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Legislatura 14ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 650 del 29/07/2004


VEGAS, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Signor Presidente, il Governo è d'accordo con il relatore, quindi esprime parere contrario su tutti gli emendamenti.

In particolare, non si può non far presente, per quanto concerne l'incremento degli oneri relativi ai mutui e al registro delle seconde case, che non si tratta assolutamente di una stangata o di qualcosa del genere. Infatti, soprattutto per quanto riguarda l'indice di rivalutazione del coefficiente catastale relativo alla dichiarazione di acquisto, faccio presente che in realtà, poiché i prezzi sono molto cresciuti, questa disposizione del decreto prevede un modestissimo incremento rispetto ad un valore che è preso come base per evitare un accertamento, che quindi non c'entra niente con il valore reale.

In realtà, la crescita di questo valore in qualche modo viene incontro all'acquirente, perché, com'è a tutti noto, se si dichiara un valore inferiore della metà rispetto al valore reale, si rischia un'azione di rescissione e quindi normalmente gli acquirenti tendono a dichiarare un valore prossimo o leggermente superiore alla metà del valore reale dell'appartamento per evitare tale rischio. Questo incremento nella sostanza non cambia assolutamente il valore dell'imposta di registro, dunque sotto questo profilo nulla accade.

Ma anche per quanto riguarda i mutui per la seconda casa (e parliamo sempre, appunto, di seconda casa, quindi non del bene primario dell'abitazione) l'incremento è molto modesto, tanto che l'organo di stampa del principale partito di opposizione ha fatto recentemente un calcolo secondo il quale, rispetto al valore di un appartamento di circa 350.000 euro, cioè 700 milioni di vecchie lire, gli aumenti derivanti sarebbero nell'ordine dei 5.000 euro, cioè 10 milioni delle vecchie lire; questo, ovviamente, qualora si stipulasse un mutuo per l'intero valore dell'appartamento, che è un caso limite, sostanzialmente inesistente. Quindi, anche nel caso peggiore, l'incremento sarebbe, rispetto all'aumento del valore degli immobili, di una modestia tale - mi si consenta di dire - da essere quasi risibile.

Per tale motivo, quello che è stato individuato, in sostanza, è un meccanismo, se così possiamo dire, antievasivo o antielusivo; un meccanismo che non lede il diritto primario dell'abitazione e che credo, sotto tale profilo, possa essere condiviso.

Per questi motivi il parere del Governo è contrario a tutti gli emendamenti.