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Legislatura 14ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 426 del 01/07/2003


Discussione sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri sulla politica estera alla vigilia del semestre di Presidenza italiana dell’Unione Europea

Approvazione delle proposte di risoluzione nn. 2 (Testo corretto) e 5. Reiezione delle proposte di risoluzione nn. 1 (Nuovo testo), 3 e 4

PRESIDENTE. Ricorda che nella seduta pomeridiana del 26 giugno è intervenuto il Presidente del Consiglio dei ministri. Sospende brevemente la seduta in attesa dell'arrivo della ministro La Loggia.

La seduta, sospesa alle ore 9,40, è ripresa alle ore 9,46.

PRESIDENTE. Dichiara aperta la discussione sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri.

MARINO (Misto-Com). L'iniziativa politica del Governo Berlusconi si è caratterizzata per la scarsa adesione all’idea di un’Europa forte, autorevole protagonista sullo scenario internazionale. Al contrario, le numerose esternazioni di esponenti della maggioranza, le dimissioni del ministro Ruggiero, le prese di posizione su argomenti come lo scudo stellare e la guerra in Iraq e, da ultima, la decisione del Presidente del Consiglio di non incontrare Arafat hanno fatto perdere all'Italia la credibilità faticosamente acquisita in sede europea con la politica di risanamento per il raggiungimento dei parametri fissati a Maastricht. Nel semestre di Presidenza è auspicabile un’inversione di tendenza affinché l'Italia possa svolgere un ruolo all'altezza degli impegnativi obiettivi da raggiungere per la riforma costituzionale dell’Unione e per contribuire al processo di pace in Medio Oriente.

LAURO (FI). La Presidenza di turno italiana dell’Unione Europea è un'occasione storica per realizzare un programma innovativo che possa costituire un modello di sviluppo, di democrazia partecipativa e di pace per le fasi successive della costruzione dell'Europa. L'autorevolezza del Governo Berlusconi ed il forte protagonismo dimostrato dal Presidente del Consiglio nelle relazioni internazionali consentiranno certamente di conseguire ambiziosi risultati, specie in ambito mediterraneo, di rafforzare la coesione europea e di rinsaldare l'amicizia euro-atlantica. Con il semestre italiano e la concomitante presidenza della Commissione europea di Romano Prodi si apre per l'Italia una stagione di grande prestigio ma anche di rilevanti responsabilità, che dovrebbero indurre maggioranza ed opposizione ad abbandonare polemiche pretestuose e litigiosità di provincia, per sostenere il Presidente del Consiglio nel suo sforzo al servizio del Paese e dell'Europa. (Applausi dal Gruppo FI. Congratulazioni).

MALABARBA (Misto-RC). Nonostante le politiche liberiste si siano rivelate chiaramente inadatte ad arrestare la tendenza alla stagnazione che caratterizza l'economia europea ed americana, entrata in crisi prima dell'11 settembre, il Governo Berlusconi ripropone per il semestre di Presidenza italiana dell'Unione un programma basato sulle infrastrutture, sul taglio delle pensioni e del Welfare, sulla privatizzazione del lavoro; inoltre si propone la legge Bossi-Fini come modello continentale. L'Europa sociale che si sta disegnando grazie alla mobilitazione dei cittadini, vero processo costituente di un’Unione democratica e partecipativa, propone un totale rovesciamento delle politiche fin qui adottate, l'abbandono delle rigidità del Patto di stabilità e delle politiche liberistiche che stanno spingendo un sempre maggior numero di persone sotto la soglia di povertà, nonché l'adozione della Tobin tax per tassare le rendite speculative da capitale e combattere i paradisi fiscali.

BUDIN (DS-U). La portata storica delle scadenze che attendono l'Europa nei prossimi mesi sul piano dell'ampliamento e delle riforme istituzionali e gli impegni di carattere politico a livello internazionale impongono una Presidenza italiana dell'Unione di grande autorevolezza sul piano politico, nell'interesse dell'Europa ma anche della stessa Italia, ma il presidente Berlusconi non ha mostrato di cogliere l'opportunità indicando al Parlamento le priorità del programma di Presidenza. In particolare, lo scenario che si sta delineando in Iraq configura la necessità di una presenza coordinata dell'Europa e in tale direzione la Presidenza italiana sarà credibile se saprà svolgere un forte ruolo di mediazione, autenticamente indipendente dall’Amministrazione Bush, onde superare le fratture aperte dalla guerra, così come il varco aperto nel conflitto israelo-palestinese dalla road map sarà l'occasione per concretizzare l'impegno dell'Europa in direzione della pace. Occorre inoltre porre tra le priorità l'estensione dei confini dell'Europa ai Balcani occidentali, assumendo un impegno per la democratizzazione e l'inclusione di quei Paesi nel processo di integrazione. (Applausi dai Gruppi DS-U, Mar-DL-U e Misto-SDI).

GRECO (FI). Le priorità indicate dal Presidente del Consiglio e poste alla base del programma di Presidenza italiana dell'Unione coincidono in larga parte con quelle contenute nella risoluzione approvata dalla Giunta per gli affari europei lo scorso maggio con il consenso unanime delle forze politiche. Oltre infatti alle scadenze di portata storica quale l'allargamento e le riforme istituzionali, si pone l'accento sulla necessità di una politica estera, di sicurezza e di difesa comune, sulla lotta al terrorismo e sulle azioni di contrasto all'immigrazione clandestina nonché su un rafforzamento delle aree mediterranee e sullo sviluppo delle infrastrutture. Proprio in ragione di ciò e nella consapevolezza dell'opportunità che si apre per l'Italia, le forze politiche dovrebbero esprimere generale fiducia al Presidente del Consiglio, valutando positivamente il programma illustrato, in linea con il giudizio espresso dal Presidente della Repubblica e da numerosi Capi di Governo stranieri. (Applausi dai Gruppi FI e AN. Congratulazioni).

