PRESIDENTE. Passa alla votazione delle proposte di risoluzione e delle mozioni.
DEL PENNINO (Misto-PRI). Dichiara voto favorevole alla proposta di risoluzione n. 2 della Casa delle libertà e voto contrario su tutti gli altri atti di indirizzo politico, esprimendo pieno sostegno alla linea del Governo, sulla quale auspica possano convergere i settori più responsabili dell'opposizione. Appaiono infatti ingenerose ed ingiustificate le critiche rivolte all'operato del Governo, che ha reso possibile, anche con la firma del Documento degli otto, la successiva posizione unitaria ed equilibrata espressa a Bruxelles, che ha riaperto il dialogo con gli Stati Uniti. Al contrario, c'è da chiedersi se una linea di totale esclusione dell'uso della forza non finisca per ridurre l’efficacia della deterrenza e per consentire poi all'Iraq di sottrarsi alla collaborazione con l’ONU, quindi in ultima analisi se non favorisca la guerra. Stigmatizza infine l'indecorosa processione di esponenti politici che, senza avere alcun titolo diplomatico nella vicenda, hanno incontrato il ministro degli esteri iracheno Aziz nel corso della sua visita a Roma. (Applausi dai Gruppi FI, UDC e LP).
OCCHETTO (Misto-LGU). Considera il voto favorevole agli atti di indirizzo politico delle opposizioni un dovere morale in seguito allo stravolgimento dei principi e delle procedure fissate dalla Carta delle Nazioni Unite costituito dalla decisione autonoma di una grande potenza di muovere guerra all'Iraq, alla formazione di una coalizione di Paesi volenterosi e ai successivi tentativi di sollecitare una legittimazione da parte dell’ONU, la cui credibilità risiede ora soltanto nella capacità di rispondere alla richiesta di pace avanzata da milioni di cittadini. Da tale punto di vista, la funzione diplomatica svolta dal documento di Bruxelles è ben diversa dal ruolo che le Nazioni Unite devono svolgere in difesa della pace: esprime pertanto un rifiuto incondizionato della guerra ed auspica la ricerca insieme agli Stati Uniti di un piano alternativo per il disarmo dell'Iraq. (Applausi dai Gruppi DS-U, Misto-Com, Misto-RC, Verdi-U, Misto-SDI e Mar-DL-U).
DE PAOLI (Misto-LAL). L'autorizzazione all'uso dello spazio aereo nazionale, delle basi e delle infrastrutture italiane da parte delle forze militari statunitensi va contro la volontà di pace espressa dalla stragrande maggioranza dei cittadini italiani, dimostra che l'Italia è un Paese a sovranità limitata e la coinvolge in una guerra non dichiarata in violazione dell'articolo 11 della Costituzione. (Applausi dai Gruppi DS-U, Verdi-U e Misto-Com e del senatore Peterlini. Congratulazioni).
MARINO (Misto-Com). I Comunisti italiani voteranno a favore delle risoluzioni presentate dall'Ulivo e dai senatori di Rifondazione comunista, per affermare un rifiuto chiaro e netto di una guerra che complicherà i problemi internazionali, destabilizzerà ulteriormente l'area mediorientale ed alimenterà il terrorismo; una guerra neocoloniale per il petrolio che appare priva di giustificazione giuridica e morale in quanto non vi è prova che il pur dispotico regime iracheno costituisca una minaccia imminente. Poiché l'Italia non deve essere in alcun modo implicata in questo conflitto, appaiono gravissimi e vanno pertanto revocati gli atti compiuti dal Governo che rappresentano un coinvolgimento di fatto in preparativi e preliminari di guerra. (Applausi dai Gruppi Misto-Com, DS-U, Verdi-U e Misto-RC).
