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Legislatura 14ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 271 del 06/11/2002


Sulla validità delle votazioni del disegno di legge n. 1578-B

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima di iniziare i nostri lavori, vi prego di prestare un momento di attenzione, perché devo darvi prima una comunicazione della Presidenza e poi leggere un messaggio del Capo dello Stato.

Inizio con la comunicazione della Presidenza: se vorrete ascoltarmi con un po’ di attenzione, mi farete cosa molto gradita.

Il Presidente del Senato ha riferito alla Conferenza dei Capigruppo, convocata nella serata di ieri, 5 novembre, sulla questione dei cosiddetti "pianisti", in occasione delle votazioni della legge denominata "Cirami", sollevata dal senatore Bordon con una lettera fatta pervenire alla Presidenza venerdì 25 ottobre, assieme ad una videocassetta. Il senatore Bordon concludeva la propria lettera chiedendo alla Presidenza del Senato di "disporre immediate verifiche" sulla vicenda.

Il Presidente del Senato, con la collaborazione degli Uffici, ha proceduto agli accertamenti necessari, dai quali ha tratto conclusioni di fatto e di diritto, che ha riferito alla Conferenza.

In punto di fatto, sulla base della ricostruzione analitica, di cui è stato dato ampio conto ai Capigruppo, degli episodi documentati nel filmato contenuto nella videocassetta, il Presidente ha concluso che il quorum previsto è stato sempre raggiunto nelle votazioni con procedimento elettronico, sia a scrutinio segreto che nominali, e nelle verifiche del numero legale e che, pertanto, votazioni e verifiche sono senz’altro valide.

In punto di diritto, il Presidente ha ricordato che la proclamazione dei singoli risultati non è mai stata contestata nel corso della discussione e, pertanto, anche sotto questo profilo, ha riaffermato la piena validità, secondo il Regolamento, di tutte le votazioni e le verifiche effettuate.

Il Presidente ha confermato che resta ovviamente ferma la possibilità di irrogare la sanzione amministrativa nei confronti di quei senatori per i quali si riuscisse effettivamente a provare - ciò che il filmato, però, non consente - che la sostituzione ha riguardato un collega assente dall’Aula.

Il Presidente ha ribadito la deplorazione senza scusanti nei confronti di qualunque senatore autenticamente "pianista", la cui condotta, anche quando non incida di fatto sui quorum richiesti, è comunque intollerabile, censurabile e deve essere sanzionata. Al tempo stesso, ha sottolineato l’esigenza di evitare che si alimentino fenomeni di discredito nei confronti delle istituzioni e atteggiamenti di antiparlamentarismo.

La Conferenza dei Capigruppo, dopo ampio dibattito, che ha riguardato tutti gli aspetti della questione, ha convenuto sulla relazione del Presidente, il quale, anche alla luce delle indicazioni emerse nel dibattito medesimo, ha preannunziato il proprio intendimento di portare nuovamente all’esame del Consiglio di Presidenza e della Giunta per il Regolamento, per quanto di rispettiva competenza, proposte di revisione delle vigenti modalità di voto.

In considerazione anche del suggerimento dei Capigruppo nella riunione di ieri sera, onorevoli colleghi, vi sarei vivamente grato – sottolineo vivamente grato – se su questa comunicazione non si aprisse alcun dibattito.

MANCINO (Mar-DL-U). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MANCINO (Mar-DL-U). Signor Presidente, convengo sull’opportunità che non si apra un dibattito, però chiedo alla sua cortesia di convocare la Giunta per il Regolamento, perché non è condivisibile la precisazione che non si possa votare soltanto quando il parlamentare è assente. Sulle parole "presente" e "assente" è necessario guardare ai princìpi generali del nostro ordinamento repubblicano e del nostro Regolamento.

Il voto è personale e la delega in Aula non è possibile. Le chiedo allora di convocare la Giunta per il Regolamento. (Applausi dai Gruppi Mar-DL-U, DS-U e Verdi-U e del senatore Michelini).

