MARTONE (Verdi-U). Di fronte alle esternazioni del Presidente del Consiglio sullo stato di salute del Governo, alla richiesta di un’aprioristica professione di fede da parte dei cittadini italiani e alle critiche rivolte ai media internazionali, che si limitano a porre in risalto le anomalie personali o di azione del premier, soprattutto in politica estera, i Verdi avrebbero preferito che fosse riaffermata la prospettiva di un’Europa e di un ordine mondiale basati sul diritto internazionale, sulla solidarietà, sulla pace, sulla tutela dell’ambiente e sulla cooperazione allo sviluppo. Nelle comunicazioni del presidente Berlusconi non vi è alcun accenno alla ripresa del dialogo tra Europa e Stati Uniti, che ricomprenda le problematiche del Tribunale penale internazionale o degli organismi geneticamente modificati o, ancora, del protocollo di Kyoto, anche in vista della Conferenza delle parti della Convenzione sui mutamenti climatici che l'Italia ospiterà a dicembre. Il contributo europeo alla sicurezza globale non può appiattirsi sulla logica del rafforzamento militare, secondo il modello statunitense di difesa attiva, a scapito del concetto di responsabilità che deve tradursi, ad esempio, nell'elaborazione di un codice di condotta per le imprese europee operanti all'estero. Inoltre, accanto alle questioni dell'Iraq e del Medio Oriente, occorrerà affrontare il dramma del continente africano, interamente attraversato dalla fame, dall'AIDS e dalla guerra; in tale contesto suscita interesse l'iniziativa del Ministero degli esteri di un incontro a fine luglio sulla prevenzione dei conflitti in Africa, che si augura divenga uno degli elementi caratterizzanti della politica comune europea, accanto alla promozione della tutela dei diritti umani e del diritto di asilo, nonché alla ratifica della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dei lavoratori immigranti e delle loro famiglie.
Presidenza del vice presidente FISICHELLA