COLOMBO (Misto). Il semestre di Presidenza italiana dell'Unione rappresenta un'occasione di grande prestigio per il Paese e pertanto occorre che il comportamento politico sia ispirato alla grande tradizione di politica internazionale ed europea che ha contraddistinto l'Italia fin dal dopoguerra, volta alla costruzione di un’Europa forte, in grado di contare sullo scenario internazionale come agente di pace e di sviluppo e, proprio a tal fine, occorre individuare obiettivi chiari ed assumere un comportamento leale nelle alleanze. Stante il poco tempo a disposizione, consegna agli atti la restante parte dell'intervento (v. Allegato B). (Applausi dai Gruppi Mar-DL-U e DS-U e del senatore Marini).

CASTAGNETTI (FI). Le tematiche poste a base del programma da parte del presidente Berlusconi convergono con le priorità indicate dall'opposizione, che peraltro conviene anche sulla necessità di riallacciare i fili con gli Stati Uniti, dopo lo strappo effettuato da alcuni Paesi europei in occasione della guerra in Iraq, nonché sullo svolgimento di un ruolo attivo per la soluzione della conflitto israelo-palestinese. Anzi, proprio le posizioni assunte in passato dal Presidente del Consiglio nei confronti degli Stati Uniti e sulla questione palestinese appaiono presupposti fondamentali per l'ottenimento di risultati positivi. Appare contraddittorio pertanto l’atteggiamento dell'opposizione che, probabilmente per rincorrere posizioni movimentiste, intende negare al Presidente Berlusconi un consenso unanime, dimostrando con ciò l'incapacità di valutare la portata storica degli eventi. (Applausi dai Gruppi FI e LP. Congratulazioni).

CURTO (AN). Il semestre italiano di presidenza dell’Unione Europea si inserisce in un quadro internazionale segnato, sotto il profilo economico e politico, dal pericolo del terrorismo e dall’aspro confronto sulla strategia più opportuna per contrastarlo; in tal senso, bisognerà superare le divisioni tra i Paesi europei e rafforzare l'identità e gli obiettivi comuni. Anche in Italia, tutte le forze politiche dovranno compiere lo sforzo di cercare una convergenza, al di sopra degli schieramenti e delle bandiere di partito, perché l'impegno internazionale non coinvolge soltanto la persona del Presidente del Consiglio, bensì l'intero Paese, e soprattutto perché il Governo ha già dato dimostrazione di poter respingere le critiche sulla scarsa adesione al progetto europeo, laddove ha indicato temi di grande delicatezza su cui cercare una soluzione comune, come quello dell'immigrazione e della lotta al traffico di esseri umani o quello del rafforzamento del ruolo di pacificazione dell’Unione Europea. Confermando quindi senso di responsabilità e cultura istituzionale, Alleanza Nazionale cercherà di dare un contributo proprio su tali temi, nella convinzione che l'adesione al progetto europeo non significhi soltanto il rispetto del patto di stabilità o dei parametri economici, e chiede all'opposizione di mostrare maggiore attaccamento al Paese e al sentimento di identità nazionale. (Applausi dal Gruppo AN e del senatore Castagnetti).

SALVI (DS-U). L'importanza del semestre di presidenza europea che oggi viene avviato prescinde dal Paese che assume l'incarico, ma deriva dalla rilevanza delle decisioni da prendere, che riguardano la collocazione internazionale dell'Europa (soprattutto in rapporto con le politiche degli Stati Uniti), la nuova Costituzione europea e le politiche sul piano sociale. Dal momento che su tali aspetti le comunicazioni del Presidente del Consiglio sono state lacunose o preoccupanti, ribadisce che l'Italia deve farsi promotrice in Europa di una politica di autonomia e non limitarsi a rappresentare gli interessi dell'Amministrazione Bush, come si è verificato in occasione della recente visita in Israele compiuta dal Presidente del Consiglio e con il suo rifiuto di incontrare Arafat, che ha segnato un momento di discontinuità rispetto alla posizione europea; peraltro, l'interesse italiano al multilateralismo, alla cultura della legalità e alla promozione della politica di pace nei rapporti internazionali risponde ai sentimenti di gran parte dei suoi cittadini, ai principi costituzionali e alla storia del Paese e proprio per questo suscitano inquietudine le posizioni di razzismo antiarabo espresse dalla Lega. Altrettanto inquietante è l'assenza di una chiara posizione italiana rispetto al contenuto della proposta di Costituzione europea e soprattutto al profondo deficit di democrazia che permea la bozza elaborata, che i parlamentari eletti dal popolo potranno solo ratificare o rifiutare. Di fronte al fallimento delle politiche dell'Unione in materia di crescita economica o di questioni sociali, non sono sufficienti né le dichiarazioni di principio né l'auspicio che vengano adottate in sede europea le misure di contenimento, come la cosiddetta Maastricht delle pensioni, che non si ha la forza di realizzare all'interno del Paese; occorrerebbe invece rilanciare una politica comune europea in materia di disoccupazione, di precariato, di ingiustizia sociale, ma non sembra che il Governo Berlusconi possa orientarsi in tal senso, salvo imprimere un'inversione di rotta alle politiche sinora adottate. (Applausi dai Gruppi DS-U e Mar-DL-U).