MALABARBA (Misto-RC). I senatori di Rifondazione comunista voteranno contro la risoluzione di appoggio al Governo che adombra l'entrata in guerra dell'Italia con o senza l'ONU, ma voteranno anche contro la risoluzione dell'Ulivo che appoggia il documento di Bruxelles che non esclude la guerra; voteranno infine a favore della mozione 1-00120 che vincola l'autorizzazione all'uso delle basi al voto del Parlamento e chiede quindi il ritiro delle concessioni finora date. La proposta di risoluzione n. 1 dovrebbe essere appoggiata da tutti i senatori che abbiano aderito alle manifestazioni del 15 febbraio con le quali, senza ambiguità ed ipocrisia, gli italiani hanno espresso una scelta radicale a favore della pace, che rappresenta anche una speranza di rinnovamento della politica. (Applausi dal Gruppo Misto-RC).
FABRIS (Misto-Udeur-PE). Il Parlamento può finalmente discutere di una posizione del Governo condivisibile, dopo settimane di incertezza nelle quali l'Italia è sembrata più interessata ad affermare la fedeltà agli Stati Uniti che non a definire una posizione politica unitaria dell'Europa. La firma del Documento degli otto ha rischiato di annullare decenni di sforzi per la costruzione di una comune politica estera europea, ma fortunatamente lunedì scorso a Bruxelles l'Italia, al contrario di quanto sostenuto dall’onorevole Berlusconi, si è dovuta adeguare alle ragioni dell'Europa. Forse in questo cambio di linea ha influito la grande giornata di manifestazioni per la pace che una parte della maggioranza ha cercato di sminuire con la complicità dei servizi radiotelevisivi pubblici; forse hanno influito i risultati della prima parte delle ispezioni dell'ONU che non hanno fornito prove certe di violazioni da parte irachena delle risoluzioni: comunque sia, ora è necessario mantenere ferma la posizione definita a Bruxelles e rafforzare l'attività degli ispettori dell'ONU senza limiti temporali. E’ necessario evitare altri rischi di isolamento dell'Italia dall'Europa ed utilizzare l'autorevolezza dell’Unione per convincere gli Stati Uniti a cambiare atteggiamento. I senatori dell’Udeur voteranno a favore della proposta di risoluzione n. 2; non voteranno a favore della proposta di risoluzione della maggioranza poiché essa sembra ricercare un avallo incondizionato del Parlamento per poter prendere in futuro decisioni, indipendentemente dall’Unione europea, accanto agli alleati americani. (Applausi dal Gruppo Misto-Udeur-PE e dei senatori Carella e Piatti).
DEL TURCO (Misto-SDI). Il discorso aperto tenuto oggi dal Presidente del Consiglio al Senato si è posto su una linea di rilevante discontinuità rispetto a scelte e dichiarazioni recenti del Governo e costituisce pertanto un positivo passo in avanti della politica estera dell’attuale Esecutivo. Convinti della necessità di un ampio consenso in Parlamento sui temi della politica estera, per raccogliere le istanze che giungono dal Paese, per consolidare l'immagine internazionale dell'Italia e per creare un sostrato comune che legittimi l'aspirazione delle opposizioni a governare, i socialisti prendono pertanto atto con soddisfazione di questa novità. Occorre tuttavia che il Governo si impegni per evitare il rischio che gli Stati Uniti scelgano la via dell'unilateralismo e per scongiurare la crisi degli organismi internazionali, le Nazioni Unite, l'Unione europea e la NATO. Da tale punto di vista, il documento approvato a Bruxelles può consentire la ripresa di una grande iniziativa politica che ponga al centro il problema, per l'Europa, di disarmare il regime iracheno. Dichiara voto favorevole alla proposta di risoluzione n. 2, che rappresenta una mediazione tra le istanze espresse dalle diverse forze appartenenti all'Ulivo: non voterà gli altri documenti che introdurrebbero inutili elementi di confusione nel messaggio che l'opposizione intende inviare al Paese. (Applausi dai Gruppi DS-U e Mar-DL-U e del senatore Guzzanti).
