Legislatura 14ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 336 del 19/02/2003


VANZO (LP). Convinto della supremazia dell’ONU quale organismo legittimato a mantenere la pace nel mondo, eventualmente anche con l’uso della forza, considererebbe arbitraria una scelta autonoma degli Stati Uniti di muovere guerra, non ritenendo estranea una motivazione legata alla gestione della risorsa energetica del petrolio e pur riconoscendo il tradizionale ruolo di quel Paese per la riaffermazione della libertà e della democrazia. La comunità internazionale deve quindi avere la preventiva garanzia dagli Stati Uniti che il petrolio sarà comunque gestito pacificamente dal popolo iracheno, per assicurargli benessere e sviluppo. Tutte queste considerazioni non possono far passare in secondo piano l’atteggiamento di Saddam Hussein teso a nascondere le armi proibite, senza offrire la prova della loro avvenuta distruzione, e a vanificare l’operato degli ispettori dell’ONU. Suscita anzi un pesante sospetto di propagandismo l’invito rivolto al Papa a recarsi in Iraq, proprio da un dittatore che ha provocato morte e sofferenza ai danni del suo stesso popolo; né maggiore credibilità può avere il cristiano Aziz che, ricevuto in Italia dal Vaticano e da esponenti della sinistra, ha persino raccomandato all’Europa di non provocare la rabbia dell’Islam. Infine, anche l’Europa e prima di tutto la Francia e la Germania dovrebbero mostrare minore opportunismo nella loro azione mossa da nazionalismi politici ed economici, anche a costo di mettere in pericolo l’Alleanza atlantica. Nel nome del pacifismo vero e non di quello strumentale della sinistra, sicuramente una manifestazione per la pace come quella del 15 febbraio può indurre un Governo democratico a desistere dall’intraprendere iniziative di guerra con i popoli vicini o ad iniziare la corsa agli armamenti, ma certo con le bandiere colorate non si può pensare di disarmare un dittatore sanguinario. (Applausi dal Gruppo LP e del senatore D’Ambrosio. Congratulazioni).