CONTESTABILE (FI). Pur concordando sull'opportunità di non enfatizzare la presidenza italiana dell’Unione europea, essendo l’undicesima volta che il Paese assume tale ruolo, non c'è dubbio che tale periodo sarà decisivo per la spinta alla conclusione del negoziato di pace tra Israele e i palestinesi, dopo mezzo secolo di conflittualità. Se è vero che la guerra in Iraq e conseguentemente il sostegno italiano all’azione americana, oltre ad eliminare un sanguinario dittatore, hanno consentito al Governo israeliano di rafforzare gli elementi di sicurezza per poter concedere aperture inimmaginabili fino a un anno fa, è anche vero che da parte palestinese, al di là della comparsa del nuovo leader Abu Mazen, è stata accettata da terroristi e estremisti una tregua emblematica ed importante. Formula pertanto i migliori auguri di Forza Italia al Presidente del Consiglio per il ruolo di moderazione e di mediazione che il Governo italiano sarà chiamato a svolgere in tale processo di pace. (Applausi dai Gruppi FI, AN e LP. Congratulazioni).

MARTONE (Verdi-U). Di fronte alle esternazioni del Presidente del Consiglio sullo stato di salute del Governo, alla richiesta di un’aprioristica professione di fede da parte dei cittadini italiani e alle critiche rivolte ai media internazionali, che si limitano a porre in risalto le anomalie personali o di azione del premier, soprattutto in politica estera, i Verdi avrebbero preferito che fosse riaffermata la prospettiva di un’Europa e di un ordine mondiale basati sul diritto internazionale, sulla solidarietà, sulla pace, sulla tutela dell’ambiente e sulla cooperazione allo sviluppo. Nelle comunicazioni del presidente Berlusconi non vi è alcun accenno alla ripresa del dialogo tra Europa e Stati Uniti, che ricomprenda le problematiche del Tribunale penale internazionale o degli organismi geneticamente modificati o, ancora, del protocollo di Kyoto, anche in vista della Conferenza delle parti della Convenzione sui mutamenti climatici che l'Italia ospiterà a dicembre. Il contributo europeo alla sicurezza globale non può appiattirsi sulla logica del rafforzamento militare, secondo il modello statunitense di difesa attiva, a scapito del concetto di responsabilità che deve tradursi, ad esempio, nell'elaborazione di un codice di condotta per le imprese europee operanti all'estero. Inoltre, accanto alle questioni dell'Iraq e del Medio Oriente, occorrerà affrontare il dramma del continente africano, interamente attraversato dalla fame, dall'AIDS e dalla guerra; in tale contesto suscita interesse l'iniziativa del Ministero degli esteri di un incontro a fine luglio sulla prevenzione dei conflitti in Africa, che si augura divenga uno degli elementi caratterizzanti della politica comune europea, accanto alla promozione della tutela dei diritti umani e del diritto di asilo, nonché alla ratifica della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dei lavoratori immigranti e delle loro famiglie.

Presidenza del vice presidente FISICHELLA

SODANO Calogero (UDC). Condivide il giudizio espresso ieri dal ministro Tremonti sull'eccessiva fretta con cui si è proceduto all'allargamento dell’Unione Europea, per le conseguenze che esso produrrà sull'erogazione dei finanziamenti dell'Obiettivo 1, ora basati esclusivamente sul parametro del prodotto interno lordo, al quale occorrerebbe aggiungere l'indice di disoccupazione e quello della mancanza delle infrastrutture; in tal modo alcune Regioni del Mezzogiorno non sarebbero penalizzate, ma potrebbe proseguire quella importante azione profondamente riformatrice avviata con la riduzione della pressione fiscale e la previsione di grandi infrastrutture. In merito alle osservazioni del Presidente del Consiglio sulla situazione politica interna e sugli equilibri di maggioranza, rileva che permangono all’interno della coalizione di Governo divergenze su taluni argomenti, come il cosiddetto indultino o le politiche per l'immigrazione, e si rende opportuno un chiarimento, per superare i toni polemici di alcuni esponenti della Lega. (Applausi dai Gruppi UDC, FI e AN. Congratulazioni).

DANIELI Franco (Mar-DL-U). Il Governo è incapace di tradurre in una costante e coerente azione politica gli obiettivi che si prefigge anche a livello internazionale e il Presidente del Consiglio, nonostante la disponibilità dell'opposizione, rifiuta un approccio bipartisan alle grandi scelte di politica estera, contraddicendo nei fatti il ministro Frattini, che sia in occasione della guerra all'Iraq, sia nell'imminenza del semestre di presidenza italiana, ha avviato degli incontri informali con esponenti dell'opposizione. L'odierna manifestazione dei diplomatici, ai quali esprime la propria solidarietà, evidenzia lo scarto tra le intenzioni e la realtà, in quanto evidenzia non solo la difficoltà di realizzare quella grande riforma del Ministero degli affari esteri annunciata con enfasi dal Presidente del Consiglio, in base alla quale la Farnesina avrebbe dovuto assumere il coordinamento della politica economica all'estero, ma non riesce neppure ad assolvere gli ordinari compiti istituzionali. Inoltre, le priorità del semestre di Presidenza italiana sono state annunciate con ritardo e risultano generiche, anche se condivisibili. E' auspicabile che al Parlamento europeo il Presidente del Consiglio enunci impegni concreti, anche in ordine alla Conferenza intergovernativa che dovrà sancire la nuova Costituzione europea, senza pregiudicare il lavoro svolto dalla Convenzione; al riguardo l'opposizione si adopererà affinché il Trattato costituzionale sia firmato a Roma, auspicando tuttavia che il Presidente del Consiglio non voglia utilizzarlo come motivo di propaganda elettorale. Inoltre, tra le priorità del semestre dovrebbero esservi l'esigenza di un ulteriore allargamento dell'Unione alla Bulgaria e alla Romania, il cui ingresso dovrebbe essere previsto nel 2007, l'avvio del processo di integrazione con gli Stati balcanici, un maggiore coinvolgimento della Turchia e lo sviluppo del partenariato euromediterraneo. (Applausi dai Gruppi Mar-DL-U e DS-U).