ANDREOTTI (Aut). La ritrovata unità dei Paesi europei che si è concretizzata nelle conclusioni unitarie del recente Vertice deve rappresentare la base fondamentale e della politica estera nazionale e consente di affrontare con maggiore serenità il dibattito parlamentare e le relative decisioni nel presupposto di un recupero di quello spirito unitario che ha caratterizzato la comunità internazionale dopo gli eventi dell'11 settembre e che si fondava sulla necessità di un dialogo tra i popoli e le culture. Questo è anche il senso del messaggio di pace che giunge dalle opinioni pubbliche mondiali mobilitatesi in modo straordinario nelle piazze ed è in tale direzione che occorre ricercare all'interno dell'Alleanza una rinnovata unità fondata su posizioni chiare nei confronti degli Stati Uniti. Nel contempo, occorre sollecitare in politica estera scelte coerenti evitando di agire sulla base di valutazioni ispirate alla convenienza del momento - che è stata la causa del rafforzamento di pericolosi regimi, come quello della Corea del Nord - e avendo rispetto per l’alto messaggio di pace che giunge dal Papa. La proposta di risoluzione della maggioranza è accoglibile ma sarebbe preferibile prevedere un impegno del Governo a non assumere determinazioni sulla crisi irachena senza la preventiva autorizzazione del Parlamento, così come previsto nella proposta di risoluzione dell'Ulivo. (Applausi dai Gruppi DS-U, Mar-DL-U, Verdi-U, Misto-Udeur-PE, Misto-SDI, UDC, FI e del senatore Brignone).
BOCO (Verdi-U). I Verdi ribadiscono la netta contrarietà alla guerra quale modalità di soluzione dei conflitti e riaffermano la necessità di un'azione diplomatica che, nel rispetto delle decisioni delle istituzioni sovranazionali, sia finalizzata al disarmo pacifico del regime iracheno. Nel corso di questa grave crisi, invece, il Governo non è stato in grado di elaborare alcuna posizione alternativa alla guerra su cui richiamare l'attenzione dei Paesi europei, facendo venire meno quella tradizionale capacità di mediazione diplomatica riconosciuta universalmente all'Italia, assumendo una posizione politica schiacciata su quella dell’Amministrazione americana a favore della guerra, senza tenere conto neanche delle convinzioni dell'opinione pubblica che, come emerge dai sondaggi e come è stato confermato nell'imponente manifestazione di Roma, si è schierata incondizionatamente a favore della pace. Anche in sede europea il Governo ha riaffermato l'indirizzo filo-americano respingendo la ricerca di uno spazio di autonomia nel solco indicato dal piano franco-tedesco così come, all'interno, ha assicurato un appoggio alla guerra tramite la concessione delle basi logistiche e degli spazi aerei, senza la preventiva autorizzazione del Parlamento. Ribadendo le ragioni di un dialogo tra i popoli fondato su un modello non di dominio ma di uguaglianza e giustizia, i Verdi, che hanno sottoscritto la mozione dell'Ulivo, voteranno contro la proposta di risoluzione della maggioranza ma si esprimeranno a favore anche di quella di Rifondazione comunista. (Applausi dai Gruppi Verdi-U, DS-U, Mar-DL e Misto-Com. Congratulazioni).
CONTESTABILE (FI). Accogliendo il suggerimento del senatore Andreotti, la Casa delle libertà modifica la proposta di risoluzione n. 2 con l'introduzione di un capoverso in cui si specifica che si impegna il Governo a non assumere decisioni sulla crisi irachena senza una preventiva autorizzazione del Parlamento. (Applausi dai Gruppi FI, AN, UDC e LP).
