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Legislatura 14ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 336 del 19/02/2003


Interrogazioni a risposta scritta

GRUOSSO - Al Ministro per i beni e le attività culturali - Premesso che:

la mancata convocazione delle Commissioni consultive della prosa per la determinazione delle provvidenze da assegnare alle imprese che, in regola con la normativa di legge in vigore, ne hanno fatto richiesta e ne risultano beneficiari e ha determinato uno stato di grave tensione nel mondo dello spettacolo e soprattutto in quello teatrale;

la preoccupazione in tale settore è determinata dal fatto che molte imprese, non vedendo assegnato il finanziamento per l'anno 2003, rischiano di sospendere le attività programmate con gravi conseguenze sul piano delle attività teatrali e dei livelli occupazionali;

tutto questo può accadere nonostante il lavoro che gli uffici del Dipartimento dello spettacolo stanno facendo per liquidare e pagare le provvidenze relative all'anno 2002,

si chiede di sapere quali siano le cause che hanno determinato questi ritardi e come si ritenga di intervenire per superare rapidamente la situazione di precarietà in cui è venuto a trovarsi il mondo teatrale e dello spettacolo.

(4-03913)

SODANO TOMMASO - Al Ministro dell'interno - (Già 2-00234)

(4-03914)

FALCIER, ARCHIUTTI, DE RIGO, TREDESE, MAINARDI, SAMBIN, CARRARA - Al Ministro dell'interno - Premesso che:

dopo alcuni mesi dall'avvio delle procedure per la regolarizzazione, nel Veneto, ai sensi della legge n.222/2002 di oltre 60.000 lavoratori immigrati extracomunitari emergono ancora incertezze nell'applicazione della normativa;

vengono segnalati numerosi casi di immigrati che, in attesa di regolarizzazione, perdono il posto di lavoro;

tale evento, nel caso delle "badanti", accade o per il decesso della persona assistita o per il suo ricovero in istituti;

accertato che:

il Ministro in indirizzo ha chiarito che a questi lavoratori debba essere rilasciato un permesso di soggiorno per "attesa occupazione" solo però, successivamente alla convocazione presso lo sportello polifunzionale;

i tempi di perfezionamento delle domande di regolarizzazione comportano per i lavoratori interessati un periodo senza lavoro e senza alloggio;

tale circostanza dà origine a situazioni di ritorno al lavoro nero e alla criminalità, compromettendo lo sforzo nato per la regolarizzazione dell'immigrazione,

si chiede di sapere:

se sia possibile prevedere che, nei casi di perdita del lavoro per decesso del datore di lavoro, dell'assistito, di chiusura dell'azienda o di parte della sua attività, sia data la possibilità ai lavoratori stranieri interessati di trovare da subito un'altra occupazione in attesa di regolarizzazione;

se non si ritenga che nei casi sopraindicati si possano ravvisare le condizioni per permettere un "subentro" del datore di lavoro regolarizzante.

(4-03915)

DEMASI - Al Ministro della salute - Premesso:

che in provincia di Salerno si è recentemente verificato un nuovo caso di meningite batterica che ha colpito un bambino di pochissimi anni attualmente ricoverato, per mancanza di posti letto, presso un nosocomio napoletano dove è stato giudicato in condizioni abbastanza gravi;

che il caso accertato è stato preceduto da analoghi ricoveri resisi necessari rispettivamente per una donna bergamasca, in vacanza nella costiera amalfitana, e per una casalinga cavese trasportata d'urgenza all'ospedale salernitano;

che tali episodi hanno giustamente allarmato il primario infettivologo dell’ospedale San Giovanni di Dio in Salerno il quale è stato costretto ad affermare che "la soglia di attenzione su questo problema deve salire";

che, di contro, il direttore generale dell’azienda ospedaliera salernitana ha sostenuto che "siamo ancora nella normalità lontano dal rischio epidemia";

che tale affermazione è perfettamente in linea con la politica attuale dell’azienda la quale ha assegnato un numero limitatissimo di posti letto all’infettivologia e versa in una situazione generale di provvisorietà ed incertezza fatta passare per "normale";

che il panorama generale offerto dall’ospedale salernitano evidenzia, invece, la indifferenza della regione Campania la quale, con riferimento al caso di specie, avrebbe promesso 15 miliardi di lire, ex legge n. 135/90 per la costruzione di un padiglione per infettivi ma non avrebbe mai erogato materialmente questo danaro;

