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Legislatura 14ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 426 del 01/07/2003


Interrogazioni

SPECCHIA - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro delle attività produttive - Premesso:

che interruzioni di energia elettrica verificatesi nella giornata del 26 giugno 2003 hanno causato pesanti disagi e anche danni alle attività produttive e ai singoli cittadini in tutta Italia;

che la necessità di far fronte alla insufficienza, dovuta agli alti consumi in questi giorni, non può assolutamente giustificare quanto è accaduto;

che infatti da parte del Gestore della Rete Nazionale e dell’Enel non sono stati preavvertiti in tempo utile la Protezione Civile, le Regioni (assessorati alla Protezione Civile), i Sindaci e gli utenti;

che da parte di tutti questi soggetti sono state avanzate pesanti critiche nei confronti del Gestore Nazionale della Rete e dell’Enel;

che comunque la Protezione Civile non doveva certamente attendere il formale preavviso, visto che da almeno due giorni i giornali e le televisioni avevano dato notizie sia pure generiche sui black out che ci sarebbero stati;

che, per quanto riguarda la Puglia, Brindisi e la sua Provincia sono state le più penalizzate nonostante che il territorio brindisino ospiti tre grandi centrali;

che la provincia di Brindisi nel 2002 ha registrato la maggior durata dei black out rispetto al resto d’Italia;

rilevato:

che è urgente comunque l’attuazione di interventi per aumentare la quantità di energia disponibile per tutta l’Italia;

che va migliorata e potenziata la rete in alcune aree, come ad esempio la provincia di Brindisi,

l’interrogante chiede di conoscere quali urgenti iniziative intendano assumere il Presidente del Consiglio dei ministri e il Ministro delle attività produttive

(3-01135)

MALABARBA, SODANO Tommaso - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro degli affari esteri - Premesso che:

la situazione politico-sociale e militare nell’Iraq, nonostante la conclamata fine della guerra, continua ad essere caratterizzata su tutto il territorio da fortissime tensioni, sfociate in più occasioni in veri e propri scontri armati. L’operazione "Peninsula Strike" messa in atto dalle forze armate americane nel nord del Paese impegna in vere e proprie azioni militari oltre quattromila fanti della IV divisione con carri armati e l’appoggio di elicotteri da combattimento, "Apache";

tutto ciò è dovuto in notevole parte alla sempre più manifesta opposizione che cresce nella società irachena e tra le forze politiche e religiose contro l’occupazione anglo-americana. A tal proposito parlano chiaro anche le azioni di gruppi di miliziani del passato regime di Saddam Hussein che sono stati protagonisti di violenti attacchi contro gli occupanti, con la conseguenza di numerosi morti tra gli iracheni gli americani;

continua lo stato di estrema confusione nella ricerca di un equilibrio istituzionale che diventa ogni giorno più improbabile: infatti nessun passo avanti significativo è stato compiuto dal governatore statunitense, Paul Bremer – succeduto a Garner, per avviare il Paese verso una qualche forma di normalizzazione, ancorché eterodiretta e imposta, come è nelle intenzioni dell’amministrazione Bush, e proprio per questo non accettata dalla popolazione. Bremer deve ogni giorno di più fronteggiare i capi dei movimenti sciiti che minacciano sempre nuove e clamorose proteste e che non hanno affatto rispettato l’ordine di disarmare le milizie impartito dallo stesso Bremer. La stessa responsabile della sicurezza nazionale, Condoleeza Rice, ha dovuto ammettere che esistono "sacche di resistenza" nel paese;

sul possesso di armi di distruzione di massa da parte del regime, cioè sulla ragione di fondo addotta dal presidente Bush e dal premier Blair per giustificare la guerra preventiva contro l’Iraq, si è aperta nei due paesi alleati una grave crisi politico - istituzionale, in ragione del fatto che emergono episodi di manipolazione delle informazioni fornite ai rispettivi governi dai servizi di intelligence. Tali informazioni, come dicono molti responsabili degli stessi servizi, non davano affatto per assodata l’esistenza delle armi di distruzione di massa, e appare sempre più evidente che furono artatamente manipolate per accreditare la tesi cara a Bush; dalla Cia e dalla intelligence britannica sono venute addirittura conferme sulle pressioni che i servizi avevano ricevuto per presentare le cose in modo gradito alla Casa Bianca, al Pentagono e a Downing Street;

tali manipolazioni hanno effettivamente avuto un ruolo significativo nel convincere parte dell’opinione pubblica ed esponenti dell’establishment internazionale, tanto che, come consta agli interroganti, lo stesso presidente del Consiglio Berlusconi, nella conferenza Stampa dopo il colloquio con il Presidente USA il 23 gennaio 2003, fece sua incautamente la tesi dell’esistenza delle armi, affermando "Bush ha la certezza che ve ne siano le prove",

si chiede di sapere:

se il Governo, in questo quadro di ripresa degli scontri armati in Iraq e di instabilità e di confusione a livello internazionale per ciò che riguarda il futuro di quel Paese e dell’intera area, non ritenga necessario soprassedere immediatamente agli impegni presi con l’amministrazione Bush, fornendo al Parlamento tutti i dati in suo possesso sull’intera situazione;

in particolare, perché il Presidente del Consiglio abbia ritenuto veritiera la versione data dal governo degli Stati Uniti, in difformità da quanto sostenuto dal capo degli ispettori Onu in Iraq, quanto alla presenza certa di armi di distruzione di massa in quel paese.