PROVERA (LP). Il documento approvato dal Consiglio europeo rappresenta un passo in avanti in direzione di una soluzione unitaria della crisi irachena, a fronte della spaccatura provocata dall'iniziativa franco-tedesca che ha avuto un'eco anche in ambito NATO dove sono emerse divergenze in ordine all’esigenza di difendere la Turchia in caso di guerra. All'indebolita capacità contrattuale dell'Europa ha fatto da contraltare la chiara posizione politica del Governo di ricerca di punti di condivisione tra gli Stati europei e di tramite, nel contempo, con gli Stati Uniti. Nella consapevolezza della gravità delle scelte, un valido contributo all'attività dei Governi potrà essere offerto da una maggiore consultazione tra le rappresentanze parlamentari dei vari Paesi che meglio rappresentano le aspirazioni di ciascun popolo ma soprattutto dalla compattezza che saprà dimostrare il mondo occidentale nei confronti del regime iracheno e dalla pressione militare necessaria per assicurare condizioni di libertà e sicurezza nel mondo. Per tali motivi dichiara il voto favorevole della Lega alla proposta di risoluzione della maggioranza. (Applausi dai Gruppi LP, FI, AN e UDC. Congratulazioni).
D'ONOFRIO (UDC). Il suo Gruppo voterà a favore della proposta di risoluzione della maggioranza opportunamente modificata su proposta del senatore Andreotti. Conferma l'appoggio alle scelte operate dal Governo nel delicato frangente politico, la cui apparente mutevolezza è determinata in realtà dalla consapevolezza del diverso ruolo assunto nel tempo dalle organizzazioni internazionali. L'appartenenza dell'UDC al Partito popolare europeo rafforza la posizione politica italiana in direzione di considerare l'Europa già in un'ottica allargata, come è dimostrato dalla condivisione del Documento degli otto cui un forte contributo è stato offerto dai Paesi dell'ex area sovietica. Nel merito della crisi irachena, non bisogna dimenticare che la responsabilità di un eventuale intervento armato è nelle mani di Saddam Hussein e, proprio in considerazione di ciò, il dispiegamento militare intorno all'Iraq fa parte della pressione necessaria per ottenere il rispetto delle risoluzioni internazionali. (Applausi dai Gruppi UDC, FI, AN e LP. Congratulazioni).
BORDON (Mar-DL-U). Il Presidente del Consiglio dovrebbe sottolineare al Presidente americano, in uno dei loro frequenti contatti, il significato dell’enorme partecipazione alla manifestazione per la pace che si è svolta in molte città del mondo lo scorso 15 febbraio, già definita come la nascita di una superpotenza per la pace, accanto e non in contrapposizione a quella americana, per l'affermazione in un mondo globalizzato, non solo dal punto di vista economico, di un valore unitario avvertito soprattutto dai giovani. Bisogna infatti prendere atto della correzione della linea espressa, sebbene in modo insoddisfacente, dal Presidente del Consiglio nella sua parca replica, contrassegnata dal goffo tentativo di dare una colorazione politica alle posizioni espresse dal Presidente della Repubblica o, ancora, dall'attribuizione all’Italia del risultato del documento del Consiglio europeo, che in realtà è il compromesso tra le due posizioni sostenute, la prima dalla Francia e dalla Germania, contro la guerra preventiva e, l’altra soprattutto dall’Italia, a favore dell’intervento armato. Il presidente Berlusconi ha anche richiamato l'articolo 11 della Costituzione, stravolgendone tuttavia il senso e dandone una personale interpretazione a favore del concetto di "difesa attiva", che affianca quello della guerra preventiva di Bush, senza specificare la posizione dell'Italia in caso di mancata approvazione da parte del Consiglio di sicurezza di una risoluzione che preveda il ricorso all'uso della forza. La proposta di risoluzione unitaria dell'Ulivo rappresenta quindi un ulteriore contributo per la ricerca di un’autorevole soluzione politica, in nome del valore della pace che la Margherita considera un principio morale non solo per i rapporti tra esseri umani, ma anche per quelli tra le comunità. (Applausi dai Gruppi Mar-DL-U, DS-U e Verdi-U).
