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Legislatura 14ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 242 del 25/09/2002


BERLUSCONI, presidente del Consiglio dei ministri e ministro degli affari esteri ad interim. Signor Presidente, onorevoli senatori, credo che il vertice tenutosi a Pratica di Mare sia stato importante sul piano internazionale ma che altrettanto importante sia stato per il ruolo che ha avuto il nostro Paese sulla scena internazionale.

Sul piano internazionale abbiamo unito il destino della Federazione russa a quello dell’Occidente; credo che questo sia un fatto assolutamente rilevante. Abbiamo colto, durante la Presidenza del G8, i timori del presidente della Federazione russa che vedeva emergere con forza all’interno del suo Parlamento la posizione di chi intendeva considerare il futuro della Federazione russa come legato non tanto all’Europa e all’Occidente, quanto invece all’Asia e alla potenze asiatiche. Abbiamo colto in quel momento che vi era grande preoccupazione anche per altri fatti: la decisione unilaterale degli Stati Uniti di denunciare il Trattato sui missili (ABM), cosa che poi gli Stati Uniti fecero, e l’espansione della NATO ai Paesi del Mar Baltico.

In questo modo si veniva a costituire quasi una catena intorno al territorio della Federazione russa e questo era sentito come un fatto molto negativo all’interno della Federazione stessa. Nacque così l’idea di chiamare la Federazione russa a partecipare alle decisioni dell’Alleanza atlantica; esisteva già un Consiglio a 19 che decideva e poi riferiva alla Federazione russa, ove quest’ultima avesse voluto unirsi all’azione già decisa dal Consiglio dell’Alleanza atlantica. Vedemmo la possibilità di una nuova istituzione che cancellasse e mettesse da parte il Consiglio a 19 per un nuovo Consiglio a 20 a cui partecipasse a pieno titolo la Federazione russa che poteva, quindi, decidere essa stessa insieme agli altri 19 Paesi sulle azioni da intraprendere.

Presentammo questa nostra "invenzione" al presidente americano Bush e agli altri premier dei Paesi dell’Alleanza. Ottenemmo risposte critiche (il presidente Bush era di avviso contrario); insistemmo e, con un lungo lavoro diplomatico e politico, alla fine riuscimmo - e questo è un bel ricordo per il sottoscritto - nel corso di una telefonata fatta al presidente Bush dalla Russia a convincerlo a dar vita al nuovo Consiglio a 20. Egli ci dette poi atto di questo cambiamento che avevamo indotto con la nostra pressione. (Applausi dai Gruppi AN, FI, UDC:CCD-CDU-DE e LP).

L’avvenimento si è tenuto nella sede di Roma che abbiamo offerto e ha fatto salire molti gradini nella scala della considerazione internazionale del nostro Paese che oggi, credo di poter affermare senza timore di essere smentito, occupa il ruolo che gli è dovuto: siamo, infatti, la quinta economia del mondo, alla pari con l’Inghilterra; come ho ricordato poc’anzi nel mio discorso, siamo il terzo Paese come impegno di truppe nel mantenimento della pace del mondo; siamo i terzi contributori dell’Unione europea; i sesti contributori dell’Organizzazione delle Nazioni Unite; siamo soci fondatori dell’Unione europea e abbiamo radici profonde nella storia e nella cultura.

Credo che l’azione diplomatica che il nostro Governo ha intrapreso in questi mesi abbia dato e potrà dare, soprattutto in futuro, frutti rilevanti; frutti rilevanti anche per sostenere l’economia del nostro Paese e in questo senso abbiamo avviato un cambiamento della nostra diplomazia, aggiungendo alle altre missioni (che sono quelle di diffondere la cultura italiana e di difendere gli interessi degli italiani nel mondo) quella di sostenere il made in Italy nel mondo. (Applausi dai Gruppi FI, UDC:CCD-CDU-DE, AN e LP).

Questa riforma, che non può trovare nelle finanze dello Stato in questi momenti difficili risorse adeguate, è già però diventata un cambiamento di filosofia cui si attengono i nostri ambasciatori e i nostri consoli. Credo che porterà sicuramente dei frutti, perché già dall’anno prossimo l'operato degli ambasciatori e dei consoli sarà valutato anche sulla base dell’incremento delle nostre esportazioni concernenti i Paesi dove essi svolgono la loro funzione e del numero di imprese che colà metteranno sede (perché ormai si riconosce la necessità di superare il puro scambio commerciale e di essere presenti nei vari mercati con sedi e magari centri produttivi che possano produrre un decimo, un ventesimo dei prodotti che in quel Paese le nostre aziende esportano); gli ambasciatori ed i consoli saranno giudicati sulla base (per i Paesi ricchi) dei capitali provenienti da quei Paesi investiti in Italia e degli aumenti dei flussi turistici in Italia originati dai Paesi medesimi. Credo che questo sia importante.

Una seconda questione importante consiste nel fatto che l’Italia sta svolgendo, e può svolgere per il futuro, un ruolo di guida per quanto riguarda i Paesi del Centro Europa. Abbiamo avuto l’occasione fortunata della Presidenza della Iniziativa Centro Europea e l’abbiamo utilizzata. Oggi siamo gli "avvocati difensori" di questi Paesi, per il loro ingresso nell’organizzazione militare della NATO e nell’Unione Europea; ma soprattutto siamo il loro modello, perché la nostra economia delle piccole e piccolissime imprese è l’unico modello a cui possono ispirarsi, in mancanza di capitali, per far crescere il loro benessere. (Applausi dai Gruppi FI, UDC:CCD-CDU-DE, AN e LP).

Analogo ruolo l’Italia conta di svolgere nell’area mediterranea, anche qui per una serie di motivazioni che hanno radici anche nella storia abbiamo la possibilità di essere Paese di riferimento. Per questo abbiamo indirizzato tutti gli sforzi all’accensione di rapporti interpersonali con i protagonisti dei vari Paesi e crediamo che anche questo sia un cambio di filosofia per quanto riguarda la nostra diplomazia: il rapporto interpersonale facilita la soluzione dei problemi e credo possa essere un incentivo forte ad aumentare l’interscambio italiano con i vari Paesi.

Credo che dall’operazione di Pratica di Mare sia derivata una considerazione nuova per il nostro Paese da parte degli Stati Uniti, dei Paesi che compongono la NATO e della Federazione russa. Credo che oggi l’Italia sia in grado davvero di sostenere la propria economia in tutti questi mercati, in quelli che sono già oggi mercati ricchi o che lo sono potenzialmente per il futuro.

Grazie, signor Presidente e signori senatori, per la vostra attenzione. (Vivi, reiterati applausi dai Gruppi FI, UDC:CCD-CDU-DE, AN, LP e Aut, e dei senatori Carrara, Del Pennino e Crinò. Congratulazioni).

PRESIDENTE. La ringrazio, signor Presidente del Consiglio.