CONTESTABILE (FI). Signor Presidente del Senato, signor Presidente del Consiglio, cari colleghi, il nostro dibattito sta per concludersi ed è buona norma riassumere le posizioni della maggioranza, che diventeranno le posizioni del Senato della Repubblica.
Il Governo ha lavorato per la pace ed io credo che questo non possa essere revocato in dubbio da alcuno. Nella risoluzione conclusiva presentata dalle opposizioni si fa un riferimento positivo alla deliberazione del 17 febbraio ultimo scorso del Consiglio europeo. Ebbene, a quella deliberazione ha contribuito in maniera direi determinante il Governo della Repubblica italiana.
Quella risoluzione prudente, quella risoluzione di pace, non esclude però come ultima ratio l'uso della forza. Non vedo come si possano conciliare le posizioni ultrapacifiste espresse da una parte dell'opposizione con l'apprezzamento della delibera del Consiglio europeo, frutto in buona parte dell'attività del Governo della Repubblica italiana.
D'altra parte, quale posizione alternativa avrebbe potuto assumere il nostro Governo? Forse quella della Francia, della Germania, del Belgio? Si tratta di Paesi che negli ultimi giorni hanno compiuto una virata di 180 gradi, avvicinandosi moltissimo alle posizioni sostenute dalla Repubblica italiana, dal Regno Unito e dal Regno di Spagna. Sono posizioni, quelle della Francia, della Germania e del Belgio, in via di frettoloso abbandono, perciò posizioni perdenti. Questi grandi Paesi non hanno fatto una gran bella figura sulla scena della storia negli ultimi giorni.
Credo che bene abbia fatto il Governo della Repubblica italiana ad assumere fin dal primo momento una posizione diversa. L'unità dell'Europa non si sta facendo sulle posizioni della Francia, della Germania e del Belgio, ma si sta facendo sulle posizioni dell'Italia, della Gran Bretagna e della Spagna. È un dato di fatto che credo non possa essere revocato in dubbio.
La solidarietà con gli Stati Uniti d'America nasce dalla riconoscenza, dal ricordo, dalla memoria. Su alcuni giornali americani negli ultimi giorni sono state pubblicate delle foto terribili, foto di grandi cimiteri militari americani in terra di Francia (dopo lo sbarco di Dunkerque e quello presso Saint Tropez). Si tratta di foto terribili e noi speriamo - anzi, siamo sicuri - che su quei giornali non compariranno le foto dei cimiteri di guerra degli americani in Italia, perché diverso è stato l'atteggiamento della Repubblica italiana.
La riconoscenza per quanto hanno fatto gli Stati Uniti d'America, che ci hanno liberati dal fascismo e dal nazismo, il ricordo dei tanti giovani americani morti in Italia - ad Anzio, a Montecassino e in altre zone - per difendere e recuperare a noi la nostra libertà sono riconoscenza e ricordo che diventano memoria collettiva di un Paese, il nostro, amico degli Stati Uniti d'America.
Ricordo il libro di un grande scrittore cattolico, George Bernanos: "Grandi cimiteri sotto la luna". Ho visto da bambino, essendo nato in quella zona, proprio sotto la luna, il grande cimitero americano di Montecassino. Credo che quel ricordo mi accompagnerà per tutta la vita; penso che esso appartenga alla memoria collettiva.
La nostra libertà è stata recuperata prevalentemente grazie agli Stati Uniti d’America. Alle manifestazioni degli ultimi giorni - per carità, rispettabilissime - non è stata estranea una vena di antiamericanismo, che purtroppo ogni tanto serpeggia nel nostro Paese.
Vorrei ricordare cosa ha scritto Ralph Dahrendorf, uomo rispettato da voi e da noi, a proposito dell’antiamericanismo rinato in questi giorni: "Alimentare, sia pure non intenzionalmente, la costruzione europea con sentimenti antiamericani sarebbe intellettualmente disonesto, moralmente sospetto e politicamente pericoloso per tutti gli europei amanti della libertà".
Non dubitiamo che voi amiate la libertà; vi assicuriamo che anche noi la amiamo. Credo perciò che debba tenersi lontana dal nostro Paese ogni vena di antiamericanismo, che sarebbe vena di irriconoscenza.
Il Governo della Repubblica italiana ha assunto una posizione prudente e consapevole della riconoscenza e degli interessi reali del nostro Paese; prudente perché non è mai stato su posizioni guerrafondaie, tutt’altro. La pace è sempre stata l’obiettivo del nostro Governo; il ricorso alla forza è sempre stata l’ultima ratio. Capisco alcune differenziazioni che appartengono ad altre culture, peraltro rispettabilissime; capisco meno, ad esempio, la differenziazione degli amici della Margherita.
Vorrei perciò invitare, in questo momento severo e delicato, tutti gli italiani a stringersi intorno al Governo legittimo della Repubblica, per sostenerlo nella sua azione, che è prevalentemente un’azione di pace. (Applausi dai Gruppi FI, AN, UDC, LP e del senatore Carrara. Congratulazioni).