PASSIGLI (DS-U). L'intervento del presidente Berlusconi denota superficialità, mancanza di prospettiva e di concreti obiettivi per il semestre di presidenza italiana, evidenzia l'isolamento del Governo italiano rispetto agli altri cinque Paesi fondatori dell'Unione ed aggiunge ulteriori motivi di perplessità a quelli già suscitati dal conflitto di interessi e dal varo di leggi ad personam in materia di giustizia, che la stampa internazionale si limita a registrare. Circa l'approvazione della nuova Costituzione europea, il Presidente del Consiglio ha espresso una visione intergovernativa e non federalista, non ha minimamente accennato all'allargamento degli istituti comuni nelle aree della sicurezza e della giustizia o all'estensione dell'ambito delle decisioni a maggioranza. In materia economica ha proposto una banale e datata riedizione del piano Delors, carente di investimenti nella formazione, nell'innovazione e nella ricerca. Infine, in politica estera ha disegnato un'Europa velleitaria ma allo stesso tempo appiattita sugli Stati Uniti ed incapace di una propria visione autonoma delle relazioni internazionali, che si affida a soluzioni estemporanee e superficiali per risolvere problemi complessi, come ad esempio il cosiddetto nuovo piano Marshall per il Medio Oriente.

SERVELLO (AN). Nonostante le linee ispiratrici del programma di presidenza italiana (che ricomprendono l'allargamento dell'Unione, le reti infrastrutturali, la conclusione dei lavori per una nuova Costituzione europea, la partecipazione attiva al processo di pace in Medio Oriente, il rafforzamento dell'alleanza transatlantica secondo una visione complementare e non certo antitetica dei rapporti tra Europa e Stati Uniti) siano essenziali ed assolutamente condivisibili, l'opposizione, per lucrare un piccolo vantaggio politico, sostiene gli attacchi che la stampa internazionale e nazionale di sinistra sta conducendo in questi giorni contro il Presidente del Consiglio. Pur di tentare di screditare il Governo, la sinistra appoggia una faziosa campagna stampa che danneggia gli interessi del Paese, così dimostrando di rappresentare la vera anomalia della politica italiana, in quanto incapace di svolgere correttamente e nell'interesse del Paese il proprio ruolo di opposizione in attesa di nuove elezioni politiche. (Applausi dai Gruppi AN e FI e del senatore Carrara. Congratulazioni).

Presidenza del vice presidente SALVI

IOANNUCCI (FI). Il programma esposto dal presidente Berlusconi fa emergere i valori, i principi giuridici ed i fini politici sui quali costruire l'identità europea. Si tratta di un lodevole esempio di europeismo consapevole che abbandona la demagogia, l’inerzia propositiva e l'abdicazione dalle proprie responsabilità con le quali il centrosinistra aveva reso l'Italia un soggetto passivo nelle scelte decisive dell'Unione. La maggiore consapevolezza del ruolo cui l'Italia è chiamata e degli obblighi derivanti dall'essere la quinta economia mondiale, il terzo contributore dell'Unione ed il terzo Paese in termini di truppe impegnate in operazioni di pace all'estero sotto l'egida delle Nazioni Unite consentirà al Governo di attivare azioni positive in direzione del processo di graduale integrazione dell'Europa. Da tale punto di vista, va particolarmente apprezzato il programma enunciato, che va oltre il semestre e getta le basi per un’Europa fattore di stabilità internazionale, di cooperazione e solidarietà tra i popoli, di sviluppo economico integrato e solidale, di diffusione della conoscenza e della tolleranza, di istituzionalizzazione democratica e liberale. I risultati esaltanti sin qui acquisiti in politica estera dal Governo Berlusconi, insieme ai credibili progetti di rilancio dell'economia reale che hanno consentito all'Italia di resistere alla recessione mondiale, permettono all'Italia di affrontare con rinnovato prestigio e credibilità il semestre di presidenza, che costituisce un'opportunità per una politica costruttiva, senza rissosità e strumentalizzazioni di parte. (Applausi dai Gruppi FI e LP e del senatore Carrara. Congratulazioni).

PRESIDENTE. Dichiara chiusa la discussione e, in attesa dell’arrivo del Ministro degli affari esteri, sospende la seduta.

La seduta, sospesa alle ore 12,05, è ripresa alle ore 12,36.

