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Legislatura 14ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 271 del 06/11/2002


Interrogazioni

PELLICINI - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che:

la strada n. 394 del Verbano (provincia di Varese) nel tratto Luino- Zenna e la linea ferroviaria Luino- Bellinzona in Svizzera venivano investite in data 22 febbraio 2002 da una frana di ingente entità che ostruiva sia l’area stradale, sia la sede ferroviaria in prossimità del Comune di Maccagno.

alla fine di marzo, dopo che i Comuni di Maccagno, Pino Lago Maggiore, Veddasca, Tronzano erano rimasti isolati, veniva riaperta la viabilità, ma purtroppo il successivo 3 maggio un’altra frena cadeva nel medesimo punto, interrompendo tanto la strada quanto la ferrovia; ingenti i disagi delle popolazioni del Nord Verbano, collegate al Comune di Luino solo attraverso i battelli della Navigazione Lago Maggiore, mentre il traffico ferroviario con la Svizzera subiva una gravosa interruzione;

il 30 maggio veniva ripristinato il traffico automobilistico a senso unico alternato e veniva anche riaperta la ferrovia, sino a quando ai primi di agosto finalmente la viabilità veniva totalmente ripristinata;

a seguito di una serie di sopralluoghi il capo compartimento Anas della Lombardia redigeva un progetto esecutivo che prevedeva il collegamento delle gallerie esistenti con una galleria paramassi, a copertura della strada e delle linea ferroviaria, nonché l’allargamento della sede stradale in prossimità di Maccagno, come da anni promesso, garantendo l’esistenza dei fondi necessari e l’inizio dei lavori nel mese di ottobre previa scelta in via d’urgenza della ditta che avrebbe dovuto effettuare le opere progettate;

a tutt’oggi i lavori non sono ancora iniziati e l’imminente inverno rischia di mettere nuovamente in pericolo la parete sovrastante, la strada e la ferrovia,

si chiede di conoscere quando i lavori progettati avranno inizio, segnalandosi l’urgenza estrema dell’intervento che non può essere ulteriormente procrastinato sia per ragioni di viabilità, sia per assicurare il traffico ferroviario e su gomma tra l’Italia e la Svizzera, sia infine per ragioni di pubblica incolumità.

(3-00697)

TESSITORE - Al Ministro per i beni e le attività culturali - Premesso che:

in data 28 maggio 2002 dinanzi alla 7ª Commissione del Senato il Sottosegretario di Stato per i beni e le attività culturali Pescante, in replica all'interrogazione 3-00410 presentata dallo scrivente, sosteneva che la cancellazione del ruolo dirigenziale per il responsabile della Biblioteca universitaria di Napoli era motivata dall'avvio della procedura per l'aggregazione della suddetta Biblioteca all'Università degli studi di Napoli "Federico II";

tale affermazione risulta destituita di ogni fondamento, dato che nessuna procedura di aggregazione è in corso o sarà promossa dal momento che l'Università di Napoli "Federico II", in proposito interpellata, ha dichiarato di non essere interessata a siffatta aggregazione;

pertanto il sottosegretario Pescante è stato indotto a riferire al Parlamento fatti non rispondenti al vero;

successivamente a tale episodio, da considerare assai grave, lo scrivente rivolgeva una nuova interrogazione (3-00507) nella quale chiedeva di sapere:

a) se fosse stato adottato il provvedimento di revoca della disposizione del Direttore generale competente, che su erroneo presupposto aveva cancellato il ruolo dirigenziale al responsabile della Biblioteca universitaria di Napoli;

b) quali iniziative si intendesse adottare a carico di chi aveva fornito al sottosegretario Pescante le erronee informazioni sul caso, al fine di tutelare i corretti rapporti istituzionali tra Esecutivo e Parlamento;

in data 24 ottobre 2002, dinanzi alla 7ª Commissione del Senato, il Sottosegretario di Stato Bono replicava in forme inadeguate in quanto:

a) non giustificava la mancata revoca della ricordata disposizione del Direttore generale competente, in quanto adottata su erroneo presupposto, come per altro risulta anche da una ordinanza del TAR della Campania a ciò sollecitato dal direttore della Biblioteca universitaria di Napoli;

b) era indotto a presentare una imbarazzata motivazione del perché il ruolo dirigenziale era stato attribuito ai responsabili delle Biblioteche nazionali di Potenza e Cosenza, sotto ogni profilo incomparabili con la Biblioteca universitaria di Napoli, uscendo dal tema dell'interrogazione, che non riguardava le suddette Biblioteche nazionali ma quella universitaria di Napoli;

c) la risposta fornita, "interpellata la Direzione generale per i beni librari e gli istituti culturali", risultava sostanzialmente identica ad una nota trasmessa all'interrogante in data 11 giugno 2002 (protocollo n. 186/BACC/18) dal sottosegretario Pescante nel tentativo di superare la incresciosa situazione verificatasi il 28 maggio 2002;

