CANTONI (FI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANTONI (FI). Signor Presidente, care colleghe e colleghi, il Gruppo di Forza Italia dichiara il proprio convinto voto favorevole. Questo decreto, infatti, corrisponde ad un impegno assunto all'ECOFIN per un taglio di spese di 7,5 miliardi di euro.
Il sottosegretario Vegas ha risposto in modo egregio alle varie critiche avanzate a questo taglio di spese assolutamente necessario e quindi non entrerò - anche perché lo ritengo superfluo - in argomentazioni di carattere tecnico. Desidero solamente puntualizzare alcuni aspetti che l'ingenerosità dell'opposizione non è riuscita a cogliere.
Innanzitutto, va tenuto presente che quella che ha colpito l'economia sia del nostro Paese che di tutti i Paesi industrializzati è la crisi più grande e strutturata dal secondo dopoguerra ad oggi. Non è quindi possibile attuare repentini miglioramenti di un debito pubblico - che, ricordo, è il terzo del mondo - che il Governo Berlusconi ha chiaramente ereditato.
Il nostro Paese ha, inoltre, una estremamente diminuita capacità nella competitività internazionale e nella vendita dei propri prodotti all'estero, che deriva anche da cinque anni di governo della sinistra, nei quali non sono state varate riforme strutturali nonostante l'economia stesse andando molto bene. Né è stato considerato l'esempio della Francia e della Germania, grandi Nazioni degli Stati Uniti d'Europa, leader in questo settore; quindi, non facciamo altro che subire quanto altri Paesi hanno già subìto in questa crisi internazionale.
Quei Paesi hanno sforato il tetto stabilito dal Patto di stabilità, mentre noi siamo rimasti entro i limiti. Pertanto, la riduzione delle spese correnti è stato uno degli aspetti fondamentali, giacché nella prima Relazione trimestrale era già stato evidenziato un problema di spese correnti fuori controllo.
Il Governo ha operato senza prevedere aumenti di imposte o incrementi fiscali, pur in una situazione drammatica dei conti. Non voglio ricordare, perché non sono ingeneroso come i colleghi dell'opposizione, il prelievo fiscale operato sui conti bancari, o la tassa sull'Europa: ognuno ha dovuto e potuto fare quanto gli era permesso in un momento di crisi internazionale.
Noi riteniamo che i dati relativi alla crescita stiano migliorando nel nostro Paese, in particolare grazie all'incremento della spesa per i consumi, per i quali si osserva un incremento dell'1,5 per cento, e all'aumento degli investimenti e delle esportazioni.
Riteniamo, inoltre, che i tagli delle risorse destinate ai Ministeri fossero assolutamente necessari anche perché si tratta di razionalizzare la spesa pubblica soprattutto nel settore delle consulenze e delle missioni e per l'acquisto di beni e servizi; il contenimento della spesa è anche la conseguenza di dinamiche di spese correnti fuori controllo.
Per quanto riguarda le banche, che sono state qui difese forse anche esageratamente, riteniamo che l'aumento dell'IRAP corrisponda, in realtà, all'eliminazione dei regimi agevolativi relativi a questa imposta. Infatti, a seguito dell'istituzione dell'imposta regionale sulle attività produttive e nella fase di prima applicazione della stessa, si stabilirono regimi agevolativi in considerazione della base imponibile delle aziende di settore; dopo alcuni anni, è ragionevole adeguare le aziende bancarie ed assicurative al resto dei settori produttivi.
Riteniamo, pertanto, che i tagli operati alla legge Visco (legge n. 133 del 1999, in materia di investimenti e occupazione) per 150 milioni e alla legge n. 488 del 1992 per 750 milioni, corrispondenti in realtà ai 250 milioni dei fondi per la programmazione negoziata, si possano considerare, nel complesso, una saggia operatività.
Rispetto a questi tagli va anche considerato, quanto al rispetto degli obiettivi, che la Corte dei conti ha evidenziato che al 30 giugno 2004 tali obiettivi erano stati raggiunti dal 94,9 per cento delle Province e dal 92 per cento dei Comuni. Anche questo è un elemento estremamente limitativo.
Vorrei soffermarmi su un aspetto di carattere generale. Ci troviamo in una situazione caratterizzata da un mercato in grave difficoltà, ma anche da un nuovo sogno e da una grossa capacità di costruzione della grande Casa degli europei. L'eliminazione di queste carenze e delle debolezze dei sistemi politici influirà nei prossimi anni sul rispetto dei vincoli imposti dal Patto di stabilità alle politiche di bilancio, perché - va sottolineato - il rispetto dei vincoli finanziari passa necessariamente attraverso la correzione e l'eliminazione delle disfunzioni dell'intervento pubblico e quindi, in primo luogo, attraverso le capacità decisionali del sistema politico.
Avremo un'Europa spinta sempre più verso un sistema imperfetto, ma attraverso il passaggio, che riteniamo assolutamente necessario, delle riforme istituzionali permanenti. È un processo di cambiamento del ruolo dello Stato collegato a scelte politiche dinamiche nello spazio e nel tempo, ma da esso dipende la nostra capacità di mantenere insieme la sicurezza e i livelli di vita acquisiti.
Con la nascita dell'Europa della moneta unica e la sottoscrizione del Patto di stabilità le possibilità per i Paesi membri di sviluppare politiche di bilancio anticicliche di tipo discrezionale sono diventate molto ridotte; praticamente, queste non sono più possibili. Di fronte ad una recessione gli Stati membri non possono utilizzare liberamente né la politica monetaria dei cambi, né le politiche di bilancio.
Riteniamo che il rigido limite all'impatto degli stabilizzatori automatici e delle politiche discrezionali anticicliche nelle situazioni di depressione porti ad un aumento della spesa pubblica determinato da sussidi, da interventi di tipo discrezionale (quali programmi straordinari di opere pubbliche), nonché, ahimè, ad una riduzione delle entrate dovuta alla diminuzione della base imponibile e a manovre di incentivazione di attività produttive. Questi aspetti creano gravi vincoli e quindi, malgrado le difficoltà, riteniamo che il Governo abbia operato molto bene e che il Ministero dell'economia e delle finanze abbia apportato tagli significativi.
Per questo dichiariamo il nostro voto favorevole. (Applausi dai Gruppi FI e UDC e del senatore Grillotti. Congratulazioni).