Presidenza del presidente PERA

FRATTINI, ministro degli affari esteri. Obiettivo prioritario del semestre di presidenza italiana dell'Unione, che inizia nella giornata odierna, è quello di dare all'Europa una Costituzione, quanto mai necessaria per gestire la fase dell'ampliamento e per garantirle, nel contempo, un'autorevole presenza sullo scenario internazionale. In tale direzione, la Conferenza intergovernativa dovrà porre a fondamento della propria elaborazione i lavori della Convenzione, base lusinghiera da cui partire non per rimettere in discussione i pilastri fondamentali del risultato costituente dal punto di vista dell'architettura delle istituzioni, ma per approfondire questioni rimaste prive di soluzione su cui molti Paesi hanno aspettative. In particolare, ci sarà l'occasione per ritornare sulla ricerca di un equilibrio, da porre tra i valori fondanti della nuova Costituzione, tra il principio della laicità dello Stato e la tradizione cristiana dell'Europa mentre, per quanto riguarda materie delicate come la difesa e la politica estera, appare convincente la soluzione di un periodo di transizione in cui sperimentare la nuova Europa allargata, individuando nuovi modelli, partendo magari da quello della cooperazione rafforzata. In tema di integrazione europea, il semestre italiano sarà l'occasione per sollecitare la vocazione europeista dei Balcani occidentali nell'interesse di quegli stessi Paesi e dell'Europa nel suo complesso. Quanto al ruolo internazionale dell'Europa, l'azione italiana sarà volta a rafforzare il legame euroatlantico, anche mediante comuni azioni contro il terrorismo internazionale, e a stimolare il processo di pace in Medio Oriente; in tal senso l'Italia svolgerà il proprio ruolo forte dell'idea lanciata dal presidente Berlusconi, già raccolta in sede internazionale, di aiuti alla ricostruzione del tessuto economico e sociale della Palestina. Quanto ai temi della sicurezza, occorre cogliere lo spunto emerso nel dibattito di recuperare il ruolo di istituzioni ed organismi ad essa proposti, come l'OSCE, in vista del piano per la difesa e la sicurezza che occorre presentare entro dicembre. Il semestre di presidenza italiana si muoverà pertanto in una linea di convinto europeismo, tenendo conto dell'esigenza di tutelare e riaffermare i valori della tradizione e della cultura dei popoli dell'Europa, rendendo in tal modo i cittadini più partecipi del processo riformatore. In tale opera appare fondamentale il sostegno del Parlamento, delle istituzioni e della società civile per assicurare piena dignità al ruolo dell'Italia; invita pertanto a non alimentare inutili tentativi di delegittimazione. (Applausi dai Gruppi FI, AN, UDC e LP). Esprime parere contrario sulle proposte di risoluzione n. 1, n. 3 (in quanto l'ambiente è stata già indicato come una priorità) e n. 4, che mette in discussione questioni su cui con grande fatica si è raggiunto un faticoso equilibrio in seno alla convenzione. Esprime parere favorevole sulle proposte di risoluzione n. 2, di cui suggerisce una modifica formale, e n. 5.

PRESIDENTE. Passa alla votazione delle proposte di risoluzione.

DEL PENNINO (Misto-PRI). Dichiara il voto favorevole dei Repubblicani alle proposte di risoluzione nn. 2 e 5, concernenti le linee guida sull'azione del Governo nel semestre italiano di Presidenza dell'Unione europea, in un momento molto delicato per la definizione del futuro assetto istituzionale della stessa e per il rilancio della collaborazione con gli Stati Uniti. I Repubblicani avrebbero auspicato un maggiore rafforzamento dei poteri dell’Unione rispetto a quelli degli Stati nazionali, ma il progetto di Costituzione, che trasforma l’Unione stessa da entità internazionale a soggetto costituzionale, rappresenta oggi l'unico compromesso possibile. Sottolinea, infine, l'importanza della collaborazione in materia di immigrazione clandestina. (Applausi dai Gruppi FI e UDC. Congratulazioni).

DE PAOLI (Misto-LAL). Auspica che l'azione del Governo italiano nel semestre di Presidenza dell’Unione europea possa rispondere alle numerose aspettative del mondo economico, pur rendendosi conto che tale obiettivo potrà essere raggiunto solo se il Presidente del Consiglio porrà maggiore attenzione all'interesse della collettività europea e non solo a quelli personali, superando la sindrome del complotto comunista e rinnovando il confronto con le opposizioni.

MARINO (Misto-Com). I Comunisti italiani voteranno contro la proposta di risoluzione della maggioranza, esprimendo dissenso sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio rispetto alla politica interna e sull’operato del Governo, che non ha comportato i celebrati risultati positivi sul piano dello sviluppo, della fiscalità, del controllo dei prezzi e delle tariffe; in materia di politica estera, poi, con l'appiattimento sulle scelte compiute dall'amministrazione americana, di cui è espressione il recente mancato incontro con Arafat, è necessario abbandonare la linea antieuropea finora seguita e rafforzare invece il ruolo politico dell’Europa come fattore di riequilibrio e di pacificazione.

MALABARBA (Misto-RC). Le proposte di risoluzione di Rifondazione comunista e dei Verdi, su cui preannuncia voto favorevole, propongono una visione alternativa dell'Europa basata sulla giustizia sociale, su una più equa legislazione sui temi del lavoro e dell'immigrazione e sulla funzione realmente pacificatrice dell'Europa. D'altra parte, è già in atto una forte incrinatura tra la politica di Berlusconi ed il Paese, conseguenza dei colpi di mano nel settore della giustizia, del fallimento della legge Bossi-Fini, della crisi delle grandi industrie e della mancata tenuta del Patto per l'Italia. Analogo dissenso sarà espresso a Roma nel mese di settembre dai lavoratori e dalle lavoratrici europee contro i tagli allo Stato sociale e le politiche previdenziali preannunciate. (Applausi dal Gruppo Misto-RC).

