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Legislatura 14ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 242 del 25/09/2002


MALABARBA (Misto-RC). Signor Presidente, chiedo di allegare la parte dell'intervento che non dovessi riuscire a pronunciare dato che non ho la condizione regale del senatore Cossiga.

Signor Berlusconi, come in tutte le recenti dichiarazioni lei manifesta anche in questa occasione il più piatto dei servilismi nei confronti degli Stati Uniti, con i reiterati richiami al loro salvifico ruolo mondiale. Le suggerirei di coniare per gli italiani qualcosa di simile a quanto affermato da un autorevole esponente della dirigenza americana: che gli Stati Uniti hanno il dovere di combattere chi mette in discussione la "benedizione di prosperità" scesa sul popolo americano.

Quando non ci sono apparentemente elementi razionali spendibili nei confronti dell'opinione pubblica per giustificare l'ennesimo tassello di questa guerra infinita e indefinita, si approda alla "guerra di civiltà" in difesa del modello unico di civilizzazione, quello nordamericano.

In questi dieci anni di criminale embargo e di bombardamenti anglo-americani contro l'Iraq, l'obiettivo era chiaro come ora: il controllo delle risorse energetiche. Dopo la decisione irachena di ammettere gli ispettori ONU senza condizioni è semplicemente inammissibile pensare di costringere il Consiglio di sicurezza ad avallare una nuova guerra, e per di più preventiva, del petrolio, così come lei ha sollecitato oggi con la richiesta di una nuova risoluzione e come peraltro vuole il padrone dei padroni, Bush.

Se qualcosa va fatto nei confronti dell'ONU da parte dell'Italia è mettere a disposizione il personale qualificato per le ispezioni e dichiarare l'indisponibilità italiana a partecipare a qualsiasi guerra contro l'Iraq, anche se gli Stati Uniti dovessero mai strappare all'ONU una risoluzione di avallo della guerra, così come deciso dalla Germania.

Lei ha anche annunciato l'invio di 1.000 alpini italiani in Afghanistan: confermiamo non solo la nostra opposizione a quella guerra e a questo nuovo invio di truppe, ma anche la necessità di richiamare tutti i nostri militari impiegati nell'area asiatica e nel Golfo Persico.

Al Parlamento viene oggi sottratta la possibilità di votare sull'orientamento dell'Italia in questa guerra, mentre il premier già avalla i propositi guerrafondai di Bush. Per Rifondazione Comunista è una grave violazione della democrazia. Abbiamo predisposto una risoluzione che chiediamo di sottoporre alla discussione dell'Aula nel giro di breve tempo e daremo il massimo impegno con la manifestazione di sabato e i successivi appuntamenti unitari del movimento pacifista per bloccare quest'ennesima avventura e dire ancora una volta no alla guerra, senza "se" e senza "ma", e sì invece ad un sostegno immediato alla Palestina di Arafat, aggredita da Israele fuori e contro i richiami dell'ONU, del Pontefice e di tutta la comunità internazionale.

Perché, Presidente, non propone il disarmo anche di Israele, che vìola sistematicamente tutte le risoluzioni dell'ONU da cinquant'anni a questa parte? (Applausi dai Gruppi Misto-RC, Misto-Com, DS-U e Verdi-U).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Fabris. Ne ha facoltà.