GRILLOTTI, relatore. Signor Presidente, vorrei fornire un chiarimento sulla questione del condono.
La sentenza intervenuta è l'ultima mela avvelenata discendente dalla modifica del Titolo V della Costituzione fatta dalla maggioranza di centro-sinistra. Condoni ne sono stati fatti nel passato con ricorsi da parte di tutte le Regioni, ricorsi sistematicamente bocciati: l'abuso edilizio è un reato penale e quindi la sua depenalizzazione (degradandolo a sanzione) mi pare sia competenza del Parlamento e non delle Regioni.
Con il Titolo V è stato previsto che le Regioni possano concorrere (almeno sembrerebbe vi sia tale possibilità) alle modalità di applicazione del condono. È quanto si tenta di fare con questo provvedimento che, recependo la sentenza della Corte costituzionale e non disattendendola, prevede semplicemente lo slittamento dei termini alla fine del 2004.
L'ho già detto in Commissione e lo ripeto in questa sede. Mi appello al Governo affinché, una volta approvato il decreto-legge in esame, vari rapidamente un provvedimento che, nel rispetto dei princìpi della sentenza della Corte costituzionale, stabilisca la data entro la quale devono essere emanate le leggi regionali e l'importo minimo delle sanzioni previste in caso di condono. In questo modo potremo procedere al calcolo del gettito; se invece accettiamo la teoria secondo la quale ognuno decide se si debba o meno pagare e quanto si deve corrispondere, evidentemente procedere ad un calcolo del genere sarebbe un'opera di pura fantasia.
L'attuale formulazione dell'articolo 5 è importante, perché salva le domande già presentate: non diventano autodenunce, come rischiavano di essere.
Oltre a salvare le domande già presentate, concede un nuovo termine (quello del 10 dicembre) per la loro presentazione e prevede che le somme vengano versate in tre rate entro dicembre.
Questo provvedimento - come ho già detto - mira a garantire, a sanare e a riportare al di sotto del 3 per cento il rapporto deficit-PIL della pubblica amministrazione nel 2004, non a babbo morto. Per questi motivi, la norma non poteva avere un contenuto diverso.
Il parere sugli emendamenti, dopo le precisazioni che ho ritenuto doveroso dare, è contrario su tutti gli emendamenti proposti.