FILIPPELLI (Misto-Udeur-PE). Preannuncia il voto contrario dell’Udeur alla proposta di risoluzione della maggioranza, augurando comunque al Presidente del Consiglio un proficuo lavoro per la pace, l’ambiente ed il lavoro, ma soprattutto per la ricomposizione delle fratture determinatesi in occasione della guerra in Iraq. Anche il processo di pace tra israeliani e palestinesi dovrà essere inserito in una pacificazione complessiva del Medio Oriente, mentre particolare attenzione dovrà essere posta al Mediterraneo, all’interno del quale vanno potenziati i collegamenti per favorire la realizzazione di un’area di libero scambio a partire dal 2010. Per quanto riguarda l’immigrazione, il problema non può essere risolto con la chiusura delle frontiere, ma agevolando la regolarizzazione dei lavoratori stranieri utili alle imprese e contrastando l’immigrazione clandestina con la soluzione del rimpatrio indicata dal ministro Pisanu, peraltro ripresa dalla precedente maggioranza. Annunciando infine, per spirito di responsabilità, il sostegno all’impegno europeo del Governo, si augura che quest'ultimo dia chiari segni di continuità con la politica estera seguita in passato, in particolare nel rapporto con gli Stati Uniti.

MARINI (Misto-SDI). Auspica che la presidenza italiana dell'Unione europea superi le improvvisazioni che finora hanno caratterizzato l’operato del Governo italiano, di cui è ultima testimonianza la preannunciata collaborazione con la Libia e la successiva smentita delle autorità libiche in materia di lotta all’immigrazione clandestina. Appare fondamentale, quindi, improntare la funzione di presidenza dell’Unione alla chiarezza, alla riflessione e alla preventiva individuazione degli obiettivi e analoga chiarezza dovrebbe ispirare la ricomposizione del rapporto con gli Stati Uniti, non improntato alla sudditanza verso quel Paese, bensì al rilancio del ruolo europeo come elemento di riequilibrio internazionale. Anche in ordine alle necessarie riforme in materia di giustizia, di patto di stabilità, di difesa e di sicurezza, di politiche sociali e di allargamento dell’Unione europea sarebbe auspicabile maggiore lungimiranza ed un minore condizionamento derivante da questioni di politica interna; non si può infatti ipotizzare un allargamento dei confini alla Turchia, alla Russia o ad Israele prima che questi Stati abbiano aderito ai valori europei in materia di diritti umani e di risoluzione pacifica dei conflitti.

ANDREOTTI (Aut). Anche quello che si apre oggi, come i precedenti ricordati dal senatore Colombo, sarà un semestre italiano di Presidenza europea di grande portata, trattandosi della nascita della Costituzione europea, a lungo ritenuta addirittura impossibile data la differente struttura giuridica degli Stati membri dell'Unione. In tale prospettiva, si augura che il Governo possa contare sullo spirito di cooperazione politica di tutte le forze rappresentate in Parlamento, anche perché il semestre italiano interviene all'indomani di un periodo contrassegnato da gravi lacerazioni internazionali. Un altro campo su cui si augura una riflessione comune è quello che riguarda la politica sociale dell’Unione europea; anche in questo caso, alcuni Paesi, in particolare la Gran Bretagna all'epoca guidata dal Governo Thatcher, escludevano tale materia da quelle comunitarie, mentre oggi è possibile compiere un importante passo in avanti, ad esempio per la lotta comune contro la disoccupazione. Infine, sollecita il Governo italiano a sostenere politiche europee di cooperazione nei confronti dei Paesi in via di sviluppo, ed in particolare dei Paesi cosiddetti APC (Africa, Caraibi, Pacifico), o ancora del Medio Oriente, richiamando l’iniziativa europea per un dialogo tra Israele e Palestina promossa al Consiglio di Venezia del 1980; e in tale spirito auspica una iniziativa europea per la riunificazione della Corea e per la riforma dell’ONU. (Applausi dai Gruppi Aut, FI, UDC, AN, DS-U e Mar-DL-U. Congratulazioni).

RIPAMONTI (Verdi-U). Al turno di presidenza italiana compete la grande responsabilità di completare la rivoluzione culturale rappresentata dall'Europa unita e a tal fine è necessario svolgere un efficace ruolo di mediazione tra i partner europei, anziché procedere ad inutili strappi come in occasione della guerra all'Iraq. Il Presidente del Consiglio ha vantato una nuova credibilità dell'Italia in sede internazionale, ma questa affermazione non corrisponde al vero, in quanto il Paese è agli ultimi posti sia per l'applicazione delle direttive comunitarie, sia per la politica ambientale contraddistinta da sanatorie e condoni, mentre la finanza creativa del ministro Tremonti ha messo in discussione la credibilità del risanamento economico raggiunto dai Governi dell'Ulivo. E' insoddisfacente anche l'approccio del Governo alla Convenzione europea, inadeguato rispetto all'esigenza di costituire un nuovo soggetto internazionale forte, in grado di promuovere la pace e lo sviluppo sostenibile e contemperare l'unilateralismo statunitense. Tali presupposti e la mancata soluzione del conflitto di interesse, che viene percepito come un'anomalia negli altri Paesi europei, impongono la più alta vigilanza sull'operato del Governo nel corso del semestre di presidenza italiana. (Applausi dai Gruppi Verdi-U, Mar-DL-U e DS-U e del senatore De Paoli).

