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Legislatura 14ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 336 del 19/02/2003


BERLUSCONI, presidente del Consiglio dei ministri. Il Governo ha costantemente lavorato per la pace puntando, con determinazione e coerenza, al disarmo iracheno in tempi rapidi e con mezzi pacifici, sostenendo la dissuasione politico-militare, salvaguardando la credibilità dell’ONU e l'autorevolezza delle sue decisioni, operando per il mantenimento della salda unità nella coalizione internazionale contro il terrorismo e nell’Unione europea, affinché quest'ultima possa avere una sola voce ed un peso effettivo sullo scenario internazionale. Nel ringraziare il Presidente della Repubblica per il sostegno dato allo sforzo del Governo, auspica che l'opposizione aderisca alla mozione della maggioranza che fa propria la linea tracciata dal documento unitario firmato dai Capi di Stato e di Governo dell'Unione a Bruxelles ed accettato anche dai 13 Paesi candidati, che ha il suo punto centrale in una formula da sempre usata dal Governo italiano: l'uso della forza come ultima risorsa disponibile. Le preoccupazioni dell'opinione pubblica sono comprensibili ed appaiono ispirate da buona fede e da alte ispirazioni ideali, ma queste non bastano per la pace: l'unico modo per conseguire il difficile obiettivo di disarmare l'Iraq e di distruggere le armi chimiche di cui Baghdad sicuramente dispone ma che ha finora nascosto, disattendendo ben sedici precedenti risoluzioni dell'ONU, è dimostrare compattezza e fermezza nel chiedere la totale ed incondizionata collaborazione del regime di Saddam Hussein al lavoro degli ispettori, sotto pena di serie conseguenze. Dopo Bruxelles, su questa posizione non dovrebbero più sorgere incertezze tra gli alleati ed apparirebbe sicuramente strano se l'opposizione in Parlamento non accettasse le linee del rinnovato impegno unitario europeo. Il Governo registra con soddisfazione il rasserenamento del clima all'interno dell’Unione, della NATO e delle Nazioni Unite e l’uscita dalla logica dei veti e degli egoismi nazionali: a questo risultato si è giunti anche con il contributo determinante del documento firmato da alcuni Paesi per riequilibrare nel senso della solidarietà euro-atlantica la tendenza all'autosufficienza manifestata da alcuni Governi europei; così come esponendo in modo franco ed amichevole al Presidente americano i rischi di decisioni unilaterali e fornendo assicurazioni circa l'impegno italiano a non lasciare soli gli Stati Uniti nella lotta contro il terrorismo internazionale e le armi di distruzione di massa. Per questa ragione, nello spirito delle alleanze e dei trattati bilaterali, il Governo ha autorizzato tutte le misure logistiche utili a rafforzare la pressione militare sul regime iracheno. Il voto che il Parlamento è chiamato ad esprimere è di grande rilevanza perché, superando le posizioni propagandistiche e di parte, può offrire un chiaro segnale politico alle preoccupazioni dell'opinione pubblica, un segnale di pace - che è ancora possibile - e non di resa, di ragionevolezza nel quadro della rinnovata unità europea. Il Governo continuerà a svolgere la sua opera per la difesa attiva della sicurezza, della pace e della libertà dei popoli. (Vivi, prolungati applausi dai Gruppi FI, AN, UDC, LP, dai banchi del Governo e dei senatori Del Pennino, Crinò, Salzano e Carrara. Congratulazioni).

ANGIUS (DS-U). Chiede una breve sospensione dei lavori per consentire una valutazione delle dichiarazioni testé rese dal Presidente del Consiglio.

PRESIDENTE. Sollecita la comunicazione alla Presidenza degli iscritti a parlare in dissenso dai Gruppi e dispone una breve sospensione della seduta.

La seduta, sospesa alle ore 10, è ripresa alle ore 10,32.

PRESIDENTE. Apre il dibattito.