rilevato che l'atteggiamento del Ministero è da ritenersi non solo lesivo dei corretti rapporti istituzionali tra Esecutivo e Parlamento, ma addirittura offensivo perché orientato a non fornire risposte precise a precise interrogazioni;

ritenuto che ammettere un errore e scusarsi per esso non è prova di debolezza ma di doveroso rispetto della propria ed altrui dignità;

considerato che il fatto assume caratteri di progressiva maggiore gravità, intervenendo in fase di esercizio della funzione ispettiva del parlamentare che, giustamente, il 24 ottobre 2002, il sottosegretario Bono ha definito "la più nobile funzione" di un parlamentare,

l’interrogante chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo intenda adottare il provvedimento di revoca della disposizione del Direttore generale competente circa la cancellazione del ruolo dirigenziale della Biblioteca universitaria di Napoli in quanto assunto su erroneo presupposto;

se il Ministro intenda riconoscere la propria responsabilità oggettiva pur se non soggettiva in relazione a quanto verificatosi e dettagliatamente ricordato in premessa;

se il Ministro intenda tutelare la dignità del Parlamento e dell'Esecutivo adottando idonee iniziative di censura a carico di chi pervicacemente mette a rischio i corretti rapporti tra Esecutivo e Parlamento, inducendo due Sottosegretari di Stato a fornire erronee o divaganti repliche a precise interrogazioni rivolte da un parlamentare nell'esercizio della funzione ispettiva.

(3-00698)

TESSITORE - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca - Premesso che:

nella Gazzetta Ufficiale del 4 maggio 2002 è stato pubblicato il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze n. 80/2002, concernente modifiche al regolamento ministeriale 28.9.2001, n. 301, relativo al riordino della Scuola superiore dell’economia e delle finanze;

in particolare, tale decreto:

a) definisce la Scuola superiore dell’economia e delle finanze come "istituzione di alta cultura e formazione posta alle dirette dipendenze del Ministro", con autonomia amministrativa, contabile e di bilancio, assoggettata alle disposizioni contenute nella legge 29 ottobre 1984, n.720, relativa al sistema di tesoreria degli enti e organismi pubblici (articolo 1, primo comma);

b) precisa che la Scuola, con la sua struttura didattica, il personale docente e l’indicazione dei relativi corsi, è iscritta nelle apposite banche dati previste per gli organismi universitari, gestite dal Ministero competente in collaborazione con l’apposito consorzio interuniversitario denominato CINECA, e che la stessa Scuola può, in collaborazione con università italiane ed estere, promuovere e istituire dottorati di ricerca "e nuovi corsi di studio o altre iniziative riservate alla competenza degli atenei" (articolo 1, terzo comma);

c) stabilisce che il personale docente della Scuola sia scelto tra "professori universitari in posizione di aspettativa senza assegni, vincitori di concorso a professore universitario in attesa di chiamata, magistrati, avvocati dello Stato e dirigenti di amministrazioni pubbliche", e che essi acquisiscono, "a ogni effetto, lo stato giuridico e le funzioni di professori ordinari con salvezza delle procedure di avanzamento di carriera", il cui trattamento economico "può essere posto a carico, in misura convenzionalmente ripartita, della Scuola e delle università interessate, nei limiti degli ordinari stanziamenti di bilancio" (articolo 5);

d) istituisce un apposito ruolo per i ricercatori incaricati ai sensi dell’art. 19, comma 15, della legge 28 dicembre 2001, n. 448 (articolo 5);

e) attribuisce alla Scuola una pluralità di fondi di finanziamento, giacchè, oltre alla dotazione finanziaria minima fissata annualmente in sede di bilancio "in misura adeguata ad attuare i compiti istituzionali", la Scuola può utilizzare una "dotazione finanziaria ulteriore e diversa da quella minima prevista nel bilancio dello Stato, anche attraverso l’accesso a fondi nazionali, comunitari ed internazionali", nonché usufruire di ulteriori risorse "a carico del bilancio delle Stato per le spese di funzionamento relativamente agli oneri finanziari per le spese di funzionamento e di mantenimento della sede, per il personale non docente della Scuola e per il rettore e i professori" (articolo 8);

tale decreto ha evidentemente inteso costituire un nuovo Istituto universitario ad ordinamento speciale, per lo svolgimento di attività di istruzione superiore nelle materie di competenza del Ministro dell’economia e delle finanze;

anche il Consiglio Universitario Nazionale con il parere del 27 giugno 2002 ha stigmatizzato il contenuto del decreto, definendo "del tutto anomala" la qualificazione della Scuola come "istituzione di alta cultura, qualificazione che non è prevista né attribuita da nessuna norma concernente la riforma della Scuola", qualificando come "impropria" l’attribuzione alla Scuola della facoltà "non solo di promuovere, ma di istituire dottorati di ricerca e nuovi corsi di studio o altre iniziative riservate alla competenza degli atenei", e biasimando le modalità di inquadramento e di nomina dei professori chiamati a insegnare presso la Scuola mediante "una procedura anomala caratterizzata da discrezionalità attraverso la quale il personale docente della Scuola inquadrato con incarico non temporaneo dovrebbe addirittura acquisire ad ogni effetto lo stato giuridico e le funzioni di professore ordinario qualunque sia la posizione giuridica di partenza";

