamente accusato il Presidente della Provincia, Penati, di parlare con tre rifugiati non rappresentativi, mentre il Comune avrebbe trovato un accordo con le tre comunità eritrea, etiope e sudanese;

ciò si è dimostrato non vero, visto che proprio i profughi sudanesi se ne sono andati ieri sera. La responsabilità di quanto accaduto è, ad opinione dell'interrogante, esclusivamente dell'assessore Maiolo, poiché ha rifiutato sistematicamente ogni dialogo con i rifugiati, tentando invece di creare divisioni e conflitti, ricorrendo persino all'arma della minaccia e del ricatto,

si chiede di sapere:

quali provvedimenti il Governo intenda assumere immediatamente per consentire un ricovero dignitoso e consono a proteggere dai rigori invernali i rifugiati politici in oggetto;

se il Ministro in indirizzo intenda o meno chiedere conto al Comune di Milano di come sono stati utilizzati gli stanziamenti destinati all'accoglienza di rifugiati politici;

se intenda o meno invitare il Prefetto ad assumere subito i provvedimenti necessari alla soluzione della drammatica emergenza;

come intenda affrontare e risolvere, per quanto di competenza, la situazione dei 62 profughi che si trovano a Chiasso, nei centri competenti delle autorità elvetiche, la cui intenzione è quella di portare in sede ONU la denuncia per il trattamento che hanno subito da parte del Comune di Milano.

(4-09963)

MALABARBA - Al Ministro della difesa - In relazione al caso del sergente Antonio Mariano Pierri, che è stato soggetto, a giudizio dell'interrogante, a gravi maltrattamenti, anzi ad un vero e proprio accanimento vessatorio, e accusato addirittura di diserzione, attuato dal Comando di Reggimento di impiego, con particolare riferimento a quanto segue, di cui l'interrogante è a conoscenza:

la testimonianza del personale della stazione dei Carabinieri di Mercato San Severino, che ha informato il reparto di appartenenza del Pierri circa la situazione sanitaria dello stesso, con particolare riferimento alla questione del superamento ingiustificato del 15° giorno di assenza, che avrebbe portato di conseguenza addirittura ad un procedimento penale;

l'occultamento, per ben due volte, della documentazione inoltrata ufficialmente dagli organi di polizia militare;

la mancata applicazione da parte del Comando della normativa esistente relativa alla assenza dei dipendenti,

si chiede di conoscere:

se non si ritenga che vi sia stata una rilevante mancanza di professionalità nel personale preposto alla preparazione e al controllo degli atti. E ciò tenendo conto che, se non vi fosse stata la testimonianza del personale della stazione dei Carabinieri di Mercato San Severino, il sergente Pierri avrebbe subito pesanti conseguenze penali sulla base del fatto che avrebbe superato i tempi massimi di assenza previsti;

come sia stato possibile che siano stati eseguiti, da parte del Comando di appartenenza del Pierri, grossolani errori di calcolo che avrebbero portato all'accusa di diserzione per il Pierri;

quali provvedimenti intenda adottare il Ministro nei riguardi dei responsabili della preparazione e del controllo degli atti riguardanti il militare.

(4-09964)

GARRAFFA, MONTALBANO - Al Ministro dell'economia e delle finanze - Premesso che:

negli ultimi giorni le maestranze della Fincantieri di Palermo, unitamente alle rappresentanze sindacali, hanno dato vita a numerose iniziative di protesta ed astensione dal lavoro;

nei mesi scorsi il Governo nazionale aveva promesso interventi concreti che dessero l'avvio ad una vera stagione di commesse, tale da garantire il futuro occupazionale e produttivo della sede di Palermo;

la reazione delle maestranze dimostra che alle promesse dei rappresentanti siciliani del Governo nazionale non sono seguiti i fatti;

la struttura cantieristica del capoluogo della Sicilia vive una sorta di declassamento che offende i lavoratori, ai quali invece viene riconosciuta dai più una elevata professionalità;

Fintecna ha già acquistato l'ex manifattura tabacchi, struttura adiacente alla Fincantieri di Palermo, con l'obiettivo di trasformarla in struttura alberghiera;

l'autorità portuale invece vuole trasformare alcuni moli in approdi per container,

visto che quanto in premessa compromette il futuro dei livelli produttivi ed occupazionali, e che ad oggi non si riscontra una chiara presa di posizione da parte della Fincantieri e che il piano industriale rimane sconosciuto e per certi versi inadeguato alle potenzialità della struttura di Palermo, gli interroganti chiedono di sapere:

quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda avviare per superare la gravissima situazione attuale;

quali impegni intenda assumere per sollecitare l'amministratore delegato della Fincantieri affinché assicuri una presenza fisica nella struttura di Palermo garantendo l'apertura di un tavolo di trattative che configuri una prospettiva condivisa negli interessi dell'economia della città, del futuro occupazionale delle maestranze che garantiscono, ad oggi, un'alta qualità della produzione cantieristica vanto della Fincantieri stessa.