(3-01136)

BATTISTI - Ai Ministri dell'interno e della difesa - Premesso che:

all’alba di sabato 21 giugno 2003 nel porto di Lampedusa è entrato un battello di 12 metri con un carico di 107 immigrati clandestini;

l’imbarcazione non è stata preventivamente intercettata, nonostante le autorità incaricate di sorvegliare le nostre coste siano fornite dei più moderni mezzi utili allo scopo;

stando a quanto dichiarato dal comandante Romeo Cavalin in data 21 giugno all’agenzia di stampa Ansa, all’ora dello sbarco le motovedette della Guardia di Finanza e della Capitaneria erano in porto, poiché le condizioni del mare facevano supporre l’impossibilità di sbarchi;

sempre secondo il Comandante Cavalin l’imbarcazione è stata avvistata durante un pattugliamento tardivo delle coste;

secondo quanto riportato dall’agenzia Adnkronos in data 21 giugno, l’avvistamento non è avvenuto in mare aperto ma nel momento in cui il battello dei clandestini, entrando nel porto e sbagliando manovra, ha urtato una motovedetta della Guardia di Finanza, i cui uomini sono stati avvertiti dell’accaduto dal personale della Capitaneria di Porto, svegliato dal rumore dell’urto,

si chiede di sapere:

quali siano le ragioni del mancato utilizzo dei mezzi di intercettazione adatti alla circostanza;

quale sia la reale dinamica degli eventi;

quali siano i soggetti responsabili dell’accaduto.

(3-01137)

FABRIS - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso:

che il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti finanzia e produce con la RAI "Quizzauto", il programma televisivo dedicato all’educazione stradale condotto da Paolo Brosio e Luana Ravagnini tutti i sabati alle ore 18.00 su Raidue;

che il programma televisivo "Quizzauto" nasce con il meritevole obbiettivo di promuovere una vera cultura della sicurezza nella circolazione stradale;

che durante la puntata di sabato scorso 28 giugno è stato trasmesso un servizio dedicato, nello specifico, alla diffusione delle "minicar" nelle nostre città;

che durante il servizio non veniva fatto minimamente cenno al fatto che le "minicar" sono veicoli particolarmente pericolosi per la sicurezza stradale perché non sono costruite con gli stessi standard e gli stessi criteri degli autoveicoli;

che il taglio del servizio andato in onda sabato scorso ha pure evidenziato che i minori si trovano oggi a guidare le "minicar" perché, nella maggior parte dei casi, i genitori sono convinti che si tratti di veicoli più sicuri dei motorini, nonostante il loro costo particolarmente elevato;

considerato:

che le "minicar" sono veicoli che, proprio perché omologati come i ciclomotori, non sono costruiti con gli stessi standard degli autoveicoli, non sono soggetti alle medesime prove di sicurezza dell’impianto elettrico e di resistenza strutturale, non sono dotate di cinture di sicurezza e di sistemi di sicurezza passiva quali il roll-bar e possono essere guidati senza casco;

che alcune previsioni normative del recente pacchetto di modifiche al Codice della strada, entrato in vigore lunedì 30 giugno 2003, avranno effetto solo dal 1º luglio 2004, e, tra le previsioni differite, vi è anche l’obbligo di munirsi di un apposito certificato di idoneità alla guida dei ciclomotori e dei quadricicli leggeri per i conducenti minorenni non patentati;

che appare incomprensibile che una trasmissione televisiva che ha il meritevole obiettivo di promuovere la sicurezza stradale si dimentichi di sottolineare che le "minicar" sono veicoli evidentemente precari dal punto di vista della sicurezza e della resistenza strutturale, considerata pure la decisione del Consiglio dei ministri di far slittare a non prima del 2004 l’obbligo del patentino per i minori di 18 anni;

che già nelle scorse settimane, con l’interpellanza parlamentare n. 2-00397 del 5 giugno 2003, l’interrogante ha chiesto al Governo di far eseguire tutti gli accertamenti dovuti in materia di sicurezza su tali veicoli, di renderne pubblici i risultati e di valutare seriamente se i risultati delle verifiche eseguite consiglino di modificare l’attuale disciplina dell’omologazione prevista per tali vetturette in modo da renderla in tutto equivalente a quella prevista per gli autoveicoli,

si chiede di sapere:

quanto costi al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti cofinanziare con la RAI i servizi dedicati al tema della sicurezza stradale;

quali siano le responsabilità specifiche in ordine alla determinazione dei contenuti di tali servizi;

se il Ministro in indirizzo non ritenga che l’impostazione del citato servizio dedicato alla diffusione delle "minicar" nelle nostre città abbia avuto la parvenza di un vero e proprio messaggio promozionale;

se non ritenga necessario intervenire con urgenza al fine di correggere i contenuti informativi del servizio dedicato alle "minicar" trasmesso sabato scorso alle ore 18 su Raidue, servizio che per la sua incompletezza rischia di promuovere l’uso di un veicolo assai pericoloso.

(3-01138)