PRESIDENTE. Senatore Mancino, quello che lei ha appena detto è stato effettivamente oggetto di un lungo dibattito in sede di Conferenza dei Capigruppo ieri sera e, come avevo annunciato nelle comunicazioni rese poco fa, sarà certamente convocata anche la Giunta per il Regolamento per esaminare il punto che lei ha appena ricordato.

DANZI (UDC:CCD-CDU-DE). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DANZI (UDC:CCD-CDU-DE). Signor Presidente, onorevoli colleghi, è sicuramente importante quello che ha appena precisato il senatore Mancino. È necessario rivedere il Regolamento perché esistono numerosissimi verbali dai quali risulta che la cara collega Pagano, ad esempio, fa notare alla Presidenza come a fianco di un senatore ci sia una luce accesa, ma il senatore, che è a poca distanza, alza la mano dicendo che la luce corrisponde alla propria scheda, e nessuno contesta, nessuno pretende che il senatore sia seduto al suo posto.

Mi pare evidente che questo sia un tacito consenso al fatto che un senatore presente in Aula possa confermare la propria presenza… (Commenti dal Gruppo Mar-DL-U).

PRESIDENTE. Senatore Danzi io ho compreso perfettamente il punto che lei ha sollevato; è stato oggetto di discussione…

DANZI (UDC:CCD-CDU-DE). Chiedo scusa per essere arrivato alla fine del suo intervento; non avevo sentito la sua premessa, per cui non dirò più nulla.

PRESIDENTE. Anche il punto da lei sollevato è stato oggetto di lunga discussione nella Conferenza dei Capigruppo. Proprio per questo abbiamo convenuto di convocare una seduta della Giunta per il Regolamento, come ho detto nella mia comunicazione e come ho riconfermato rispondendo al collega Mancino.

Invito dunque nuovamente i colleghi, con un pressante appello, a non agitare ulteriormente il dibattito su questo punto, perché sarà certamente oggetto di esame da parte della Giunta per il Regolamento e da parte del Consiglio di Presidenza, a seconda delle competenze sui punti che andremo a discutere o a novellare. Vi sarei vivamente grato se non si tornasse su questo punto.

LAURO (FI). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LAURO (FI). Signor Presidente, mi rendo conto che siamo nell'Aula del Senato; nella passata legislatura - come lei ricorderà - mi sono dimesso per la questione di Sarno, però c'è una questione su cui non si può transigere: quella personale. Io non ci sto, caro Presidente, non accetto che la dignità di una persona possa essere messa sulla pubblica piazza senza che i verbali arrivino in modo corretto all'opinione pubblica.

Dopo il dibattito di ieri in Aula, è accaduto che i giornali non hanno dato alcuna informazione. Ieri mattina il collega Dalla Chiesa, che aveva la possibilità di intervenire tranquillamente in Aula nell'ambito del dibattito, anziché prendere la parola in questa sede è andato a fare una dichiarazione alla trasmissione "Primo Piano" del TG3 (non so come il collega Dalla Chiesa riesca ad avere sempre grosso spazio sui media: forse per amicizie, forse per questioni di partito, forse perché paga, non lo so)… (Proteste dai Gruppi Mar-DL-U e DS-U). Cari signori, io sono qui a difendere prima di tutto la mia dignità, e chiedo ai colleghi…

PRESIDENTE. Senatore Lauro, comprendo perfettamente il punto.

LAURO (FI). Caro Presidente, la dignità penso che non possa togliercela nessuno. Sono pronto a dimettermi in questo momento affinché si apra in quest'Aula un dibattito sulle mie dimissioni per i motivi che ho indicato.

