SCHIFANI (FI). Il suo Gruppo esprime il convinto sostegno all’operato del Governo e voterà a favore della proposta di risoluzione di cui è primo firmatario. Anche il Governo vuole la pace, come l'intero Paese, compresa quella parte che non ha manifestato sabato scorso; ma di fronte alle preoccupazioni suscitate dai dati richiamati dal Presidente del Consiglio, come le 6.500 bombe chimiche o gli oltre 8.000 litri di antrace ancora presenti in Iraq, la comunità internazionale deve reagire; e il compito principale per evitare un intervento armato spetta proprio a Saddam Hussein, che dovrebbe mostrare agli ispettori la prova dell’avvenuta distruzione di tali armi, così come previsto dalle risoluzioni dell’ONU; purtroppo, però, si tratta dello stesso dittatore che nel 1998 perpetrò un vero e proprio genocidio ai danni dei ribelli curdi, bombardando una cittadina irachena con i gas tossici e uccidendo moltissimi civili, tra cui numerosi bambini, senza contare il conseguente aumento delle malformazioni genetiche. Di fronte ad atti tanto sanguinari, di fronte alla documentata esistenza di campi di addestramento per i terroristi di Al Qaeda, di fronte alle minacce di Bin Laden di ritorsioni contro l’Occidente per un eventuale attacco all’Iraq, occorre compiere il dovere politico e istituzionale dell’analisi dei fatti e dei legami tra i fenomeni, anche in assenza delle cosiddette prove certe; e per dare incisività all’azione di deterrenza, occorre che l'Europa sia unita, per l'eventuale ricorso ad operazioni militari, come riconosce il documento del Consiglio europeo. Ed anche sul fronte interno, come peraltro accadde su richiesta dell’allora presidente del Consiglio D'Alema in occasione dell'intervento militare in Kosovo, bisognerebbe sottoscrivere una proposta di risoluzione unitaria da parte di maggioranza e opposizione per rafforzare la posizione europea. (Applausi dai Gruppi FI, AN, UDC e LP dei senatori Carrara e Del Pennino. Commenti del senatore Ayala. Richiami del Presidente. Il senatore Ayala abbandona l’Aula).