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Legislatura 14ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 336 del 19/02/2003


MARTONE (Verdi-U). Al di delle cortine fumogene delle dichiarazioni di principio, spesso rivolte più alla stampa e all'opinione pubblica che al Parlamento, non è facile trarre dalle dichiarazioni del Presidente del Consiglio la linea di politica estera che il Governo intende perseguire; in particolare, emerge quasi un sentimento di fastidio rispetto alla posizione espressa dal nuovo soggetto politico costituito dai 110 milioni di manifestanti in tutto il mondo contro ogni ipotesi di guerra, un soggetto politico che, pur nella sua eterogeneità culturale e politica, ha dimostrato maturità e lontananza da posizioni di superficiale antiamericanismo e che ora impone una riflessione sulle forme tradizionali della rappresentanza politica. Dopo le relazioni dei capi degli ispettori Blix e El Baradei che hanno evidenziato l’assenza di prove sufficienti per giustificare un conflitto armato, la pace non è più un'opzione, ma diventa una necessità imprescindibile, da ricercarsi all'interno di una posizione comune dei Paesi europei, dell’ONU e della NATO. Non si può parlare di un ruolo di mediazione dell'Italia, di fronte all'assenza nei precedenti dibattiti parlamentari di un chiaro riferimento in tal senso, ed anzi la sua politica ha messo a dura prova la coesione dell’Unione europea. Resta importante tuttavia il riferimento alla necessità di dare ulteriore tempo agli ispettori, anche perché la risoluzione 1441 dell’ONU non contiene un termine né prevede il ricorso alla forza. (Applausi dai Gruppi Verdi-U e Mar-DL-U e del senatore Peterlini).