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Legislatura 14ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 650 del 29/07/2004


DE ZULUETA (Misto).Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

DE ZULUETA (Misto). Il Presidente Berlusconi, riferendo in Aula sulla riunione dell'ECOFIN, presentò questa manovra come un mero aggiustamento contabile: i conti - disse testualmente - sono in ordine; tutto a posto. Naturalmente, non era così. Infatti, il ministro Siniscalco, in un momento di onestà che è il preludio alla annunciata stangata del Documento di programmazione economico-finanziaria, ha confermato che il buco tendenziale per l'anno prossimo, a legislazione invariata, è di 24 miliardi di euro, il che porterebbe il deficit al 4,4 per cento, secondo il suo credo e la sua ottimistica valutazione.

I conti tanto poco erano a posto che l'Europa ci ha imposto una manovra correttiva - quella che ci avete sottoposto - di 7 miliardi e mezzo di euro. Ciò che promette il Ministro per l'anno prossimo è una manovra pari come minimo a tre volte tanto.

La manovra correttiva che avete presentato è stata fatta in pochi giorni e tradisce la fretta; è un esercizio contabile con poche scelte mirate. Non sembra essere una stangata perché quella vera arriverà dopo, ma come stangatina è assai penalizzante innanzitutto per le imprese, e in particolare per quelle del Mezzogiorno. Con il congelamento dei contratti in corso ci saranno parecchi disoccupati ed imprese in gravi difficoltà. Il taglio drastico e indiscriminato al trasferimento alle amministrazioni locali toccherà in primo luogo la qualità della vita delle classi più disagiate del Paese.

Ci si è arrovellati per mesi e mesi sull'inflazione e sul costo anomalo del settore assicurativo in Italia, per non parlare poi del settore bancario, poco competitivo a livello continentale. È proprio lì che si sono prelevati i nuovi dazi, sapendo benissimo che un aumento del regime fiscale sarà scaricato sui consumatori, con effetti potenziali anche sull'inflazione.

Alcune operazioni contabili appaiono, inoltre, quasi surreali, come la pretesa di rastrellare due miliardi di euro dalla vendita di immobili dello Stato che verrebbero riaffittati allo stesso Stato.

Un'operazione contabile assai discutibile per un Paese con un debito pubblico (anche questo lo ha confermato il ministro Siniscalco) che viaggia oltre il 106 per cento del PIL.

Purtroppo, permane un dubbio sulla reale efficacia di tanto poco coerenti misure. Ad esempio, è in dubbio anche la capacità di ottenere le entrate promesse dal mai sufficientemente biasimato condono edilizio, che è stato rinnovato, compromettendo così quel po' che rimane della certezza del diritto e della possibilità di governare il territorio.

Oltre al problema dell'efficacia di tali misure, vogliamo ricordare la grave responsabilità politica di chi ci ha portati a questa situazione così gravemente compromessa. Sin dal suo primo DPEF il Governo Berlusconi ha fatto affidamento su soluzioni una tantum, rinvii, entrate virtuali, rinunciando ad intervenire sulla spesa corrente. Ministro Siniscalco, molti hanno applaudito l'onestà con cui lei ha denunciato la situazione dei conti, ma quante volte il Governo di cui lei era servitore al Ministero è stato costretto a rivedere i propri…

 

PRESIDENTE. Senatrice De Zulueta, la prego di concludere il suo intervento.

 

DE ZULUETA (Misto). …Quante volte ha rassicurato il Paese e i mercati sul fatto che i conti erano in ordine? Di questo il Governo, e anche lei, dovrete rendere conto.

Noi, per il momento, confermiamo il voto contrario ad una manovra depressiva e dannosa.