OCCHETTO (Misto-LGU). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
OCCHETTO (Misto-LGU). Signor Presidente, nel dichiarare il mio voto favorevole su entrambe le proposte di risoluzione dell'opposizione, come faranno altri senatori, sento il dovere morale di dire che la legittima interpretazione del metodo previsto dalla Carta dell'ONU è stata capovolta.
Secondo la Carta, di fronte ad un rischio palese per la pace prima si riunisce il Consiglio di sicurezza, che decide metodi e strumenti di intervento e poi delega ad uno o più Paesi il compito di operare per conto delle Nazioni Unite.
Per l'Iraq è avvenuto esattamente il contrario: una grande potenza ha deciso la guerra, ha formato la sua coalizione di volenterosi (cui il Governo italiano ha già aderito dando perfino il supporto logistico), ha già mandato le sue truppe sul campo e ora sta lavorando per avere la copertura dell'ONU.
Questo capovolgimento del metodo previsto è un grave vulnus che mi fa dire che a questo punto la credibilità dell'ONU è affidata solo alla capacità di dire no, di resistere ad una proposta irricevibile, dal momento che, oltretutto, è possibile distruggere in altro modo le armi che si possono trovare in Iraq. Tutti sanno che quelle armi, peraltro regalate a suo tempo dall'Occidente, nulla hanno a che vedere con il pericolo hitleriano e lei, onorevole Berlusconi, sbaglia quando dice che nulla è stato fatto: già molte armi sono state distrutte, come in nessun altro paese.
Un conto è la funzione della diplomazia, e il documento europeo costituisce un significativo passo avanti; altro è rispondere a quella che il "New York Times" ha chiamato la nuova grande potenza scesa in campo in questi giorni, cioè l'opinione pubblica mondiale, che non è fatta da un insieme di slogan da elogiare e poi non rispettare.
La volontà di pace di milioni di uomini ci dice, onorevole Presidente del Consiglio, che non basta affermare che faremo ciò che decide l'ONU, ma che dobbiamo dire quello che secondo noi l'ONU deve decidere. L'ONU non è un'entità astratta, siamo tutti noi. Per questo dico anche che non è sufficiente dire no alla guerra, ma insieme agli amici americani dovremmo studiare un piano alternativo per disarmare Saddam Hussein. Esprimo perciò, senza vergognarmene, un voto contro la guerra, senza se e senza ma. (Applausi dai Gruppi DS-U, Misto-RC, Misto-Com, Misto-SDI, Mar-DL-U e Verdi-U).