NANIA (AN). A dispetto delle osservazioni di diversi esponenti dell'opposizione, le dichiarazioni del Presidente del Consiglio non presentano nulla di originale rispetto alla posizione del Governo più volte espressa nelle sedi internazionali e della Casa delle libertà, in continuità con la politica estera perseguita dai precedenti Governi, di diversa estrazione politica, a favore della ricerca di un'unità europea e di un’armonizzazione di quest'ultima con la posizione degli Stati Uniti. Deve essere chiaro che gli interlocutori della crisi irachena sono l’Iraq e la comunità internazionale, quindi l’ONU e la NATO, non potendo diconoscere il ruolo di deterrenza dei conflitti internazionali svolto dagli Stati Uniti. Pur ribadendo quindi l'importanza della pace, bisogna affermare con chiarezza che tale soluzione è tutta nelle mani di Saddam Hussein, come peraltro riconosce il documento del Consiglio europeo, che fa riferimento all'uso della forza quale ultima risorsa, nella necessità di garantire il disarmo del regime iracheno; di fronte a questo obiettivo, il pacifismo e l'antiamericanismo si traducono in un sostegno al dittatore iracheno. Infine, ringrazia il senatore Andreotti per la modifica suggerita alla proposta di risoluzione della maggioranza, ricordando il precedente dell'intervento militare in Kosovo iniziato senza il preventivo sostegno del Parlamento. (Applausi dai Gruppi AN, FI e UDC e dei senatori Vanzo e Carrara. Congratulazioni).
ANGIUS (DS-U). L'Italia e il mondo sono contro la guerra e con la manifestazione del 15 febbraio si è formato un movimento mondiale, paragonabile ad una superpotenza della pace, di cui si dovrebbe tenere conto, pur nella consapevolezza delle minacce e delle gravissime conseguenze dell'attentato dell’11 settembre. In assenza di prove credibili sul collegamento tra il regime iracheno e il terrorismo fondamentalista e in presenza di soli sospetti sull’esistenza delle armi di distruzione di massa, come ritiene la maggioranza del Consiglio di sicurezza dell'ONU, non si può intervenire in quel Paese ignorando per esempio la minaccia rappresentata dalla Corea del Nord o da altre dittature ugualmente sanguinarie; anzi, in questo momento decisivo per la storia mondiale l'Italia può svolgere un ruolo trainante a livello internazionale in direzione della pace. Il documento unitario dell'Ulivo esprime la mancata condivisione dell’azione del Governo sulla crisi irachena, un’azione che ha favorito le iniziali divisioni tra i Paesi dell’Unione; né il documento del Consiglio europeo può davvero ascriversi alla sua iniziativa, nonostante il maldestro tentativo del Presidente del Consiglio di appropriarsene. Quel documento è scaturito dopo la manifestazione di sabato scorso e riafferma la necessità di ristabilire la sede della legalità internazionale nell'ONU, a New York, e non a Washington. Non è chiaro nemmeno cosa intenda fare l’Esecutivo in caso di iniziativa militare unilaterale degli Stati Uniti, considerate le dichiarazioni del ministro Martino e la volontà di non lasciare sola quella Nazione. Occorrerebbe, secondo i richiami del Presidente della Repubblica e le iniziative della Santa Sede, operare per il superamento delle profonde disuguaglianze nel mondo e ristabilire un clima di pace, di solidarietà e di giustizia, soprattutto da parte dell’Europa in questa particolare fase storica, rifiutando il concetto di sicurezza affidata alla guerra preventiva. (Vivi applausi dai Gruppi DS-U, Mar-DL-U, Verdi-U, Misto-Udeur-PE, Misto-SDI e Misto-Com).