ritenendo che l’iniziativa del Ministro dell’economia appare non solo anomala, ma contrastante con precise disposizioni di legge in tema di autonomia universitaria e con le configurazioni istituzionali così come definite dall'ordinamento didattico nazionale,

si chiede di sapere:

quale eventuale coinvolgimento abbia riguardato il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca nell’iniziativa sopra ricordata e quale valutazione, in ogni caso, il Ministro dell’istruzione dia del provvedimento adottato dal Ministro dell’economia chiaramente lesivo di specifiche, esclusive competenze del Ministero dell’università;

se il Ministro non ritenga che la suddetta iniziativa sia pericolosamente avviata verso l’apertura di un canale nuovo ed alternativo di accesso al ruolo della docenza universitaria, con lesione dell’autonomia universitaria e dello stato giuridico dei docenti universitari conseguito attraverso regolari concorsi nazionali.

(3-00699)

CURTO - Al Ministro dell'interno - Premesso che:

con la tragica morte del giovane finanziere scelto Fabio Perissinotto ancora una volta la Guardia di Finanza di Brindisi ha contribuito con un tragico tributo di sangue all'azione di contrasto alla criminalità locale;

tale fatto, oltre a richiamare l'attenzione sulla necessità di non abbassare la guardia sulle attività delle organizzazioni criminose, impone sicuramente puntuali analisi sulla scottante materia dei collaboratori di giustizia atteso che l'incidente in cui ha perso la vita il finanziere è stato causato da tale Salvatore Massaro, già esponente di spicco della Sacra corona unita e attualmente collaboratore di giustizia destinatario di apposito programma di protezione,

l'interrogante chiede di sapere se il Governo non ritenga di riferire tempestivamente in Parlamento sull'accaduto e specificamente:

sulla dinamica che ha determinato il tragico evento;

sullo status di collaboratore di giustizia del predetto Salvatore Massaro;

sulla puntuale applicazione del programma di protezione a cui era stato sottoposto il Massaro e sulle cause che hanno favorito l'inosservanza degli obblighi a cui lo stesso era vincolato;

sulle iniziative immediate che si intendano assumere, ove non siano già state assunte, al riguardo (revoca programma di protezione ).

L'interrogante chiede infine di conoscere le valutazioni del Governo sulla qualità della collaborazione offerta dal Massaro che pare non si discosti molto dall'ormai noto clichè secondo il quale le collaborazioni sono utili non solo per poter prima o poi usufruire di benefici vari ma anche, o forse soprattutto, per eliminare la concorrenza (criminale, s'intende! ), senza mai dire alcuna parola sulla consorteria di appartenenza.

(3-00700)

SPECCHIA, FLORINO - Ai Ministri dell'interno e dell'economia e delle finanze - Premesso:

che nella serata del 4 novembre 2002 sulla statale n. 379, in prossimità della località "Specchiolla", nel comune di Carovigno (Br), dopo l’inseguimento di una Lancia Thema che non si era fermata ad un posto di blocco, due Alfa della Guardia di Finanza sono state coinvolte in un incidente nel corso del quale sono rimasti feriti 4 finanzieri in forza presso la Compagnia della Guardia di Finanza di Ostuni;

che la mattina del 5 novembre uno dei 4 militari, il finanziere scelto Fabio Perissinotto, è deceduto a seguito delle gravi ferite riportate;

che è stato poi arrestato il conducente della Lancia Thema;

che si tratta del collaboratore di giustizia Salvatore Massaro, già elemento di rilievo della Sacra corona unita, che ha dichiarato di aver rapinato la sera del 4 novembre la Lancia Thema nel piazzale del santuario della Madonna di Iaddico, a pochi chilometri da Brindisi;

che il Massaro si era allontanato da qualche giorno dalla residenza "protetta" nella quale era agli arresti domiciliari da due anni;

che lo stesso nel luglio 1998 era stato già latitante dopo un permesso di tre giorni dal carcere di Brindisi;

rilevato:

che va espresso un sentito cordoglio per la morte del finanziere Perissinotto e una forte solidarietà agli altri tre finanzieri feriti, nonché ai loro famigliari e alla Guardia di Finanza impegnata quotidianamente nell’assicurare legalità e sicurezza;

che si ripropone il problema della gestione dei collaboratori di giustizia, della loro affidabilità e delle misure di controllo,

gli interroganti chiedono di conoscere maggiori particolari su quanto accaduto al fine di evitare il ripetersi di fatti così gravi.

(3-00701)