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Legislatura 14ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 242 del 25/09/2002


MARINO (Misto-Com). Signor Presidente, noi Comunisti Italiani diciamo un no fermo ad ogni ipotesi di guerra preventiva contro l'Iraq, no ad ogni decisione unilaterale USA o di qualcun altro che comunque possa coinvolgere il nostro Paese in una folle guerra; in ogni caso dovrà essere il Parlamento con un voto a decidere la posizione dell'Italia.

L'obiettivo USA è chiaro: non è certamente il rispetto delle risoluzioni ONU relative agli ispettori, dal momento che l'Iraq ha accettato senza condizioni ispezioni a tutto campo, ma il rovesciamento del regime di Saddam Hussein. Come non pensare al petrolio nel momento in cui gli USA consumano un quarto della produzione mondiale e l'Iraq è al secondo posto nel mondo per le riserve petrolifere?

Anche se decisa dall'ONU, questa guerra preventiva accrescerà il terrorismo in quell'area, romperà l'unità ampia realizzatasi dopo l'11 settembre contro il terrorismo, finirà per costituire una polveriera per tutto il Medio Oriente con conseguente frustrazione dei popoli arabi. Non c'è uno straccio di prova del coinvolgimento dell'Iraq nel terrorismo o per quanto riguarda l'uso di armi di distruzione di massa.

Noi non siamo certamente dalla parte della politica irachena, dalla parte di quel regime, ma pensiamo che un sì a questa guerra preventiva non faccia gli interessi né del nostro Paese, né dell'Europa, che ben altri rapporti di mutuo interesse deve costruire con il mondo arabo. Se per rovesciare un regime occorre una guerra preventiva si farà scempio del diritto internazionale e il mondo sarà ingovernabile.

Quindi, più che una supina accondiscendenza e gratuite attestazioni di fedeltà, negli interessi del Paese e dell'Europa… (Il microfono si disattiva automaticamente). (Applausi dai Gruppi Misto-Com, DS-U, Verdi-U e Misto-RC ).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Malabarba. Ne ha facoltà.