SCHIFANI (FI). Il suo Gruppo esprime il convinto sostegno all’operato del Governo e voterà a favore della proposta di risoluzione di cui è primo firmatario. Anche il Governo vuole la pace, come l'intero Paese, compresa quella parte che non ha manifestato sabato scorso; ma di fronte alle preoccupazioni suscitate dai dati richiamati dal Presidente del Consiglio, come le 6.500 bombe chimiche o gli oltre 8.000 litri di antrace ancora presenti in Iraq, la comunità internazionale deve reagire; e il compito principale per evitare un intervento armato spetta proprio a Saddam Hussein, che dovrebbe mostrare agli ispettori la prova dell’avvenuta distruzione di tali armi, così come previsto dalle risoluzioni dell’ONU; purtroppo, però, si tratta dello stesso dittatore che nel 1998 perpetrò un vero e proprio genocidio ai danni dei ribelli curdi, bombardando una cittadina irachena con i gas tossici e uccidendo moltissimi civili, tra cui numerosi bambini, senza contare il conseguente aumento delle malformazioni genetiche. Di fronte ad atti tanto sanguinari, di fronte alla documentata esistenza di campi di addestramento per i terroristi di Al Qaeda, di fronte alle minacce di Bin Laden di ritorsioni contro l’Occidente per un eventuale attacco all’Iraq, occorre compiere il dovere politico e istituzionale dell’analisi dei fatti e dei legami tra i fenomeni, anche in assenza delle cosiddette prove certe; e per dare incisività all’azione di deterrenza, occorre che l'Europa sia unita, per l'eventuale ricorso ad operazioni militari, come riconosce il documento del Consiglio europeo. Ed anche sul fronte interno, come peraltro accadde su richiesta dell’allora presidente del Consiglio D'Alema in occasione dell'intervento militare in Kosovo, bisognerebbe sottoscrivere una proposta di risoluzione unitaria da parte di maggioranza e opposizione per rafforzare la posizione europea. (Applausi dai Gruppi FI, AN, UDC e LP dei senatori Carrara e Del Pennino. Commenti del senatore Ayala. Richiami del Presidente. Il senatore Ayala abbandona l’Aula).
PETERLINI (Aut). Pur apprezzando la significativa modifica suggerita dal senatore Andreotti alla proposta di risoluzione n. 2, anche nome dei senatori Betta e Michelini annuncia un voto contrario in dissenso dal Gruppo. Non ritiene infatti di poter sostenere un intervento militare degli Stati Uniti, né l'attività sin qui svolta dal Governo Berlusconi, che prima di sottoscrivere il comune documento europeo ha concesso l'utilizzo dello spazio aereo a scopi militari e ha firmato un documento di appoggio ad un intervento militare statunitense. In un momento in cui Saddam Hussein non sembra particolarmente pericoloso, una guerra contro l'Iraq potrebbe trasformarsi in un conflitto tra civiltà, ancora più devastante alla luce della situazione israelo-palestinese, e contraddirebbe le aspirazioni del popolo italiano ed europeo, espresse chiaramente dalle recenti manifestazioni a sostegno della pace; il Governo, pertanto, dovrebbe perseguire una linea maggiormente in sintonia con tali sentimenti. (Applausi dei senatori Betta e Michelini e dai Gruppi DS-U, Mar-DL-U, Verdi-U, Misto-Udeur-PE, Misto-SDI, Misto-Com e Misto-RC).
PRESIDENTE. La mozione n. 116 è stata ritirata.
GIOVANARDI, ministro per i rapporti con il Parlamento. Il Governo accoglie la proposta di risoluzione n. 2 (testo 2) ed è contrario alle proposte nn. 1 (testo 2) e 3. Invita inoltre i presentatori a ritirare la mozione n. 120, in quanto attiene a profili costituzionali molto complessi che non possono essere adeguatamente affrontati attraverso tale strumento; diversamente, il parere è contrario.
BASSANINI (DS-U). Mantiene la mozione n. 120.
PRESIDENTE. Augura al senatore Cossiga, primo firmatario della mozione, una pronta guarigione.
Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore MALABARBA (Misto-RC), il Senato respinge la proposta di risoluzione n. 1 (testo 2). Con votazione seguita dalla controprova, chiesta dal senatore SALVI (DS-U), il Senato approva la proposta di risoluzione n. 2 (testo 2) (Applausi dai Gruppi FI, UDC e AN). Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore FORCIERI (DS-U), il Senato respinge la proposta di risoluzione n. 3. Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore BASSANINI (DS-U), il Senato respinge la mozione n. 1-00120.
PRESIDENTE. Ringrazia il Presidente del Consiglio, i membri del Governo ed i senatori intervenuti. Dà quindi annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza (v. Allegato B) e toglie la seduta.
La seduta termina alle ore 14,48.