(4-09965)

FILIPPELLI - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso:

che la linea ferroviaria Metaponto-Reggio Calabria ha una estensione di oltre 400 km ed opera attualmente a singolo binario;

che risulta elettrificata solamente la tratta Metaponto-Sibari di 79 km, mentre sulle altre tratte si utilizzano ancora motrici diesel;

che la linea ferroviaria si sviluppa prevalentemente in un contesto ad elevata urbanizzazione e tale situazione ha richiesto l'installazione di numerosi passaggi a livello che ne rallentano ulteriormente i tempi di percorrenza;

che c'è una scarsa accessibilità offerta in termini di collegamento intermodale con gli agglomerati urbani vicini;

che è scarsa e bassa la qualità dei servizi all'utenza della maggioranza delle stazioni ferroviarie;

che è assolutamente insufficiente la dotazione di parcheggi di interscambio e stazionamento;

che gli standard igienici e di comfort dei treni sono a livello di terzo mondo, con vagoni spesso fatiscenti e sporchi;

che gli orari attuati da Trenitalia non vanno assolutamente incontro alle esigenze degli utenti e che basterebbero pochi accorgimenti a livello di orari e di composizione delle carrozze per avere un servizio utile e confortevole;

che anche i pochi treni veramente utili per garantire un collegamento tra la costa ionica ed il resto d'Italia sono stati o stanno per essere soppressi;

che lo sviluppo del territorio ionico calabrese, ed in particolare della costa crotonese, ad alta vocazione turistica e produttiva, è ostacolato dalla debolezza della rete di infrastrutture di trasporto;

che senza interventi significativi il servizio ferroviario continuerà a soffrire pesantemente la competitività dei sistemi su gomma, che attualmente risultano più versatili, flessibili e veloci. L'attuale esercizio ferroviario appare infatti poco adatto ad attrarre gli spostamenti metropolitani e di media-breve percorrenza, a causa della mancanza di frequenze adeguate, di una programmazione indirizzata agli spostamenti locali, di un cadenzamento efficace,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della situazione di collasso in cui versa la ferrovia ionica;

se non consideri urgente porre mano al potenziamento e alla vivibilità dei treni che percorrono la tratta ionica;

se le Ferrovie abbiano un progetto di rilancio delle linee ferroviarie sulla costa ionica, che non sono mai state ammodernate e potenziate;

se la risposta a questo ultimo quesito sia positiva, se si intenda dare ad esso carattere di priorità;

se si pensi di rivedere il Piano Nazionale dei Trasporti, prevedendo per la rete ferroviaria ionica interventi dignitosi che la valorizzino e la rendano capace di fornire servizi di qualità, così come è giusto che quelle popolazioni abbiano;

se non sia il caso di fugare ogni dubbio o sospetto circa un eventuale "baratto" operato da Trenitalia su questo servizio con altre società concorrenti, come ad esempio le autolinee su gomma.

(4-09966)

FLORINO - Al Ministro dell'interno - Premesso:

che con atto ispettivo 4-09773 del 30.11.2005 l'interrogante chiedeva di conoscere se corrispondessero al vero numerose illegalità connesse dall'esecutivo del Comune di Torre Annunziata (Napoli);

che le già menzionate illegalità sembra vengano reiterate con altri inquietanti episodi;

che dal giornale "Metropolis" del 16.12.2005 viene riportata la notizia dello sconcertante furto di personal-computer e hard-disk dagli uffici comunali di Via Parini (Torre Annunziata) dove trovasi allocato il settore patrimonio;

che negli hard-disk erano immagazzinati i dati delle graduatorie per gli aventi diritto ai contributi per il fitto, centinaia di migliaia di euro, quelli della TOSAP ed altre rilevanti note sulle autorizzazioni per il commercio;

che un altro inquietante quesito è stato posto dal giornale "Voce della Provincia" (Torre Annunziata) del 9.12.2005 sull'apertura incessante di nuovi negozi nell'area;

che la Procura della Repubblica di Torre Annunziata (Napoli) ha aperto un'inchiesta sul trafugamento dei personal-computer per verificare se lo strano furto non intendesse cancellare tracce sugli aiuti nel pagamento dei fitti a famiglie non in possesso dei prescritti requisiti e quelle riconducibili ad irrisori pagamenti della TOSAP di attività commerciali che occupano sedi e marciapiedi stradali;

che, per quanto consta all'interrogante, sembra vengano erogati consistenti contributi ad attività commerciali riconducibili a titolarità di dubbia moralità, la reiterazione dei suddetti contributi avviene con chiusura e riapertura dei negozi con nuovi titolari;

che, per quanto consta all'interrogante, sembra operino nella Oplonti multiservizi, società mista a maggioranza comunale preposta ai rifiuti, diversi camorristi dell'area Torrese;

che, per quanto consta all'interrogante, gli stessi contratti di quartiere del rione Penniniello e del rione Poverelli mostrano diversi ed inquietanti retroscena;

che, per quanto consta all'interrogante, sembra rilevante il rapporto parentale di decine di consiglieri comunali di Torre Annunziata con i clan camorristici imperanti nell'area,

si chiede di conoscere:

quali iniziative si intendano avviare per l'accertamento dei fatti in premessa esposti;

se non si ritenga di accertare con gli organi inquirenti ubicati nell'area Torrese i rapporti parentali di diversi consiglieri comunali con camorristi, verificare l'incidenza malavitosa nella Oplonti Multiservizi e nei contratti di quartiere, la pervasiva penetrazione nel tessuto socio-economico nell'area Torrese di attività commerciali riconducibili a camorristi e l'apertura di nuove attività in odore di camorra.

(4-09967)

MELELEO - Al Ministro della giustizia - (Già2-00627)

(4-09968)

SODANO CALOGERO - Al Ministro dell'interno - Risultando all'interrogante che:

è di pubblico dominio la notizia di attentati avvenuti a Palma di Montechiaro, in provincia di Agrigento, a danno di esponenti politici tra i quali anche il segretario dell'UDC;

molti altri rappresentanti dell'UDC hanno subìto intimidazioni e danneggiamenti alle loro proprietà (abitazioni, automobili, ecc.),

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno sollecitare la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Agrigento, nonché la Questura, affinché attuino una maggiore tutela di tutti gli esponenti politici, al fine anche di prevenire eventuali infiltrazioni mafiose all'interno del Consiglio comunale;

quali provvedimenti ritenga necessario adottare con urgenza per evitare il ripetersi di tali azioni delittuose.

(4-09969)