Rassegno dunque nelle mani del presidente Schifani le mie dimissioni. L'ho già fatto una volta alcuni anni fa quando ci fu la tragedia di Sarno e in quest'Aula sono rimasto l'unico responsabile di quella tragedia. (Commenti della senatrice Pagano). Ebbene, non sono andato in televisione; non sono andato a Sarno, Presidente, come hanno fatto il senatore Mancino, che sedeva al suo posto, e il presidente della Repubblica Scalfaro. Signor Presidente, rassegno le mie dimissioni nelle mani del presidente Schifani, perché è una vergogna che i senatori…

PRESIDENTE. Senatore Lauro, lei è già intervenuto ieri su questo argomento. Non intendo mettere in discussione la sua dignità, ma non posso censurare in questa sede un comportamento tenuto da un collega fuori dall'Aula.

SCHIFANI (FI). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Mi rivolgo anche a lei, senatore Schifani; ho formulato un invito pressante, caldo, amichevole perché non si riapra un dibattito su un tema che è stato oggetto di una lunga discussione ieri mattina e a cui sono state dedicate oltre due ore nella riunione della Conferenza dei Capigruppo.

Ho rivolto un appello gentile e cortese a tutti; se si vuole riaprire il dibattito, non si intende ascoltare la voce del buonsenso e della ragionevolezza. Comunque le do la parola.

SCHIFANI (FI). Signor Presidente, c'è un fatto nuovo: avendo preso atto in questo momento delle dimissioni del collega Lauro, non posso sottrarmi a questo intervento.

E' un passaggio politicamente delicato e mi corre l'obbligo di ricordare all'Assemblea come, in occasione della Conferenza dei Capigruppo, il sottoscritto, a nome della maggioranza, abbia paventato che di lì a poche ore, in alcune piazze e attraverso mezzi televisivi, alcuni esponenti dell'opposizione avrebbero continuato l'operazione di delegittimazione e mistificazione nei confronti di singoli soggetti e non nei confronti dell'azione politica di quei singoli soggetti.

Ho lamentato questo fatto; il mio appello non è stato evidentemente ascoltato e queste ne sono le conseguenze. Poiché la politica è una scienza esatta, ne consegue che dal mancato accoglimento di quell'appello potevano evidentemente scaturire azioni come le dimissioni del senatore Lauro. Me ne dispiaccio e farò opera di convincimento nei confronti del collega per indurlo a ritirarle.

In ogni caso il problema che si pone in quest'Aula, purtroppo, è serio. Non voglio aprire un dibattito, ma ieri - come ho ribadito in sede di Conferenza dei Capigruppo - ho rivolto un accorato appello affinché alcuni esponenti dell'opposizione si astenessero da azioni che nulla hanno a che fare con il dibattito politico; lo scontro politico a volte può essere aspro, ma non deve mai toccare la dignità e l'onorabilità dei singoli soggetti che fanno parte dello scenario politico del nostro Paese. (Applausi dai Gruppi FI e UDC:CCD-CDU-DE).

PRESIDENTE. Senatore Schifani, rincresce anche a me il preannunzio di dimissioni del senatore Lauro e farò anch'io quanto è in mio potere per invitare il senatore Lauro a ripensarci, non essendo questo il modo con cui egli può e deve difendere la sua dignità. Il senatore Lauro è apprezzato da tutti e non credo debba difendersi con un gesto così estremo come le dimissioni. Continuo comunque a chiedere che sia ascoltato l'appello del Presidente.

GIARETTA (Mar-DL-U). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Il senatore Giaretta non ascolta il mio appello, ma gli do la parola.

Ha facoltà di intervenire.

GIARETTA (Mar-DL-U). Signor Presidente, accolgo pienamente il suo appello e mi riconosco nelle affermazioni del presidente Mancino. Non posso però passare sotto silenzio la mia assoluta non condivisione delle affermazioni irriguardose nei confronti dell'attività della minoranza, fatte dal senatore Schifani. Per fortuna, vi è libertà di manifestazione in questo Paese.

NOVI (FI). Anche la libertà di mentire!