PROVERA (LP). Il riferimento a rilevanti questioni di politica interna alla vigilia del turno di presidenza italiana del Consiglio europeo è assolutamente proprio, sia perché le questioni delle infrastrutture e dell'immigrazione hanno evidenti riflessi di politica estera, sia perché è normale orientare i temi europei verso scelte politiche che tengano conto degli interessi nazionali. Nel prossimo semestre il Governo italiano dovrà ricucire i rapporti tra i Paesi europei e dell'Europa nel suo complesso con gli Stati Uniti, sulla base di un dialogo tra eguali che condividono i valori della democrazia e dei diritti umani. Potrà inoltre affrontare nella dimensione europea il contrasto all'immigrazione clandestina, che ha un'incidenza profonda sulla società, anche attraverso l'impiego di unità militari multinazionali e la destinazione di apposite risorse al rimpatrio dei clandestini. In tale ambito si devono stabilire regole certe e porre fine alle sanatorie, ammettendo solo chi può lavorare e accetta di rispettare le leggi italiane. Tale politica di fermezza, che oltretutto garantisce gli immigrati contro forme di schiavitù e di lavoro nero, deve essere accompagnata da una più efficiente politica di cooperazione; chiede pertanto che il Presidente del Consiglio sostenga il varo di una nuova legge, che consenta un migliore e più efficiente utilizzo delle risorse, da destinare prevalentemente agli accordi bilaterali, e definisca chiaramente i compiti dei soggetti coinvolti. (Applausi dai Gruppi LP e FI e del senatore Carrara. Congratulazioni).

D'ONOFRIO (UDC). Annuncia che il Gruppo voterà a favore delle proposte di risoluzione nn. 2 e 5 a sostegno della Presidenza italiana dell’Unione impegnata in questioni complesse. Condivide inoltre politicamente il giudizio con il quale un esponente dell’opposizione ha definito inqualificabile l'intervento svolto alla Camera dei deputati dal capogruppo della Lega Cè in risposta alle comunicazioni del ministro dell’interno Pisanu. Nel semestre di Presidenza italiana dovranno essere affrontate questioni rilevanti e di difficile soluzione, a partire dalla definizione del rapporto, alternativo o convergente, dell'Europa rispetto agli Stati Uniti. Inoltre, l'ampliamento dell'Unione a 25 Paesi non può essere considerato un generico allargamento, in quanto l'inclusione di Stati che nel 1957 rientravano nel Patto di Varsavia rappresenta una discontinuità radicale e allo stesso tempo implica la strategicità della questione euromediterranea e della ridefinizione dei criteri per fissare gli standard di ricchezza delle diverse aree. Sulla nuova Costituzione europea l'obiettivo ambizioso e difficile è quello di rendere coerenti l'interesse nazionale con quello europeo, obiettivo rispetto al quale la scelta del criterio della votazione a maggioranza o all'unanimità non è esaustiva, anche se la contrarietà ad un super-Stato europeo impone l'estensione del criterio della maggioranza a qualsiasi ambito. Auspicando che l'opposizione concorra positivamente all'elaborazione delle questioni che ritiene di condividere, segnala infine l'esigenza che l'Europa elabori nuove forme di intesa con Israele e la Russia e promuova un accordo con i Paesi dell'America latina aderenti al Mercosur. (Applausi dai Gruppi UDC, FI e AN e del senatore Carrara).

BORDON (Mar-DL-U). Pur non condividendo alcuni superficiali giudizi espressi dalla stampa internazionale nei confronti dell'Italia, resta il fatto che a livello europeo la figura del Presidente del Consiglio continua ad essere percepita come una anomalia, sia per l'evidente conflitto di interessi, sia per l'approvazione di specifiche norme che gli hanno garantito un personale salvacondotto rispetto ai processi nei quali è coinvolto. Tuttavia, pur essendo evidenti alcune diversità di posizione, nonché la negatività di alcune dichiarazioni estemporanee del presidente Berlusconi, la Presidenza del Consiglio europeo coinvolge il patrimonio comune della politica estera del Paese, per cui occorre un impegno comune per il raggiungimento di positivi risultati. Nell’arco del semestre deve essere compiuto un passo in avanti sul fronte sia del progetto di Costituzione sia dell'allargamento dell'Unione, argomenti che richiedono proposte più complesse e specifiche rispetto al generico intervento svolto in Aula dal Presidente del Consiglio. Occorre poi avviare una politica estera e di sicurezza comune, con trasferimento di quote in sovranità verso l'Unione, ed elaborare una comune politica di lotta all'immigrazione clandestina, il che richiede anche risorse da destinare allo sviluppo dei Paesi mediterranei. (Applausi dai Gruppi Mar-DL-U e DS-U e del senatore Peterlini. Congratulazioni).

