che interruzioni di energia elettrica verificatesi nella giornata del 26 giugno 2003 hanno causato pesanti disagi e anche danni alle attività produttive e ai singoli cittadini in tutta Italia;
che la necessità di far fronte alla insufficienza, dovuta agli alti consumi in questi giorni, non può assolutamente giustificare quanto è accaduto;
che infatti da parte del Gestore della Rete Nazionale e dell’Enel non sono stati preavvertiti in tempo utile la Protezione Civile, le Regioni (assessorati alla Protezione Civile), i Sindaci e gli utenti;
che da parte di tutti questi soggetti sono state avanzate pesanti critiche nei confronti del Gestore Nazionale della Rete e dell’Enel;
che comunque la Protezione Civile non doveva certamente attendere il formale preavviso, visto che da almeno due giorni i giornali e le televisioni avevano dato notizie sia pure generiche sui black out che ci sarebbero stati;
che, per quanto riguarda la Puglia, Brindisi e la sua Provincia sono state le più penalizzate nonostante che il territorio brindisino ospiti tre grandi centrali;
che la provincia di Brindisi nel 2002 ha registrato la maggior durata dei black out rispetto al resto d’Italia;
rilevato:
che è urgente comunque l’attuazione di interventi per aumentare la quantità di energia disponibile per tutta l’Italia;
che va migliorata e potenziata la rete in alcune aree, come ad esempio la provincia di Brindisi,
l’interrogante chiede di conoscere quali urgenti iniziative intendano assumere il Presidente del Consiglio dei ministri e il Ministro delle attività produttive
(3-01135)