che la inadempienza dell’assessorato regionale non risulta sia stata stigmatizzata con la necessaria energia dal direttore generale salernitano il quale comunica tale inadempienza solamente in occasione dei fatti in narrativa con il probabile intento di allontanare da sé ogni responsabilità morale,

si chiede di conoscere:

se si intenda accertare la competenza e i dati epidemiologici sulla base dei quali il direttore generale dell’azienda ospedaliera di Salerno ha dichiarato che la situazione della morbilità è nella normalità;

se si intenda accertare, qualora la regione Campania non avesse provveduto, il livello di pericolosità dei casi registrati in provincia di Salerno;

se si intenda controllare l’attivazione delle misure adottate per la individuazione delle cause di tale malattia;

se si ritenga di controllare, con l’eventuale coinvolgimento della Commissione senatoriale di inchiesta sulla efficacia ed efficienza del Servizio sanitario nazionale, la idoneità e funzionalità del reparto infettivi dell’azienda ospedaliera S. Giovanni di Dio di Salerno;

se si intenda accertare la fondatezza delle affermazioni del direttore generale circa la inadempienza della regione Campania rispetto allo stanziamento di 15 miliardi di lire, ex legge 135/90;

se si intenda accertare la fondatezza delle dichiarazioni del direttore generale dell’azienda ospedaliera di Salerno circa la destinazione di 46 miliardi di lire, da destinare a ristrutturazioni e rifacimenti delle degenze, prevista dal Secondo Piano Regionale di investimento dei Presidi Ospedalieri della Campania.

(4-03916)

IOVENE - Ai Ministri della salute e delle politiche agricole e forestali - Premesso:

che nei comuni dell'altopiano del Monte Poro, Ricadi, Joppolo, Spilinga, Nicotera, Limbadi, San Calogero, Rombiolo, Filandari, Zungri, Zaccanopoli, Drapia, Parghelia, Zambrone, Briatico in Provincia di Vibo Valentia i veterinari non effettuano i controlli nelle stalle;

che la locale A.S.L. sostiene di non poter fare i controlli necessari per mancanza di personale;

che gli allevatori non avendo la dovuta certificazione, a seguito dei controlli, non possono vendere il latte;

che da due anni nella provincia di Vibo Valentia non si possono vendere i capi di bestiame a fine carriera in quanto la zona era stata dichiarata infetta causando ingenti danni economici agli allevatori della zona;

che non vengono effettuati i controlli necessari per accertare se l'epidemia sia ancora in atto;

che il Presidente della Società Cooperativa agricola "Sviluppo" a.r.l., con sede a Caroniti di Joppolo, ha inviato lo scorso mese di ottobre una lettera ai Sindaci dei Comuni di Joppolo e Nicotera ed al Prefetto di Vibo Valentia al fine di sollecitare gli interventi di ripristino della viabilità nelle strade interpoderali;

che ad oggi nessun intervento è stato fatto per cui la Cooperativa Sviluppo e gli allevatori associati stanno subendo gravi perdite economiche;

che le ditte che raccolgono il latte nella zona hanno minacciato di interromperne la raccolta se non verranno effettuati interventi urgenti di ripristino della viabilità nelle strade interpoderali;

considerato:

che la zona in questione è ad alto pregio per la sua forte vocazione alle produzioni tipiche legate all'agricoltura, all'artigianato locale, alle bellezze paesaggistiche e turistiche;

che gli ultimi anni hanno prepotentemente messo in evidenza come un'agricoltura di qualità e produzioni tipiche nonché l’artigianato locale, le bellezze naturali e paesaggistiche possano essere volano di crescita economica, occupazionale e culturale;

che l'approvazione da parte dello scorso Governo del patto territoriale sull'agricoltura nella provincia testimonia le grandi potenzialità che ha il territorio della provincia di Vibo Valentia ed in particolare la zona del Monte Poro,

si chiede di sapere:

se non si ritenga opportuno intervenire presso la locale A.S.L. al fine di far effettuare i dovuti controlli nelle stalle;

se non si ritenga opportuno effettuare anche i controlli per verificare se l'epidemia che ha colpito la provincia di Vibo Valentia circa due anni fa sia ancora in atto o sia stata debellata;

se non si ritenga opportuno, così come richiesto dal Presidente della Cooperativa agricola "Sviluppo", prevedere interventi per il ripristino della viabilità nelle strade interpoderali.

(4-03917)