NANIA (AN). L'Europa ha sempre rappresentato per la destra politica un riferimento ideale, per cui auspica possa diventare terreno di incontro tra la destra e la sinistra socialdemocratica, come tavola di valori dai quali non può essere escluso il riferimento al cristianesimo. La firma di una nuova Costituzione europea è un'occasione speciale, della quale il Governo si è fatto interprete per elaborare nuove politiche di sicurezza e di lotta al terrorismo internazionale e per riavvicinare l'Unione Europea agli Stati Uniti sulla base del rispetto e della responsabilità reciproca. Il Governo ha stabilito le priorità della sua Presidenza, che prevedono interventi di sviluppo ed infrastrutturali, nuove politiche del mercato del lavoro e l'allargamento dell'Europa. Anche nel settore dell'immigrazione il Governo italiano ha anticipato soluzioni legislative poi accolte da altri Paesi, che da un lato prevedono il rimpatrio dei clandestini, dall'altro politiche comuni a livello europeo e accordi bilaterali per arrestare il flusso dell'immigrazione clandestina. L'Italia potrà anche cogliere i vantaggi della propria collocazione strategica per contribuire alla pace in Medio Oriente e alla costruzione di una rete di solidarietà con i Paesi del Sud del mondo. Rispetto alla complessità dell'importanza di tali argomenti e alla prospettiva di realizzare finalmente una vera Comunità europea, è insoddisfacente l'atteggiamento dell'opposizione, che non ha reagito agli attacchi della stampa internazionale contro Berlusconi prima ancora dell'inizio del semestre, come invece avrebbe richiesto l'amore per la propria patria. (Applausi dai Gruppi AN, FI e UDC. Congratulazioni).

BRUTTI Massimo (DS-U). I Democratici di sinistra auspicano una discussione serena e costruttiva sui punti qualificanti del semestre di presidenza dell'Unione e garantiscono sostegno alle scelte e alle iniziative più serie ed utili in direzione nel processo di integrazione dell'Europa. Appare tuttavia necessaria una svolta nel dibattito interno e internazionale dopo le divisioni provocate dalla guerra in Iraq e da tale punto di vista le ultime dichiarazioni del presidente Berlusconi, che descrivono in termini caricaturali la vita politica italiana e deformano l'immagine delle opposizioni, della magistratura e del Presidente della Repubblica, costituiscono un’offesa all'Italia ed annullano la possibilità di convergenza, rendendo la situazione più difficile. Nonostante tutto il centrosinistra intende affrontare le questioni di merito della riforma delle istituzioni europee per estendere ai settori della politica estera e di sicurezza l’integrazione attuata sul piano economico e creare un Ministro competente che assuma la carica di vice presidente della Commissione, per potenziare le capacità decisionali e di iniziativa del Consiglio d'Europa, per abolire il potere di veto e generalizzare il voto a maggioranza qualificata. Bisogna poi promuovere l’Europa della fiducia, degli investimenti, della lotta alla recessione e dell’integrazione dei lavoratori immigrati. Il Governo dovrebbe chiarire se intende sostenere attivamente queste iniziative condivise dall'opposizione, così come un impegno per la sicurezza comune basato sul rinnovo del contratto sociale tra le Nazioni e la riaffermazione del primato dell’ONU e per il ristabilimento di relazioni euroatlantiche basate sulla pari dignità, evitando di inseguire rapporti privilegiati con gli Stati Uniti. L'Unione Europea dovrà impegnarsi per appoggiare la nuova dirigenza dell’Autorità nazionale palestinese e i timidi progressi del processo di pace in Medio Oriente. (Applausi dai Gruppi DS-U e Mar-DL-U).

GUZZANTI (FI). Il dibattito svoltosi ha fatto emergere, al di là delle differenze, talora anche rilevanti su punti qualificanti, una sostanziale unità di intenti in grado di affiancare e sostenere positivamente l'impegno dell'Italia nel semestre di presidenza dell’Unione. Non sono mancati gli accenti polemici, a volte ingiustificati, ma complessivamente si è assistito ad un abbassamento di tono rispetto ai continui attacchi, ora accompagnati anche da una campagna mediatica avversa da parte di taluni settori della stampa internazionale, nei confronti del Presidente del Consiglio, il quale tuttavia rimane pienamente legittimato dal voto dei cittadini. La maggioranza auspica che il Governo, che sinora ha ben gestito la politica estera, possa lavorare proficuamente alla costruzione di un’Europa aperta all'Atlantico, in grado di collaborare con gli Stati Uniti per la soluzione delle questioni internazionali; di un’entità libera da direttori e leadership, capace di affrontare efficacemente i problemi dell'economia, la questione mediterranea ed il fenomeno dell'immigrazione clandestina, proseguendo nella politica di accordi bilaterali che ha sinora offerto risultati incoraggianti. Dichiara il voto favorevole di Forza Italia alle risoluzioni nn. 2 e 5. (Applausi dai Gruppi FI, AN, UDC e LP. Congratulazioni).

DE PETRIS (Verdi-U). Dichiara il voto favorevole dei Verdi alla proposta di risoluzione n. 1 (Nuovo testo).

Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore MALABARBA (Misto-RC), il Senato respinge la proposta di risoluzione n. 1 (Nuovo testo). Il Senato respinge altresì le proposte di risoluzione nn. 3 e 4. Vengano approvate le proposte di risoluzione nn. 2 (Testo corretto) e 5. (Applausi dai Gruppi FI e AN).

PRESIDENTE. Rilevando come la lettura dei documenti posti in votazione dimostri l’esistenza di larghissime convergenze sugli aspetti essenziali del semestre di presidenza italiana dell’Unione Europea, formula auguri di buon lavoro al Governo. (Applausi dai Gruppi FI, AN, UDC e LP).

Dà annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza (v. Allegato B) e toglie la seduta, convocando alle ore 15,20 l’Assemblea per la seduta pomeridiana.

La seduta termina alle ore 15,04.